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Creata la sezione SCIENZE E TECNOLOGIE

Autore Topic: Gli avvistamenti più importanti dell'era moderna  (Letto 7171 volte)

Sheenky

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Gli avvistamenti più importanti dell'era moderna
« il: 28 Luglio 2011, 17:56:01 pm »

L'ufologia, come sappiamo bene noi appassionati del fenomeno, è una materia estremamente importante...per noi stessi...per l'umanità...per il futuro...e anche per il passato.
Tutto ebbe inizio nel '47 con l'ormai famosissimo crash di Roswell, ma da allora, tra periodi di magra e di piena, questa affascinante materia non ha mai cessato di esistere. Anzi, ogni giorno si aggiungono nuovi elementi di studio che riguardano tutta la storia dell'umanità. Dal passato antico ai giorni odierni...
Questo topic conterrà tutti quei casi importanti che hanno fatto storia nell’era moderna. Non è consentito postare tutti gli avvistamenti del 2010, 2009, 2008, etc… solamente quelli significativi corredati di foto, video, articoli, testimonianze (se presenti), fonti autorevoli.

Nel caso aveste qualche dubbio vi rimando al nuovo regolamento, che potete trovare al link seguente:
http://www.nibiru2012.it/forum/ufo/faq-sezione-ufo-da-leggere-prima-di-postare-questa-sezione-136813.0.html

Che dire...Buona lettura e buona ricerca se avete casi importanti da postare!  :p

« Ultima modifica: 28 Luglio 2011, 18:23:33 pm da spaziotempo »
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Sheenky

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Re:Gli avvistamenti più importanti dell'era moderna
« Risposta #1 il: 29 Luglio 2011, 15:20:04 pm »

LE MANIFESTAZIONI SU ROMA
DATA: 6 E 7 NOVEMBRE 1954




Ricostruzione dell'avvistamento

Il 6 novembre 1954, sabato, verso le 11 a.m. ero nel quartiere Tuscolano, quando vidi nel cielo alcuni puntini bianchi. Intorno a me erano una ventina di operai dello stabilimento Neri, di acque minerali. Mi recai allora sulla terrazza dello stabilimento. E vi rimasi per due ore avvinto da quello che non saprei descrivere se non come lo spettacolo più emozionante della mia vita. Molte persone che erano con me si stancarono presto la vista, o se ne andarono per motivi di lavoro. Alcuni rimasero. Cominciai ad essere veramente stupito quando vidi una prima squadriglia di "quattro" apparecchi in "perfetta formazione a losanga". Gli apparecchi erano altissimi, ma il cielo era sereno e azzurro: sembravano capocchie bianche di spilli.
Nonostante la chiarezza del cielo, gli apparecchi erano visibili, quasi sempre per 30-40 secondi al massimo: poi scomparivano fra le brume. A distanza di 3-4 minuti vidi altre squadriglie di 4 apparecchi a losanga, di 7 a "delta", di 12 a largo angolo ottuso.
Qualche volta (ma non sempre) gli apparecchi lasciavano una cortissima scia bluastra, spesso brillavano al sole e nel cielo appariva allora come una piccola scintilla.
Dopo circa mezz'ora, calcolai che almeno una cinquantina di apparecchi dovevano essere presenti nel cielo di Roma, ma non potevo vederli che a gruppi e saltuariamente.
Chi erano? Reattori americani di nuovo tipo? Pensavo alla emozione della popolazione, perché ritenevo che tutta la città li stesse osservando. Ma come compresi in seguito, quando operano a simile altezza, questi apparecchi non provocano il tipo di avvistamento collettivo, che avviene invece quando operano a quota più bassa (3-4000 metri).
 
LA FORMAZIONE "A CROCE"
A mezzogiorno preciso vidi una formazione perfetta a "V" di venti apparecchi, la più numerosa vista fino a quel momento, procedere da oriente verso Ostia. Quasi contemporaneamente, ne vidi un'altra identica procedere in "senso opposto". Fu questione di poche decine di secondi. Le due squadriglie si incontrarono, si congiunsero ai vertici delle grandi "V" e formarono una perfetta "Croce Greca" di esattamente quaranta apparecchi (dieci per ciascun braccio).
La croce ruotò su sé stessa di tre quarti di giro trasformandosi in una X. Poi le due squadriglie si distaccarono, formando ciascuna una serpentina di 20 apparecchi. Dopo alcune curve nel cielo, le due serpentine scomparirono alla vista, portandosi ad una quota superiore. Tutta la manovra era durata, complessivamente, circa tre minuti.
La croce era stata disegnata in direzione di Trastevere-Montemario e cioè nel cielo sovrastante la Città del Vaticano.
Avevo la sensazione di aver assistito a qualche cosa di nuovo e di supremamente grande. Era indubbiamente l'emozione più forte che avessi provata nella mia esistenza. Erano americani? Mi ricordai in quel momento la data: 6 novembre, vigilia dell'Anniversario della Rivoluzione Russa. Erano forse russi? Cominciai a notare che dal cielo cadevano lunghissimi filamenti lucenti (di otto, dieci metri) sottilissimi. Avevo visto cadere la stagnola antiradar degli apparecchi americani, durante la guerra. Non era la stessa cosa. Questi filamenti erano sottilissimi: sembravano fili di ragnatela. Riuscii a prendesse uno: poteva sembrare una materia vetrosa, che si volatizzava dopo qualche tempo.
Gli apparecchi continuarono ad apparire, a volte in squadriglie, a volte in fila indiana.
Compresi, in seguito, che si trattava di una precisa manovra che si ripeteva. Notai che quando gli apparecchi si concentravano nel medesimo punto del cielo, si formava, al di sotto, una specie di alone bluastro opaco mentre gli apparecchi compivano cerchi al di sopra.
Ad un certo momento vidi convergere in un determinato punto del cielo, proprio in direzione del centro di Roma, alcune squadriglie: tre, quattro, cinque, sei, sette. Contai l'uno dopo l'altro fino ad ottantacinque apparecchi.
Realizzai che ve ne dovevano essere su Roma, in quel momento, almeno un centinaio. Seguii il va e vieni di questi apparecchi fino alle 13. Verso questa ora scomparvero definitivamente. In quale direzione? Attesi con curiosità le edizioni dei giornali della sera. Con mia enorme sorpresa non vi era una parola della manifestazione.
Mi recai alla redazione di un giornale ("Il Secolo") e ne parlai ad amici giornalisti. Mi guardarono increduli. Dissi allora che preferivo non si pubblicasse nulla. Pensavo che le Autorità avessero avuto motivi per non diramare la notizia alla stampa.
 
RITORNANO IL 7 NOVEMBRE
Cercai sui giornali della domenica mattina, 7 novembre: nulla. Andai allora dal Direttore Generale degli Affari politici del Ministero degli Esteri. Anch'egli non era al corrente di nulla. Mi ascoltò attentamente: sapevo che, conoscendomi da venticinque anni, non avrebbe potuto mettere in dubbio le mie parole. Esaminammo insieme la manifestazione e la data.
Tornai poi allo Stabilimento Neri, nella zona Tuscolana. Verso le 11,30 salii sulla terrazza da dove avevo osservato la manifestazione del giorno prima. Il cielo era ancora più limpido del giorno precedente: una mattinata cristallina, splendida. Con meraviglia mi accorsi che gli apparecchi erano nuovamente nel cielo di Roma. Sempre altissimi. Li distinsi dopo averne visto brillare qualcuno al sole. Vidi poi la grande ombra bluastra del "concentramento", sulla zona Flaminia-Nomentana. La manifestazione si svolse per ben due ore e mezza, cioè fino alle 14. Non mi mossi più dalla terrazza. Mi fu possibile a poco a poco comprendere la manovra che questi apparecchi svolgevano. Era sempre la stessa: essi si concentravano in un determinato punto del cielo, provenendo da direzioni diverse e arrivando nel concentramento "sempre in formazione". In questo concentramento gli apparecchi compivano numerosi giri concentrici. Poi, dopo circa cinque minuti, lasciavano il concentramento e si vedevano allora uscire dall'alone opaco, nel cielo limpido, "sempre in fila indiana" di sette otto, prendendo direzioni diverse, a raggiera. La squadriglia regolamentare doveva essere di sette apparecchi. Qualche volta, nell'uscita dal concentramento, due squadriglie si susseguivano in fila indiana e potei contare così sino a quattordici apparecchi l'uno dietro l'altro.
Gli apparecchi scomparivano per una decina di minuti: compivano, probabilmente, larghi giri nel Lazio. (?) Poi riapparivano "in formazione", per operare un nuovo concentramento in un altro punto del cielo. Quando ripartivano erano di nuovo "in fila indiana"; e così di seguito.
Il 7 novembre 1954 mi fu possibile contare cinque di questi concentramenti e precisamente: il primo sulla zona Nomentana-Flaminio; il secondo sulla zona del centro (Stazione Termini-Piazza Vittorio); il terzo sulla zona S. Giovanni; il quarto sulla zona Tuscolana, proprio sulla mia testa, il quinto, l'ultimo, sulla zona Tiburtina.
Compresi che anche il giorno precedente il movimento degli apparecchi, che mi era apparso confuso, si era svolto, invece, eseguendo questa manovra. I concentramenti del 6 novembre erano avvenuti nella parte occidentale di Roma (Nomentana, Trastevere, Ostiense, Piazza Garibaldi). Mentre il 6 novembre non avevo potuto vedere che direzione avessero preso gli apparecchi alla fine della manifestazione, il 7 novembre vidi alcune squadriglie prendere la direzione dell'Abruzzo e scomparire. Erano circa le 14. Gli apparecchi avevano dunque operato su Roma per due ore e mezza consecutive. Questo tempo sarebbe stato sufficiente per bombardare tutte le Basi Navali del Mediterraneo occidentale. Si trattava di una autonomia rivoluzionaria "inconcepibile".
(Anche il 7 novembre avevo visto cadere dal cielo i lunghi filamenti vetrosi che scintillavano al sole, prova evidente della presenza fisica di questi apparecchi).
Mi recai a colazione al Circolo del Golf e verso le 16 andai a Ciampino. Il Colonnello Comandante del Campo, dopo aver ascoltato con meraviglia le mie parole, mi disse che "tutto era tranquillo e che non si era notato nulla di speciale" (!!).

