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Autore Topic: Venere  (Letto 17989 volte)

John_Doe

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Venere
« il: 03 Aprile 2011, 02:01:18 am »



Così l'Eterno li mise in rotta davanti ad Israele, gl'inflisse una grande sconfitta presso Gabaon, li inseguì per la via che sale a Beth-Horon e li battè fino ad Azekah e a Makkedah. 11 Mentre fuggivano davanti a Israele ed erano alla discesa di Beth-Horon, l'Eterno scagliò su di loro dal cielo delle grosse pietre fino ad Azekah, ed essi perirono; quelli che morirono per la grandinata di pietre furono più numerosi di quelli che i figli d'Israele uccisero con la spada. 12 Il giorno che l'Eterno diede gli Amorei nelle mani dei figli d'Israele, Giosuè parlò all'Eterno e disse in presenza d'Israele: «Sole, fermati su Gabaon, e tu, luna, sulla valle di Ajalon!». 13 Così il sole si fermò e la luna si arrestò, finché il popolo si fu vendicato dei suoi nemici. Questo non sta forse scritto nel libro del Giusto? Così il sole si fermò in mezzo al cielo e non si affrettò a tramontare per quasi un giorno intero. 14 E non ci fu mai, né prima né dopo, un giorno come quello, in cui l'Eterno abbia esaudito la voce di un uomo, perché l'Eterno combatté per Israele

                                                                                                                      (Libro di Giosuè)



"Il mondo prese a girare a rovescio come se fosse una ruota del vasaio e la terra si capovolse"

                                                                                                                        (Papiro Ipuwer)



"(...)dopo un cataclisma cosmico il "sud divenne nord e la Terra si capovolse".

                                                                                                                        (Papiro Harris)

"il mondo si capovolse"

                                                                                                                    (Papiro Hermitage)

                                                                                                                                         [1]

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John_Doe

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Re:Venere
« Risposta #1 il: 03 Aprile 2011, 12:02:44 pm »

E l’Eterno andava davanti a loro: di giorno, in una colonna di nuvola per guidarli per il loro cammino; e di notte, in una colonna di fuoco per illuminarli, onde potessero camminare giorno e notte. La colonna di nuvola non si ritirava mai di davanti al popolo di giorno, né la colonna di fuoco di notte.

La tomba di Senmut ha un particolare che la rende diversa da tutte le altre: il soffitto ha un “cielo” speciale.



Tra tutte queste testimonianze si inserisce una scoperta archeologica di grande importanza e che a suo tempo mise in imbarazzo gli studiosi. Si tratta di due carte del cielo dipinte sul soffitto della tomba di Senmut architetto della regina Atshepsut. Una delle mappe è normale, con i punti cardinali collocati nei punti giusti, ma sull'altra, in funzione della posizione delle stelle l'est è a sinistra e l'ovest a destra. Tutto ciò ha un indiscusso valore allorché si trova rappresentato nella tomba di un personaggio che per professione studiava il cielo e che quindi lo doveva conoscere molto bene.
 
E doveva esserlo, vista la cura con la quale egli mimetizzò nei geroglifici una mappa celeste, indicando un gruppo di quattro stelle: una disegnata decisamente molto più a sinistra rispetto le altre tre, dalla posizione inequivocabile. Per evidenziarne una, le erano state disegnate intorno tre specie di orbite ellittiche
Il disegno indica, senza ombra di dubbio, tre ellissi a forma di goccia - intorno alla “stella” centrale (delle tre) - che “puntano” verso una quarta più distante, sulla sinistra: a dimostrare che la stella distante è il punto di partenza e di arrivo, e non il contrario. Un disegno di questo tipo non è mai apparso altrove. Ed è unico nel suo genere. Le tre ellissi disegnate non sono un geroglifico, quindi si tratta di un’indicazione specifica di un fatto, o di un’azione


Che cosa è descritto sul soffitto della cripta? Nella parte centrale della scena sono disposte le tre stelle della cintura di Orione. Sotto queste stelle c’è la barca di Osiride-Orione. Prima di lui c’è la costellazione delle Pleiadi e dietro la barca di Iside-Sirio. Se questa pittura raffigurasse solo i percorsi dei pianeti durante i normali giri intorno al Sole, non sarebbero stati dipinti solo in questa piccola parte della mappa stellare. Se fosse così, non potrebbe essere stata rappresentata solo l’area circostante la costellazione di Orione. Non può nemmeno essere solo il disegno della congiunzione dei pianeti, perché questa può avvenire soltanto nella zona superiore della mappa, vicino all’aerea dell’eclittica. Sul soffitto è dipinta probabilmente l’orbita di un corpo celeste che si muoveva come una cometa. L’impero egiziano, durante la sua storia millenaria, era venuto a contatto con molte comete luminose in cielo. Astronomi ben istruiti potevano osservare e annotare questi fenomeni con molta precisione anche senza l’ uso dei dispositivi tecnici moderni

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John_Doe

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Re:Venere
« Risposta #2 il: 03 Aprile 2011, 12:37:59 pm »



Lo Speos Artemidos è un piccolo tempio rupestre a Medinet Habu, ad ovest di Tebe, fatto realizzare dalla regina Hatshepsut. Si trova due chilometri a sud di Al-Minya. Fu chiamato Speos Artemidos (in greco antico Grotta di Artemide) poiché venne innalzato in onore della dea leonessa Pakhet, per i greci Artemide



Il testo di Amon si legge:
1 - L 'offerta che Amun-Ra dà alla comparsa di
2 - (Maat-ka-Ra) , per sempre .
3 - Amon-Ra, Signore del Grande Seat
4 - espressione di Amon-Ra, Signore dei troni delle Due Terre, che è sul suo sedile grande
5 - nella grande casa ( Pr-wr ) O mio amato ( figlia)
6 - (Maat-ka-Ra) , io sono tuo padre
7 - (I) stabilire (per) te, il tuo rango nella regalità
8 - Le Due Terre. Ho fissato la tua titolatura

Il testo del Pakhet-Weret-Hekau legge:
9 - espressione di Pakhet-Weret-Hekau
10 - Signora del Cielo, Padrona delle Due Terre: Seat te stesso [in Pr-wr ), o Signore
11 - degli Dei quando tu mi ha installato
12 - sul ciglio di tua figlia, il Re dell'Alto e Basso Egitto (Maat-ka-Ra) come tuo padre Ra ha comandato anche te, o Amon, Signore dei troni delle Due Terre. Ho posto la paura di te in tutte le terre.
13 - Io posteriore su me stesso tra le sopracciglia tuo, il mio alito di fuoco è come un fuoco contro i tuoi nemici e tu sei felice con me come Ra per sempre. 

