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Autore Topic: I Dischi di Bayan Kara Ula  (Letto 7241 volte)

Annunaki2012

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I Dischi di Bayan Kara Ula
« il: 13 Marzo 2008, 20:08:38 »

** Discussione sull'articolo: I Dischi di Bayan Kara Ula **

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Supernova

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Re:I Dischi di Bayan Kara Ula
« Risposta #1 il: 14 Marzo 2008, 18:08:19 »

Interessantissima questa storia…però ci sono alcuni punti da sviscerare meglio:

1) Se gli Dzopa sono dei discendenti di questa tribù aliena di cui si trovarono gli scheletri ed i dischi in Bayan-Kara-Ula, perché non avrebbero le stesse caratteristiche fisiche dei loro pseudo-antenati???Perciò a questa discendenza non credo più di tanto…però si potrebbe credere che la leggenda tramandata tra gli Dzopa subì delle variazioni nel tempo che ne hanno cambiato qualche caratteristica…ad esempio che questa tribù fu vista come divina perché scesa dal cielo e poi pian piano la cosa fu mutata in discendenza diretta…

2) Inoltre è possibile che oggi giorno non si sappia se esiste ancora la tribù degli Dzopa sul Bayan-Kara-Ula???

3) Inoltre si parla della scomparsa dei dischi…possibile che si siano volatilizzati…che fine hanno fatto???
E cosa più importante che fine hanno fatto gli scheletri di questi strani esseri trovati nelle grotte dalla spedizione di archeologi cinesi nel 1938???
Con i mezzi di adesso si potrebbe stabilire senza ombra di dubbio se questi scheletri siano appartenuti a normali esseri terrestri o ad esseri di un altro pianeta…

4) In che senso si nascosero 10 volte??? Che significato ha:
 “i Dropa (Dzopa secondo Robin-Evans, n.d.w.) sbucarono dalle nubi con i loro aeroplani. Gli uomini, le donne e i bambini si nascosero nelle grotte per dieci volte.”
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Cily

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Re:I Dischi di Bayan Kara Ula
« Risposta #2 il: 14 Marzo 2008, 22:36:40 »

Posso rispondere alla tua seconda domanda :)

Nel 1995 sono state scoperte in Cina, nella provincia di Sichuan, vicino al confine est della catena montuosa di Baian-Kara-Ula, una tribù di 120 persone appartenenti ad una etnia sconosciuta.
L’aspetto più importante della scoperta, riguarda l’altezza delle persone: non più alti di 3 piedi e 10 pollici, il più piccolo essere adulto misura solo 2 piedi e 1 pollice. Questa scoperta potrebbe essere la prima grande prova della loro esistenza. :ohmy:
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Re:I Dischi di Bayan Kara Ula
« Risposta #3 il: 14 Marzo 2008, 22:37:13 »

Cily ha espresso, nel pieno possesso delle sue facoltà mentali, la seguente opinione:
Citazione
Posso rispondere alla tua seconda domanda :)

Nel 1995 sono state scoperte in Cina, nella provincia di Sichuan, vicino al confine est della catena montuosa di Baian-Kara-Ula, una tribù di 120 persone appartenenti ad una etnia sconosciuta.
L’aspetto più importante della scoperta, riguarda l’altezza delle persone: non più alti di 3 piedi e 10 pollici, il più piccolo essere adulto misura solo 2 piedi e 1 pollice. Questa scoperta potrebbe essere la prima grande prova della loro esistenza. :ohmy:


cioè mi stai dicendo che il più alto di questa tribù arriva a 1 metro e 15 cm ed il più piccolo a circa 63 cm???:ohmy: :dry: :unsure:

Se fosse così ci sarebbe risposta anche alla mia prima domanda...specialmente se la testa di questi omini risulta un pò sproporzionata rispetto al resto del corpo...

Però rimane strana la cosa che se si tratta della tribù degli Dzopa significherebbe che 60 anni fa questa tribù era nota a noi (intesi come occidentali) mentre pochi anni fa è risultata un'etnia sconosciuta...:dry:
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foxmulder

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Re:I Dischi di Bayan Kara Ula
« Risposta #4 il: 12 Gennaio 2010, 04:55:04 »

I dischi di Baian-Kara-Ula
http://2012annunaki.blogspot.com/2009/04/i-dischi-di-baian-kara-ula.html
caso dimenticato????:unsure: :P
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E.B.E.