Fonte: Dal libro del Console Perego: "Gli extraterrestri sono tornati"
Fonte: www.progettoperego.it



LA TESTIMONIANZA DI MASSIMO STACCIOLI

Avevo 10 anni, frequentavo la V Elementare, quel giorno,di sabato, facevo il turno pomeridiano di scuola, quindi ero a casa a fare i compiti. La finestra della stanza in cui ero dava su una delle piu note piazze romane : Campo de' fiori,quindi una visuale ampia, e sotto, visto che era mattina vi era il ben noto mercato all'aperto (lo dico perché sarà un particolare che serve). Verso le ore 11.00, mia sorella , piu grande di me, che era in finestra, mi chiama a gran voce per vedere quanti bei palloni sonda volassero in cielo in quel momento! Sapeva che a me piaceva tutto ciò che volava; conoscevo ad esempio molto bene qualsiasi aereo ed il traffico di procedura di discesa per l'unico aeroporto di Roma, allora Ciampino, in quanto gli aerei in attesa di atterraggio (holding), giravano tutti sul centro della Capitale, sulla mia testa insomma e con il mio piccolo cannocchiale mi divertivo spesso a guardarli. Non divaghiamo, mi precipitai alla finestra e subito con mio grande stupore mi accorsi di quello che non stavo vedendo...cioè palloni sonda , e tutti in formazione a V ! La mia bocca rimase spalancata, pensai "di palloni ne vengono lanciati uno per volta, massimo due! E poi, tutti in formazione perfetta..." pensai a dei palloncini sfuggiti ad un rivenditore, ma correvano e non c'era vento! (Quando tirava vento, in piazza le tende delle bancarelle sottostanti si gonfiavano proprio come delle vele, anzi qualcuna , con mio divertimento, si ribaltava anche...). E allora...? Cosa stavo osservando? Di UFO non ne sapevo niente. Corsi giù in strada, dalla parte opposta da cui stavo osservando e mi ritrovai con il naso all'insu' in un'altra piazza (già, l'ingresso del portone era da piazza Farnese e le finestre sull'altra piazza), quella bella strana formazione era lassù che continuava a volare verso il Vaticano, come direzione, l'altezza di quei bei pallini bianchi sul bellissimo cielo azzurro di novembre poteva essere stimata sui 4 / 5 mila m. C'era un altro problema in quella formazione... Tutti quei pallini bianchi (ora direi dischi) dondolavano, o meglio, oscillavano in avanti e in dietro, quasi impercettibilmente tra di loro. Ad un certo punto , quando stavo per perderli a causa del palazzo di fronte, mi accorsi che un'altra formazione di altrettanti oggetti andava incontro alla precedente; il palazzo dell'ambasciata francese mi impedi' di vedere il resto... Poi ero piccolo, non potevo allontanarmi per vedere meglio, d'altronde non sapevo cosa stava effettivamente succedendo... Qualche giorno dopo lessi alcuni quotidiani in un'edicola vicino casa mia, che si erano di nuovo visti i Dischi Volanti su Roma... E cosa erano ? Pero' ricordo bene che mentre LI guardavo mi tremavano le gambe ! Seppi poi da un libro dell'allora console Perego (uno dei primi ufologi italiani ) che quelle due formazioni, anche da lui osservate, avevano composto una sorta di croce greca, sciogliendosi e ricomponendosi più di una volta (come evidentemente a far vedere che la cosa non era una casualità ); e quando si concentravano cadeva quella strana sostanza chiamata bambagia silicea.

Fonte: Massimo Staccioli (Ex Sottuff/le dell'Aeronautica Militare; RADARISTA - Difesa Aerea, per 35 anni. Base Intercettori Teleguidati della 1° Aerobrigata Missili)
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kaloo

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Re:Gli avvistamenti più importanti dell'era moderna
« Risposta #2 il: 29 Luglio 2011, 15:25:07 pm »

da Wikipedia:
Il "Comunale" [di Firenze] fu inoltre sede del presunto avvistamento di UFO a Firenze; nel pomeriggio del 27 ottobre 1954, mentre si giocava un amichevole tra Fiorentina e Pistoiese di fronte a 10.000 spettatori, comparvero in cielo "due oggetti volanti che si spo­stavano velocemente in linea retta in direzione nord-sud",lungo tutto lo stadio, prima di svanire dietro la curva Fiesole.[29] I filamenti bianchi, che caddero sul campo, composti da "vetro borosilici­co" secondo le analisi effettuate dal Cicap, sarebbero dovuti alla tecnica del ballooning, messa in atto da alcune specie di ragni per migrare. I riflessi nel cielo sarebbero invece causati dall'uso di chaff durante alcune esercitazioni militari.

http://it.wikipedia.org/wiki/Stadio_Artemio_Franchi
 :uhm:
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...Laddove la ragione rifiuta, la coscienza interiore percepisce...
...理由は、彼は内なる意識を感じて、応じない場合...

Sheenky

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Re:Gli avvistamenti più importanti dell'era moderna
« Risposta #3 il: 30 Luglio 2011, 08:27:50 am »

Riguardo all'avvistamento qua sopra:

UFO'S INTERROMPONO PARTITA DI CALCIO A FIRENZE
DATA: 27 OTTOBRE 1954



E’ il 27 ottobre del 1954, gli abitanti della città di Prato sono improvvisamente sconvolti da una visione che si para loro innanzi: due grossi oggetti volanti luminosi e dalla forma di sigaro, seguiti da una lunga scia bianca e vaporosa, attraversano il cielo. Ad un certo punto i due “velivoli” compiono una brusca virata di 45° e si dirigono alla volta di Firenze.
Nel tranquillo capoluogo Toscano è un giorno particolare: l’attenzione di tutta la cittadinanza è rivolta allo Stadio Artemio Franchi dove si sta disputando la partita di calcio tra la Fiorentina e la Pistoiese…Ben presto però gli occhi degli spettatori sono destinati a sollevarsi dal campo di gioco e persino il sentito derby viene bruscamente interrotto da un avvenimento tanto incomprensibile quanto sconvolgente: alle 14.20 nel cielo di Firenze appare una vera e propria squadriglia formata da oltre 20 oggetti volanti non identificati che sembrano procedere in formazione e sfrecciano ad una velocità molto elevata in direzione Nord Ovest - Sud Est, dalle Cascine verso il quartiere di Rovezzano; alcuni hanno l'aspetto di ali d'aquila, altri presentano una forma di goccia e infine chiudono la processione dei dischi piatti, bianchi e lucenti. Il contatto dura ben 15 minuti e in questo lasso di tempo la redazione de "La Nazione" viene letteralmente sommersa dalle telefonate di centinaia di cittadini terrorizzati; il capocronista Giorgio Batini, sale immediatamente sul tetto assieme ad altri colleghi e tutti hanno modo di assistere ad una visione stupefacente: uno stormo di oggetti luminosi sta sfrecciando sopra al Duomo di Firenze.
Il fenomeno più sconvolgente però è quello a cui hanno modo di assistere le migliaia di tifosi presenti alla partita: all’inizio del secondo tempo infatti l'intero stadio, calciatori compresi, alza gli occhi al cielo, persino Ferruccio Valcareggi, allenatore della Fiorentina e futuro tecnico della Nazionale, osserva la scena attonito e l'arbitro si vede costretto ad interrompere il derby. Per ben 11 minuti la squadriglia di Ufo sosta sopra l’“Artemio Franchi” eseguendo evoluzioni acrobatiche per poi sfrecciare via a zig zag.
La situazione è a dir poco incredibile: migliaia di testimonianze collettive, un'intera città con gli occhi rivolti al cielo e non è ancora tutto. Dopo l'avvistamento, infatti, per oltre mezz’ora, Firenze viene investita da una misteriosa “nevicata”: l’intera città viene ricoperta da una strana sostanza bianca lanuginosa ed appiccicosa che imbianca i tetti e che si smaterializza al contatto con le mani. Alfredo Jacopozzi, al tempo studente di ingegneria, riesce a raccogliere alcuni frammenti della sostanza in un contenitore di vetro sterilizzato e lo porta ad far analizzare presso l'Istituto di Chimica Analitica dell'Università di Firenze. Dopo aver proceduto ad analisi accurate, il direttore dell'Istituto - Prof. Giovanni Canneri - ufficialmente dichiara che “Si tratta di una materia a struttura fibrosa con notevole resistenza meccanica alla trazione e alla torsione. Sottoposta a riscaldamento, imbrunisce lasciando un residuo fusibile e trasparente. Il residuo fusibile mostra spettrograficamente di contenere prevalentemente Boro, Silicio, Calcio e Magnesio. In via puramente ipotetica, la sostanza esaminata nella scala microchimica potrebbe essere un vetro borosilicico.” Il giorno seguente è ancora il giornalista Batini a portare in istituto una notevole quantità di quella strana ragnatela, raccolta nei boschi attorno a Firenze.
Le tracce lasciate dagli Ufo vengono chiamate "Capelli d'Angelo" o "Bambagia Silicea": ne esistono oltre 270 casi documentati raccolti dal Centro Ufologico Nazionale Italiano. Alcuni biologi sostengono che si tratti di una particolare ragnatela prodotta da una specie di aracnide migratore che usa le correnti aeree; secondo altri sarebbero residui chimici delle lavorazioni tessili dispersi in atmosfera mentre per altri ancora potrebbero essere frammenti di una paglia antiradar usata dagli aerei negli anni '50.
Davvero numerose sono state le teorie relative a questo materiale lasciato dagli Ufo al loro passaggio: un funzionario dell’aeroporto fiorentino di Peretola sostiene che la teoria delle ragnatele asserendo che talvolta il vento le raccoglie e ne fa una grossa palla, poi qualche corrente ascensionale le porta in alto dove colpite dalla luce solare divengono luminosissime. Il Professor Piccardi dell’Istituto di Chimica e Fisica dell’Università di Firenze, interrogato sull’argomento, tende ad escludere che la sostanza vetrosa sia stata lasciata cadere da un aereo, mentre ipotizza che il vento possa aver trascinato e fatto cadere sulla città le emissioni di qualche vetreria. Vasco Magrini, un esperto pilota di aerei, sostiene che se un velivolo perde lana di vetro significa che sta letteralmente sfasciandosi, oppure che i membri dell’equipaggio si stanno disfacendo in volo (cosa peraltro vietatissima) di sostanze utilizzate come isolante termico; questa ipotesi sarebbe poi avallata dal fatto che in concomitanza di alcune apparizioni sarebbe stato udito dai testimoni proprio il rombo di un aereoplano.
La teoria più razionale, ma se vogliamo dissacrante, è però quella esposta dal Prof. Guglielmo Righini, responsabile dell’osservatorio di Arcetri: secondo lui infatti non si sarebbe verificato alcun avvistamento di dischi volanti bensì un semplice fenomeno di ottica atmosferica. Considerate l’ora e la posizione del sole, lo studioso sostiene che la bambagia avrebbe semplicemente dato origine a fenomeni di riflessione che la suggestione di massa avrebbe poi fatto scambiare per palloni volanti o Ufo. Nessuna di queste teorie riesce però a spiegare come una quantità così grande sia potuta cadere su un'unica città ed in un solo giorno, e tutte lasciano inoltre insoluti i misteri relativi alla provenienza della “nevicata” di materiale vetroso nonché i fenomeni di contatti notturni verificatisi in quei giorni a Firenze e nel resto della Toscana, in particolare un disco luminoso avvistato di notte da un medico fiorentino al rientro dal lavoro: questi inoltre era in auto con un amico che ha a sua volta distinto nitidamente il disco.
Nei giorni seguenti strane nevicate e avvistamenti simili si susseguono numerosi in Italia (a Perugia, Civitavecchia e Lucca) e persino all’estero.
La storia di quel 27 ottobre continua a rimanere ancora oggi ben viva nella memoria di molti testimoni: che si tratti di fenomeni atmosferici, di visioni collettive o di vera e propria attività aliena non è dato sapere…almeno a noi civili…Eh si, infatti dimenticavo quasi di dirvi che subito dopo l’apparizione degli Ufo su Firenze le campagne circostanti iniziarono ad essere oggetto di altre numerose apparizioni: quelle di alcuni misteriosi figuri che i contadini del Valdarno chiamavano semplicemente “Ispettori”, con tutta probabilità funzionari dei servizi segreti militari inviati dal Ministero a raccogliere il maggior numero d’informazioni e testimonianze possibili sull’argomento.
Un po’ strano tanto interessamento per un semplice fenomeno atmosferico non vi pare ?
L'episodio del 27 ottobre ’54, che ancora oggi nonostante le migliaia di teorie e supposizioni al riguardo, non ha ancora trovato una spiegazione definitiva, riveste un’importanza particolare poiché si tratta forse dell’unico “contatto” a memoria d’uomo che ha visto coinvolte migliaia di persone contemporaneamente ed in pieno giorno facendo traballare seriamente anche le convinzioni degli scettici più accaniti.
Indubbiamente l’avvistamento di massa fiorentino un effetto molto significativo lo ha nei confronti della gente e soprattutto della stampa che da quel momento in poi inizia a trattare senza alcun timore la tematica degli Ufo diffondendo testimonianze e rapporti relativi all’attività aliena che solo poco tempo prima sarebbe stato impensabile rendere di dominio pubblico.
Uno dei primi segnali in tal senso è rappresentato dalla lettera scritta dal Professor Malvezzi e pubblicata sulle pagine de “La Nazione”: lo studioso riporta un ricordo personale risalente al 1942, periodo in cui a nessuno passava lontanamente per la testa di parlare di Ufo, quando avrebbe notato una grande palla verde e quindi oggetto sigariforme, concludendo che le apparizioni saltuarie e isolate di luci cui aveva assistito in passato non erano neanche lontanamente comparabili alle piogge di meteore che aveva avuto modo di osservare anni prima.
Il quotidiano nei giorni successivi riporta anche notizie di fenomeni simili avvenuti all'estero:
a Losanna in Svizzera, ad esempio, alcuni agenti della gendarmeria avevano raccolto ed analizzato i frammenti di un disco volante che si era letteralmente sgretolato davanti ai loro occhi; i Vigili del Fuoco di Asmara avevano avvistato un oggetto splendente di forma rotonda mentre un “sigaro volante” era atterrato in un'azienda agricola vicino a Tripoli ed il titolare prima di venire colpito da una violenta scarica elettrica aveva scorto all'interno sei esseri, dall'aspetto assolutamente umano, in tuta gialla.
Il 27 ottobre del 1954 a Firenze è accaduta effettivamente una cosa molto importante: ha iniziato a crollare il muro di omertà attorno agli avvistamenti.