Il diritto testo dietro Amon si legge:
14 - Men-Maat-Ra, re dell'Alto e del Basso Egitto, figlio di Ra del suo corpo, Signore dei diademi, Seti-Merenptah, che restaura il monumento di suo padre per sempre

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John_Doe

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Re:Venere
« Risposta #3 il: 03 Aprile 2011, 13:33:32 pm »

Disastri naturali nell'antichita'

Negli annali di Cuauhtitlan, messicani, è scritto che durante una catastrofe cosmica avvenuta in un remoto passato la notte durò molto tempo; nel Midrashim è scritto che il Sole e la Luna rimasero immobili per trentasei "itim" ossia diciotto ore, quindi il giorno durò trenta ore. Se da un emisfero il Sole si ferma dall'altro è la Luna a fermare il suo movimento. Quindi se tale fenomeno è stato registrato da più parti è avvenuto in realtà. Cosa lo ha generato?
Lo spostamento dell'asse terrestre giustifica l'effetto di un Sole immobile; ma l'asse terrestre si può spostare dalla sua posizione se il pianeta passa attraverso un forte campo magnetico o in seguito all'urto con un corpo celeste. Per un periodo di tempo un emisfero sarebbe immerso in una notte prolungata, mentre l'altro vedrebbe un giorno più lungo.
Inoltre l'inversione o il solo rallentamento di rotazione cambierebbe la velocità angolare della massa oceanica provocando onde di marea e uragani che spazzerebbero la Terra. La conseguenza sarebbe la distruzione dell'umanità, l'inabissamento e l'innalzamento delle terre.
Questo sembra sia quello che è avvenuto nella metà del secondo millennio prima dell'era presente dove si registrano ben due spostamenti; movimenti che sono segnalati anche nell'ottavo e nel settimo secolo, almeno altri tre o quattro. In tali occasioni si spostarono anche Marte, Venere e la Luna. Quindi stando alle cronache dobbiamo concludere che circa 4.000 anni fa una cometa impattò o sfiorò la Terra causando immani disastri


"Avvenne un gran terremoto e il Sole divenne nero come un panno da lutto, la Luna diventò come sangue e le stelle del cielo caddero sulla Terra; la volta celeste si squarciò e si arrotolò come una pergamena e ogni montagna e ogni isola vennero rimosse dai loro siti; tutte le isole scomparvero e le montagne non si videro più. Una tempesta di fuoco e grandine mescolati con sangue, si riversò sulla Terra; una massa ardente simile ad una montagna infuocata fu precipitata nel mare; cadde dal cielo una grande stella, ardente come una torcia, che piombò su un terzo dei fiumi e delle sorgenti; allora vidi un nuovo cielo e una nuova terra, il primo cielo e la prima terra erano spariti e il mare non c'era più." (Apocalisse di Giovanni)

Un manoscritto Maya, tradotto nel 1930, racconta di diluvi e inondazioni che si verificarono alla fine del quarto Sole: "Nell'undicesimo giorno Ahau Katun cadde una pioggia violentissima e ceneri dal cielo. In una sola grande ondata le acque del mare si rovesciarono sulla terra e il cielo precipitò."

Una cometa che passasse vicino alla Terra solleverebbe le acque degli oceani a chilometri di altezza. Il Midrascim riporta: "le acque vennero ammassate fino all'altezza di 2500 Km ed erano visibili da tutte le nazioni della Terra".

A causa della vicinanza della Terra la cometa lasciò per un istante la propria orbita e seguì quella terrestre, poi si allontanò e si riavvicinò, avvolta in una nube gassosa che sembrava una colonna di fumo durante il giorno e di fuoco durante la notte. La Terra dopo sei giorni passò attraverso la coda della cometa, vicino alla testa, si verificarono violente scariche elettriche; quella più grossa provocò ondate altissime. Dalla coda partirono ramificazioni che la fecero sembrare un furioso animale con numerose teste e una pioggia di meteoriti caddero sulla Terra, mentre i gas la inondarono.

Eventi celesti che i popoli interpretarono come una lotta fra un mostro a forma di serpente e il dio della luce: "Hai diviso il mare, schiacciato la testa dei draghi sulle acque; al Leviatano hai spezzato la testa".
La battaglia fra Marduk e il drago Tiamat, fra Iside e Set, Krisna e il serpente, Ormuz e Ariman, Giove e Tifone. "Tifone dominava le montagne e la sua testa sfiorava spesso le stelle, dalle sue mani si diramavano cento teste di draghi, dalle sue cosce pendevano grovigli di vipere, e i suoi occhi lanciavano lampi di fuoco." La cometa era Venere
.

"Una terribile cometa fu scorta dai popoli in Etiopia, Egitto, alla quale Tifone, re in quel tempo, diede il nome; essa appariva fiammeggiante, attorcigliata a spirale, non somigliava ad una stella più di quanto non le somigli una palla di fuoco."
                                                                                                           (Storia Naturale di Plinio)

Lo storico Hevelius nel 1600 scrisse "Nell'anno 2450 (1495 a.C.) fonti autorevoli riportano che una cometa venne avvistata in Siria, Babilonia, India, mentre gli Israeliti compivano il loro viaggio alla ricerca della terra promessa."
La testa della cometa non urtò contro la Terra, ma scambiò con essa gigantesche scariche elettriche. Le montagne emisero lava in ogni luogo dell'emisfero occidentale e nuove pieghe si sollevarono; emersero nuovi vulcani e i mari e i fiumi bollirono. La tradizione giudaica afferma che la melma sul fondo del Mare del Passaggio era calda.
Nei giorni di Yao la Cina fu coinvolta in un immane catastrofe: "in quell'epoca il Sole non tramontò durante dieci giorni, le foreste bruciarono e abominevoli animali si sparsero ovunque".
I Cinesi affermano che, in seguito allo stabilirsi di un nuovo ordine, le stelle si muovono da ovest a est, i segni dello zodiaco cinese procedono in una posizione retrograda, contro il corso del Sole.
Ad Ugarit venne ritrovato un poema dedicato alla Dea Anat che massacrò la popolazione e cambiò le due albe e la posizione delle stelle. Nel Talmud è scritto che "sette giorni prima del diluvio, Iddio cambiò il primevo ordine, ed il Sole sorse nell'Ovest e tramontò nell'Est".
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fightingdog

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Re:Venere
« Risposta #4 il: 03 Aprile 2011, 14:43:31 pm »

Disastri naturali nell'antichita'

