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Autore Topic: Tensione USA-Israele-Iran  (Letto 38639 volte)

Paralas42

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Re:Tensione USA-Israele-Iran
« Risposta #705 il: 30 Dicembre 2011, 12:56:13 pm »

MONDO | di Redazione Il Fatto Quotidiano

 Robert Fisk: “Non ci sarà mai uno stato di Palestina e Obama non attaccherà l’Iran” Il giornalista del quotidiano inglese Indipendent offre una visione a 360 gradi su quanto accade in Medio Oriente. "La Primavera Araba? Ma quale tunisino in fiamme: è cominciata nelle fabbriche, con i sindacati"Il giornalista Robert Fisk “Uno Stato di Palestina non ci sarà mai, neppure nel 2012: nonostante gli sforzi di Abu Mazen è evidente la volontà contraria di Israele”. Robert Fisk, 65 anni, firma del quotidiano britannico Independent, una vita passata a consumare suole e taccuini in Medio Oriente, per l’anno nuovo ha maturato già due convinzioni: i palestinesi rimarranno ancora sotto l’occupazione israeliana e Obama non muoverà guerra all’Iran: “Sarebbe una catastrofe”. E fa un bilancio dell’anno che se ne va tra una rivoluzione e l’altra in Nord Africa.

Il 2011 sarà ricordato per il terremoto geopolitico del mondo arabo. Tunisia, Egitto, Libia, Yemen: dittature decennali sono cadute sotto i colpi più o meno violenti della Primavera araba e, nel caso della Libia, delle bombe Nato. Cosa è cambiato veramente in questi Paesi?
Si sono liberati dalla paura e quando ci si libera dalla paura nessuno può fartela tornare. Molti elementi hanno contribuito a quello che preferisco chiamare il “risveglio arabo”. In primo luogo l’istruzione. Quando nel 1976 sono arrivato in Medio Oriente la qualità dell’istruzione era scadente. Oggi ci sono moltissimi laureati di eccellente livello. Un secondo elemento che in Occidente tutti ignorano va individuato nella crescita delle organizzazioni sindacali in diversi Paesi arabi.

I sindacati hanno svolto un ruolo nelle rivoluzioni?
Certamente. In Occidente pochi sanno che la rivolta ha avuto inizio con una manifestazione sindacale a piazza Tahrir: in quell’occasione c’erano migliaia di donne e uomini per strada. E questo prima delle dimostrazioni le cui immagini hanno fatto il giro del mondo. In sostanza la rivoluzione è cominciata nelle fabbriche e nelle grandi industrie con gli scioperi. Allo sciopero generale in Egitto parteciparono insegnanti, medici, lavoratori di tutti i settori chiave dell’economia. La stessa cosa è accaduta in Tunisia. Certo quanto è avvenuto nel 2011 nel mondo arabo può essere paragonato soltanto alla rivolta del 1916 contro l’Impero Ottomano. A mio giudizio il “risveglio arabo” scrive il suo primo vero capitolo nel novembre 2005 a Beirut, quando milioni di persone chiesero la fine dell’occupazione siriana e di quella sorta di strisciante potere che la Siria esercitava sul Libano. E’ puerile pensare che tutto sia cominciato con il sacrificio del povero ambulante tunisino datosi alle fiamme per protesta il 17 dicembre 2010.

I giovani scesi nelle piazze delle città arabe a rischio della vita vogliono una democrazia parlamentare come noi la intendiamo o si battono per qualcosa di diverso che noi non capiamo?
Si battono per sentirsi finalmente “padroni” dei loro Paesi, fino a ieri considerati una proprietà privata dei dittatori e delle loro famiglie. Anche in Occidente i giovani hanno protestato per lo più contro le banche e il sistema finanziario che indeboliscono i parlamenti, i governi eletti e quindi la stessa democrazia. I giovani arabi vogliono vivere una vita dignitosa, vogliono sentirsi padroni del proprio destino, non vogliono più che il potere politico – come in una monarchia assoluta – passi di padre in figlio escludendo i cittadini. Credere che aspirino a una democrazia di tipo parlamentare, come quelle occidentali, vuol dire non aver capito davvero come stanno le cose. Non ci sono più modelli validi per tutti e in tutte le circostanze. Gli arabi troveranno la loro strada verso il tipo di democrazia più adatto alla loro cultura.