L'ARTICOLO SULLA RIVISTA "FOCUS"







SERVIZIO DI VOYAGER SU QUESTO CASO

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Re:Gli avvistamenti più importanti dell'era moderna
« Risposta #4 il: 30 Luglio 2011, 10:00:44 am »

Veramente interessante, non ne avevo mai sentito parlare. :applauso:
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Daniel Smith

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Re:Gli avvistamenti più importanti dell'era moderna
« Risposta #5 il: 30 Luglio 2011, 15:04:48 pm »

Integrazione documentale dell' articolo
UFO'S INTERROMPONO PARTITA DI CALCIO A FIRENZE
DATA: 27 OTTOBRE 1954

Articolo apparso sulla nazione e foto di campioni di "bambagia" ricaduta sulla città



Documento analisi dei campioni effettuata dall' Università di Firenze



Curiosità/analogie

Nello stesso periodo vi fu un caso analogo in Giappone anche li vi fu la ricaduta di "bambagia dal cielo"
del tutto simile al caso di Firenze come dimostrano le foto dei campioni raccolti


« Ultima modifica: 30 Luglio 2011, 15:21:27 pm da Daniel Smith »
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Daniel Smith

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Re:Gli avvistamenti più importanti dell'era moderna
« Risposta #6 il: 30 Luglio 2011, 19:56:41 pm »

20-04-1950* IL "PRIMO" INCONTRO RAVVICINATO DEL III TIPO IN ITALIA.
*(Alcune indagini riportano la data 24-04-1950)

L'OPERAIO BRUNO FACCHINI FACCIA A FACCIA CON GLI OCCUPANTI DI UN UFO AD
ABBIATE GUAZZONE


Il caso Facchini e' considerato da molti il primo incontro ravvicinato del III tipo avvenuto in Italia,
ovvio le ricerche effettuate dagli ufologi sono sempre alla ricerca di nuovi casi del passato.
Resta comunque, uno dei primissimi casi italiani presentati dalla stampa.




I FATTI

Uscito dopo un temporale dalla sua casa di Abbiate Guazzone, l'operaio Bruno facchini
nota un luccichio nella notte non molto distante da casa sua.
Temendo che un fulmine abbia colpito la linea elettrica causando un incendio,
decide, una volta indossati gli stivali di gomma, di avviarsi lungo il tragitto dei tralicci.
Giunto nei pressi di un campo, l'operaio nota un grande oggetto simile ad una palla da
rugby (una palla schiacciata dall'alto disse) appoggiato al suolo, di cui nota il portellone
aperto munito di scaletta a terra, che lascia intravedere una tenue luce verdastra interna.
Accanto allo strano oggetto poggiato al suolo,vi era una spiecie di elevatore pneumatico,
sulla cui sommita' vi era un individuo munito di "scafandro" e "maschera" intento a "saldare"
qualcosa posta sulla superficie dello scafo, il quale rimandava riflessi metallici,alla luce della "fiamma".
L'individuo pero' non era solo, altre due "figure" si muovevano impacciate attorno allo strano oggetto
come ad ispezionarlo, eanche esse indossavano una specie di "scafandro", corredato da una "maschera"
sul volto avente all'altezza della bocca un tubo con bocchettone all'estremita'.
Pensando di trovarsi di fronte un apparecchio militare in palese difficolta' (a poca distanza vi erano gli aeroporti
di Vergiate e Venegono e Malpensa) Facchini accellera il passo e giunto a pochissimi metri
dall'oggetto, apporta il suo aiuto,chiedendo agli occupanti se erano in difficolta'.
Gli occupanti sorpresi "dell'intruso" iniziarono ad emettere strani suoni gutturali simili ad un "GURR"
A quel punto Facchini si accorge che qualcosa non va, gli occupanti altri un metro e settanta circa,
appaiono troppo strani, e quella macchina era davvero diversa da qualsiasi cosa avesse mai visto prima.
Dal portellone aperto si intravede una luce verdastra e all'interno un fitto intreccio di tubi e "manometri",
in piu' l'oggetto emette un intenso rumore come se all'interno vi fosse un gigantesco alveare.
Facchini indietreggia poi colto dal panico inizia a fuggire....a quel punto uno degli occupanti
gli punta una specie di "macchina fotografica" che sembra portare appesa intorno al collo,la quale proietta un
fascio di luce,e poi scaturisce un potente getto d'"aria" compressa che colpisce lo sventurato alla
schiena scaraventandolo al terra dopo un volo di alcuni metri.



A quel punto Facchini molto dolorante, in preda al terrore, si finge morto-svenuto,
mentre due degli stani occupanti si dirigono verso di lui, per constatare di averlo messo fuori combattimento.
Poi indietreggiano per ritornare alla strana "navetta", nel frattempo il terzo occupante intento a saldare
discende dall'elevatore che si riduce ad una piccola "cassetta".
I tre risalgono nella navicella e una volta riposti gli "attrezzi" chiudono il portellone.
A quel punto il ronzio diventa estremamente intenso, l'oggetto si solleva dal suolo
e schizza via verso l'alto, sparendo in un attimo.
Facchini a quel punto fugge verso la sua abitazione.
Il giorno seguente dolorante va dal proprio medico che gli constata una inspiegabile irritazione cutanea,
poi si dirige alla stazione dei carabinieri per denunciare il fatto.
Giunti sul posto dell'avvenimento, riscontrano la presenza sul suolo di quattro solchi profondi
aventi diametro di circa un metro e distanti l'uno dall'altro circa sei metri disposti in quadrato.
L'erba appare bruciata,e a riprova della testimonianza del Facchini i carabinieri,trovano
alcuni frammenti metallici,simili proprio a residui di saldatura.
Questi ultimi vengono analizzati presso l'Istituto Sperimentale Metalli Leggeri
che rinvengono la presenza di una lega composta da
Rame 74,33%
Stagno 19,38%
Piombo 4,92%
Antimonio 0,52%
Zinco 0,33%
Nichel 0,08%
Ferro 0,02%
Tracce minime di Argento,Alluminio,Magnesio.
L'analisi cita tra l'altro
Lega Bronzo al piombo ad alto tenore di stagno, con caratteristiche antifrizione
in grado di resistere a sollecitazioni termiche, ideale per l'impiego aerospaziale.
Facchini prese piena consapevolezza dell'accaduto solamente svariati anni dopo
quando i primi lanci spaziali presero piede,capendo di essersi veramente
trovato di fronte esseri provenienti da un altro pianeta.
Dell' ufo avvistato anni prima riporta le sue sensazioni "era una macchina molto bella
alta sette-otto metri poggiante su quattro staffe".
Purtroppo col passere degli anni non fu piu' in grado di ritrovare i campioni
metallici della strana saldatura che aveva tenuto per se,costantemente assillato,da militari,tecnici e gioralisti,
la sua esperienza fini col portargli solamente guai.