Negli annali di Cuauhtitlan, messicani, è scritto che durante una catastrofe cosmica avvenuta in un remoto passato la notte durò molto tempo; nel Midrashim è scritto che il Sole e la Luna rimasero immobili per trentasei "itim" ossia diciotto ore, quindi il giorno durò trenta ore. Se da un emisfero il Sole si ferma dall'altro è la Luna a fermare il suo movimento. Quindi se tale fenomeno è stato registrato da più parti è avvenuto in realtà. Cosa lo ha generato?
Lo spostamento dell'asse terrestre giustifica l'effetto di un Sole immobile; ma l'asse terrestre si può spostare dalla sua posizione se il pianeta passa attraverso un forte campo magnetico o in seguito all'urto con un corpo celeste. Per un periodo di tempo un emisfero sarebbe immerso in una notte prolungata, mentre l'altro vedrebbe un giorno più lungo.
Inoltre l'inversione o il solo rallentamento di rotazione cambierebbe la velocità angolare della massa oceanica provocando onde di marea e uragani che spazzerebbero la Terra. La conseguenza sarebbe la distruzione dell'umanità, l'inabissamento e l'innalzamento delle terre.
Questo sembra sia quello che è avvenuto nella metà del secondo millennio prima dell'era presente dove si registrano ben due spostamenti; movimenti che sono segnalati anche nell'ottavo e nel settimo secolo, almeno altri tre o quattro. In tali occasioni si spostarono anche Marte, Venere e la Luna. Quindi stando alle cronache dobbiamo concludere che circa 4.000 anni fa una cometa impattò o sfiorò la Terra causando immani disastri


"Avvenne un gran terremoto e il Sole divenne nero come un panno da lutto, la Luna diventò come sangue e le stelle del cielo caddero sulla Terra; la volta celeste si squarciò e si arrotolò come una pergamena e ogni montagna e ogni isola vennero rimosse dai loro siti; tutte le isole scomparvero e le montagne non si videro più. Una tempesta di fuoco e grandine mescolati con sangue, si riversò sulla Terra; una massa ardente simile ad una montagna infuocata fu precipitata nel mare; cadde dal cielo una grande stella, ardente come una torcia, che piombò su un terzo dei fiumi e delle sorgenti; allora vidi un nuovo cielo e una nuova terra, il primo cielo e la prima terra erano spariti e il mare non c'era più." (Apocalisse di Giovanni)

Un manoscritto Maya, tradotto nel 1930, racconta di diluvi e inondazioni che si verificarono alla fine del quarto Sole: "Nell'undicesimo giorno Ahau Katun cadde una pioggia violentissima e ceneri dal cielo. In una sola grande ondata le acque del mare si rovesciarono sulla terra e il cielo precipitò."

Una cometa che passasse vicino alla Terra solleverebbe le acque degli oceani a chilometri di altezza. Il Midrascim riporta: "le acque vennero ammassate fino all'altezza di 2500 Km ed erano visibili da tutte le nazioni della Terra".

A causa della vicinanza della Terra la cometa lasciò per un istante la propria orbita e seguì quella terrestre, poi si allontanò e si riavvicinò, avvolta in una nube gassosa che sembrava una colonna di fumo durante il giorno e di fuoco durante la notte. La Terra dopo sei giorni passò attraverso la coda della cometa, vicino alla testa, si verificarono violente scariche elettriche; quella più grossa provocò ondate altissime. Dalla coda partirono ramificazioni che la fecero sembrare un furioso animale con numerose teste e una pioggia di meteoriti caddero sulla Terra, mentre i gas la inondarono.

Eventi celesti che i popoli interpretarono come una lotta fra un mostro a forma di serpente e il dio della luce: "Hai diviso il mare, schiacciato la testa dei draghi sulle acque; al Leviatano hai spezzato la testa".
La battaglia fra Marduk e il drago Tiamat, fra Iside e Set, Krisna e il serpente, Ormuz e Ariman, Giove e Tifone. "Tifone dominava le montagne e la sua testa sfiorava spesso le stelle, dalle sue mani si diramavano cento teste di draghi, dalle sue cosce pendevano grovigli di vipere, e i suoi occhi lanciavano lampi di fuoco." La cometa era Venere
.

"Una terribile cometa fu scorta dai popoli in Etiopia, Egitto, alla quale Tifone, re in quel tempo, diede il nome; essa appariva fiammeggiante, attorcigliata a spirale, non somigliava ad una stella più di quanto non le somigli una palla di fuoco."
                                                                                                           (Storia Naturale di Plinio)

Lo storico Hevelius nel 1600 scrisse "Nell'anno 2450 (1495 a.C.) fonti autorevoli riportano che una cometa venne avvistata in Siria, Babilonia, India, mentre gli Israeliti compivano il loro viaggio alla ricerca della terra promessa."
La testa della cometa non urtò contro la Terra, ma scambiò con essa gigantesche scariche elettriche. Le montagne emisero lava in ogni luogo dell'emisfero occidentale e nuove pieghe si sollevarono; emersero nuovi vulcani e i mari e i fiumi bollirono. La tradizione giudaica afferma che la melma sul fondo del Mare del Passaggio era calda.
Nei giorni di Yao la Cina fu coinvolta in un immane catastrofe: "in quell'epoca il Sole non tramontò durante dieci giorni, le foreste bruciarono e abominevoli animali si sparsero ovunque".
I Cinesi affermano che, in seguito allo stabilirsi di un nuovo ordine, le stelle si muovono da ovest a est, i segni dello zodiaco cinese procedono in una posizione retrograda, contro il corso del Sole.
Ad Ugarit venne ritrovato un poema dedicato alla Dea Anat che massacrò la popolazione e cambiò le due albe e la posizione delle stelle. Nel Talmud è scritto che "sette giorni prima del diluvio, Iddio cambiò il primevo ordine, ed il Sole sorse nell'Ovest e tramontò nell'Est".


ma non avete ancora capito che IL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE NON C' ENTRA UN FICO SECCO CON
IL SENSO DI MARCIA DI ROTAZZIONE TERRESTRE? ? ? ? ? ? ? ? ? ?  o.O

John_Doe

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Re:Venere
« Risposta #5 il: 03 Aprile 2011, 17:32:55 pm »

Lo spostamento dell'asse terrestre giustifica l'effetto di un Sole immobile; ma l'asse terrestre si può spostare dalla sua posizione se il pianeta passa attraverso un forte campo magnetico o in seguito all'urto con un corpo celeste. Per un periodo di tempo un emisfero sarebbe immerso in una notte prolungata, mentre l'altro vedrebbe un giorno più lungo.
Inoltre l'inversione o il solo rallentamento di rotazione cambierebbe la velocità angolare della massa oceanica provocando onde di marea e uragani che spazzerebbero la Terra. La conseguenza sarebbe la distruzione dell'umanità, l'inabissamento e l'innalzamento delle terre.
Questo sembra sia quello che è avvenuto nella metà del secondo millennio prima dell'era presente dove si registrano ben due spostamenti; movimenti che sono segnalati anche nell'ottavo e nel settimo secolo, almeno altri tre o quattro. In tali occasioni si spostarono anche Marte, Venere e la Luna. Quindi stando alle cronache dobbiamo concludere che circa 4.000 anni fa una cometa impattò o sfiorò la Terra causando immani disastri


"...dal fuoco e dall'acqua ebbero luogo le distruzioni più grandi, ma se ne verificarono altre di molti altri tipi, come narrato sotto la forma di miti; ma in realtà significa un mutamento nel corso degli astri che ruotano intorno alla Terra. La distruzione della Terra si ripete a lunghi intervalli di tempo per una deviazione del movimento dei corpi che circolano in cielo e tutto ciò che è presente sulla Terra finisce per eccesso di fuoco o travolto dalle acque."