Dalla Tunisia all’Egitto le urne finora stanno dando ragione ai partiti di ispirazione islamista. E’ possibile che, con il consenso degli Usa e dell’Occidente, a dieci anni dall’11 settembre 2001 i tiranni vengano sostitutiti dall’Islam radicale?
Non direi. Certo ci sono gruppi estremisti come i salafiti così come ci sono gruppi estremisti in Europa. Ma, ad esempio, la Fratellanza musulmana ha una lunga storia che risale al 1920 e lo stesso si può dire del partito islamico che ha vinto le elezioni in Tunisia. Perché mai ci dovremmo sorprendere per il fatto che ci sono partiti che si richiamano all’Islam? Dopo tutto sono musulmani e non hanno alcuna intenzione di diventare cristiani. Non credo che la Democrazia cristiana italiana o quella tedesca abbiano mai avuto intenzione di organizzare una Crociata in Terra Santa. Da quando vivo in Medio Oriente non ho mai sentito nemmeno un commento negativo sul fatto che in Europa ci sono partiti che si definiscono cristiani.

Il regime di Ahmadinejad e degli ayatollah rappresenta un pericolo reale? Crede che Obama possa decidere un intervento militare in Iran?
Ahmadinejad è un personaggio inquietante, ma non credo che l’Iran rappresenti un pericolo. Quanto a un eventuale intervento militare americano, penso che in realtà non sia in agenda e lo riterrei una follia. Gli Stati Uniti sono impegnati militarmente su molti fronti: Pakistan, Afghanistan, Somalia, parte dello Yemen. Una guerra in Iran avrebbe drammatiche conseguenze sia militari sia politiche.

Assad arriverà alla fine del 2012 o anche la Siria volterà pagina?
Non escludo affatto che fra un anno Assad ci sarà ancora. Sono stato a Damasco recentemente e ho trovato una situazione piuttosto tranquilla. Nella capitale non si aveva l’impressione di una imminente caduta del regime di Assad. La gente circolava liberamente e usava liberamente il cellulare. Non ho potuto raggiungere, per ragioni di sicurezza, altre zone del Paese dove la situazione non è altrettanto tranquilla, come a Homs. Certo, avendo il regime impedito l’ingresso ai giornalisti stranieri – e lo considero un grosso errore anche dal loro punto di vista – è difficile farsi un’idea precisa di come stanno le cose in Siria. Le sole informazioni ci arrivano dai ribelli e dalle organizzazioni umanitarie. Ho parlato con le famiglie di militari assassinati, è verosimile siano stati uccisi finora almeno 1500 militari, non solo per mano dei dimostranti o dell’esercito di Assad, ma anche a opera di altri gruppi armati. Un fatto è certo: dal Libano stanno arrivando in Siria molte armi.

Dopo il discorso di Abu Mazen all’Onu e il voto dell’Unesco, ritiene che sia più vicino il giorno della nascita di uno Stato palestinese? Il 2012 potrebbe essere l’anno buono?
Non credo ci sarà mai uno Stato palestinese. Gli israeliani stanno rendendo la cosa materialmente impossibile continuando a sottrarre terre ai palestinesi e ripetendo che non hanno alcuna intenzione di cambiare politica in materia di insediamenti. Per quante concessioni Abu Mazen possa fare, non ci sarà mai uno Stato palestinese.

In Libano si muove qualcosa per la causa palestinese? Hezbollah, che a Beirut governa, pare non abbia intenzione di stare a guardare nei prossimi mesi.
La posizione del Libano rispetto alla questione palestinese non è cambiata. Il Libano chiede il ritiro di Israele dai Territori occupati. Certo i libanesi si augurano una soluzione della questione palestinese, ma non ignorano che molti palestinesi potrebbero diventare libanesi con conseguenze di un certo peso sul piano economico, ma specialmente per ciò che riguarda l’equilibrio delle etnie: non bisogna dimenticare che il Libano è un Paese settario, un delicato mosaico.

Qualcuno, anche a sinistra, in Europa sta mettendo in discussione oltre alla moneta unica anche la stessa sopravvivenza dell’Ue. Una simile eventualità sarebbe un disastro per il Mediterraneo e il Medio Oriente?
Non credo proprio. I Paesi del Medio Oriente hanno le loro monete. A Beirut quando vado al ristorante posso pagare in Sterline libanesi, Sterline britanniche, Dollari e anche in Euro. Se l’Euro svanisse potrei pagare anche in Marchi tedeschi. In sostanza in caso di crollo dell’euro gli arabi userebbero la moneta europea più forte. In caso di fallimento dell’Euro, non piangete per gli arabi.