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Re:I Dischi di Bayan Kara Ula
« Risposta #5 il: 18 Agosto 2010, 22:25:29 »



Dischi Dropas. Tra sperdute ed inaccessibili montagne al confine tra Cina e Tibet sono stati ritrovati alcuni dischi , antichi di almeno 12.000 anni, con una tecnica di registrazione delle informazioni scritte, simile a quella utilizzata oggi sui dischi LP in vinile. Questi dischi sono curiosamente collegati con una tribù locale dalle caratteristiche morfologiche quantomeno singolari e non classificabile in alcun gruppo etnico razziale conosciuto.
Dischi Dropas

Nel 1938, un team di archeologi, guidati dal Prof. Chi Pu Tei dell'Università di Beijing, condusse un esame molto dettagliato in una serie di caverne comunicanti a Balan Kara-Ula, un distretto sul confine tra Cina e Tibet. Il gruppo trovò degli scheletri di piccoli esseri con un'ossatura delicata, ma con un cranio piuttosto ampio. Uno degli assistenti avanzò l'ipotesi che le caverne potessero aver costituito l'abitazione di una, fino ad allora sconosciuta, specie di scimmia. Ma, come evidenziò il Prof. Chi Pu Tei "qualcuno ha mai visto delle scimmie che seppelliscono i propri morti?". Sulle pareti di queste caverne vennero scoperti disegni di uomini che indossavano un elmetto rotondo. Incisi nella roccia si trovavano anche disegni del sole, della luna, della terra e delle stelle, connessi a gruppi da una serie di punti.

Fu proprio durante lo studio degli scheletri, che uno dei ricercatori inciampò su un disco di pietra, largo e rotondo, dello spessore di circa 2 cm, che giaceva quasi sepolto nella polvere della caverna. Il team si mise a studiare l'oggetto, tentando di dargli un senso. Esso appariva, assurdamente, come una specie di disco di pietra per un grammofono. Era dotato di un foro al centro e di un sottile solco a spirale sulla superficie, che andava dal centro verso il margine. Ad un'analisi più approfondita, il solco spiraliforme, risultò essere un'inscrizione formata da una doppia riga di caratteri molto compressi. Dopo un esauriente ricerca nelle caverne, vennero rinvenuti ben 715 dischi con le stesse caratteristiche! Ogni disco aveva le stesse dimensioni: 22,7 cm di diametro e 2 cm di spessore; inoltre ogni disco aveva al centro un foro perfettamente circolare di 2 cm di diametro. Il bordo esterno era dentellato per tutta la circonferenza. Infine ogni disco aveva un doppio solco che, iniziando dal centro, si muoveva in senso antiorario verso il bordo esterno, esattamente come un disco di un fonografo. Quanto al messaggio inscritto, nessuno fu in grado di decifrarlo.

Molti esperti hanno tentato di tradurre le inscrizioni, durante i due decenni nei quali i dischi non si trovavano a Beijing, ma senza successo. Fino a quando un altro professore cinese, il Dr. Tsum Um Nui riuscì a comprendere il codice ed iniziò a tradurre i messaggi. A questo punto, egli si rese conto che sarebbe stato meglio divulgare il messaggio solo a poche selezionate persone. Il mondo esterno rimase quindi all'oscuro, mentre le conclusioni sul significato dei dischi erano talmente eccezionali che furono ufficialmente soppresse. Il Dipartimento di Preistoria dell'Accademia di Beijing gli proibì di pubblicare le sue scoperte.

Con la collaborazione di geologi, e dopo un'analisi spettrografica, si scoprì che i dischi possiedono un alto contenuto di cobalto e di metallo (non viene riferito di quale metallo si tratta). Questo implica un origine artificiale dei dischi. Precedentemente si pensava che fossero di diorite. La durezza del materiale, comunque, è paragonabile alla diorite.

Gli scienziati russi chiesero di poter esaminare i dischi e diversi furono spediti a Mosca per essere analizzati. Essi furono ripuliti dalle particelle di roccia che, nel tempo, avevano aderito alla superficie e successivamente sottoposti ad analisi che confermarono quanto dichiarato dagli scienziati cinesi. Ma non era tutto. Posti su una speciale piattaforma girevole, essi generavano un suono ad alta frequenza e questo fece pensare che fossero stati sottoposti ad un'alta tensione; o, come dichiarò uno degli scienziati, "come se facessero parte di un circuito elettrico".