                                                                                                                               (Platone)

Marte e Venere



Il vento che spazza il campo di battaglia lo si ritrova anche nei miti del Messico nello scontro fra Quetzalcohatl, il pianeta Venere, e Huitzilopochtli, grande distruttore di città e di uomini, identificato con Marte. Nelle cerimonie messicane il sacerdote, che impersona Quetzalcohatl, scaglia una freccia contro Huitzlopochtli simboleggiando la scarica elettrica che Venere lanciò contro Marte

Tutti i pianeti del sistema furono disturbati dai contatti fra Venere e Marte. Negli annali dei Libri di Bambù si legge che "i cinque pianeti uscirono dalle loro orbite"; in una carta astronomica del Medio Evo, nota come la carta di Suchow, si asserisce che i pianeti erano usciti un tempo dalle loro orbite.
Che tale fenomeno si sia ripetuto nel tempo lo leggiamo in un passo del testo taoista Wen Tze: "Quando il cielo desidera distruggere gli esseri umani, li brucia; i cinque pianeti lasciano i loro cammini; le quattro stagioni si mescolano; la luce del giorno si oscura, montagne incandescenti sprofondano, i fiumi vengono prosciugati; tuona in inverno, gela in estate; l'atmosfera è densa e gli esseri umani soffocano, l'aspetto e l'ordine del cielo sono alterati; le regole del tempo sconvolte".
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John_Doe

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Re:Venere
« Risposta #6 il: 03 Aprile 2011, 17:42:18 pm »

Venere nell'antica Grecia



Iliade di Omero
Nel poema Marte, nelle vesti di Ares il "terribile" Dio della guerra, è protagonista di un cruento e lungo duello con Atena, protettrice dei Greci e Dea del pianeta Venere. Gli autori Greci descrissero la nascita di Atena (Venere) dicendo che scaturì dalla testa di Giove prima che si lanciasse contro la Terra.
Venere-Atena, dagli occhi fulgenti prese per mano il terribile Ares e lo condusse fuori della battaglia: "Ares disgrazia dei mortali, sanguinoso assalitore di mura, non lasceremo donna a pagamentoni ed Achei combattere".
Ma Ares, incitato da Apollo, si lanciò sul campo di battaglia che si oscurò. Pallade Atena impugnò la frusta e le redini e si diresse contro Ares con indosso l'elmo di Ade per non farsi scorgere dal Dio. La Dea lanciò la sua lancia contro il ventre di Ares, che "muggì alto come novemila guerrieri o diecimila grida di guerra, lanciate nel furore della lotta". Ares apparve come un'oscura tenebra dalle nubi e, dopo il calore, si levo un vento ardente.
Gli Dei spinsero i due eserciti alla battaglia; dall'alto tuonava Zeus, dal basso Poseidone fece tremare la terra fino alla sommità delle montagne. Ares balzò contro Atena con la sua lancia di bronzo e colpì lo scudo di lei; Atena raccolse un macigno con il quale colpì Ares alla nuca privandolo della sua forza.
Sul campo apparve una fitta nebbia, il fiume gonfiò i suoi flutti, l'oceano venne pervaso dal timore del fulmine di Zeus e nella battaglia precipitò "un prodigioso fuoco fiammeggiante" che bruciò i morti e arse tutta la piana.
Vari artisti hanno allegoricamente riprodotto nelle loro opere l'incontro fra Marte e Venere.

Omero dedica al Dio anche un inno: "Potentissimo Ares, valoroso capo, che ti muovi lungo il tuo ardente cerchio nell'etere fra le sette stelle erranti, dove i tuoi corsieri fiammeggianti ti sollevano sempre al di sopra del terzo carro".
Quindi l'Iliade è stata scritta nel 747 a.C. o poco tempo dopo; Omero (vedi nota 3 in fondo pagina) visse dopo i profeti Amos e Isaia; il materiale per la stesura del dramma cosmico doveva essere stato fornito da perlomeno un paio di congiunzioni fra i due pianeti, durante le quali furono coinvolte anche la Luna e la Terra
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x12red

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Re:Venere
« Risposta #7 il: 03 Aprile 2011, 17:56:43 pm »

Scuasate ma non'è strano che non si hanno foto recenti di marte?
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Il succo di una buona menzogna consiste nel mischiarla con pezzi di veritá.

John_Doe

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Re:Venere
« Risposta #8 il: 03 Aprile 2011, 18:26:48 pm »

Il regno di Venere

"Una religione, vecchia o nuova, che ha sottolineato la grandiosità dell'Universo come rivelato dalla scienza moderna potrebbe essere in grado di attirare le riserve di riverenza e timore difficilmente sfruttato dalle fedi tradizionali. Prima o poi, ad una religione emergerà"
     
                                                                                                                          (Carl Sagan)

Maat-Ka-Ra: La verità è il Genio del Sole Dio

Figlia del mattino


Particolarmente interessante è il nome di Horus
(il primo della titolatura) di Hatshepsut,
Faraone donna, la cui storia è fra le più note dell'antico
Egitto, Maat Ka RA.
Per ragioni politiche evidenti e legate alle contingenze
del suo regno, nella scelta della titolatura
Hatshepsut come primo appellativo, invece di
porre l'accento sulla forza e la potenza (usuali
riferimenti nel nome di Horus di quasi tutti gli
altri Faraoni, quasi sempre legati all'immagine del
Toro), si rivolge a Maat, cioè verità e giustizia,
asserendo così di fondare il suo regno sul suo
diritto divino a governare (era in corso un contrasto
dinastico molto acceso che, alla fine, vedrà
Hatshepsut perdente) e così facendo afferma un
principio teologico assai profondo.
Maat si identifica con il KA di RA


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John_Doe

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Re:Venere
« Risposta #9 il: 03 Aprile 2011, 19:57:44 pm »