Il giornalismo di guerra è notevolmente cambiato negli ultimi 20-25 anni, non solo a causa delle tecnologie e di Internet. Ma anche del cosiddetto embedded journalism. Possiamo ancora sperare di avere informazioni attendibili dai teatri di guerra?
In fondo dipende sempre dai giornalisti anche se, me ne rendo conto, sono aumentati i pericoli. La cosa che considero grave non è essere embedded, ma non raccontare a lettori o telespettatori in quali condizioni si fa il proprio lavoro, spacciando per verità assolute comunicati stampa delle forze armate di questo o quell’esercito. Ancor più serie sono state per il giornalismo le rivelazioni di Wikileaks, che ha inondato le redazioni di una massa incredibile di notizie. I giornalisti le hanno selezionate, scelte e raccontate ai loro lettori. Un rapporto diplomatico può anche essere affascinante, ma non rappresenta necessariamente la verità. E’, piuttosto, la versione diplomatica americana della verità.

di Giampiero Calapà e Carlo Antonio Biscotto

da Il Fatto Quotidiano del 29 dicembre 2011


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Re:Tensione USA-Israele-Iran
« Risposta #706 il: 31 Dicembre 2011, 11:13:04 am »

Iran: ministro Petrolio, 200 dollari in piu' a barile con sanzioni a Teheran
ultimo aggiornamento: 31 dicembre, ore 10:34

                   
Teheran, 31 dic. - (Adnkronos/Aki) - Duecento dollari in piu' a barile. A tanto aumentera' il prezzo del greggio se verrannp imposte sanzioni all'Iran sulle sue esportazioni di petrolio. Parola del ministro iraniano del Petrolio, Rostam Qasemi, che al settimanale 'Aseam' in edicola oggi ha commentato cosi' i possibili effetti di nuove sanzioni sulla Repubblica islamica per il suo controverso programma nucleare.

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=iran&source=newssearch&cd=4&ved=0CEMQqQIwAw&url=http%3A%2F%2Fwww.adnkronos.com%2FIGN%2FNews%2FEsteri%2FIran-ministro-Petrolio-200-dollari-in-piu-a-barile-con-sanzioni-a-Teheran_312806193669.html&ei=U9_-TtEX6vvhBMv1yY0I&usg=AFQjCNHKqgZX1qeCWAH7_JDHyMj7rDNGIg
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Re:Tensione USA-Israele-Iran
« Risposta #707 il: 31 Dicembre 2011, 14:36:56 pm »


IL CASO
Lancio di missili e lettera a Bruxelles
l'Iran mostra i muscoli ma apre al dialogo
Teheran ha eseguito la temuta esercitazione con l'esplosione di missili a lunga gittata nel Golfo, ma avrebbe anche offerto all'Unione Europea la disponibilità a riprendere i colloqui sul dossier nucleare

Lancio di missili e lettera a Bruxelles l'Iran mostra i muscoli ma apre al dialogo Una fase delle esercitazioni iraniane (reuters)
TEHERAN - Minacce e lusinghe. E' su questo doppio binario che prosegue il difficile confronto 1 tra l'Iran e l'Occidente. La marina militare della Repubblica islamica ha eseguito oggi nell'ambito di una esercitazione navale nel Golfo, il lancio di missili a lunga gittata, annunciato ieri dall'ammiraglio Mahmoud Mousavi 2, portavoce delle manovre iraniane . "L'Iran ha testato il lancio di missili terra-mare, anche a lunga gittata, nel Golfo Persico", scrive stamani l'agenzia Fars.

Una operazione che desta preoccupazione anche alla luce delle nuove tensioni 3 con Usa e Ue, aumentate dopo l'ultimo rapporto di inizio novembre delle Nazioni Unite sul programma nucleare iraniano e che, nei giorni scorsi, si sono tradotte anche nelle minacce di Teheran 4 di bloccare il traffico di petrolio nel Golfo di Hormuz. Lo stesso Mousavi, ieri, aveva ulteriormente alimentato l'inquietudine: "Il lancio dei missili costituisce la fase finale delle esercitazioni militari. Fase finale con la quale - ha spiegato - intendiamo preparare la marina militare ad uno scontro con il nemico in una situazioni di guerra", ha detto.

