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Autore Topic: Situazione in Siria  (Letto 9563 volte)

dani

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Situazione in Siria
« il: 12 Dicembre 2011, 16:30:26 pm »

Penso che ormai sia lecito aprire un topic specifico, visto che le maggioranza delle notizie ormai vengono dalla Siria. Per tutte le proteste in altri stati usiamo il topic sulle proteste.

Siria: oggi si vota tra battaglie e sciopero Siria: oggi si vota tra battaglie e sciopero
Attivisti, ieri 20 uccisi tra cui 3 bambini; scontri nel Sud

(ANSAmed) - BEIRUT, 12 DIC - Urne aperte stamani in Siria per il rinnovo dei consigli municipali, ma i seggi elettorali secondo attivisti saranno boicottati nell'ambito di un'azione di "disobbedienza civile" cominciata ieri e contrassegnata da un primo sciopero generale in diverse località del Paese, mentre negli epicentri della rivolta è proseguita la repressione del regime, e nel sud e nel nord-ovest si sono verificati scontri tra forze lealiste e militari disertori. Stasera scadrà inoltre l'ultimatum di 72 ore imposto dal regime alla cittadinanza di Homs per mettere fine alle proteste anti-governative. E' quanto affermano i Comitati di coordinamento degli attivisti della terza città del Paese, ormai teatro di battaglie tra l'esercito e le forze di sicurezza fedeli al presidente Bashar al Assad e gruppi di soldati e civili unitisi per resistere alla repressione.

Scontri si sono verificati ieri tra esercito regolare e gruppi di disertori nella regione nord-occidentale di Idlib, dove secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus, organizzazione da anni presente sul territorio con una fitta rete di attivisti in loco) sono stati date alle fiamme due veicoli di trasporto truppe. Scenario analogo anche a Busar al Harir, località nella regione meridionale di Daraa, dove almeno tre carri armati - secondo l'Ondus - sono stati colpiti dal fuoco di disertori. L'agenzia ufficiale Sana riferisce dei funerali di 13 tra soldati e agenti delle forze dell'ordine uccisi da terroristi in diverse località del Paese senza precisare la data del loro "martirio". Sul sito del Centro di documentazione delle violazioni in Siria, legato ai Comitati di coordinamento locali, è invece pubblicata una lista aggiornata a ieri sera e dettagliata di 20 civili uccisi nelle regioni di Idlib, Hama, Daraa e Homs, tra cui una ragazzina di 13 anni e due bambini di 2 e 5 anni.

Il ministro per l'amministrazione locale Omar Ghalawnji ha dichiarato alla Sana che è tutto pronto per le elezioni municipali: 42.899 candidati si sfideranno per aggiudicarsi i 17.588 seggi dei consigli regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali. "Il ministro ha invitato i cittadini a esercitare il loro diritto costituzionale", affermando che "in Siria la democrazia è una pratica da anni consolidata". Gli attivisti hanno invece invitato i siriani a disertare i seggi, dicendosi soddisfatti per la risposta della cittadinanza allo "sciopero della dignità". "A Daraa, Idlib e in alcuni quartieri di Damasco lo sciopero ha avuto una adesione quasi totale", affermano gli attivisti, che pubblicano in rete numerosi video amatoriali in cui si mostrano strade vuote e saracinesche abbassate. Gli stessi attivisti hanno denunciato l'intervento violento delle forze di sicurezza a Daraa, Maarrat an Numan (Idlib), Harasta e Duma (sobborghi di Damasco), che hanno intimato ai negozianti di aprire i loro esercizi pena la distruzione dei locali. L'agenzia Sana ieri sera ha mostrato foto dei principali mercati delle città del Paese "aperti e attivi", affermando che "dietro agli appelli di sciopero ci sono gruppi terroristici sostenuti dall'estero".(ANSAmed).

http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/stati/siria/2011/12/12/visualizza_new.html_12712437.html


Siria al voto tra scontri e proteste
Attivisti anti-regime hanno avviato una campagna di disobbedienza civile, che prevede diverse iniziative, tra cui uno sciopero generale che si e' tenuto ieri e a cui hanno aderito, secondo fonti non ufficiali, circa il 30 per cento dei commercianti nelle principali citta'.

Beirut, 12-12-2011

Si sono aperti i seggi in Siria per le elezioni municipali, le prime consultazioni dall'inizio delle proteste anti-regime e della conseguente repressione che secondo gli
attivisti ha causato la morte di piu' di 5.000 persone. Il ministro per l'amministrazione locale Omar Ghalawnji ha dichiarato che 42.899 candidati si sfidano per aggiudicarsi i 17.588 seggi dei diversi consigli.

Attivisti anti-regime hanno avviato una campagna di disobbedienza civile, che prevede diverse iniziative, tra cui uno sciopero generale che si e' tenuto ieri e a cui hanno aderito, secondo fonti non ufficiali, circa il 30 per cento dei commercianti nelle principali citta'.