MONDI IN COLLISIONE

Terremoti di immani proporzioni, maremoti spaventosi, piogge di bitume, caduta di pietre
incandescenti, pulviscolo abbuiante l’atmosfera e modificazione repentina sia del clima sia della
durata dell’anno a causa dell’inversione altrettanto repentina dei punti cardinali. Questi gli effetti
descritti in certi avvenimenti cosmici narrati da mitologie di tutto il globo, e alcuni di essi collegabili
a quanto dice l’Esodo biblico a proposito delle piaghe d’Egitto e della fuga degli Ebrei attraverso
le pareti d’acqua sollevatesi nel Mar Rosso. Si pensi, per esempio, alla prima piaga, che descrive
come "tutte le acque che erano nel Nilo si mutarono in sangue" (Esodo 7, 20-21): fenomeno
plausibile nell’ipotesi del passaggio di una cometa, da cui in tal caso cadrebbero sulla Terra
particelle di pigmento rugginoso e quindi rossastro. O ad altre piaghe successive: "un pulviscolo
diffuso su tutto l’Egitto [...] produsse ulcere pustolose, con eruzioni su uomini e bestie" (9, 9-10); "ci
furono grandine e folgori [...] una grandinata così violenta non v’era mai stata " (9, 24); "vennero
dense tenebre per tre giorni" (10, 22)... Circostanze che, secondo Velikovsky, rafforzano l’ipotesi
della cometa rilevandone alcune gravissime conseguenze, quali l’oscuramento e la caduta di
meteoriti, che effettivamente si verificherebbero se un simile corpo celeste transitasse nelle
vicinanze e che sono descritte in maniera analoga nell’antico papiro egizio di Ipuver.
Del sollevamento delle acque del Mar Rosso, imputato alla formazione di venti di velocità e
potenza inaudite, si può peraltro trovare memoria nel folklore dei nativi nordamericani, dei
giapponesi, dei peruviani e di numerose altre popolazioni, laddove si ricorda un maremoto così
spaventoso da dividere il mare in due colonne: per esempio nel Popol-Vuh, sacro libro dei Maya, si
legge che "il mare venne sollevato" proprio nel corso d’un cataclisma che rese oscura la terra,
mentre infiammò di fulmini e rombi il cielo. E del cielo infiammato da lampi violentissimi troviamo
traccia in quasi tutte le tradizioni mitologiche, quasi si trattasse di un ricordo generalizzato che ha
coinvolto ogni popolazione del pianeta.
La cometa, dunque, sarebbe passata vicino alla Terra ai tempi dell’esodo israelita dalla terra
d’Egitto, mentre di un ulteriore transito, che sarebbe avvenuto 52 anni dopo, si avrebbe eco in un
episodio occorso al condottiero ebreo Giosuè presso la città di Gàbaon, che era in mano ai re
degli Amorrei.

Ecco, infatti, cosa si legge in Giosuè 10, 11-13:
"il Signore lanciò dal cielo su di essi come grosse pietre. - interpretati ancora come meteoriti -
Coloro che morirono per le pietre della grandine furono più di quanti ne uccidessero gli Israeliti con
la spada. Allora Giosuè disse al Signore [...]: ‘sole, fermati a Gabaon e tu, luna, sulla valle di Aialon’.
Si fermò il sole e la luna rimase immobile finché il popolo non si vendicò dei nemici".
Velikovsky interpreta l’eclatante come una ripercussione della vicinanza della cometa, che
avrebbe appunto rallentato la rotazione della Terra. E per confermare che si trattò di un fatto
realmente accaduto, e poi mitologizzato, rintracciò nelle storie mitiche dell’altro emisfero un
accadimento analogo ma opposto: invece di un lunghissimo giorno una notte lunghissima. Della
quale ci parla, in effetti, la storia dell’impero di Colhuacan e del Messico (scritta in lingua nahua-
indiana e nota come "Annali di Cuauhtitlan") e a cui si riferiscono anche taluni racconti leggendari
della Finlandia, dell’Iran, del Perù e dei nativi nordamericani, mentre i testi cinesi di epoca Yao
narrano di una sequela di sconvolgimenti (vasti incendi, onde altissime) nel corso dei quali il sole
non tramontò per vari giorni.
La Terra, insomma, interruppe per un breve periodo le sue rotazioni. E se, dopo l’impatto, riprese un
moto regolare, questo cortocircuito aveva comunque prodotto un effetto ancor più straordinario:
l’inversione dei poli magnetici del pianeta, ribaltando i punti di collocazione dei Poli Nord e Sud.

Un capovolgimento avvenuto in modo istantaneo, quindi traumatico per l’habitat terrestre, e
collocato dal Velikovsky nel 687 a.C., quando Marte, spostato da una successiva collisione con la
cometa, sarebbe transitato presso la Terra ai tempi della distruzione dell’esercito assiro di
Sennacherib, nemico di Israele (ben 185.000 soldati morti misteriosamente, forse per asfissia), di cui
narrano i libri biblici dei Re e delle Cronache.
A sostegno di questa tesi Velikovsky presenta analisi di carattere geologico: pare infatti che
l’epoca glaciale abbia avuto una conclusione subitanea, trasformando d’improvviso regioni polari
(come l’America nord-orientale) in zone temperate e al contrario regioni temperate (come
sarebbe stata la Siberia nord-orientale) in coltri gelate. Se ne ha evidenza paleozoologica nei corpi
congelati dei mammuth, estintisi in massa durante l’ultimo periodo glaciale e nelle cui viscere sono
state trovate erbe non ancora digerite e che oggi crescono a 1500 km a sud: indizio che il Polo
Nord si trovava un tempo spostato verso l’America di una ventina di gradi rispetto al punto che
occupa oggi.
Il congelamento deve essere stato del resto davvero repentino per aver conservato i corpi dei
grandi quadrupedi intatti e non in stato di putrefazione!
L’inversione, inoltre, avrebbe inciso sull’orbita terrestre (causando cambiamenti radicali che
sarebbero testimoniati dalle variazioni riscontrabili da un certo momento in poi nei calendari di vari
popoli antichi) e rivoltato la direzione del moto terrestre, che avrebbe così iniziato a ruotare da
occidente verso oriente, mentre prima il Sole sorgeva a occidente e tramontava a oriente.
La precedente configurazione sarebbe stata dipinta nella tomba dell’architetto della regina
Hatshepsut, Senmut, il cui soffitto mostra le costellazioni disposte con orientamento astronomico
opposto all’attuale e, evidentemente, visibile così a quell’epoca
.
Numerose poi le fonti storiche, a partire da Erodoto, che nelle Storie riferisce come secondo i
sacerdoti egiziani il Sole in remote epoche avesse cambiato più volte la direzione del moto.
A questa medesima inversione - che in epoca latina è riferita da Seneca e da Pomponio Mela e
che ritroviamo anche nelle scritture di altre civiltà, fra cui nel trattato talmudico Sanhedrin - aveva
già fatto riferimento Platone nel Politeia, sostenendo che il cambio d’orientamento sarebbe una
manifestazione ciclica, da lui definita l’inversione "più grande e più completa" dei "mutamenti che
avvengono nei cieli".