Ma insieme alle armi l'Iran
è tornata anche alle schermaglie verbali. "Se verranno imposte sanzioni il prezzo del barile aumenterà drasticamente e potrà arrivare oltre i 200 dollari", ha avvertito il ministro del petrolio iraniano, Rostam Qasemi, al settimanale Aseman.

Da Teheran sembrano arrivare però allo stesso tempo anche offerte di dialogo. In una lettera all'alto rappresentante della politica estera Ue, Catherine Ashtondi cui riferisce l'agenzia semi ufficiale Mehr citando l'ambasciatore iraniano in Germania, il capo dei mediatori Saeed Jalili avrebbe espresso infatti la disponibilità della Repubblica islamica a riprendere nuovi colloqui con le potenze occidentali sul dossier nucleare. Apertura alla quale l'Unione ha risposto dicendosi pronta al dialogo, a patto che Teheran non ponga precondizioni.

(31 dicembre 2011)
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Re:Tensione USA-Israele-Iran
« Risposta #708 il: 01 Gennaio 2012, 11:01:39 am »

Tensione nel golfo persico
Iran, testato missile a medio raggio

01 gennaio 2012

Teheran - L’Iran ha annunciato questa mattina di avere lanciato, durante un test, un missile a medio raggio, nell’ambito di un’esercitazione navale che il paese sta tenendo nel golfo Persico da oltre una settimana: lo afferma l’agenzia ufficiale Irna.

L’Irna, agenzia di stampa di Stato, ha precisato che si è trattato non di un missile balistico, ma «superficie-aria», cioè predisposto per colpire aerei e in grado, secondo Teheran, di “ingannare” le loro contromisure elettroniche: «Questo missile di media portata “superficie-aria” è equipaggiato con la tecnologia più aggiornata per combattere i bersagli “invisibili” e i sistemi intelligenti che tentano di interrompere la sua traiettoria», ha dichiarato l’ammiraglio Mahmud Mussavi, portavoce delle manovre navali.

Ieri l’agenzia Fars aveva annunciato il lancio-prova di un missile a lungo raggio, poi smentito.

Nel golfo Persico, la situazione è tesissima da giorni , dopo l’annuncio di Teheran di possibili blocchi dello stretto di Hormuz, rotta principale delle navi che trasportano petrolio, in caso di sanzioni dell’Occidente verso l’Iran.

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=iran&source=newssearch&cd=2&ved=0CDgQqQIwAQ&url=http%3A%2F%2Fwww.ilsecoloxix.it%2Fp%2Fmondo%2F2012%2F01%2F01%2FAO0L0IbB-raggio_testato_missile.shtml&ei=MS4AT_mpOOaP4gSN7sCNCA&usg=AFQjCNFeKxextChwK8uHatUROFEWmGwWrg
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Re:Tensione USA-Israele-Iran
« Risposta #709 il: 01 Gennaio 2012, 11:03:56 am »

Iran annuncia produzione prima barra di combustibile nucleare

 
Teheran (Iran), 1 gen. (LaPresse/AP) - Gli scienziati iraniani hanno prodotto la loro prima barra di combustibile nucleare, opera ingegneristica che l'Occidente dubitava Teheran fosse capace di realizzare. L'annuncio è stato pubblicato oggi sul sito web dell'agenzia atomica del Paese, dove si legge anche che la prima barra è stata già inserita nel nocciolo di un reattore utilizzato per le ricerca. L'Iran aveva anticipato nei giorni scorsi di esser costretto a fabbricare all'interno del Paese barre di combustibile, dato che le sanzioni internazionali hanno vietato a Teheran di acquistarle sui mercati esteri. Le barre nucleari contengono uranio arricchito che fornisce combustibile per le centrali atomiche. Non è chiaro se quella prodotta da Teheran sia stata inserita nel reattore vuota come parte di un test o con all'interno uranio.

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=iran&source=newssearch&cd=6&ved=0CEkQqQIwBQ&url=http%3A%2F%2Fwww.lapresse.it%2Fmondo%2Fasia%2Firan-annuncia-produzione-prima-barra-di-combustibile-nucleare-1.105835&ei=MS4AT_mpOOaP4gSN7sCNCA&usg=AFQjCNEgSwI3EKl0IuSgYDHRCa8j9OoW4A
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Re:Tensione USA-Israele-Iran
« Risposta #710 il: 01 Gennaio 2012, 11:05:47 am »

