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Autore Topic: Situazione in Siria  (Letto 9563 volte)

setep2000

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Re:Situazione in Siria
« Risposta #15 il: 13 Dicembre 2011, 10:21:35 am »

filtrano anche notizie un po' ..strane...da verificare, ma sembra ci sia un po' di movimento....
 truppe U.S./Nato  ai confini Giordania-Siria

http://www.infowars.com/u-s-nato-troops-reported-on-jordans-border-with-syria/

 :uhm:

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nikolaus88

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Re:Situazione in Siria
« Risposta #16 il: 13 Dicembre 2011, 12:17:27 pm »

Russia: Posizione dell'Occidente è immorale, no a sanzioni

Mosca (Russia), 13 dic. (LaPresse/AP) - La Russia dice nuovamente no alle sanzioni contro la Siria. Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha respinto le richieste a Mosca di sostenere le misure, sostenendo che gli ultimatum non aiuteranno a mettere fine alla crisi nel Paese, dove secondo l'Onu sarebbero state uccise sinora oltre 5mila persone.
Lavrov ha accusato l'Occidente di aver assunto una posizione "immorale" aumentando la pressione sul regime del presidente Bashar Assad, perché non riserverebbe lo stesso trattamento alle azioni violente dei militanti.
Durante la conferenza stampa a seguito dei colloqui con il suo omologo algerino, Mourad Medelci, Lavrov ha aggiunto che Mosca ha chiesto a Damasco di accettare quanto prima l'ingresso degli osservatori della Lega araba. Ha aggiunto che osservatori da Russia, Brasile, India e Cina potrebbero unirsi a quelli dell'organizzazione dei Paesi arabi.

http://www.lapresse.it/mondo/europa/siria-russia-posizione-dell-occidente-e-immorale-no-a-sanzioni-1.99057
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dani

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Re:Situazione in Siria
« Risposta #17 il: 13 Dicembre 2011, 14:39:02 pm »


Ma i siriani che protestano sono tutti agenti della Cia?

Ovvio che non sono tutti agenti dalla CIA, ma di certo sono influenzati da loro a combattere e saranno anche pagati.... in mezzo a loro ci saranno anche stranieri....
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dani

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Re:Situazione in Siria
« Risposta #18 il: 13 Dicembre 2011, 19:53:50 pm »

Siria:esplosione a gasdotto in zona Homs
Testimone, le fiamme hanno illuminato il cielo

(ANSA) - AMMAN, 13 DIC - Un'esplosione ha squarciato un gasdotto vicino alla città siriana di Rastan, nella provincia centrale di Homs e dal sito si vedevano innalzarsi le fiamme, secondo quanto ha riferito ieri sera un testimone. Nella stessa regione, diventata il cuore della rivolta contro il regime del presidente Bashar al Assad, un sabotaggio aveva fatto esplodere un oleodotto giovedì scorso. "Le fiamme hanno illuminato il cielo e si potevano vedere a una distanza di km", ha detto il testimone.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/12/13/visualizza_new.html_12858642.html
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Re:Situazione in Siria
« Risposta #19 il: 13 Dicembre 2011, 19:55:26 pm »

ULTIM'ORA DA TGCOM24: TRUPPE DI MILITARI USA CHE STANNO ABBANDONANDO L'IRAQ INSIEME A MILITARI NATO SONO AL CONFINE TRA GIORDANIA E SIRIA PER ADDESTRARE I RIBELLI
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Re:Situazione in Siria
« Risposta #20 il: 14 Dicembre 2011, 00:48:15 am »

Siria:a confine Turchia zona cuscinetto dove operano ribelli
Segnalata nuova incursione anti-Assad da territorio turco

(ANSAmed) - ANKARA, 13 DIC - Per la terza volta in un paio di settimane e' stata segnalata, anche se in maniera controversa, un'infiltrazione di ribelli anti-regime provenienti dal territorio turco, la cui provincia meridionale di Hatay al confine con la Siria pare dunque essere ormai una sorta di buffer-zone non-dichiarata cui trovano riparo oppositori armati del presidente siriano Bashar Al Assad.

Nel dare la propria versione dei fatti circa uno scontro a fuoco avvenuto oggi nella regione nord-occidentale di Idlib, dove secondo l'osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria sette uomini delle forze di sicurezza fedeli al presidente sono stati uccisi da militari disertori, l'agenzia ufficiale Sana afferma invece che a scontrarsi sono stati ''terroristi'' provenienti dalla Turchia e guardie di frontiera siriane.