NASCE LA DEA DELL'AMORE
Dopo alcuni secoli di peregrinazioni la cometa si stabilizzò con una propria orbita nel Sistema
Solare e divenne Venere.
Dell’eccezionale avvenimento l’autore vede una comprova mitica nelle molte leggende sorte
sulla sua nascita, che egli identifica con quella di Atena di cui parla l’Inno omerico a lei dedicato:
quando Atena nacque, riferisce Velikovsky, "la volta del cielo ‘cominciò a vacillare orribilmente’,
‘la terra tutt’intorno gridò spaventata’, ‘il mare fu scosso da nere onde, mentre la schiuma
irrompeva bruscamente’ e il Sole si fermò ‘per un lungo tempo’. Il testo greco parla di ‘onde
purpuree’ e del mare ‘che si solleva come una muraglia’ e del Sole arrestatosi nella sua corsa. [...]
Nell’Iliade è detto che Pallade Atena ‘si lanciò sulla terra come una stella incandescente’
sprizzando scintille; si lanciò quale ‘stella inviata da Giove’ [...] Plutarco identifica la Minerva dei
Romani o l’Atena dei Greci con l’Iside degli Egiziani e Plinio il pianeta Venere con Iside" (Mondi in
collisione, ed. citata, p. 145-146). Velikovsky segnala, a conferma della sua ipotesi, l’assenza di
Venere in una tavola astronomica indù del 3100 a.C. - mentre apparirà in quelle successive
bramaniche - e nel sistema dei quattro pianeti dell’astronomia babilonese, che non a caso
chiamò poi Venere "il grande astro che si aggiunge agli altri grandi astri".
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John_Doe

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Re:Venere
« Risposta #10 il: 03 Aprile 2011, 21:10:48 pm »

Il Legame Terra - Venere

Venere, il pianeta più vicino alla Terra, il più simile dimensionalmente a essa, ha avuto grande influsso nelle religioni e nell'esoterismo, un influsso che non cessa fin dai tempi in cui i primi umani iniziarono ad osservare il cielo. Il perché di tanta importanza potrebbe essere legato alla luminosità del pianeta stesso, che è senz'altro la "stella" più visibile in cielo a causa della sua vicinanza. Tuttavia non è solo la sua particolare luminosità, o anche il fatto che a causa della maggiore vicinanza al Sole Venere appaia sempre prima dell'alba e dopo il tramonto. Il fatto è che la Terra ha davanti a sé, prima della nostra stella, solo tre corpi celesti: la Luna, il nostro satellite naturale, Venere e Mercurio. Ma Mercurio è un mondo piccolo e a causa della vicinanza al Sole anche difficilmente osservabile. I due principali allora restano la Luna e Venere, curiosamente entrambi associati alla Dea Madre, al Femminile. Il perché sta nel fatto che entrambi mostrano le fasi, ossia una sottile falce che può essere facilmente associata al già citato simbolo delle corna.

   
(Venere, essendo più vicino al Sole rispetto alla Terra, mostra le fasi esattamente come la Luna. Il simbolismo della falce lunare si ricollega al concetto di Triplice Dea e parimenti Venere assume un ruolo di "seconda Terra" perfettamente conosciuto dai popoli più antichi.)

Se le corna sono l'emblema delle ovaie, allora questi corpi celesti sono legati al Femminile, e per la Luna questo legame esiste ed è scientificamente dimostrabile, fosse solo per la mensilità del ciclo mestruale. Ma per Venere? In aiuto ci vengono gli astronomi medievali i quali, infischiandosene degli strali dell'Inquisizione, continuarono a studiare il pianeta tenendo conto delle indicazioni presenti nei miti antichi.
Cominciamo analizzando il simbolo con cui ancor oggi viene rappresentato, un cerchio con un "+" sotto. Definito impropriamente "specchio di Venere", in realtà è chiaramente una trasformazione nemmeno troppo radicale del simbolo dell'Ankh. Abbiamo visto come in Egitto questo segno sia legato alla Dea Madre e ai suoi poteri di vita e procreazione: in ambito alchemico, l'Ankh raffigura l'unione della Terra femminile raffigurata dalla linea orizzontale con i raggi del Padre Sole, fecondanti e generanti la vegetazione, identificati con la linea verticale. Il cerchio sovrastante, l'ansa dell'Ankh, rappresenta l'uovo cosmico, il completamento: ritorna il concetto di Androgino Assoluto. Venere quindi in un certo senso è femminile, ma la sua vicinanza al Sole la rende tramite con il Dio Padre, con la sua fertilità. In questo senso si comprende come gli Egizi identificassero una Dea terrestre per eccellenza come Hathor con il pianeta Venere, come se fosse una seconda madre, una seconda Terra. Questo concetto è stato rielaborato da Pitagora intorno al V Secolo BCE: per il filosofo greco, Venere è il Sol Alter, "l'Altro Sole", quello spirituale, legato a concetti salvifici. Perché in ambito esoterico "solo la donna salva", e quindi attraverso Venere, che sta tra Terra e Sole, è possibile tornare al Padre, alla Sorgente. E non è un caso che moltissimi Dei o profeti provengano o siano legati a Venere: Mitra, Dioniso, Orfeo, fino addirittura a Mosé.



(Il simbolo di Venere è anche quello del sesso femminile: trae origine dall'Ankh egizio.)

Questa interdipendenza tra uomo e donna, tra umano e planetario, ha la sua spiegazione nelle congiunzioni che Venere traccia assieme alla Terra. Infatti un ciclo di cinque orbite di Venere equivalgono a otto orbite terrestri (il rapporto di 5:8 è phi, corrispondente 1,1618, cioè il rapporto esistente nella sequenza di Fibonacci): otto orbite sono otto anni terrestri, corrispondenti a 2920 giorni. Ossia, ogni 2920 giorni Venere torna nella posizione iniziale rispetto alla Terra. Lo stesso numero, e non casualmente, torna per quanto riguarda le orbite lunari, i cosiddetti mesi. Ogni 2920 giorni ci sono infatti 99 cicli lunari: i Greci utilizzarono questo complesso calcolo per elaborare un calendario chiamato Ottaedro basato sulla connessione femminile Terra-Luna-Venere, ogni metà del quale si celebravano riti sportivi sacri conosciuti come Olimpiadi! Se Venere torna al punto di partenza ogni otto anni, se la Luna in quello stesso lasso di tempo compie 99 rivoluzioni attorno alla Terra, la Terra in compenso ha cinque congiunzioni con Venere in questo lasso di tempo: ecco dunque formarsi nello spazio un incredibile pentacolo cosmico disegnato dalla Terra e da Venere, con al centro il Sole.
 