Nuove sanzioni Usa a Iran
E Teheran lancia un missile come test

Il presidente degli Stati Uniti ha firmato la legge che impone nuove sanzioni contro gli istituti finanziari che abbiano rapporti con la Banca Centrale Iraniana. Ieri Teheran aveva annunciato di aver rimandato ai prossimi giorni il previsto lancio di missili a lunga gittata, nell'ambito di una esercitazione navale nel Golfo. Ha poi invece effettivamente lanciato in un test un missile 'superficie-aria' a medio raggio


WASHINGTON -Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha firmato la legge di finanziamento del settore della Difesa che prevede anche sanzioni nei confronti della banca centrale iraniana nel tentativo di tagliare i fondi al programma di arricchimento nucleare di Teheran. Obama, che ha firmato il provvedimento alle Hawaii dove si trova in vacanza, ha tuttavia espresso "forti riserve" a proposito dell'aspetto che limita la sua possibilità di intervento per la detenzione dei sospetti terroristi.

Secondo un comunicato della Casa Bianca, Obama ha firmato nella sua residenza di vacanza nelle isole Hawaii la legge di finanziamento del Dipartimento della Difesa fino a 662 miliardi di dollari, pur esprimendo ''forti riserve'' sulle disposizioni introdotte dal Congresso che limitano il suo margine operativo in materia di detenzione di presunti terroristi.
''Il fatto che io sostenga questa legge non significa che la condivida in tutte le sue parti'', ha scritto Obama nel comunicato.
Le nuove misure punitive adottate da Obama contro l'Iran si concentrano in materia finanziaria con l'intento di costringere Teheran ad abbandonare il proprio programma nucleare. La legge concede alla Casa Bianca la facoltà di congelare i beni di qualsiasi istituzione finanziaria straniera che intrattenga relazioni con la Banca centrale iraniana nel settore petrolifero.

L'annuncio della Casa Bianca giunge in un momento di forte tensione tra gli Stati Uniti e l'Iran, in seguito alla minaccia di Teheran di chiudere lo Stretto di Hormuz, attraverso cui passa il 40 per cento del greggio mondiale, se saranno approvate nuove sanzioni internazionali contro la repubblica islamica per il suo controverso programma nucleare.

L'Iran ha lanciato in un test un missile a medio raggio, nell'ambito di un'esercitazione navale che la Repubblica islamica sta tenendo nel Golfo Persico da oltre una settimana: lo afferma l'agenzia ufficiale Irna. Ieri era stato annunciato dall'agenzia Fars il lancio-prova d'un missile a lungo raggio, poi smentito.
L'Irna ha quindi precisato che si tratta non di un missile balistico, ma "superficie-aria", cioè predisposto per colpire aerei e in grado, secondo Teheran, di ingannare le loro contromisure elettroniche. "Questo missile di media portata superficie-aria è equipaggiato con la tecnologia più aggiornata per combattere i bersagli 'invisibili' e i sistemi intelligenti che tentano di interrompere la sua traiettoria", ha dichiarato all'Irna l'amm. Mahmud Mussavi, portavoce delle manovre navali.

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=iran&source=newssearch&cd=4&ved=0CEUQqQIwAw&url=http%3A%2F%2Fwww.grr.rai.it%2Fdl%2Fgrr%2Fnotizie%2FContentItem-dcf83604-ccdb-41c2-8dd2-a820fc549bab.html&ei=MS4AT_mpOOaP4gSN7sCNCA&usg=AFQjCNGsLLJLdU2oakf2UhhUsR0iq4eFug
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Re:Tensione USA-Israele-Iran
« Risposta #711 il: 01 Gennaio 2012, 15:55:28 pm »

Da El Pais Ultima Ora  ,  Teherán anuncia haber probado con éxito sus primeras barras de combustible nuclear. Según la organización de la energía atómica irání, los bloques de uranio han sido introducidos en un reactor atómico para verificar su buen funcionamiento. http://cort.as/1SQD

http://internacional.elpais.com/internacional/2011/12/30/actualidad/1325254747_694818.html

tradotto da google

Pur continuando con le manovre militari che ha avuto inizio più di una settimana nelle acque del Golfo Persico e mantiene il polso con la comunità internazionale, Teheran ha lanciato oggi un annuncio inquietante. L'energia atomica iraniana, dice sul suo sito web hanno testato con successo le barre di combustibile nucleare prima prodotta nel paese. Secondo l'agenzia, le barre, che contengono uranio naturale, sono stati introdotti nel reattore di ricerca nucleare di Teheran per verificare il suo funzionamento.