L'agenzia Sana scrive che le guardie di frontiera sono riuscite a sventare un tentativo di ingresso nel Paese di 15 uomini armati provenienti dal territorio turco. Nello scontro, due terroristi sono stati uccisi. Proprio una settimana fa, il 6 dicembre, la Sana aveva riferito del tentativo di infiltrazione di 35 ''terroristi armati'' provenienti dalla Turchia ancora una volta nella regione di Idlib, una delle roccaforti della protesta ed epicentro della repressione. Alcuni feriti, secondo la Sana, sarebbe ''stati soccorsi da veicoli turchi e curati in Turchia''.

Sia oggi che martedi' scorso, fonti ufficiose del ministero degli Esteri turco avevano sottolineato che la Turchia non ha autorizzato alcuna infiltrazione, di cui pero' e' stato segnalato almeno un altro episodio: secondo un articolo pubblicato a fine novembre da un quotidiano egiziano, piu' di 600 combattenti libici - ''passando il confine con la Turchia" - sarebbero entrati in Siria per unirsi ai disertori dell'Esercito siriano libero (Esl).

Del resto e' dalla provincia di Hatay, quella sul Mediterraneo con capoluogo Antakya (l'Antiochia di San Pietro e dei crociati), che l'Esl viene comandato dal colonnello Riad Assaad. L'alto ufficiale disertore e' ospitato da mesi in una tendopoli per profughi siriani, secondo informazioni di stampa quella di Apaydin, circa 10 chilometri da Antakya e vicino al confine. Con lui sarebbero 60-70 altri ufficiali ma sarebbero ''centinaia'', sempre secondo informazioni di stampa, i disertori installati nella provincia con popolazione in buona parte sunnita, quindi in favore degli oppositori del regime, e rilievi boscosi dove e' facile nascondersi: ''de facto'', nei fatti, una buffer-zone o ''zona cuscinetto''.

La Turchia, ex alleato della Siria ma ora passata nel campo occidentale che chiede le dimissioni di Assad e impone sanzioni per fermare la sanguinosa repressione dei moti di protesta, ha accolto circa 20 mila profughi che, al netto dei ritorni in patria, sono al momento circa 8.000 (o, a causa degli ultimi arrivi, 8.525 secondo un diplomatico turco citato dall'agenzia Afp). Da mesi circolano informazioni su piani per l'allestimento di una buffer-zone presidiata da militari turchi in Siria qualora l'afflusso di profughi dovesse diventare un esodo incontenibile. A livello ufficiale Ankara si dice pronta a far fronte a ''qualsiasi scenario'', quindi anche quello di un intervento militare in una buffer zone in caso di flussi di profughi da ''decine, centinaia di migliaia di persone''.

http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/stati/turchia/2011/12/13/visualizza_new.html_12920145.html
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Re:Situazione in Siria
« Risposta #21 il: 14 Dicembre 2011, 00:52:40 am »

SIRIA: CITTADINO TURCO-SAUDITA UCCISO DA FORZE DI SICUREZZA SIRIANE  
 
(ASCA-AFP) - Istanbul, 13 dic - Un cittadino turco-saudita e' stato ucciso dalle forze di sicurezza siriane nel nord est della Siria durante la repressione di una manifestazione contro il regime del presidente Bashar al-Assad. Lo affermano fonti dell'opposizione siriana.

Munir Muhamad Dolar era a bordo del suo veicolo a Kafr Yahmul, localita' della provincia di Idlib, vicino alla Turchia, quando e' stato raggiunto da colpi di arma da fuoco sparati dalle forze di sicurezza che miravano ai manifestanti.

http://www.asca.it/news-SIRIA__CITTADINO_TURCO-SAUDITA_UCCISO_DA_FORZE_DI_SICUREZZA_SIRIANE-1075514-ORA-.html


Siria: almeno 13 civili uccisi
Sette agenti delle forze di sicurezza uccisi in regione Idlib