(Il bellissimo e stupefacente pentacolo prodotto dalle congiunzioni Terra-Venere è provocato dalla risonanza di 5/8 fra le due orbite. Si tratta di un numero equivalente a quello del rapporto aureo e della Sequenza di Fibonacci, che si rinviene anche nella spirale delle galassie e nelle corna di ariete)

Il significato astronomico e religioso di questo fenomeno celeste è immenso. Venere è davvero Lucifero, il portatore della Luce, della Vita, come veniva chiamato dai Romani prima che il Cristianesimo infangasse un nome tanto alto con connotati demoniaci inesistenti in questa forma. Lucifero, ovvero il tramite tra l'Uomo, la Terra, la Materialità, e la Luce, il Sole, l'Energia: Si comprende quindi come Venere, connesso al Femminino, potesse essere rappresentato attraverso il simbolo della colomba in numerose raffigurazioni medievali. Le connessioni con l'umano sono infinite: Venere appare nel cielo per 266 giorni al mattino, poi, per motivi di direzione orbitale, cambia e diviene retrogrado, apparendo per 266 giorni nei cieli serali: Lucifero e Vespero. Ebbene, a quanto ammonta il ciclo di gestazione umana, la gravidanza? Esattamente 266 giorni, 38 settimane… C'è da rimanere stupefatti leggendo queste concordanze. Si tratta di un linguaggio matematico universale, legato alla galassia, al macrocosmo, che si riflette nell'ininitamente piccolo, negli ovuli umani, nell'embrione che si forma. Torna il concetto eterno del "Come il Cielo, così in Terra" e mai riferimenti spaziali furono più chiari.

 Per Venere esistono innumerevoli altre connessioni astronomiche, legate ad esempio al numero 40, al 72, al 144, che conducono addirittura al ciclo precessionale terrestre di 25920 anni e al famigerato 2012 tanto in voga su libri e film. Infatti, nel 2012 Venere sarà in congiunzione col Sole e vi sarà un transito del pianeta davanti al disco della nostra stella. Per la cronaca avverrà tra il 5 e il 6 giugno ed è questa la fine dell'Era Maya tanto temuta e prevista erroneamente per il dicembre successivo. Invece, è questo evento particolare che segnerà simbolicamente la fine del calendario del popolo mesoamericano e l'inizio di una nuova epoca spirituale.
Da notare che per motivi astronomici, i transiti di Venere possono avvenire solo a giugno e a dicembre, mesi legati al concetto di vita e morte (e conseguente rinascita del Sole), associati a particolari feste pagane sincretizzate dal Cristianesimo dai due San Giovanni, Battista ed Evangelista, festeggiati il 26 giugno e il 27 dicembre a distanza di sei mesi esatti. Il senso di queste ricorrenze è simbolico: si tratta di figure mitiche associate al Sole, ai suoi aspetti e nascita, crescita, maturità e morte con la successiva rinascita. Venere, Transitando davanti al disco solare, ne determina il destino, continuando ad essere un incredibile tramite religioso
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John_Doe

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Re:Venere
« Risposta #11 il: 03 Aprile 2011, 21:44:26 pm »

Il Mistero di Venere

Venere ruota su se stesso con un periodo di 243 giorni da est verso ovest, cioè nello stesso senso del moto di rivoluzione attorno al Sole. Poiché tutti gli altri pianeti del Sistema Solare ruotano da ovest verso est (ad eccezione di Urano e Plutone) seguendo il cosiddetto moto diretto, è come se Venere ruotasse "capovolto". Fino ad oggi il moto retrogrado di Venere non ha ancora trovato una spiegazione plausibile.

Un’altra peculiarità deriva dall’estrema lentezza del moto di rotazione che ha un periodo maggiore di quello di rivoluzione attorno al Sole (l’anno venusiano è pari a 224,68 giorni terrestri), tanto che Venere è l’unico pianeta del Sistema Solare ad avere il giorno siderale più lungo del suo anno.


Possibile spiegazione

Venere non si è formato all'interno del Sistema Solare
ma giunse dall'esterno trasportato dal Distruttore (Nibiru)
viaggiando nella sua immensa coda
come una cometa gigante (dalle 10 alle 20 masse gioviane)



Cosa provoco' sulla Terra l'avvicinamento di Venere


L'eruzione minoica di Thera
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John_Doe

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Re:Venere
« Risposta #12 il: 03 Aprile 2011, 23:01:27 pm »

Venere si lega alla Terra

"...lanciò nelle acque in tumulto dove i due si affrontavano. L’arma affondò nel corpo di un ippopotamo e si udì una voce: «Vieni, madre Iside! Sono Horo! Liberami dalla freccia!». Quando Iside comprese cos’aveva fatto il suo cuore si riempi di rimorsi e il suo petto fu ricolmo d’amore: «Torna indietro freccia», urlò, «allontanati da mio figlio». Con le lacrime agli occhi lanciò nuovamente la freccia nell’acqua e ancora una volta la punta di rame affondà nella carne. Una macchia di sangue salì in superficie e questa volta Seth urlò: «Sorella Iside che hai fatto? Sono io, tuo fratello Seth, che ti ha conosciuto nel grembo materno. Liberami dalla freccia!». Di nuovo il suo cuore si riempì di dolore e d’amore: "Torna indietro freccia! Allontanati da mio fratello! ". Alle parole della madre, Horo divenne furioso. Perché stava liberando Seth ora che finalmente era stato colpito e battuto? Perché salvava colui che aveva ucciso suo marito e che aveva usurpato il trono di suo figlio? Che diritto aveva di cambiare idea? La sua rabbia era immensa. Con un balzo da pantera usci dall’acqua e rincorse la madre che intanto scappava come una gazzella atterrita. Iside sentiva i passi del figlio dietro di lei e alla fine fu catturata. Horo allora sollevò il coltello e, con un colpo preciso, le staccò la bella testa dal collo. Gli Dei in cielo ebbero un sussulto: «Chi è quella povera donna senza testa?» urlò Ra. «È Iside», rispose Seth, «Horo ha colpito la madre!» «Allora puniscilo», disse il Dio. Quando Horo comprese ciò che aveva fatto, che la rabbia lo aveva tradito e che aveva colpito mortalmente Iside, lanciò lontano l’arma sporca di sangue e fuggì verso le montagne con l’intenzione di non tornare mai più. Nel frattempo Thoth, che aveva assistito all’immane tragedia, corse dalla Dea senza testa e velocemente, pronunciando parole magiche che gli venivano dal suo potere, le pose sulle spalle la testa di una vacca. Quando la Dea si specchiò nell’acqua disse: «Sono stata rifatta a immagine di una madre».