Nel frattempo, le Forze Armate iraniane questa mattina testato missile a medio raggio-aria, secondo il portavoce delle manovre, l'ammiraglio Mahmoud Mousavi. I militari iraniani hanno anche inserzioni che metterà alla prova missili a lungo raggio in un momento di tensione con gli Stati Uniti dopo che il regime di Teheran minaccia di tagliare il corso d'acqua attraverso lo Stretto di Hormuz, che strangolano il commercio di petrolio del Golfo. L'Iran ha missili a lungo raggio tra cui lo Shahab 3, che potrebbe raggiungere Israele e basi Usa in Medio Oriente.

Il sistema invita il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a riprendere colloqui sul nucleare

Allo stesso tempo, l'agenzia di stampa statale Irna ha riferito che Saeed Jalili, capo dell'Iran di personale per i negoziati nucleari, ha invitato i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per riprendere il dialogo. Potenze occidentali accusano il regime iraniano di essere lo sviluppo di un programma nucleare militare segreto. Teheran dice che il programma è scopi puramente civili.

L'Iran ha minacciato nelle ultime settimane per ridurre il traffico nello Stretto di Hormuz alla possibilità che la comunità internazionale ad adottare nuove sanzioni che potrebbero influenzare la capacità di esportazione del petrolio a causa dello sviluppo del suo programma nucleare.

"La marina iraniana vari tipi di test di missili, tra cui a lungo raggio, il Sabato nel Golfo Persico", ha detto l'ammiraglio Mahmoud Mousavi, iraniana vice comandante della Marina, l'agenzia di stampa Fars. Stati Uniti e Israele hanno ripetutamente affermato di non escludere un'azione militare contro l'Iran se soddisfa le questioni internazionali degli obiettivi del suo programma nucleare, che è sospettato di avere una proiezione militare, ma Tehran dice che è tranquillo.

L'Iran dice che risponderanno se attaccati. In tutto questo Sabato continuerà il trapano controverso militare che ha avuto inizio la scorsa settimana e durerà 10 giorni.

Inoltre, l'agenzia di stampa Mehr ha pubblicato l'ambasciatore iraniano Saeed Jalili sarà presto diretta una lettera all'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri, Catherine Ashton, mostrando la sua disponibilità ad affrontare nuovi colloqui sulle questioni nucleari.
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jumpjack

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Re:Tensione USA-Iran
« Risposta #712 il: 01 Gennaio 2012, 16:25:29 pm »

Gli u.s.a. non possono permettersi economicamente parlando un'altra guerra. (almeno credo :-\ )
Le guerre sono una fabbrica di soldi, per chi gli sopravvive.
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bramante

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Re:Tensione USA-Israele-Iran
« Risposta #713 il: 01 Gennaio 2012, 17:47:55 pm »

Iran, crolla 'rial' dopo sanzioni Usa


ANSA) - TEHERAN - La moneta iraniana, il rial, ha registrato un crollo record all'indomani dell'annuncio di Washington di nuove sanzioni contro il sistema finanziario dell'Iran e della sua Banca centrale. Lo scrive l'agenzia ufficiale Irna. Il cambio è crollato a 16.000 rial per un dollaro rispetto al tasso ufficiale della Banca centrale che è di 11.000 rial per un dollaro

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Iran-crolla-rial-sanzioni-Usa/01-01-2012/1-A_000929072.shtml
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Mauro

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Re:Tensione USA-Israele-Iran
« Risposta #714 il: 01 Gennaio 2012, 18:12:30 pm »

ahia butta notizia questa..
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Tutti sanno che una cosa é impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa

Paralas42

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Re:Tensione USA-Israele-Iran
« Risposta #715 il: 18 Gennaio 2012, 16:48:43 pm »

Qualche articolo sull'Iran lo metto qui,altrimenti questo topic si perde.

Fonte Atlas

IRAN: “SAUDITI PRONTI A COMPENSARE CARENZE IRANIANE”, DICHIARAZIONE “OSTILE” PER TEHERAN
    di  Luca Pistone.  Scritto  il  18 gen 2012  alle  12:52.