Intanto l'Osservatorio siriano parla di violenti scontri tra militari fedeli al regime di Bashar al-Assad e dissidenti a Idlib, provincia della Siria settentrionale, lungo il confine con la Turchia. Scontri si registrano anche nella provincia meridionale di Daraa, dove un gruppo di dissidenti ha assaltato un bus di militari, ferendone alcuni. A Homs e' in corso un ennesimo attacco delle forze di sicurezza contro i quartieri in cui si nascondono i militari dissidenti: scade infatti stasera l'ultimatum imposto dal presidente Bashar al-Assad alla cittadinanza perche' metta fine alle proteste anti-regime.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=159525

« Ultima modifica: 12 Dicembre 2011, 16:33:12 pm da dani »
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Re:Situazione in Siria
« Risposta #1 il: 12 Dicembre 2011, 16:35:12 pm »

Siria: opposizione boicotta voto, scontri a Homs

http://it.euronews.net/ L'opposizione siriana boicotta le urne in nome della disobbedienza civile. In concomitanza con il voto per le elezioni mucipali, le forze ostili al regime di Bashar al Assad hanno organizzato il loro primo sciopero generale.

I primi dati segnalano una bassa affluenza ai seggi a Damasco, mentre proseguono scontri e proteste nelle zone più calde del Paese.

In Siria da nove mesi è in corso una rivolta popolare senza precedenti che - stime Onu - ha già fatto almeno 4000 morti.

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Re:Situazione in Siria
« Risposta #2 il: 12 Dicembre 2011, 16:47:39 pm »

Ed ecco cari amici che si sta per andare a finire come la Libia. Prima pensavo che tutte queste erano proteste volute dalla popolazione ed ero scettico al pensiero che erano in realtà finanziate dall'"esterno". Ma ora più di qualche dubbio mi sta venendo anche a me, è impossibile che della gente normale che protesti si armi fino ai denti e vada a combattere in questo modo e cercare di conquistare città e luoghi, e poi copione già visto, chiedono la No Fly zone. Comincio a credere che tutte queste proteste siano pilotate dall'esterno, per conquistare stati e fare guerra, se no non c'è una spiegazione plausibile a queste proteste tutte insieme e tutte nello stesso stile. Chi sono questi "ribelli"??


Il reportage In Turchia centinaia di militari disertori formano il Nuovo esercito libero in un campo profughi: da qui pianificano la rivolta contro Damasco
Sul confine con i ribelli siriani «Le campagne già in mano nostra»
Lo Stato maggiore: «Una no fly zone per aiutarci a vincere» La Nato e le armi I dissidenti non chiedono l' intervento militare della Nato ma armi per liberarsi da soli Oleodotto La guerriglia giovedì scorso ha fatto saltare un importante oleodotto che porta greggio a Homs

