Maggio 1974. Joseph Allen Hynek invita l'amico Jacques Vallèe ad accompagnare ad Hollywood due documentaristi, Alan Sandler e Robert Emenegger, quest'ultimo diventato in seguito ufologo convinto. Ai due era stato commissionato un documentario sugli UFO, con taglio serio e scientifico, nientemeno che...dal Ministero della Difesa. Che avrebbe finanziato l'opera, destinata alla televisione e, nelle intenzioni, finalizzata alla divulgazione della verita' sugli UFO. Con questo documento l'USAF intendeva soprattutto dimostrare di esser di mente aperta e di non nascondere nulla al pubblico. E il documentario avrebbe dovuto fare parte di una serie di opere che spaziavano dalla medicina militare sino alle ricerche aerospaziali. Questi ultimi documentari non vennero mai realizzati.
Sandler era titolare di una ditta molto seria e rispettabile, la Sandler Institutional Films, distintasi in passato per l'ottimo documentario sul banchiere americano Armand Hammer. Per questo motivo il nostro era stato scelto dall'USAF. Nella persona del colonnello Coleman.
Ma le riprese iniziali del documentario partirono col piede sbagliato. La NASA, che avrebbe dovuto fornire il proprio materiale d'archivio, nego' di averne sugli UFO. Sandler, che aveva amici in alto loco, riusci' a far arrivare delle pressioni da Washington ed infinne ottenne una serie di filmati di UFO nello spazio, che pero' dicevano poco e niente. Cosi', il nostro scopri' che la NASA non disdegnava dir bugie. Ma il fatto piu' strano fu un altro. Durante una riunione con i militari, Sandler si senti' dire che sarebbe stato necessario inserire nel filmato la sequenza di un "contatto reale tra gli extraterrestri ed i militari, che poteva verificarsi in avvenire o che SI ERA FORSE GIA' VERIFICATO". Una frase enormemente ambigua che desto' la curiosita' di Emenegger, che domando' dove questo fosse gia' avvenuto. Presso la base aerea di Holloman, attorno al 1970, gli fu risposto da Paul Shartle, capo della Sicurezza e responsabile dei programmi audiovisivi della base di Norton. Ove, verso le 5.30, tre oggetti volanti avevano sorvolato la base. Uno di questi era atterrato, posandosi silenziosamente su tre piedini articolati,ed immediatamente cinque persone della base, il comandante, due ufficiali e due scienziati, si erano avvicinati. Da un portellone sarebbero usciti tre esseri di forma umana, con una tuta aderente, dalle pelle grigio-blu, gli occhi incassati, naso largo e pronunciato, piccoli di statura. I due gruppi avrebbero comunicato "in maniera non udibile" e poi tutta la banda si sarebbe ritirata in una sala riservata, in un settore della base noto come 'King I'. Da li' si sarebbero diretti verso la via Marte, sino all'edificio 930, fra gli sguardi sbalorditi dei militari. Un elicottero in volo per riprendere gli UFO avrebbe immortalato tutta la scena, filmando 180 metri di pellicola a colori.
A Washington, i militari assicurarono ai nostri che il filmato esisteva realmente e che era disponibile. Tuttavia, Coleman si rifiuto' sempre di garantirne l'autenticita'.
Adesso, occorreva l'apporto di scienziati di grido. Mentre la partecipazione di Vallèe fu limitata per volere dello stesso, Hynek si ritrovo', incredibile a dirsi, a filmare con tutta una troupe all'interno della base di Holloman. Dove, a regola, era proibito girare delle pellicole. I nostri dovevano riprendere delle sequenze di vita quotidiana da inserire come 'scene di collegamento' all'interno del documentario. L'autorizzazione a filmare, che in genere richiede tempi burocratici molto lunghi, arrivo' in meno di 24 ore. Di per se' queste riprese non significavano niente. E difatti Emenegger e Sandler si aspettavano d'ottenere il filmato del 'contatto'. Ma il filmato non arrivo' mai. "La promessa di informazioni a carattere sensazionale fu ritirata all'ultimo minuto dall'Aeronautica, secondo uno schema classico di manipolazione", commentera' Vallèe . Tutt'a un tratto l'USAF evito' di fornire il materiale, senza dare spiegazioni. E pressioni vennero anche dalla fondazione John MacArthur, che doveva sborsare i fondi per il documentario.