Nel 1963 il Dr. Tsum Um Nui decise di pubblicare la sua scoperta, nonostante il divieto dell'Accademia. La pubblicazione apparve con un titolo prolisso ma destinato a sollevare curiosità ed interesse: "I manoscritti incisi riguardanti le navi spaziali arrivate sulla Terra 12.000 anni fa". In occidente non venne preso seriamente e, in poco tempo, l'intera vicenda sembrò svanire nell'oblio.

Questo silenzio durò fino al 1967, quando il filologo russo Dr. Viatcheslav Zaitsev pubblicò un estratto della storia contenuta nei dischi sulla rivista Sputnik. Presumibilmente, l'intera "storia" viene conservata all'Accademia di Beijing e negli archivi storici di Taipei, R.O.C.. La traduzione dei dischi contiene un messaggio che può sembrare assurdo per alcuni, e bizzarro ad altri. La storia riporta la registrazione di una navetta spaziale con abitanti di un altro pianeta, costretti ad un'improvvisa fermata sulle montagne di Bayan Kara-Ula. Le scritture dei dischi spiegano come le intenzioni pacifiche dei "visitatori" furono fraintese e quanti di essi furono catturati e uccisi dai membri della tribù di Kham, che viveva nelle caverne limitrofe. Secondo il Prof. Tsum Um Nui, una delle linee incise dice: "I Dropas vengono dalle nuvole con il loro velivolo. I nostri uomini, donne e bambini si nascosero nelle caverne dieci volte prima dell'alba. Quando alla fine essi (i Kham) compresero il linguaggio mimico dei Dropas, si resero conto che i nuovi venuti avevani intenzioni pacifiche". In un altro disco si esprime rammarico da parte della tribù dei Kham che la navetta aliena sia precipitata su quelle montagne remote e inaccessibili e che non ci sia possibilità di costruirne una nuova, in modo che i Dropas possano ritornare al loro pianeta.

Negli anni successivi alla scoperta degli scheletri e dei dischi, archeologi ed antropologi hanno appreso molte informazioni riguardo l'area isolata di Bayan Kara-Ula. E questi studi sembrano convalidare la sorprendente storia registrata sui dischi. Le leggende ancora vive presso le tribù del luogo, parlano di persone piccole, con visi gialli, venuti dal cielo, tanto tempo fa. Queste persone avrebbero teste grosse e prominenti e un corpo esile, ed il loro aspetto era così sgradevole e ripugnante che furono cacciati dalle tribù locali. Curiosamente, la descrizione degli alieni, concorda con il ritrovamento degli scheletri fatto dal Prof. Chi Pu Tei. Sia i dischi, sia i graffiti nelle caverne e gli scheletri sono stati datati intorno al 10.000 a.C.!

Al tempo della scoperta, alcune delle caverne erano ancora abitate da due tribù conosciute come Khams e Dropas, i cui membri, peraltro, avevano un'apparenza quantomeno singolare. Semplicemente le due tribù non corrispondevano ad alcuna categoria razziale stabilita dagli antropologi. Entrambi avevano una statura simile ai pigmei; la loro statura andava dal metro e 15 al metro e 40 cm., ma la statura media era di 1,25 m. La loro pelle tendeva al giallo e le loro teste erano sproporzionatamente grandi e con pochi capelli sparsi; i loro occhi erano grandi, ma non di tipo orientale, di colore blu chiaro. La struttura del viso era ben formata, simile alla razza Caucasica, e i loro corpi erano estremamente sottili e delicati. Il peso degli adulti oscillava tra i 17 e i 24 Kg.

Nel 1955 giunse uno starordinario report dalla Cina: nella provincia di Sichuan, al limite orientale delle montagne di Baian Kara-Ula, furono scoperte, appartenenti ad una tribù locale, 120 persone etnologicamente non classificabili. L'aspetto più importante di questa nuova tribù era la statura dei suoi membri: non più alti di 1,2 metri. L'adulto più piccolo misurava solo 63 centimetri! Questa scoperta è la prima prova concreta dell'esistenza dei Dropas, un popolo i cui antenati, si dice, sono venuti dallo spazio.

Nello schizzo accanto, eseguito nel 1947, sono raffigurati due capi della tribù Dropas: Hueypah-La (alto 1,2 m) e Veez-La (alto 1 m).

Qualunque sia la loro vera natura, origine o significato, i dischi Dropas rappresentano un affascinante enigma per archeologi ed antropologi. Possono forse essere considerati la prima registrazione della venuta di una civiltà aliena sul nostro pianeta? Per ora, i dischi dei Dropas rimangono privi di una spiegazione definitiva.
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