Seth seguì Horo lungo i tortuosi sentieri che conducevano alle montagne e alla fine, trovatolo addormentato sotto un albero di datteri, si gettò su di lui. Horo si svegliò troppo tardi: Seth gli cavò gli occhi e li gettò lontano. Questi, dopo essere rotolati lungo i fianchi della montagna, finalmente si fermarono e li sbocciarono due fiori di loto che diffusero la loro luce per tutta la Terra. Dopo aver lasciato il Dio falco solo e cieco a vagare nel deserto, Seth fece ritorno da Ra e mentendo disse: «Non sono riuscito a trovarlo». Hathor però, guidata dalla luce emanata dai fiori di loto, scovò Horo che piangeva sul crinale della montagna. Iniziò allora a cantare e le sue melodie consolarono il ferito. Anche una gazzella, attratta dai canti, si avvicinò. Hathor la munse e versò il latte nelle orbite vuote del dio falco: prima nell’occhio destro, poi nel sinistro e ordinò: «Apri gli occhi». Horo li aprì e guardò in faccia la dea dell’amore. Anche il suo cuore si aprì. Egli era stato curato da Hathor e insieme a lei si diresse in Cielo ed entrò nella sala del consiglio. Seth era già là, beveva vmo e sussurrava le sue menzogne all’orecchio di Ra. «Seth mi ha cavato gli occhi», disse Horo, «e Hathor mi ha curato». «Non è vero», rispose Seth, «non mi sono mai avvicinato a lui». Ra voltò loro le spalle e disse: «Sono stanco di voi due sempre in lotta, siete persino peggio degli uomini creati dagli Dei. L’intera faccenda mi disgusta, mi avete fatto venire i capelli bianchi, sono diventato un vecchio». Quindi si alzò lentamente e, col viso rosso di rabbia, si ritirò nelle sue stanze. «La guerra deve finire», dissero gli Dei, «ubbidite agli ordini di Ra: andate a casa, mangiate insieme i dolci, bevete la birra d’orzo, festeggiate e lasciate in pace gli Dei del Cielo». Allora Seth sorrise, prese per mano Horo e lo allontanò da Hathor dicendogli: «Ra ha ragione, vieni nipote, andiamo a casa mia a festeggiare». Horo seguì Seth come avevano ordinato gli Dei."



Venere nello Zodiaco di Dendera

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John_Doe

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Re:Venere
« Risposta #13 il: 03 Aprile 2011, 23:45:57 pm »

Dendera e la dea Hator



Hat Hor - La casa di Horus - era la dea della fertilità, la sposa, la madre, i greci la identicarono con Artemide, la Venere dei romani. Per queste sue caratteristiche sembra che si tratti di una sovrapposizione di Iside
L'egittologo tedesco Dumichen afferma che, nelle iscrizioni di Dendera, la dea Hathor è detta "regina di ogni gioia", poi aggiunge che una traduzione letterale potrebbe essere "Signora di ogni circuito del cuore"
Il determinativo cuore è il piccolo vaso che funge da piombo nel filo del Merkat (lo strumento per rilevazioni astronomiche), è qualche cosa di specifico come "centro di gravità", dice ancora Dumichen


Un altro aspetto della dea, forse poco noto, riguarda i suoi slanci distruttivi, quasi da vendicatrice divina, che in qualche modo confermano la variegata complessità delle sue caratteristiche rielaborate nel corso dei secoli. Direttamente dalla tomba di Tutankhamon ci arriva il racconto del compito, assegnatole dal padre Ra, di vendicare lui e le divinità, sdegnose in quanto trascurate dagli esseri umani. La dea esegue l'ordine paterno e sotto le sembianze di Sekmeth sbrana molti uomini e per placarla deve intervenire Thot con un'abile stratagemma

Sekhmet (La furia di Venere)

il cui nome significa "Colei che è potente"
Era la terribile dea della guerra che impersonificando i raggi dal calore mortale del sole incarnava il potere distruttivo dell'astro ma anche l'aria rovente del deserto i cui venti erano il suo alito di fuoco e con i quali puniva i nemici che si ribellavano al volere divino. Rappresentava anche lo strumento della vendetta di Ra contro l'insurrezione degli uomini imponendo l'ordine del mondo.
Portava morte all'umanità ma era anche la dea protettrice dei medici come citano i papiri medici Ebers ed Edwin Smith ed i suoi sacerdoti, molto potenti erano spesso chiamati per la cura di patologie ossee, quali le fratture.
Dal carattere molto pericoloso questa dea aveva quindi un lato benevolo che richiedeva rituali specifici soprattutto durante gli ultimi cinque giorni dell'anno lunare, giornate queste estremamente pericolose
Sekhmet incarnava il fiammeggiante Occhio di Ra ed era in questo caso assimilabile a Tefnet. Narra il mito della Dea Lontana che Ra, adirato con gli uomini che avevano cospirato contro di lui, la inviò per ucciderli, ma dovette poi fermarla ubriacandola con la birra, colorata di rosso come il sangue, per far sopravvivere il genere umano. La dea, assetata di sangue, che stava uccidendo sistematicamente tutti gli uomini dopo aver bevuto la birra si addormentò ed al risveglio prese le sembianze di Bastet che rappresentava solo le qualità benefiche del sole.


Bastet (Venere è tranquilla)

Alle origini, Bastet era una divinità del culto solare ma col tempo sempre più di quello lunare. Quando l'influenza greca si estese sulla società egiziana, Bastet divenne definitivamente solo una dea lunare, in quanto i Greci la identificarono con Artemide.
A partire dalla II Dinastia, Bastet venne raffigurata come un gatto selvatico del deserto oppure come una leonessa datao era confusa od assimilata a sua sorella la dea Sekhmet. Venne rappresentata come un felino domestico solo intorno al 1000 a.C.
Bastet era la "Figlia di Ra", quindi aveva lo stesso rango di altre dee quali Maat e Tefnut. In più, Bastet era uno degli "Occhi di Ra", nel senso che veniva mandata specificamente ad annientare i nemici dell'Egitto e dei suoi dei.
Da quando i Greci identificarono Bastet con Artemide, la dea fu detta "madre del dio dalla testa di leone Mihos" (anch'egli venerato a Bubasti, insieme a Thoth), e fu raffigurata comunemente o come donna con la testa di un gatta o come gatta vera e propria.


Gli Egiziani avevano un modo di dire: «non si accarezza la gatta Bastet prima di aver affrontato la leonessa Sekhmet».
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ginevralei

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Re:Venere
« Risposta #14 il: 04 Aprile 2011, 00:36:42 am »

E' una lettura molto interessante, raccoglie l'angoscia delle ere, illustra il mito inseguendolo nelle visioni degli uomini attraverso la nostra storia, una mappa del cielo da ieri lontanissimo, a domani.
Grazie.
Connesso
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