Facchini ritratto in foto, a lato foto dei residui metallici recuperati sul luogo dell'incontro.
« Ultima modifica: 30 Luglio 2011, 20:02:29 pm da Daniel Smith »
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Sheenky

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Re:Gli avvistamenti più importanti dell'era moderna
« Risposta #7 il: 31 Luglio 2011, 11:44:09 am »

IL DISCO DI INDIANAPOLIS
DATA: 13 LUGLIO 1952



Era notte, la notte di un Sabato, 13 Luglio, 1952, le strade ed i luoghi di svago della città si stavano vuotando. All'improvviso un brillante splendore giallo illuminò il cielo notturno.
I sorpresi cittadini alzarono la testa per cercarne la ragione, ed ecco presentarsi un'Enorme Macchina Ovale che stava sorvolando la città, proveniente da Sud-Est.
Venne calcolato che era ad appena 1500 m. di quota. All'improvviso la città cadde nel buio! Due aerei che stavano avvicinandosi all' Aeroporto per atterrare, videro scomparire tutte le luci della pista, e dovettero fare un lungo giro in attesa che ritornassero le luci segnaletiche sulla pista...
A vederla passare sulle proprie teste furono migliaia di persone... Dopo due minuti la polizia, l'Aeroporto e le redazioni dei giornali cominciarono ad essere subissati da concitate telefonate di allarmati cittadini che chiedevano spiegazioni..
Chi vide l'Oggetto, si affrettò a comunicarlo a chi non l'aveva visto. Per qualche tempo sembrò che si stesse per scatenare un'ondata incontrollabile di panico!
Ma il Disco, fortunatamente , se ne andò...
Quando lo sconosciuto Apparecchio stava per avvicinarsi ad Indianapolis, no furono pochi i piloti di aerei di linea ad averlo visto...
Uno di essi fu il Cap. Richard Case, che era al comando di un bimotore Convair, dell'American Airlines. Quando lo scorse per la prima volta si trovava poco meno di 50 Km a Sud-Est della città, e volava a 500 Km/h.
"Era un Apparecchio diligentemente guidato..." disse quando prese terra, più tardi. "Aveva la forma di un "piatto" e sembrava ad un'altezza di 4500 m.; si muoveva ad una velocità tripla della nostra. Poi cambiò rotta e discese fino alla nostra stessa quota; infine si diresse verso Nord-Est e passò sopra la città..."
Pressappoco nei termini laconici di questo rapporto, si espressero altri cinque piloti, uno dei quali dell'Aviazione Militare. Fino ad allora erano stati scettici riguardo gli UFO, ma dovettero ricredersi...
Ciò che portò a preoccupare maggiormente il Pentagono e l'Aeronautica fu l'isterismo collettivo (questa volta motivatosia per la spettacolarità dell'avvistamento che per la sempre proclamata inesistenza degli UFO...) che si scatenò quella notte ad Indianapolis alla vista di un solo Disco.
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E.B.E.

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Re:Gli avvistamenti più importanti dell'era moderna
« Risposta #8 il: 31 Luglio 2011, 20:26:39 pm »


 La storia contemporanea è, convenzionalmente,il periodo storico che parte dal Congresso di Vienna (1815 - sconfitta di Napoleone e riassetto dell'ordine europeo) ad oggi.
E' proprio dalla prima metà del XIX sec.,che si intensificano gli avvistamenti di UFO in tutto il mondo, sino ad arrivare alle adduzioni dei giorni nostri e alla teorizzazione del “complotto” internazionale per insabbiare e depistare gli avvistamenti e tutti gli aspetti di questa fenomenologia.
E' però solo durante la seconda metà del XX sec. che gli avvistamenti di UFO si accentuano, tanto da raccogliere numerose testimonianze di incontri ravvicinati del secondo e del terzo tipo nei primi anni della seconda guerra mondiale. Gli alleati pensavano che gli UFO fossero delle nuove macchine da guerra dei Tedeschi, ma ben presto, i primi avvistamenti ed i primi rapporti, specialmente quelli militari, secretati sino a qualche tempo fa, sostennero che quegli oggetti volanti, che volavano in maniera non convenzionale, non avevano alcunché di terrestre e che fossero riconducibili a tecnologie di civiltà aliene, che apparentemente non sarebbero dovuti essere motivo di preoccupazione per i governi del mondo.




Il rapporto Condon e l'UFO di Paul Trent


Gli scettici quando vogliono ridicolizzare e smentire testimoni di avvistamenti UFO o studiosi della tematica, citano ormai il famoso “libro sacro” della Ufologia scettica, ossia quello che scrisse il fisico Edward Condon nel 1969 dal titolo “Scientific Study of Unidentified Flying Objects” . Condon fu incaricato dalla Colorado University, tramite consiglio dell’USAF (United States Air Force), di creare una commissione scientifica che aveva il compito di analizzare e studiare i casi UFO statunitensi.

Il culmine dello studio, durato circa tre anni, è stata la pubblicazione di un tomo (di oltre 1000 pagine) il quale dava una conclusione falsata, ossia che gli UFO non esistevano. E molti discriminatori pur di ridimensionare il problema UFO affermano “…lo ha detto Condon”, pur non avendo letto integralmente il libro. Ma se leggessero i casi contenuti nel volume si renderebbero subito conto che non è cosi…censore, anzi è il contrario.

Tra i vari casi esaminati, è presente un caso che risulta a prova di falso, una caso evidentissimo, fotografico. Stiamo parlando dell’avvistamento di Paul Trent, avvenuto a McMinnville (Oregon) il giorno 11 Maggio 1950. Quel giorno il contadino Trent  e sua moglie videro un qualcosa di strano che si avvicinò nei pressi del loro podere. Un qualcosa che non avrebbero mai dimenticato nel corso della loro esistenza. Videro il classico “disco volante”, di fattezze metalliche e di colore argenteo.

Il contadino entrò scappando nel suo podere, prese una macchina fotografica, uscì fuori e “clik”. Scattò delle foto che sarebbero entrate nella storia dell’Ufologia. Il caso divenne così famoso che la rivista Life ne dedicò un ampio servizio. In quel periodo vi era una psicosi UFO e non poteva essere trascurato il fatto che le foto di Paul Trent potessero rappresentare il classico fotomontaggio. Ma analisi preliminari esclusero questa possibilità. Diciannove anni dopo il caso venne approfonditamente trattato dalla Commissione Condon e inserito nel volume scritto dal fisico statunitense. Ed ecco la sorpresa. Quell’UFO era davvero reale. Come mai gli scettici di turno e gli ifologi (persone "convinte" che tutto ciò che voli nel cielo sia un IFO, Identified Flying Object, oggetto volante identificato) non lo menzionano?

Ecco cosa disse Condon nelle sue conclusioni su questo caso “è uno dei rari rapporti UFO in cui tutti i fattori esaminati, geometrici, psicologici e fisici sembrano essere compatibili con l’affermazione di un oggetto volante straordinario, argenteo, metallico, a forma di disco, di decine di metri di diametro ed evidentemente artificiale che ha volato ed è stato visto da due testimoni. Non possiamo dire che gli elementi di prova regolano positivamente ad una fabbricazione, ma ci sono alcuni fattori fisici, quali la precisione delle misurazioni di alcuni negativi originali che si oppongono ad una invenzione“. Fin qui la conclusione sensazionale e clamorosa del caso McMinnville, apparsa sul libro di Edward Condon. Un UFO reale, discoidale, metallico e artificiale. E gli scettici perchè non ne parlano?

Le conclusioni si possono leggere alla Sezion IV, Chapter 3, Capitolo Photographic Case Studied, Case 46 McMinnville Photographs, pagina 625, http://www.condon.ncas.org/text/case46.htm dell’edizione originale statunitense. Questo è solo il caso più clamoroso di un caso UFO incontrovertibile avallato da uno scienziato scettico. Ma ne ne esistono molti altri, molti non inseriti nel volume e di cui Condon, stranamente, non lesse, o fece finta di farlo.

Un altro esempio è quello del caso Lakenheath (UK), un caso Radar Visuale avvenuto nel 1956, nei giorni 13 e 14 agosto. Sia su strumentazioni radar (in modo simultaneo) che visualmente (addetti torre di controllo e piloti da caccia in azione di "scramble), videro degli oggetti multipli, che effettuavano movimenti e manovre ad alta velocità. Nell'avvistamento notarono anche la presenza di un oggetto più grande, dove confluivano oggetti più piccoli.

Ebbene il Rapporto Condon afferma (pagina 246) http://www.condon.ncas.org/text/s3chap05.htm che "Il comportamento apparentemente razionale e intelligente dell'UFO, suggerisce l'esistenza di un dispositivo meccanico di origini sconosciute come la più probabile spiegazione a tale avvistamento".

Nel rapporto Condon su circa 90 casi esaminati, ben 30 erano stati catalogati come "inspiegabili".

Quanti UFO simili a quello di McMinnville oppure identici al caso Lakenheath ci sono ancora in giro? Non si può sapere, resta il fatto che, come disse il compianto Monsignor Corrado Balducci, “…se su cento, mille, un milione di casi UFO uno risulterebbe essere veritiero allora gli UFO esistono per davvero”. E il caso McMinnville e, paradossalmente, Condon ci portano a questa conclusione, ossia che gli UFO sono assolutamente reali.

http://www.centroufologicoionico.com/articoli/ufo-e-documenti/350-il-rapporto-condon-e-lufo-di-paul-trent
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« Se fossimo soli nell'Universo allora l'Universo stesso sarebbe solo un grande spreco di spazio. »

Sheenky

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Re:Gli avvistamenti più importanti dell'era moderna
« Risposta #9 il: 01 Agosto 2011, 09:43:43 am »