Paul Shartle, nel 1988, avrebbe ribadito che il filmato esiste realmente, e ricorda come questi esseri, molto diversi dai 'grigi' tanto in voga in questi anni, avevano in mano uno strano oggetto affusolato, che altro non era che un traduttore (dunque gli alieni conoscono l'inglese?). E questa storia sarebbe poi stata fatta propria dal 'rivelatore' William Cooper.
E persino Vallèe dichiara che "in seguito a recenti conversazioni, mi hanno confermato che il famoso film esiste e che non e' classificato come segreto". Pure, sebbene i superiori di Norton sostengano che il film altro non e' che una rappresentazione con attori, non se ne trova traccia negli archivi militari della base.
Ma non e' questo cio' che maggiormente ci interessa. E' singolare il coinvolgimento dei due piu' famosi ufologi del mondo come 'garanti scientifici' di materiale assurdo, 'svelato' dall' USAF. Non sarebbe stata la prima volta. E non solo per Hynek e Vallèe. In piu' occasioni ufologi 'di grido', conosciuti dalle masse, sarebbero stati incaricati (di persona o anonimamente) di divulgare materiale top secret, garantendone l'autencita' con la propria popolarita'. E' successo a Linda Howe, invitata alla base di Kirtland con la promessa di poter intervistare un alieno; e' successo a Moore e Shandera, che hanno ricevuto i documenti classificati del Majestic; e' successo a Bob Oechsler della NASA, che ha ricevuto da un anonimo il filmato di un UFO e di un alieno sbarcati a Carp, Canada, assieme ad una serie di lettere deliranti. Ogni volta, le rivelazioni straordinarie all'ultimo minuto non ci sarebbero state, o si sarebbero rivelate talmente 'inquinate' da falsita' da risultare autoscreditate. Questo vale per i documenti del Majestic, accompagnati da una serie di cartoline con battute e indovinelli, che avrebbero condotto, decodificate, alla scoperta del terzo documento majestic, il memo Cutler. E vale per il filmato di Carp che, pur essendo ritenuto valido al 90% , risulta screditato dalla mancanza di un mittente conosciuto (come pure per i documenti majestic) e dalle assurdita' che contornano la vicenda.
Il filmato di Holloman, la mancata intervista ad un EBE, i documenti majestic e l'atterraggio dell'UFO di Carp (su invito di altri extraterrestri) hanno tutti in comune un elemento altamente dubbioso: la presenza certa di extraterrestri fra noi con la complicita' del governo. Come se gli alieni avessero bisogno del permesso dei governi per atterrare!
Questi incredibili documenti, ove verita' e menzogna sono abilmente mescolate, alimentano la falsa credenza che il governo stia per vuotare il sacco sugli UFO. Era successo nel '78, quando questa voce aveva cominciato a circolare negli ambienti ufologici, ed era successo nel '54. Il documentario di Sandler era uscito nel 1974.Siintitolava "UFOs past, present and future" e sarebbe stato seguito da un libro dal titolo identico, scritto da Emenegger. Nel '79 il documentario sarebbe stato riproposto con il titolo traducibile in 'UFO: e' partito!'. Questo, assieme al film di Spielberg 'Incontri ravvicinati del terzo tipo' ed al pessimo documentario della Seligman Productions 'UFO cover up -live' (1988), ricco di rivelazioni tanto sconvolgenti quanto false ad opera di pretesi agenti segreti, sono, per Valle'e, "parimenti citati come esempi destinati a preparare il pubblico alla rivelazione di una visita dallo spazio". E sarebbero dunque avvisaglie del fatto che il governo sia sul punto di rivelare qualcosa. Pia illusione, dicevamo. La copertina della rivista 'Flying saucer news' del dicembre 1975 esultava: "Il governo americano e' pronto a dire: 'I dischi volanti sono reali'". "Ma questa divulgazione" commenta Vallée "e' 'imminente' da 40 anni!"