Il ministro degli Affari Esteri iraniano, Ali Akbar Salehi, ha ribadito martedì il messaggio dei giorni scorsi: nessun aumento della produzione di greggio se le esportazioni dell’Iran -2.2 milioni di barili al giorno- saranno colpite dalla sanzioni internazionali. E pertanto, stop alle dichiarazioni “ostili”.
Il nuovo annuncio arriva poche ore dopo l’intervista rilasciata da Ali al-Naimi, ministro del Petrolio saudita, alla CNN. “L’Arabia Saudita è pronta a incrementare le produzioni di petrolio per compensare eventuali carenze causate dalle sanzioni contro l’Iran”. Lo scorso sabato aveva pronunciato le stesse parole durante una conferenza stampa a Riyadh, scatenando anche in quella occasione le ire di Teheran.
“Le osservazioni del ministro saudita, se davvero riflettono la posizione ufficiale di Riyadh, risultano ostili a Teheran”, ha detto Salehi all’agenzia nazionale IRNA. “Il Governo di Teheran consiglia ai funzionari sauditi di affrontare le questioni regionali in maniera più razionale”.
Le riserve petrolifere dell’Arabia Saudita sono nettamente superiori a quelle dell’Iran, rivale diretto all’interno dell’OPEC (Organization of the Petroleum Exporting Countries). Al Naimi ha precisato che il suo paese produce “mediamente 9,6 milioni di barili al giorno. Il traguardo dei 12,5 milioni è facilmente raggiungibile”.
Il funzionario iraniano ha poi aggiunto che “le parole del ministro del Petrolio saudita rispecchiano solamente la sua opinione personale, esse non sono supportate dal resto della leadership politica del paese”.
“L’Iran ha sempre contribuito alla stabilità e alla pace della regione del Golfo Persico. La sicurezza di quest’area è una questione di sforzi collettivi, ma non di forze ultra-regionali”, ha sottolineato Salehi, citato da Fars.
Le tensioni con i paesi occidentali crebbero lo scorso novembre. Allora l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) reso noto un rapporto che mostrerebbe una serie di prove sul possibile progetto di una bomba atomica in Iran. Teheran nega le accuse, sostenendo che il suo programma nucleare abbia come fine unico la produzione di elettricità.
Intanto la comunità internazionale attende con una certa ansia il 23 gennaio, data in cui i ministri degli Esteri dell’Unione Europea potrebbero prendere una decisione ufficiale sull’embargo petrolifero contro l’Iran.
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darkman79

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Re:Tensione USA-Israele-Iran
« Risposta #716 il: 03 Febbraio 2012, 14:36:10 pm »

Israele attaccherà l'Iran in primavera. Svelati i piani segreti di Gerusalemme
Venerdì, 3 febbraio 2012 - 11:13:00


Il segretario alla difesa Usa, Leon Panetta, teme che Israele possa attaccare l'Iran in primavera. Stando a quanto scrive oggi l'opinionista del "Washington Post", David Ignatius, Panetta ritiene molto probabile un attacco ad aprile, maggio o giugno, prima che Teheran entri in quella che Israele definisce una "zona di immunità", quando inizierà a costruire la bomba atomica.

Lo Stato ebraico teme, infatti, che a breve l'Iran avrà immagazzinato in strutture sotterranee una quantità sufficiente di uranio arricchito per fabbricare l'ordigno, che solo gli Stati Uniti avrebbero quindi le capacità militari per fermarlo. E il premier israeliano Benjamin Netanyahu "non vuole che il destino di Israele dipenda dall'intervento americano", sottolinea il commentatore del Wp.

Ieri, ai giornalisti che lo hanno interpellato a Bruxelles sull'eventualità di un attacco unilaterale di Israele, Panetta ha risposto: "Israele ha fatto sapere che sta valutando questa possibilità e noi abbiamo espresso le nostre preoccupazioni". Il capo del Pentagono non ha voluto aggiungere altro.

Sebbene l'amministrazione Obama non abbia escluso un intervento militare, sottolinea oggi il Wp, fonti della Casa Bianca hanno espresso il timore che un attacco unilaterale possa spaccare la vasta coalizione internazionale formata negli ultimi tre anni contro il programma nucleare iraniano. Inoltre, fonti Usa temono che un eventuale attacco israeliano sia seguito da ritorsioni iraniane contro interessi americani nel mondo.

Secondo Ignatius, a questo punto Washington vede solo due possibilità per dissuadere Israele: Teheran disponibile a negoziati seri sul suo programma nucleare oppure un rafforzamento delle operazioni segrete Usa contro il programma, in modo lo Stato israeliano non ritenga più necessaria un'azione militare.