(ANSA) - BEIRUT, 13 DIC - Almeno 13 civili siriani sono stati uccisi stamani nel nord-ovest e nel centro della Siria dalle forze del regime di Bashar al Assad, secondo il bilancio fornito dai Comitati di coordinamento locale degli attivisti. L'agenzia ufficiale Sana non parla delle violenze. L'uccisione, sempre stamani, nella zona di Idlib di sette agenti delle forze di sicurezza, secondo l'Osservatorio per i diritti umani in Siria, sarebbe una risposta dei militari disertori all'uccisione di 8 civili a Kfar Yahmul.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/12/13/visualizza_new.html_13608123.html
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Re:Situazione in Siria
« Risposta #22 il: 14 Dicembre 2011, 00:57:34 am »

Eh chissà come mai, stesso copione libico.... è impossibile dai che gente normale che protesta si armi e crei veri e propri eserciti per andare a combattere

La confusa escalation della crisi siriana. L'insurrezione somiglia sempre più a una guerra

L'insurrezione siriana sta assumendo progressivamente le caratteristiche di una vera e propria guerra a causa delle accresciute capacità belliche dell'Esercito siriano libero (ELS) guidato dal colonnello Ri­y­adh al Asaad e composto da migliaia di disertori che hanno abbandonato le brigate governative. Incursioni contro centri di comando, imboscate a convogli, uccisioni mirate ma anche vere e proprie battaglie campali avrebbero provocato, secondo Damasco, la morte di oltre un migliaio di soldati fedeli al regime di Bashar Assad in un conflitto che le stime dell'Onu valutano abbia provocato finora 5 mila vittime. Una guerra che sta assumendo sempre più una dimensione internazionale come indicano diversi elementi.

Sembrano confermate le indiscrezioni circa il ruolo delle forze speciali britanniche, francesi, giordane e del Qatar che nella base turca di Iskenderun addestrano i combattenti dell'ELS insieme ai militari di Ankara. Consiglieri militari che si spingerebbero anche nel nord della Siria per affiancare l'esercito ribelle e che sarebbero affiancati da miliziani delle brigate islamiche libiche che combatterono il regime di Gheddafi con il supporto finanziario e militare del Qatar. L'obiettivo di questo embrione di forza multinazionale sembra essere l'istituzione di "corridoi umanitari" o un'area cuscinetto per i ribelli nel nord del Paese. L'opposizione russa e cinese sembra impedire una risoluzione dell'Onu che autorizzi l'intervento internazionale (come in Libia) ma una sorta di copertura politico-giuridica potrebbe venire assicurata dalla Lega Araba adducendo (come in Libia) ragioni umanitarie.

 Gli elementi per una crisi internazionale intorno alle sorti del regime siriano ci sono tutti. Miliziani ribelli si infiltrano in Siria dalle frontiere turca, libanese e giordana. L'Iran non lesina aiuti a Damasco consapevole che un crollo di Assad isolerebbe Teheran e le milizie Hezbollah in Libano dove l'attentato che ha ferito il 9 dicembre cinque caschi blu francesi ha indotto Parigi a inasprire le accuse a Damasco.

L'arrivo nel Mediterraneo Orientale del gruppo navale statunitense guidato dalla portaerei George Bush, composto anche da un sottomarino dotato di missili da crociera, ha indotto Mosca a trasferire nella base navale siriana di Tartus la sua portaerei Kuznetsov con alcune navi logistiche e di scorta. Un confronto navale che non si vedeva dai tempi della Guerra Fredda. A rendere credibile l'iniziativa militare di Mosca, che ha nella Siria un alleato storico e un importante cliente per la sua industria militare, potrebbe contribuire Israele la cui posizione nella crisi siriana rimane da chiarire.

Gerusalemme aveva accolto con freddezza l'inizio della rivolta in Siria temendone una deriva simile a quella della "primavera egiziana" per poi mutare ufficialmente posizione. Il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha dichiarato domenica scorsa che la caduta del presidente siriano Bashar al Assad sarebbe ''una benedizione'' per il Medio Oriente e anche se "non possiamo dire cosa succederà dopo, in ogni caso sarà un colpo all'asse Iran-Hezbollah''. Secondo Germano Dottori, uno dei più attenti analisti strategici italiani, Mosca potrebbe però aver concordato le proprie recenti iniziative con Israele, che punterebbe così ad "arrestare l'espansione geopolitica della Turchia e arginare la marea montante della Fratellanza musulmana" considerato un obiettivo più importante che "spezzare la mezzaluna sciita che attualmente congiunge l'Iran al Libano meridionale".