Il gioco del bastone e della carota, come l'informatico francoamericano l'ha battezzato, lo avrebbe visto nuovamente protagonista nel 1985. Emenegger era stato nuovamente contattato da Coleman, ora in pensione in Florida, che lo aveva avvisato che il momento era propizio per realizzare un nuovo documento sugli UFO e che "il governo era forse pronto a fornire delle informazioni sensazionali, ed era possibile che Allen Hynek accettasse una volta ancora di collaborarvi". All'epoca Hynek stava abbandonando l'universita' Northwestern per ritirarsi a vita privata a Phoenix (gli eran stati promessi ingenti fondi per studiare gli UFO. Promessa regolarmente non mantenuta).
Vallée si incontro' con Emenegger per saperne di piu'. Il giornalista gli confido' che il Ministero della Difesa era pronto a fornire del materiale eccezionale, ma ad una condizione. Occorrevano degli scienziati-ufologi altamente qualificati che accreditassero il tutto. A scatola chiusa, pero'. Le prove sarebbero state fornite solo se Emenegger avesse trovato prima i garanti. Questo significava autenticare del materiale senza prima averlo visto. Col rischio di avvallare qualche falso. Rovinandosi la reputazione.
Vallée se ne rese immediatamente conto e declino' l'invito. E convinse Hynek a fare altrettanto. Giustamente i due si rendevano conto che se il governo americano avesse avuto una prova strabiliante, da un disco volante sino ad un semplice manufatto alieno, non sarebbe stato necessario l'avvallo degli ufologi. Sarebbe bastato organizzare una conferenza stampa e mostrare la prova al mondo. A che servivano dei garanti? E poi, al limite, il governo poteva sfruttare l'Accademia Nazionale delle Scienze. Perche' rivolgersi agli ufologi, che il governo aveva sempre disprezzato?
I due ebbero buon fiuto. Convocato alla base di Norton assieme ai propri assistenti, Hynek ebbe un lungo colloquio con i generali Miller e Scott, che avrebbero dovuto dargli le prove definitive. E le prove erano i contatti telepatici che i due generali avevano con gli extraterrestri!
Hynek, racconta Vallée, giudico' molto naif i due personaggi, che tra l'altro, di UFO, sapevano ben poco. "Credevano fermamente alla storia di Billy Meier, il 'contattista' svizzero che ha scattato numerose foto di pretesi UFO provenienti dalle Plejadi. Quando Hynek domando' loro francamente se erano in possesso di un vero filmato UFO, costoro gli risposero penosamente di non saperne niente", ha scritto Vallèe. Che si e' recato a Norton il 27 marzo del 1985. Cola' il nostro ha avuto un lungo e deludente colloquio con il generale Miller. Che gli ha raccontato storie inverosimili di contattismo, di 'tempo mancante', di Atlantide e Lemuria e del fatto che il governo impedisca che la gente "ascoltiil messaggio cosmico". "Dovevo ripetermi continuamente che non stavo ascoltando uno pseudomistico nella sala posteriore di una libreria New Age" ha detto Vallée "ma il vicedirettore di un'agenzia del Pentagono, che era sbarcato in Normandia con i blindati alleati e aveva partecipato alla liberazione della mia patria..."
Sebbene noi si sia dell'idea che Miller e Scott fossero semplicemente due personaggi originali e non due debunkers, e' fuor di dubbio che la promessa della verita' sugli UFO, tecnica del bastone e della carota, sia il sistema con cui la CIA ammansisce periodicamente gli ufologi e immette 'sul mercato' una serie di falsita' che stornano l'attenzione dell'opinione pubblica e gettano il discredito sull'argomento e sui ricercatori. Causando dissensi interni, diatribe e litigi a tutto spiano. Caratteristica questa dell'ufologia mondiale. Ove ogni gruppo spende meta' del proprio tempo ad insultare e a criticare il gruppo 'avversario' (cioe' chi la pensa diversamente, magari su aspetti marginali della questione). E questo, seguendo il vecchio adagio latino 'Divide et impera', dividi e domina.
Un ultimo dato, a conclusione dell'insolita vicenda di Norton. E' sempre Vallèe che parla: "Il generale Miller mori' di morte naturale nel 1988. L'anno seguente la base di Norton, vittima dei tagli sistematici dei budgets militari, fu chiusa dall'amministrazione Bush".
http://www.usac.it/articoli/casale_atterraggio_holloman.htmhttp://www.ufomachine.org/generale/ufologia1/atterraggio-a-holloman-disclosure-o-debunking/menu-id-65.html