L'AVVISTAMENTO DI WASHINGTON
DATA: 20 LUGLIO 1952





20 Luglio 1952, Washington ( data memorabile per la casistica UFO ) :L'azione coprì una vasta area, comprendente la capitale americana e d'intorni. Le scene più drammatiche però le vissero i controllori del Centro ControlloTraffico Aereo dell'Aeroporto Nazionale di Washington; una larga stanza senza finestre, in un edificio poco lontano dalla Torre di Controllo dell'Aeroporto. ( Gli addetti alla “torre” controllano solo le fasi finali di avvicinamento o di decollo degli aerei fino a 10 miglia dall'aeroporto. Invece gli addetti al Controllo del Traffico Aereo seguono tutti gli aerei in volo per centinaia di miglia, essendo dotati di radars più potenti. Essi hanno il compito di seguire costantemente il volo di qualsiasi aeromobile in volo o incanalarlo, durante le fasi di avvicinamento o di partenza in “aerovia”, in modo da smaltire ed assicurare le procedure di volo e assistenza ai piloti. E' un lavoro di assoluta precisione, migliaia di vite dipendono dal loro rapido ed accurato individuare e riconoscere, sullo schermo radar, di qualsiasi tipo di “traffico”che si delinea sul visore ). La sala radar del Centro, ove quella notte iniziò l'azione, è un locale allungato, matenuto a mezza luce per poter vedere distintamente i segnali sugli schermi.
A mezzanotte, all'inizio del 20 Luglio, otto esperti del Traffico Aereo, insieme al capo controllore Harry G. Barnes, entrarono in questa sala per dare il cambio agli altri uomini, ed assunsero il servizio d'osservazione. La notte era chiara fuori e gli otto uomini si sistemarono per fare il loro turno di otto ore. In quel momento il Centro stava seguendo la rotta di un aereo di linea isolato che volava a parecchie miglia dall'aeroporto.
Ogni 10 secondi ( il giro dell'antenna radar ) appariva un nuovo “blip” ( segno luminoso o traccia, dell'aereo ), quasi attaccato alla traccia persistente precedente, ad indicare la nuova posizione dell'aereo. L'occhio esperto di Barnes valutava la distanza fra le singole eco-radar di altri aerei.
Ad intervalli di 10 sec., egli, dando una semplice occhiata, poteva stabilire la posizione , la velocità e la direzione dove stesse andando l'aereo. Quella notte il cielo era quasi deserto, all'infuori di qualche altro aereo, ma molto più lontano.
Verso le 00,30, Barnes andò a sedersi al tavolo del capo servizio lasciando il controllore, Ed Nuggent, in osservazione presso lo chermo principal. Due altri controllori, Jim Ritchey e James Copeland, stavano in piedi a pochi passi da lui.
Esattamente alle 00,40, SETTE TRACCE A NETTI CONTORNI apparvero improvvisamente sullo schermo... Nuggent fissò il cristallo. Gli strani aerei, o quello che erano, sembravano apparsi dal nulla! Vi era una sola spiegazione possibile: le Macchine Sconosciute dovevano essere penetrate nell'area controllata dal radar ad una velocità vertiginosa, e poi, ad un tratto, là, nel quadrante Sud-Ovest, dovevano aver rallentato, ed il radar LE aveva rilevate.
Nuggent gridò a Copeland di far venire subito Barnes, che venne di corsa.
Entrambi gli schermi a mensola mostravano le Strane Macchine Volanti e Barnes si affrettò a chiamare la Torre di Controllo per un a verifica anche da parte loro. Gli rispose l'operatore Howard Cocklin, dicendogli che anche loro potevano osservare sul loro schermo le stesse 7 Tracce. Anzi, con il binocolo poteva vedere esattamente UNO dei sette Oggetti che emanava un vivido colore arancione...!
Davvero allarmato, Barnes, dette per radio la notizia al Comando di Difesa Aerea, poi tornò ad osservare lo schermo radar principale. Le Macchine Sconosciute si erano distanziate : due si trovavano sulla Casa Bianca, una terza sul Campidoglio; aree da sempre proibite al sorvolo.
Tenendo lo sguardo fisso sullo schermo di cristallo, Barnes chiamò l'Aeroporto di Andrews, di là dal Potomac, nel Maryland. Anche l, rispose preoccupato un addetto al radar : LI stavano seguendo !
Barnes chiese lo “scramble” ( decollo su allarme dei caccia intercettori ) , ma gli fu risposto che i caccia erano provvisoriamente a Newcastle, poiché l'Aeroporto di Andrews era in riparazione.
Sarebbero comunque arrivati, altri caccia dal Delaware, ma sarebbe stata necessaria una mezz'ora ( ci furono voci però che gli aerei di Andrews erano stati inviati ad intercettare altri UFO da un'altra parte....).
Così, nell'attesa, Barnes riappese il ricevitore e continuò a guardare gli schermi radars con i suoi colleghi. Poi il controllore Jim Rictchey, vide che un Disco si mise a seguire un aereo di linea, della “Capital”, decollato da poco... Immediatamente avvisò il pilota, un Cap. ex combattente, Casey Pireman; gli comunicò la posizione del Disco ed i dati vettoriali per cercare di avvicinarlo.
Fino ad allora la velocità dei Dischi risultava essere di 130 miglia orarie. Ad un tratto , con grande sorpresa di tutti i controllori, dallo schermo acomparve ogni traccia degli Oggetti Volanti!
Dove dovevano essere le traccie indicatrici della loro successiva posizione, si videro degli spazi vuoti... Un momento dopo, il pilota dell'aereo di linea, chiamò agitato che aveva visto l'Oggetto, ma Esso si era allontanato prima che avesse potuto fare “un'accostata” per avvicinarlo. Si era alzato ed era sparito in un batter d'occhio, impiegandoci dai 3 ai 5 secondi...!
I controllori si guardarono l'un l'altro. Questa era la spiegazione dell'assenza improvvisa delle tracce indicative! Cosa incredibile, al Disco erano bastati quei pochi secondi per portarsi fuori dal campo controllato del raggio radar! Ciò stava a significare che la Sua velocità, dalle 130 miglia orarie, era salita a più di 500 miglia, in circa 4 secondi!
Pochi minuti dopo, Barnes e gli altri addetti sobbalzarono di nuovo : era apparsa una Traccia che mostrava una virata netta di 90°, cosa impossibile per qualsiasi aereo ( pilota compreso! ). E quando l'indicatore del radar compì un altro giro, si vide che un altro Disco aveva invertito la marcia : si vide la traccia formarsi anteriormente a quella precedente, secondo la direzione di volo; perciò, la Macchina misteriosa si era arrestata di colpo ed aveva invertito la rotta, tutto in 5 secondi...! A queste sconcertanti constatazioni doveva aggiungersi l'altro rapporto sensazionale trasmesso dalla Torre di Controllo. L'operatore Joe Zacko stava in osservazione presso un radar ASR, adoperato per seguire velivoli ad alta velocità, quando sul cristallo dello schermo apparve ad un tratto uno dei Dischi : gli bastò un'occhiata per accorgersi che Esso andava ad una velocità fantastica. Come stregato, egli seguì le traccie lasciate in sequenza sullo schermo, ben distanziate, per l'elevata velocità, indicando che si trovava proprio su Andrews, facendo rotta verso Riverdale. Poi, d'improvviso, la traccia s'interruppe. Zacko si affrettò a chiamare il suo collega, Cocklin. Entrambi si misero a calcolare la velocità del Disco : copriva 2 miglia per secondo, quindi risultava una velocità di spostamento di 7.200 miglia orarie ( 13.300 Km./ora ) !
Dalla traccia risultava chiaramente che il Disco era sceso verticalmente intersecando il fascio radar ASR. Si era mantenuto alla stessa altezza volando velocissimo per pochi secondi, poi si era alzato alla stessa fantastica velocità, portandosi nuovamente fuori dal campo radar.
Per una qualche ragione gli intercettori non erano arrivati.
I Dischi ormai volteggiavano su Washington da quasi due ore! Ed i nervi dei conrtrollori erano messi a dura prova... Fino a quella notte essi ridevano all'idea di visitatori venuti da altri mondi, come i quotidiani di quell'anno riportavano spesso;ma ora erano davvero impressionati!
Infatti le tracce impressionate simultaneamente dai vari radars e gli avvistamenti diretti, imponevano un'unica conclusione : LASSU', QUELLA NOTTE, DELLE MACCHINE DI UN TIPO SUPERIORE AVEVANO COMPIUTO UNA RICOGNIZIONE DIMOSTRATIVA SULLA CAPITALE AMERICANA !
Le Loro precise manovre dicevano chiaramente che Esse erano guidate da Esseri forniti di un'intelligenza superiore.
Non era una bella situazione per i controllori star chiusi all'interno di quella stanza senza finestre con quello che accadeva fuori, e l'impossibilità di qualsiasi iniziativa...
Barnes ebbe la sensazione che i Misteriosi Visitatori ascoltavano, in qualche modo, ciò che egli comunicava per radio. Per due o tre volte i Dischi si dileguarono ( certo non per timore! ) nell'istante in cui comunicava ai piloti le necessarie istruzioni per cercar di avvicinarli.
Nemmeno una volta i piloti riuscirono ad avvicinarsi tanto da poterli vedere un po più da vicino.
Erano le 03,30 circa, quando i reattori giunsero nel cielo di Washington. Ma poco dopo i Dischi erano...spariti. Evidentemente erano al corrente delle operazioni da terra. Dopo 5 minuti che i caccia si erano allontanati, le Strane Macchine riapparvero...sciamando su Washington !
UNA di esse seguì un altro aereo di linea fino all'aeroporto, poi si allontanò. Alle prime luci dell'alba, i Dischi posero fine alla loro “ispezione” che durò ben 5 ore !
I testimoni nella città furono davvero pochi, viste le ore. Così si evitò il panico avvenuto ad Indianapolis durante il sorvolo di un UFO , a bassa quota, intorno la mezzanotte, con molta gente in strada, provocando un “blackout” sulla città e l'aeropoto limitrofo, impedendo l'atterraggio di alcuni velivoli!
Per citare un testimone, un ingegnere di una radio privata, E.W. Chambers, stava lasciando la trasmittente della WRC, quando scorse 5 Dischi giganteschi volteggiare in formazione sciolta; e mentre li osservava sbigottito, essi si innalzarono in verticale sparendo in un baleno...
Come l'accaduto divenne di pubblico dominio, l'indomani, dilagò un nervosismo generale.
Sulle prime l'Aviazione fece di tutto per ridimensionare l'episodio; per parecchi giorni gli ufficiali, che svolsero l'inchiesta, negarono che gli addetti ai radars avevano osservato dei Dischi. Ma che i radars erano risultati difettosi...
Un altro ufficiale, per dimostrare che “l'incidente” era privo di interesse, affermò che non erano stati mai inviati dei caccia sulla città. Ma i loro sforzi per arginare il panico e la preoccupazione dei cittadini furono vani. Fu fatto “spiegare” da un fisico, Dott. Menzel, che le luci in cielo che potevano esser viste erano state provocate dall'inversione termica di quella notte ( i caccia evidentemente correvano dietro le...lucciole ), che praticamente non erano altro che le luci delle auto proiettate in cielo... ( Certo che quando ci si mettono, fanno davvero della fantascienza! )
Al Pentagono giunsero migliaia di telefonate e telegrammi dimostrando indignazione per quelle motivazioni, esigendo che si agisse.
I giornali, i sindacati ed i radio-commentatori insistettero perché fosse tenuta una conferenza stampa. Queste richieste misero i Servizi Segreti con le spalle al muro. Ammettere che i Dischi Volanti erano UNA REALTA' equivaleva versare olio sul fuoco... Il meglio che si poteva fare era di rifiutarsi di parlare... Ma giungevano altri rapporti dal Texas... Poi, il 26 Luglio, i Dischi tornarono su Washington!
Erano le 09.08 del mattino, una formazione di 9 Dischi volteggiò nel cielo della Capitale. Ma questa volta molto alti, per cui la maggioranza dei cittadini non li vide.
Ma, come la prima volta, gli addetti al Centro Controllo di Washington e quelli di Andrews, confermarono le manovre!
Cosa strana anche questa volta gli intercettori arrivarono tardi, ma questa volta alcuni Dischi si soffermarono al loro arrivo : volando alla velocità massima che permetteva il suo F-80 “Shootingstar”, ilTen. William L. Patterson cercò di inseguirne uno, quello che gli stava più vicino; per qualche minuto, alla distanza di circa 1 miglio, riuscì a seguirlo, tanto da stimarne il diametro in 30 m. circa. Nel frattempo il Servizio Segreto dell'USAF , già allertato in quei giorni, era entrato in azione. Il Magg. Dewey Fournet jr., principale investigatore del Pentagono, si era precipitato al Centro Controllo. Lo accompagnavano Albert M. Chop ed un ufficiale radarista.
Per ben 2 ore anch'essi poterono osservare ( esistono loro foto ) gli UFO sugli schermi radars, Iinsieme a Barnes ed ai suoi uomini...
E per 2 ore lo specialista militare ( la Sala Controllo era civile ) in radar, controllò la regolare presentazione dello schermo radar.
Logicamente i nuovi avvenimenti fecero gran chiasso in tutto il Paese tramite i giornali e le varie radio. ( Ne ho personalmente il ricordo ed un articolo su un quotidiano nazionale ).
Per 48 ore i direttori dei quotidiani, dall'una all'altra costa, tempestarono l'Aeronautica Militare con le loro richieste di notizie... Malgrado le rinnovate pressioni all'interno e all'esterno del Pentagono, il Gen. Samford , continuava ad opporsi ad una conferenza stampa; ma non ebbe scelta : così, istruito dall'alto, disse per l'appunto che “...non si era trattato d'altro che d'illusioni ottiche causate dalla rifrazione atmosferica...”.
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Daniel Smith