Mosca e Gerusalemme hanno del resto intensificato da tempo i rapport anche nel settore dell'intelligence e della sicurezza nonostante la Russia sia il maggior fornitore di armi a Siria e Iran. Un anno or sono Mosca ha acquistato velivoli teleguidati israeliani per 400 milioni di dollari e anche negli ultimi tempi non sono mancati I segnali di un'intesa che negli interessi di Gerusalemme tenderebbe a bilanciare il sostegno che Washington offre ad Ankara e alle rivolte che stanno portando movimenti islamisti al potere in tutto il Mediterraneo meridionale.

Recentemente un satellite israeliano è stato lanciato da un poligono spaziale russo in Kazakhistan e nei giorni scorsi Il ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, cittadino sovietico di nascita, si è recato a Mosca dove ha riconosciuto la regolarità delle elezioni russe. Una situazione strategica molto fluida, che ribalta le alleanze storiche alla quale non sono estranei interessi economici dal momento che Ankara è in prima linea a contestare il diritto di Israele di sfruttare gli enormi giacimenti di gas rinvenuti nelle acque tra lo stato, ebraico, il Libano e Cipro.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-13/confusa-escalation-crisi-siriana-201618.shtml?uuid=AaY2c1TE
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Re:Situazione in Siria
« Risposta #23 il: 14 Dicembre 2011, 16:28:16 pm »

Siria: blogger accusata di istigare conflitti

Le autorità siriane hanno accusato una blogger statunitense nata in Siria di istigare conflitti settari, dicono gli attivisti; intanto forze del regime hanno sparato contro un corteo funebre in una irrequieta regione nord-occidentale. Razan Ghazzawi è l'ultima di decine di attivisti, giornalisti e blogger che sono stati arrestati dopo la rivolta contro il presidente Bashar Assad. Ghazzawi, 31 anni, era stata accusata di violazioni dei diritti umani negli ultimi mesi, ed è stato arrestata il 4 dicembre al confine mentre si stava recando in Giordania per una conferenza sulla libertà di stampa.

Lunedì è stata accusata dalle autorità siriane di tentare di istigare conflitti settari, diffondendo informazioni false e di indebolire del sentimento nazionale, un'accusa spesso scagliate contro coloro che sfidano il regime siriano, secondo attivisti Le accuse potrebbero portare ad una pena detentiva fino ai 15 anni. Il Centro siriano per i media e la libertà di espressione nel mondo arabo, dove ha lavorato Ghazzawi, ha dichiarato Martedì che Ghazzawi ha negato tutte le accuse. "Chiediamo il rilascio immediato e incondizionato della nostra collega Razan Ghazzawi e la fine del suo processo e l'annullamento delle accuse completamente infondate contro di lei", ha detto l'SCM.

http://www.focusmo.it/sociale/69-condizioni-di-vita/16310-siria-blogger-accusata-di-istigare-conflitti.html
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Re:Situazione in Siria
« Risposta #24 il: 14 Dicembre 2011, 16:30:30 pm »

Siria: uccisi 15 civili e 8 soldati
Forze sicurezza sparano ad Hama. Agguato disertori a esercito

(ANSA) - ROMA, 14 DIC - E' di almeno 23 morti il bilancio di oggi in Siria: lo afferma Al Arabiya citando gli attivisti locali, e precisando che le forze di sicurezza hanno ucciso 15 persone in varie citta', mentre 8 soldati di Damasco sono stati uccisi in un agguato dei disertori nella provincia di Hama.

L'attacco, prosegue la nota degli attivisti, è stato deciso "in risposta" all'uccisione di cinque civili stamani nella stessa zona. Il Cns ha invece elevato a 15 il bilancio dei civili uccisi nell'area.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2011/12/14/visualizza_new.html_13729273.html
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defiant

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Re:Situazione in Siria
« Risposta #25 il: 14 Dicembre 2011, 19:43:58 pm »

..israele non crede ad una caduta immediata di assad quindi, almeno per ora, nessuna guerra!!!!