L'Iran "sosterra' e aiutera' qualunque gruppo o Paese che combatta contro il regime sionista": cosi' l'ayatollah Khamenei, guida suprema dell'Iran, e' tornato a minacciare Israele durante il sernmone del venerdi'. "Minacciare l'Iran e attaccarlo nuocera' all'America", ha avvertito Khamenei nel discorso trasmesso in tv, tornando a ribadire che l'embargo varato contro Teheran "non avra' alcun effetto sulla nostra determinazione a proseguire il programma nucleare". "In risposta alle minacce di embargo petrolifero e guerra, al momento giusto imporremo le nostre minacce", ha concluso l'ayatollah.

http://affaritaliani.libero.it/politica/israele-attaccher-l-iran-in-primavera-svelati-i-piani-segreti-di-gerusalemme030212.html
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Re:Tensione USA-Israele-Iran
« Risposta #717 il: 10 Febbraio 2012, 21:14:56 pm »

L'arma segreta iraniana:
il blocco dello Stretto di Hormuz
È alta la tensione tra Israele, Usa e l'Iran a causa del programma nucleare iraniano e delle sanzioni contro Teheran. L'attenzione è alle stelle nello Stretto, collo di bottiglia naturale, dove passa il 20% del petrolio mondiale

di Marianne Lavelle



Lo Stretto
Fotografia NASA/Corbis

Nello scontro tra Iran e Occidente sul programma nucleare di Teheran, la repubblica islamica ha un'arma formidabile: la capacità di bloccare il traffico navale attraverso lo stretto di Hormuz, la via d'acqua più importante al mondo per il trasporto del petrolio.

Nonostante esperti di di strategia militare e di politica internazionale abbiano lanciato più allarmi negli ultimi trenta anni sulla possibilità che l'Iran possa trascinare l'economia mondiale nel caos, ci sono stati pochi progressi nella ricerca e realizzazione di rotte alternative al collo di bottiglia naturale rappresentato dallo stretto di Hormuz.

La tensione è salita la scorsa settimana dopo che il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak ha ammonito esplicitamente che il tempo a disposizione per fermare il programma nucleare iraniano si sta esaurendo.

L'Iran ha dichiarato che il suo programma di arricchimento dell'uranio ha uno scopo pacifico e non militare. Dopo una visita degli ispettori delle Nazioni Unite, che hanno in programma di tornare in Iran nel corso del mese, l'agenzia di informazione iraniana (controllata dal governo) ha definito i colloqui "positivi e costruttivi". Israele ha annunciato che lo sforzo diplomatico dell'ONU e l'embargo petrolifero voluto da Stati Uniti e paesi europei non sta producendo effetti abbastanza velocemente da disinnescare la minaccia nucleare iraniana.

Se l'Iran sposta i suoi centri di produzione nucleare in bunker sotterranei, ha detto Barak, potrebbe essere "troppo tardi" per cercare di distruggerli. Le parole di Barak hanno fatto crescere la paura di un possibile attacco aereo unilaterale, che, secondo esperti di strategia, provocherebbe la reazione iraniana nello stretto di Hormuz

Nella foto, Stretto di Hormuz, la stretta via d'acqua per il 20% del petrolio mondiale, visto dallo spazio, in una foto del giugno 1991 scattata dallo Shuttle Columbia. Il Golfo Persico è nella parte superiore dell'immagine, con il Golfo di Oman in basso e l'Iran a destra.

(10 febbraio 2012)

http://www.nationalgeographic.it/popoli-culture/2012/02/10/foto/l_indiscussa_arma_iraniana_il_blocco_dello_stretto_di_hormuz-837127/1/
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Ryuzakero

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Re:Tensione USA-Israele-Iran
« Risposta #718 il: 13 Febbraio 2012, 16:11:55 pm »

Ufficiali americani ad NBC News dicono che gli scienziati iraniani sono stati uccisi da gruppi terroristici in combutta con il Mossad.

http://rockcenter.msnbc.msn.com/_news/2012/02/08/10354553-israel-teams-with-terror-group-to-kill-irans-nuclear-scientists-us-officials-tell-nbc-news

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wendigo67

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Re:Tensione USA-Israele-Iran
« Risposta #719 il: 13 Febbraio 2012, 16:43:16 pm »

Io credo, anzi spero, che al di la delle dichiarazioni, gli israeliani accettino la possibilità di un Iran dotato di armi nucleari e se ne facciano una ragione,  il terrore nucleare fungerà da deterrente anche per eventuali guerre convenzionali, insomma uno scenario in sedicesimo in stile guerra fredda.

overzzzzz...
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