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Re:Gli avvistamenti più importanti dell'era moderna
« Risposta #10 il: 01 Agosto 2011, 12:02:56 pm »

APPROFITTO DELL'OTTIMO LAVORO DI SHEENKY PER INTEGRARE L'ARTICOLO

L'AVVISTAMENTO DI WASHINGTON
DATA: 20 LUGLIO 1952

FOTO DEGLI SCHERMI RADAR DOVE GLI UFO APPAIONO BEN VISIBILI DATA 20-7-1952



GRAFICO CHE RIPRODUCE LA ROTTA DEGLI UFO APPARSI SU WASHINGTON DATA 26-7-1952



FOTO CONFERENZA STAMPA TENUTASI IN DATA 29-7-1952 SONO PRESENTI
IL GENERALE SAMFORD AL CENTRO SEDUTO E IL CAPITANO RUPPELT IN PIEDI AL CENTRO



LA NOTIZIA VENNE RIPRESA ANCHE DALLA STAMPA ITALIANA





« Ultima modifica: 01 Agosto 2011, 12:07:37 pm da Daniel Smith »
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Daniel Smith

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Re:Gli avvistamenti più importanti dell'era moderna
« Risposta #11 il: 01 Agosto 2011, 13:18:09 pm »

IL CASO MANTELL

7-1-1948 UNA CACCIA TRAGICA.




Il caso Mantell e' tra i piu' drammatici della storia dell’ufologia.
Un lungo inseguimento aereo ad un oggetto volante non identificato,
conclusosi con la morte del pilota.
Nel primo pomeriggio del 7 gennaio1948 un corpo sconosciuto fu
avvistato nella parte settentrionale del Kentucky (USA), lungo i confini con
l'Ohio e l'lndiana. Si muoveva lentamente verso ovest-sud ovest.
Intorno alle 13:15 la polizia militare di Fort Knox comunico alla vicina base aerea
di Godman Field che l’oggetto si stava dirigendo da quella parte.
Nella torre di controllo dell’aeroporto il personale in servizio si mise a scrutare
il cielo, nuvoloso (cirri) ma con squarci di sereno. L’oggetto ŕu avvistato alle 13:45
circa Si trovava a sud ovest di Godman e appariva stazionario Non aveva l'aspetto
di un aereo né di un pallone sorida. Furono chiamati gli ufficiali superiori, compreso
il comandante della base col. Hix. Osservato con il binocolo, l'oggetto apparve a
forma di “paracadute" o di ”cono rovesciato", di colore grigiastro con una
zona rossa (luce?) nella parte inferiore. Nessuno dei presenti fu in grado
di identiñcarlo con qualcosa di noto.

Metallico,
di dimensioni spaventose.


La discussione si protrasse per circa 50 minuti. Poco dopo le 14:30
apparvero nel cielo quattro caccia F.51 Mustang della Guardia Nazionale,
in volo di routine. Fu deciso di sfruttare l'occasione per tentare
l'identiŕicazione dell’oggetto.
La torre di controllo si mise in contatto radio con il capo squadriglia,
il capitano Thomas Mantell, che decise di procedere allintercettazione.
Uno dei quattro aerei, a corto di carburante, rientro alla propria base
 (Standiford, presso Louisville), mentre gli altri tre,
guidati dalla torre di Godman, puntarono verso Sud a caccia
dell’oggetto.
Alle 14:45 Mantell comunico di averlo avvistato: era davanti a lui,
ma a quota più alta. Subito dopo fu udita la voce di uno dei
suoi colleghi che chiedeva: ”Che cosa diavolo stiamo cercando?".
Alcuni minuti più tardi Mantell trasmise un nuovo messaggio:
 
"L'oggetto sembra metallico ed e di dimensioni spaventose!".

Intanto gli altri due piloti, tenenti B.Hammonds e A. Clements,
avevano abbandonato la caccia, pare per rifornirsi di benzina e
munirsi di maschera a ossigeno. Mantell rimase solo ad
inseguire l' oggetto.
Alle 15:15 circa comunico:
 
”Sto ancora salendo,l'oggetto è davanti e sopra, e si muove alla mia stessa
velocita o più forte. Se non lo avvicino, abbandono la caccia".
 
Fu l'ultimo messaggio dello sfortunato pilota.
I successivi appelli della torre di controllo rimasero senza risposta.
II tenente Clements, fatto rifornimento e presa la maschera a ossigeno,
riparti da Standiford alla ricerca del suo comandante. Sali fino a 10.000
metri e si spinse fino a 150 Km a Sud di Godman, ma non riuscì ad avvi-
stare né l’aereo di Mantell ne l”UFO.
Poi arrivo l'agghiacciante notizia:
Mantell era precipitato, restando uc-Mantell era precipitato, restando ucciso,
nei pressi della cittadina di Franklin, a circa 140 Km a Sud ovest
di Fort Knox, vicino al confine con il Tennessee. ll suo orologio si era arre-
stato alle 15:18, tre minuti dopo l'ultima comunicazione ricevuta dalla
torre di Godman.

Un pilota esperto.




Nella foto i rottami rinvenuti del P-51 del capitano Mantell

Sulla tragica conclusione della prima caccia ad un disco volante sono stati
consumati fiumi d’inchiostro, e sono corse le voci più sensazionali.
La leggenda vuole che il pilota sia stato abbattuto dall'UFO che stava inse-
guendo. Il rapporto ufficiale dell’Air Force sostiene invece un’ipotesi molto piu prosaica:
privo di maschera e ossigeno, Mantell sarebbe salito oltre
la quota regolamentare di sicurezza (4500 metri) e sarebbe svenuto per
anossiemia (carenza di ossigeno nel sangue). Cosi L'aereo, privo di controllo,
avrebbe finito per precipitare in picchiata, disintegrandosi.
Quanto all’oggetto inseguito, le ipotesi suggerite dall’Air Force furono
due: il pianeta Venere, e il pallone sonda. La prima fu presto abbando-
nata (di giorno, Venere puo essere visibile solo in particolari circostanze,
e comunque non appare mai piùmgrande di un puntino luminoso); la
seconda e stata definitivamente adottata come la più probabile
(anche se non dimostrata).
ll pallone ritenuto responsabile dell'avvistarnento sarebbe lo ”Skyhook”,
un involucro di 30 metri di diametro che all’epoca era ancora sperimenta-
le e quindi segreto. E’ stato appuratoche il giorno precedente al dramma
di Fort Knox, uno Skyhook fu effettivamente lanciato dalla base di Camp
Ripley nel Minnesota, oltre (1000 chilometri a Nord-ovest di Fort Knox),
Spinto da venti favorevoli e volando ad una velocita media di 40 Km/h, il
pallone avrebbe potuto trovarsi nel Kentucky nel prirno pomeriggio del
7 gennaio. l'ipotesi e improponibile in considerazione dei messaggi del
pilota alla torre di Godman. Mantell era tutt’altro che sprovveduto: venti-
cinquenne, contava al suo attivo oltre 3000 ore di volo; aveva combattuto
nella Seconda Guerra Mondiale meritando una decorazione al valor mi-
litare. Era, insomma, un pilota esperto. E' quindi difficile pensare che in
quel pomeriggio del 7 gennaio si sia comportato da principiante: sapendo
di avere scarsità di ossigeno, È: probabile che abbia superato la quota di
sicurezza, attratto dall’obiettivo da raggiungere a tutti i costi.
E' difficile ammettere che non abbia saputo riconoscere un pallone sonda;
magari di tipo e dimensioni inconsuete, ma pur sempre un pallone che
si muoveva a velocità decisamente inferiore a quella dell'F-51. Inoltre, stan-
do ai messaggi del pilota, l'oggetto inseguito sembrava ”metallico" e si spo-
stava a velocità variabile, come se cercasse di sottrarsi all’intercettazione.

Documenti ancora classilìcati

Purtroppo molti documenti sull’evento di Fort Knox sono tuttora clas-
sificati; in particolare quelli relativi all’esame necroscopico sul corpo di
Mantell ed alla perizia sui rottami del-l’aereo. Recentemente e emersa una
testimonimiza che contribuisce a complicare il mistero. E' quella di James
Duesler, un ex militare che all'epoca dell’incidente prestava servizio a God-
man Field con il grado di capitano.
Facendo parte dell’ufficio inchieste su gli incidenti aerei, egli fu inviato sul
luogo del disastro. Poté così constatare che il relitto si trovava al centro di
una piccola radura circondata da alberi di alto fusto; le ali e la coda era-
no spezzati e giacevano a pochi metri di distanza dalla fusoliera. Quest’ul-
tima era poco danneggiata, anzi quasi intatta, Contrariamente a quanto si
legge nel rapporto dell’Air Force, insomma, l’aereo di Mantell non si era
"disintegrato", La cosa più strana era il modo in cui l’apparecchio era ca-
duto nella radura: sembrava che vi. si fosse calato "a pancia in giu".
Un Mustang precipitato ad alta velocità avrebbe dovuto colpire il suolo di
”naso"; oppure, se il pilota avesse manovrato per strisciare attraverso la ra-
dura, avrebbe dovuto provocare un solco nel terreno e falciare rami ed alberi.
lnvece non accadde nulla di simile.
Smentìta I’Aìr Force,
Duesler non vide il corpo di Mantell, che al momento del suo arrivo era sta-
to già rimosso. Apprese tuttavia dai militari presenti che esso, stranamen-
te, non mostrava ferite superficiali, nonostante le ossa risultassero "spezza-
te e polverizzate". ln effetti Duesler non trovo tracce di sangue nella cabi-
na di guida. Questa testimonianza, se autentica, smentirebbe in molti punti
il rapporto dell’Air Force, e porrebbe seri interrogativi su come e perché av-
venne l'incidente. lnterrogativi peraltro destinati a restare senza risposta
fino a che tutti i documenti relativi al caso non saranno declassificati. La
versione ufficiale dell’Aeronautica Militare USA e quindi da prendere con
il beneficio d’inventario: se mai altre ammissioni arriveranno, e assurdo che
un P-5l, velivolo all’epoca estremamente veloce, non riuscisse a rag-
giungere un pallone sonda.
Per cui l’ipotesi die il capitano Mantell sia precipitato nel tentativo di in-
tercettare un UFO e' lecita. Come scrisse il capitano E. Ruppelt al termi-
ne della sua ulteriore inchiesta del 1956 per il Progetto Blue Book se
si rinuncia all’ipotesi “Skyhook" ci resta ”l’immagine di un UFO metallico
di dimensioni spaventose".