Più cautela sulla caduta di Assad
Di Jonathan Spyer
Le cose certamente non stanno andando bene, per la dittatura della famiglia Assad in Siria. Lo spargimento di sangue continua, mentre l’Esercito Libero Siriano e altri gruppi di insorti continuano a dare filo da torcere alle forze governative. Le sanzioni economiche approvate dalla Lega Araba dovrebbero entrare in vigore il 27 dicembre, e l’anno prossimo l’economia del paese potrebbe registrare una forte contrazione sulla scia delle sanzioni già messe in atto dall’Unione Europea e per il crollo dell’industria del turismo.
E tuttavia gli osservatori dovrebbero fare attenzione, prima di annunciare con sicurezza l’imminente caduta della casata degli Assad. È da aprile che la annunciano, ma il dittatore è ancora al suo posto. Nonostante la sua recente performance surreale ad ABC News, Bashar al-Assad potrebbe tenerci compagnia per qualche tempo ancora. Infatti, permangono in gran parte i fattori che finora l’hanno tenuto in piedi.
In primo luogo, il regime di Assad non è isolato né senza amici, nonostante le sanzioni. Soprattutto, è ancora lì il suo partner strategico iraniano. I mullah sono fedeli ai loro alleati. Gli iraniani hanno continuato ad aiutare Assad fornendo materiali, consigli e forse anche personale sin da quando ha iniziato la sanguinosa battaglia contro la sua stessa gente. Questo padrinato è stato da poco ribadito pubblicamente, e non dà segno di affievolirsi. Anche Russia e Cina sono sempre lì. Il loro sostegno impedisce che passi attraverso il Consiglio di Sicurezza dell’Onu una reazione efficace allo spargimento di sangue. La Siria conserva amici anche nel mondo arabo. In Iraq il governo Maliki si sta trasformano in uno stretto alleato e in un partner commerciale. In linea con il suo orientamento rispetto all’Iran, Baghdad ha votato contro le sanzioni arabe verso Damasco. E naturalmente Hezbollah, in Libano, dipende dalla sopravvivenza di Assad per mantenere la propria posizione strategica. Dunque Assad non è solo.
In secondo luogo, il timido “protocollo” della Lega Araba per risolvere la questione è volto per lo più a evitare una reazione internazionale più decisa. Gli arabi non vogliono vedere un altro intervento militare dell’occidente nel cuore del mondo arabo. Il piano della Lega Araba ha lo scopo di prevenire un simile sviluppo, fingendo di rappresentare una via alternativa araba per riformare la Siria. Intanto resta impantanato in infiniti cavilli e rinvii sulla questione degli osservatori arabi in Siria. Ma se anche Assad li dovesse accettare, farebbero ben poca differenza. Lasciare la questione siriana nelle mani della Lega Araba significa lasciare Assad al potere.
In terzo luogo, le forze di sicurezza di Assad, nonostante il gran numero di defezioni, rimangono strutturalmente intatte. Nelle forze armate siriane il dittatore dispone di ampi ed efficaci strumenti di repressione, a cominciare dai quattro grandi servizi di sicurezza e dalle spietate bande armate irregolari di alawiti conosciute come “shabiha”. Per contro, l’opposizione rimane divisa e incerta sulla sua strategia. Il suo potenziale militare, benché determinato, è molto più piccolo e meno potente di quello a disposizione del dittatore. Il potere politico, in fin dei conti, deriva dalla superiorità di forze. L’opposizione siriana ne difetta e quindi non possiede gli strumenti per la presa del potere. Ed è anche divisa in se stessa, con le maggiori ali politiche e armate in disaccordo fra loro sulle scelte tattiche, e un certo numero di raggruppamenti politici più piccoli non disposti ad accettare l’autorità del Consiglio Nazionale Siriano.
Sicché i resoconti che davano Assad per finito erano decisamente esagerati. Se le cose restano come sono, la prospettiva in Siria è quella di una sanguinosa guerra civile il cui esito è tutt’altro che certo. La mossa che potrebbe cambiare le cose sarebbe l’istituzione, sostenuta internazionalmente, di una zona cuscinetto nella Siria settentrionale, con sponsorizzazione e addestramento delle forze di opposizione. Il che garantirebbe terreno e copertura per la crescita di una coerente sfida politica e militare ad Assad: cosa che non appare come imminente. Senza di questo Assad, a dispetto delle recenti previsioni ottimistiche, è probabilmente destinato a restare in circolazione ancora per un po’.