INTEGRAZIONE

Vi e' presente anche un altro documento.
Il documento contiene le dichiarazioni del Sergente Tecnico Quinton Blackwell,
che al momento dei fatti era di turno come capo servizio alla Torre di Controllo
dell’aeroporto di Godman, a Fort Knox nello stato del Kentucky.
Il documento è interessante di per sé, ma è anche rilevante in quanto fu proprio Blackwell
colui che chiese alla squadriglia di P-51 comandata dal Cap. Mantell, che si trovava in quel momento
di passaggio per Godman, se poteva andare ad identificare l’oggetto.
In questa dichiarazione Blackwell riferisce lo svolgersi dei fatti riportando anche alcune delle
affermazioni dei piloti interessati (Mantell infatti non era solo nella sua caccia all’UFO,
ma fu l’unico che riuscì a salire in quota dato che solamente il suo aereo era in possesso
 del sistema ad ossigeno per l’ausilio alla respirazione).
Dal documento si evince chiaramente la presenza di un grande UFO (circa 100 metri di diametro)
avvistato e segnalato da diverse città del Kentucky su un’area di raggio pari a circa 180 km,
ed altrettanto chiaramente si evince che Mantell aveva in effetti potuto constatarne
l’aspetto metallico e le sue “enormi dimensioni”.
Dalla testimonianza si evince anche che l’oggetto fu avvistato da diversi enti a terra
(Polizia Militare di F. Knox, polizia di stato di Elizabethtown), segnalato da non meglio
identificati enti delle città di Mansville, Irvington ed Owensboro, avvistato nella
Torre di Controllo di Godman dal dichiarante Sergente Tecnico Blackwell,
dal Primo Sottotenente Orner, dal Capitano Carter, infine dal Colonnello Hix,
oltre al citato Cap. Mantell in volo ed ai due suoi gregari.

Nella parte documentale presento il documento originale ma tradotto in italiano.







Articolo apparso tempo dopo sulla stampa italiana



Targa commemorativa (dove e' ben presente la parola UFO)



« Ultima modifica: 10 Agosto 2011, 04:31:03 am da Daniel Smith »
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Sheenky

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Re:Gli avvistamenti più importanti dell'era moderna
« Risposta #12 il: 01 Agosto 2011, 14:23:48 pm »

FOTO DEGLI SCHERMI RADAR DOVE GLI UFO APPAIONO BEN VISIBILI DATA 20-7-1952




Queste foto da dove arrivano? Libro? Articolo? Documentario?
Non le avevo mai viste  :tongue:
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Daniel Smith

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Re:Gli avvistamenti più importanti dell'era moderna
« Risposta #13 il: 01 Agosto 2011, 14:50:29 pm »

Ciao Sheenky, volevo ringraziarti perche' questo Topic
sta diventando molto curato e approfondito, finalmente
piccoli articoli ma ben fatti e documentati.
Scusa se ogni tanto integro i tuoi articoli poco
dopo che li posti, non e' per "concorrenza" ma e'
solo per non frammentare la narrazione del caso esposto.
Per qunato riguarda la parte documentata ho dimenticato
di citare le fonti.
Dispongo di un vasto archivio cartaceo visto che da quando
avevo 16 anni (ora ne ho 42) ho iniziato a mettere da parte articoli, e
tutte le riviste ufo su cui riuscivo a mettere le mani, e poi libri e enciclopedie
ecc....internet per me e' venuta molto-molto dopo.
Infatti quasi mai faccio il copia incolla, di solito penso
ad un articolo, consulto il materiale che o a casa
(quando riesco a trovarlo tra centinaia di riviste ingiallite) e poi
faccio un riassunto e posto (a parte scannerizzo le immagini da inserire).
Le foto "radar" che vedi sono state pubblicate diverse volte sulla
rivista notiziario UFO, sulla enciclopedia UFO dossier X, e anche
su alcuni vecchi libri pubblicati da Edizioni Mediterrane (se non ricordo male il nome).
Io le ho prese da una rivista e le ho scannerizzate e raggruppate in un unica immagine.
L'aricolo su Tomas Mantel e' apparso su diverse riviste,
io ho scelto la versione pubblicata su UFo dossier poiche'
piu' compatta.
Magari ci teniamo in contatto cosi evitiamo di lavorare su due Casi contemporaneamente.
Ti auguro una bella giornata, rinnovando i miei complimenti .
Va da se che puoi contattarmi privatamente o tramite mail presente sul mio profilo.
« Ultima modifica: 01 Agosto 2011, 15:02:56 pm da Daniel Smith »
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Sheenky

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Re:Gli avvistamenti più importanti dell'era moderna
« Risposta #14 il: 01 Agosto 2011, 15:00:55 pm »

Tranquillo, nessuna concorrenza, anzi! Cosi aumento pure il materiale che ho io, visto che tu sei nell'ambiente da parecchi anni più di me  :p


SEMPRE A RIGUARDO DI THOMAS MANTELL - PILOTA MORTO INSEGUENDO UN UFO
DATA: 7 GENNAIO 1948





Il capitano thomas mantell,un pilota di grande esperienza dell'aeronautica militare americana,mori' in un controverso disastro aereo il 7 gennaio 1948.
Secondo il rapporto ufficiale il suo aereo continuo' a salire finchè una perdita di potenza del motore lo costrinse a perder quota e poi a gettarsi in picchiata e alla fine precipitare,avvitandosi su se stesso.
Mantell,dissero gli incaricati dell'inchiesta ufficiale,aveva perso conoscenza per mancanza di ossigeno,prima di perire nel disastro.
In realtà il volo mortale di Mantell comincio' quando la torre di controllo dell'aeroporto di Godman Field nel Kentucky, avvisto' nel cielo un grande oggetto splendente a forma di disco.
La torre di controllo decise che l'oggetto non era un palone sonda e,incapace di identificarlo, mando' il comandante Mantell, assieme as una squadra di aerei, a vedere di cosa si trattasse.
Mantell sali' fino a una quota di 4500 metri e a questo punto gli altri aerei tornarono indietro perchè un'altitudine maggiore richiedeva un diverso equipaggiamento di ossigenazione.
Invece Mantell prosegui'.
Alla fine il suo ultimo contatto radio :
"HA UN ASPETTO METALLICO ED E' ENORME. E' SOPRA DI ME E MI CI STO AVVICINANDO!"
Parti del aereo di mantel,quando in seguito furono recuperate, presentavano centinaia di piccoli fori.
Nonostante questo fatto,le autorità aeronautiche negarono la possibilita' di un ufo,e piu' tardi dichiararono che Mantell aveva visto o il pianeta Venere,oppure una serie di grandi palloni sonda della marina che nel momento del disastro dovevan trovarsi nelle vicinanze.
Gli ufologi pero' risposero prontamente che il sole sarebbe stato troppo splendente per permettere alle persone che si trovavano a terra di vedere cosi' chiaramente il pianeta Venere.
E inoltre gli avvistamenti erano stati semplicemente troppo numerosi e a vasto raggio ,perchè tutti avessero potuto vedere Venere o un pallone.
Alla fine le autorità replicarono che i testimoni avevano visto Venere e due palloni...apparentemente saldati insieme.
Non poterono pero' mai spiegare le voci che circondavano la scoperta del cadavere di Mantell: esso,a quanto pare, fu romosso dalla polizia e immediatamente chiuso in una bara,e questo convinse certi inquirenti che era coperto di strane ferite,oppure che non era nemmeno piu' stato trovato.

Caccia tragica
L'inspiegabile morte del capitano Thomas Mantell, prima vittima di un incontro ravvicinato tra un Mustang dell'USAF ed un UFO. di Pablo Ayo

Il caso del capitano Thomas Mantell, il primo pilota a trovare la morte durante l'inseguimento di un UFO, è uno dei grandi classici di questi 50 anni di ufologia. Seppure tuttora riportato su molti libri, con il passare del tempo e con la grande attenzione sull'incidente di Roswell, agli occhi di alcuni ricercatori l'episodio forse oggi non appare più nella sua tragica e vivida luce. Il caso Mantell divenne la pietra miliare dell'ipotesi extraterrestre (ETH) del maggiore Donald E. Keyhoe, proposta nei suoi saggi, specialmente in ‘The Flying Saucers are Real’ (1950) e ‘Flying Saucers from Outer Space’ (1953). Altri autori degli anni Cinquanta gli fecero eco, fra questi lo stesso Edward J. Ruppelt, a capo del progetto Blue Book tra il 1951 e il 1953, il cui ‘The Report on Unidentified Flying Objects’ (pubblicato nel 1956) fu il primo a basarsi su materiale dell'aviazione rilasciato dall'ufficio stampa dell'Aeronautica statunitense, contrariamente alla documentazione di Keyhoe ed altri.

Metallico ed incredibilmente grande
Il 07 gennaio 1948, esattamente una settimana dopo che il Progetto Sign aveva ricevuto il "via libera" dal quartier generale di Washington, tra mezzogiorno e le 13:00, testimoni riportarono l'avvistamento di un oggetto rotondo, bianco, di circa 75 metri di diametro, che si muoveva ad elevata velocità nel cielo del Kentucky. Alcuni sostennero che splendeva di un colore rossastro, altri che aveva la forma di un cono gelato. Qualsiasi cosa fosse, la polizia fece il primo rapporto alle 13:15 alla torre di controllo di Godman Field, fuori da Louisville, Kentucky. Alle 13.45 personale della base avvistò l'oggetto con i binocoli, ma nessuno fu in grado di determinarne né la distanza dalla torre, né la sua velocità o misura, sebbene fosse rimasto visibile per circa due ore, per sparire poi lentamente alla vista. In quel momento, una formazione di quattro caccia F-51 guidata dal capitano Thomas Mantell, della guardia nazionale del Kentucky, era impegnata in una missione di trasporto da Marietta, Georgia, al campo d'aviazione Standiford, nei pressi di Godman. La torre di controllo di Godman contattò via radio Mantell, chiedendogli di cambiare direzione e tentare l'identificazione dell'intruso. Mantell obbedì prontamente e non tardò ad avvistare l'UFO. Non ci è dato sapere se qualcuno dei suoi piloti vide la stessa cosa. Quello che è assolutamente certo è che fu inquadrato sia dal personale di terra che da quello della torre. Dubbi sussistono anche in merito alle parole esatte usate nei messaggi radio trasmessi da Mantell alla torre. Pare che Mantell abbia detto: - Sembra metallico e di dimensioni spaventose! - , frase che evocherebbe l'immagine di una possibile astronave aliena. Ad ogni modo, Mantell continuò a seguire l'UFO, disse che lo aveva avvistato ma che non lo identificava, così decise di dargli un'occhiata più da vicino. Testimoni affermarono di avergli sentito dire che non sarebbe andato oltre i 20.000 metri, per non compromettere la propria riserva di ossigeno. Fu l'ultima volta che sentirono la sua voce. Subito dopo arrivò la notizia della caduta dell'aereo di Mantell e della sua morte. Il velivolo schiantato venne trovato nei pressi di una fattoria di Franklin, nel Kentucky, vicino al confine con il Tennessee.