(Da: Jerusalem Post, 13.12.11)


http://www.israele.net/articolo,3310.htm
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Ryuzakero

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Re:Situazione in Siria
« Risposta #26 il: 14 Dicembre 2011, 22:31:43 pm »

Ma i siriani che protestano sono tutti agenti della Cia?

Neppure Gesù aveva il consenso totale, è ovvio che qualcuno contrario ci sarà sempre, in qualsiasi parte del mondo ed infatti le manifestazioni contro i propri governi ci sono in tutto il mondo.
Quello che non viene messo in mostra dagli onestissimi mass media italiani sono le manifestazioni dei milioni di Siriani che supportano Assad contro i terroristi NATO ed i suoi mercenari che vengono chiamati "ribelli" e che altro non sono che criminali armati fino ai denti che ammazzano i civili per poi dare la colpa ad Assad. La polizia siriana non ha mai attaccato nessun civile. Assad non ha mai dato nessun ordine di attaccare nessuno per il semplice fatto che combattere i terroristi criminali è il compito di ogni polizia del mondo.
Ovviamente la polizia siriana NON ha mai attaccato dei semplici manifestanti pacifici anti-Assad.
Ora se ci sono milioni di persone che manifestano in favore di Assad è chiaro che NON è un criminale, perchè se facesse veramente uccidere degli innocenti nessuno manifesterebbe in suo favore. E lo stesso valeva per Gheddafi.

Tra l'altro nel 2014 ci saranno le elezioni presidenziali in Siria, quindi come al solito la propaganda della NATO è basata su dell'inutile aria fritta.
« Ultima modifica: 14 Dicembre 2011, 22:36:11 pm da Ryuzakero »
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Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.
Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia; il resto è propaganda.

nikolaus88

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Re:Situazione in Siria
« Risposta #27 il: 15 Dicembre 2011, 10:18:39 am »

Usa: Il regime siriano è un morto vivente

(ANSA) - WASHINGTON - Il regime di Bashar al Assad, che da marzo conduce una sanguinosa repressione, è "l'equivalente di un morto vivente".
Lo ha affermato oggi un alto rappresentante americano durante un'audizione davanti ad una commissione al Congresso, e ha accusato i paesi alleati di Damasco, come la Russia, di "calcoli politici".
"La nostra opinione è che il regime sia come un morto vivente", ha detto Frederic Hof, coordinatore degli affari regionali per il Medio Oriente presso il Dipartimento di Stato.

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Siria-Usa-regime-morto-vivente/14-12-2011/1-A_000709537.shtml
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nikolaus88

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Re:Situazione in Siria
« Risposta #28 il: 15 Dicembre 2011, 10:24:48 am »

Siria: ordine era sparare su manifestanti

(ANSA) - IL CAIRO - I comandanti dell'esercito siriano hanno ordinato di aprire il fuoco sui manifestanti disarmati, ''autorizzando omicidi, torture e arresti illegali''. L'ordine era chiaro: le manifestazioni dovevano essere fermate ''con ogni mezzo''.
E' quanto emerge da un rapporto di Human Right Watch (Hrw), redatto in base alle testimonianze di piu' di 60 soldati che hanno deciso di abbandonare l'esercito. I disertori hanno fatto all'ong i nomi di 74 militari che hanno autorizzato gli omici.
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Siria-ordine-era-sparare-manifestanti/15-12-2011/1-A_000717552.shtml

Ecco il rapporto di Human Right Watch : http://www.hrw.org/reports/2011/12/15/all-means-necessary
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Paralas42

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Re:Situazione in Siria
« Risposta #29 il: 15 Dicembre 2011, 12:42:03 pm »

Usa: Il regime siriano è un morto vivente

(ANSA) - WASHINGTON - Il regime di Bashar al Assad, che da marzo conduce una sanguinosa repressione, è "l'equivalente di un morto vivente".
Lo ha affermato oggi un alto rappresentante americano durante un'audizione davanti ad una commissione al Congresso, e ha accusato i paesi alleati di Damasco, come la Russia, di "calcoli politici".
"La nostra opinione è che il regime sia come un morto vivente", ha detto Frederic Hof, coordinatore degli affari regionali per il Medio Oriente presso il Dipartimento di Stato.

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Siria-Usa-regime-morto-vivente/14-12-2011/1-A_000709537.shtml


Ecco un altro attacco verbale degli USA alla Russia. :uhm:
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