"Non so cosa fare"
A questo punto, con la perdita di una vita, gli UFO andavano presi seriamente e quelli che volevano ignorarne l'esistenza furono obbligati a ripensarci. Due articoli apparvero sul ‘Louisville Courier-Journal’ e sul ‘Louisville Times’ dell'8 gennaio. Gli investigatori dell'Aeronautica si sentirono in obbligo di tirare fuori una qualche risposta al problema. Un astronomo, il dottor Walter Lee Moore dell'Università di Louisville, notò che il pianeta Venere occupava nel cielo circa la stessa posizione dell'oggetto visto dagli ufficiali di Godman e suggerì che l'UFO fosse il pianeta, aggiungendo ironicamente: "Se hanno intenzione di inseguire Venere, ne hanno di strada da fare". Dal canto suo, l'Aeronautica militare si espresse con la spiegazione più plausibile: doveva essere Venere, anche se troppo vicina al Sole e scarsamente visibile. Il ‘New York Times’ invece non menzionava Venere, ma citava l'opinione di astronomi dell'università Vanderbilt, nel Tennessee, che avevano monitorato un oggetto da loro ritenuto un pallone aerostatico. Ma l'ufficio meteorologico di Nashville negò la presenza di palloni in quella zona. Il colonnello della base, Guy F. Hix e altri ufficiali di Godman videro l'oggetto attraverso i binocoli. Hix disse: "Pensavo che fosse un corpo celeste, ma non so dire se si muoveva o no. È solo che non so cosa fosse".

Hynek, Venere e i palloni aerostatici
Ufficialmente, dunque, Mantell era svenuto a causa della mancanza di ossigeno (anossemia) a 20.000 piedi e il suo F-51 si era schiantato senza controllo. Gli articoli sul caso, firmati da un certo Shalett, erano scritti con la cooperazione dell'Aeronautica militare e tendevano a mettere fuori gioco gli UFO. L'ronia di tutto questo era che quasi simultaneamente l'ufficio stampa dell'aviazione rilasciò delle dichiarazioni sulle investigazioni UFO secondo le quali "nonostante l'oggetto avvistato da Mantell fosse stato identificato con il pianeta Venere, l'elevazione e l'azimuth del pianeta non coincidevano con quelle rilevate, quindi l'oggetto era considerato ancora non identificato". Keyhoe seguì la linea opposta, sostenendo l'ipotesi dell'astronave e smontando tutte le alternative una dopo l'altra. Credeva anche che l'aeronautica fosse in possesso di una registrazione e che non volesse divulgarla. Sentì anche parlare di foto, ma l'aeronautica ne negò l'esistenza. Quando l'articolo di Keyhoe andò in stampa, l'aeronautica militare aveva rilasciato un'altra dichiarazione (30 dicembre 1949), in cui si affermava che l'oggetto di Mantell era stato infine identificato. Secondo loro, gli avvistamenti erano dovuti a una combinazione tra Venere e forse uno o più palloni aerostatici per i raggi cosmici. La confusione sul caso fu aumentata dal fatto che l'aeronautica incluse nei suoi rapporti un altro gruppo di avvistamenti avvenuti lo stesso giorno, il 07 gennaio (riportati anche dal New York Times), in cui si diceva che numerose basi dell'aviazione nel Midwest avvistarono quel pomeriggio un UFO a bassa quota che si muoveva con un'andatura irregolare ed emetteva lampi di luce. I ricercatori UFO dissero che si poteva trattare dello stesso oggetto visto da Mantell, ma l'aviazione ribadiva che, anche se l'oggetto del caso Mantell poteva non essere Venere, quello avvistato durante il pomeriggio lo era di sicuro. Il dottor J. Allen Hynek, nel dicembre 1949, scrisse un resoconto sul caso Mantell ammettendone, successivamente, il suo carattere fuorviante e di ciò fece ammenda. Sfortunatamente il danno era stato fatto e i dubbi rimanevano. Hynek, che in quel periodo non si era ancora occupato di UFO quale fenomeno di possibile origine extraterrestre, si disse interessato solo al lato astronomico della faccenda (per esempio, Venere) e che non gli interessava sondare altre ipotesi. Confessò che una volta analizzata la possibilità che la luce avvistata da Mantell fosse Venere, era arrivato a concludere che quel giorno la sua magnitudo era troppo fioca e inoltre troppo vicina al Sole per essere visibile alla luce del giorno.

Finti soli e miraggi di Giove
Alcuni scrittori UFO hanno offerto altre possibili soluzioni nel corso degli anni, in ragione della rispettiva conoscenza dei fatti. Il dottor Donald Menzel, nel suo primo libro ‘Flying Saucers’ (1953) suggerì che Mantell stesse inseguendo un miraggio, conosciuto come "finto Sole" (lasciando cadere l'idea in entrambi i suoi libri successivi). Il tenente colonnello Lawrence J. Tacker, nel suo lavoro semi ufficiale ‘Flying Saucers and the USAF’ (1960) espresse entrambe le ipotesi, prima dicendo che l'oggetto era un pallone, quindi rispolverando la teoria del "finto Sole" di Menzel come alternativa. Più recentemente, lo scettico inglese Stewart Campbell ha dato un nuovo punto di vista: un miraggio di Giove, appoggiato dall'opinione di Philip Klass del CSICOP, negatore d'ufficio dei nostri giorni. Tutte queste spiegazioni, pur nella loro eccessiva eccentricità, vengono ancora oggi sostenute dai "debunkers" di tutto il mondo, per i quali il caso Mantell rappresenta una dolorosa spina nel fianco.

Era un pilota molto esperto
Costoro non esitano a tacciare Mantell di inesperienza o a ridurne la figura professionale a quella di un emerito cretino che si è arrischiato troppo, suicidandosi. In realtà Thomas Mantell poteva vantare un'esperienza di oltre tremila ore di volo, molte delle quali nei teatri di guerra del secondo conflitto mondiale, meritandosi una medaglia al valor militare. È difficile sostenere che in quel pomeriggio del 07 gennaio si sia comportato da principiante, trascurando la mancanza d'ossigeno ed attratto da un obiettivo da raggiungere ad ogni costo. È altresì impensabile che non abbia saputo distinguere la luce di un pianeta o di un pallone sonda, per quanto di dimensioni diverse da quelle di un aeromobile sconosciuto. Se così fosse stato, è inspiegabile il fatto di non essere riuscito a raggiungerlo, data la limitata velocità di un globo aerostatico. Inoltre, stando ai messaggi del pilota, l'oggetto era metallico, enorme e capace di velocità variabile, in grado quindi di eludere un'intercettazione. I documenti relativi all'incidente sono tuttora classificati, soprattutto quelli riguardanti l'esame necroscopico del cadavere di Mantell e la perizia sui rottami del velivolo.

La testimonianza di Duessler
Di recente è emersa una testimonianza che potrebbe confermare l'ipotesi UFO, quella di James Duessler, un ex militare che all'epoca dell'incidente prestava servizio presso Godman Field con il grado di capitano. Duessler afferma apertamente che in cielo vi era un oggetto di aspetto metallico, dai riflessi bianchi e scintillanti, rimasto sul posto per oltre quattro ore, tranne 15 o 20 minuti in cui fu oscurato dalle nubi. Duessler afferma che non si trattava certamente di Venere. Salito sulla torre di controllo poté infatti distinguere un oggetto sigariforme caratterizzato da una luminosità arancione. Lo stesso Duessler, impegnato nell'ufficio inchieste sugli incidenti aerei, fu inviato sul luogo del disastro, mentre la perizia tecnica rilevò altre incongruenze. "Quando giunsi sul posto - spiega Duessler - alcuni ufficiali incaricati erano già lì. La salma del pilota era stata prontamente portata via, ma uno degli ufficiali mi disse che il suo corpo, inspiegabilmente, non presentava né sangue né ossa, ridotto ad una poltiglia informe. Inoltre l'aereo sembrava non essere precipitato, ma calato perpendicolarmente al terreno con il ventre verso il basso. Non c'era alcun indizio di angolazioni nel precipitare. Inoltre il velivolo venne ritrovato nei pressi di una radura, nell'unico spiazzo disponibile, non abbastanza grande per poter atterrare in quel modo, eppure, per quanto ricordi, neppure un ramoscello risultava spezzato. Il Mustang non presentava tracce di incendio e questo era altrettanto inspiegabile. Non avevo mai visto prima, ne ho più visto successivamente, un crash come quello!".
La testimonianza di Duessler contraddice i rapporti ufficiali dall'Air Force ed è fondamentale per confermare che qualcosa di realmente anomalo avvenne il 07 gennaio 1948 nei cieli della base di Godman. Alcuni dicono che Mantell ebbe un incidente causato forse dal fatto di essersi avvicinato troppo al campo magnetico di un UFO. Lo stesso capitano F. Ruppelt, nel trattare il caso per il Project Blue Book nel 1956, scrisse: "se si rinuncia all'ipotesi Skyhook (un tipo di pallone sonda, N.d.R.), ci resta l'immagine di un UFO di dimensioni colossali". Proprio a 14 giorni di distanza dalla morte di Mantell, l'aeronautica varò il "Project Saucer", un programma di copertura del più "importante Project Sign" orientato a stabilire che gli UFO erano navicelle di origine extraterrestre.




THOMAS MANETELL VIDE REALMENTE UN UFO

















UN DOCUMENTO DEL BLUE BOOK SUL CASO MANTELL: "DIMENSIONI DELL'UFO...TREMENDE...METALLICO..."









LA DICHIARAZIONE DEL SERGENTE QUINTON

L'originale in inglese dal sito Project Bluebook Archive (Cod. MAXW-PBB3-717)



La "Dichiarazione del Serg. Quinton Blackwell" tradotta in italiano






LA DICHIARAZIONE DEL COLONNELLO GUY HIX

L'originale in inglese dal sito Project Bluebook Archive (Cod. MAXW-PBB3-720)



La "Dichiarazione del Col. Hix" tradotta in italiano






DAL GIORNALE "IL TEMPO"

« Ultima modifica: 01 Agosto 2011, 15:05:54 pm da Sheenky »
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