YAYLADAGI (Frontiera turco-siriana)- Sono i giganteschi teli in plastica blu scuro che aiutano a individuare la tendopoli dei profughi siriani alla periferia occidentale del villaggio turrito di affusolati minareti ottomani. Macchie colorate, che sbocciano dal grigiore delle nebbie invernali fradice di pioggia e risaltano festose sul sottofondo delle colline coperte a pinete. Potrebbero sembrare tanti messaggi di benvenuto dal governo di Ankara ai poveracci che fuggono la violenza della repressione militare voluta da Damasco. Ma la realtà è meno rosea. «Li hanno imposti i militari turchi per evitare che giornalisti e fotografi stranieri o locali riprendano la vita nel campo. La verità è che noi qui siamo ben accolti se riusciamo a dimostrare di essere profughi politici. Però assolutamente dobbiamo mantenere il basso profilo. Nessun reporter può entrare nel campo senza il beneplacito delle autorità turche», sostiene il 36enne incontrato alle porte della tendopoli, proprio dove inizia una delle palizzate che sostengono i teli, sino ad agosto residente a Latakia, ma poi sfollato, «perché altrimenti sarei stato impiccato dai sicari di Bashar Assad». Pochi giorni fa due fuggiaschi, che sembra arrivassero braccati dalla città-martire di Homs, hanno creato gravi tensioni quando, forse impauriti dai doganieri turchi, hanno dichiarato di «voler cercare lavoro» e sono stati bloccati provocando cortei e proteste. La sua storia è molto simile a quelle dei circa 2.000 abitanti del campo. «Ho partecipato alle manifestazioni contro la dittatura sin dal loro inizio in marzo. Ma a metà agosto le truppe governative sono diventate più aggressive. Assad ha armato e aizzato i fedelissimi tra la minoranza Alawita. A Latakia sono circa 200.000 su 800.000 abitanti. I loro informatori si sono infiltrati dovunque. Ho deciso di fuggire quando il mio quartiere è stato bombardato dalla marina militare e dai carri armati. Da allora attendo l' aiuto della comunità internazionale che ci permetta di tornare alle nostre case. Qui l' esistenza è sicura, però noiosissima. Ci garantiscono tutto: dalle tende calde al cibo. Ma non riesco a trovare lavoro», spiega ancora stando ben attento a tenere segreta la sua identità. «I miei parenti rimasti in Siria sarebbero immediatamente arrestati e forse uccisi», aggiunge. Sono sei i campi profughi costruiti negli ultimi mesi dalla Turchia lungo il confine con la Siria. In tutto tra le 7.000 e 10.000 persone (impossibile dire invece quanti si sono dispersi nel Paese una volta passata la frontiera). Un settimo, a Karbayaz, lungo la fascia di colline che si allungano verso Aleppo, ospita poche centinaia di disertori che ora costituiscono i quadri dirigenti del Nuovo Esercito Siriano Libero, fondato in luglio dal colonnello Riad al-Asaad. In questo periodo con lui è difficile parlare, occorre tra l' altro il beneplacito del ministero degli Esteri di Ankara. Ma abbiamo contattato il suo stato maggiore nel campo guidato dal colonnello Abdel Sattar Taissim Yunso. «Ci sono ormai decine e decine di migliaia di soldati dell' esercito regolare siriano pronti a passare dalla nostra parte. Ma attendiamo. Ci mancano le armi pesanti contro l' aviazione, le navi da guerra e i carri armati ancora a disposizione della dittatura. Risultato è che la nostra guerriglia controlla ormai larga parte delle campagne. Ma le città maggiori - a partire da Damasco, Aleppo e Latakia - restano nelle mani del governo. Si combatte invece nei centri di Hama, Homs, Idleb e sulle principali vie di comunicazione», sostengono. Le vostre prossime mosse? «Elaborare una strategia comune con i dirigenti politici del Consiglio Nazionale Siriano, che raccoglie le voci più note dell' opposizione. Siamo appena usciti con un documento-appello congiunto alla comunità internazionale per la creazione di no fly zone su tutto il Paese e una regione cuscinetto a ridosso del confine turco. Questo ci garantirebbe lo spazio necessario per organizzarci. C' è dibattito per un eventuale intervento Nato come in Libia. Ma sembra proprio che la maggioranza di noi non lo voglia, tenuto conto tra l' altro che la stessa Nato è assolutamente restia. Se ci vengono dati gli strumenti minimi, saremo in grado di liberarci da soli». Visti però dai vicoli sconnessi di Yayladagi i progetti della rivoluzione appaiono perlomeno ottimisti. Qui la popolazione turca sembra sostenere in massa il regime di Assad. «Vogliono la democrazia e sarà il caos come in Iraq e Libia», dicono in tanti, che non apprezzano affatto l' apertura nei confronti del movimento di protesta siriano fortemente voluta in marzo dallo stesso premier Recep Tayyip Erdogan. A conferma di questa politica, la Turchia dovrebbe sospendere a breve l' accordo di libero commercio con la Siria dopo che Damasco ha fatto lo stesso in risposta alle minacce di Ankara. E nelle ultime settimane l' esercito siriano è tornato in forza nelle zone confinarie, dove quest' estate era molto facile transitare. Le truppe scelte di Assad stanno contrattaccando a suon di assassinii mirati, rapimenti, torture e varie forme di punizioni collettive un po' dovunque. Tra le cancellerie occidentali cresce il timore di un imminente attacco dei lealisti contro Homs nello stile di quelli condotti contro Hama di recente. Elettricità, acqua benzina e connessioni telefoniche vedono privilegiare le zone lealiste. La guerriglia replica come può. Giovedì è stato fatto saltare l' importantissimo oleodotto che porta greggio alla raffineria di Homs. E a iniziare da oggi è indetto uno «sciopero nazionale della dignità»: la disobbedienza civile generalizzata contro la repressione. I morti tra i manifestanti da marzo secondo l' Onu sfiorano ormai quota 4.500, ma qui nel campo sostengono che potrebbero essere oltre 10.000. Tanti chiedono informazioni su parenti e amici arrestati di cui non hanno più notizie da lungo tempo. A nove mesi dal suo inizio, la primavera siriana è ormai drammaticamente sprofondata nella morsa dell' inverno.

Il Consiglio Nazionale Siriano (Cns) è stato creato a Istanbul il 23 agosto del 2011 per raggruppare le principali forze di opposizione al regime di Bashar al Assad. Il suo presidente è Burhan Ghalioun, un siriano francese che insegna sociologia alla Sorbona Disertori Nel campo profughi di Karbayaz, lungo la fascia di colline che si allungano verso Aleppo, si sono raggruppati centinaia di disertori che ora costituiscono i quadri dirigenti del Nuovo Esercito Siriano Libero, fondato in luglio dal colonnello Riad al-Asaad. Recentemente è stato stabilito un coordinamento con l' Cns.

http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/11/Sul_confine_con_ribelli_siriani_co_8_111211029.shtml



In Libia il "Consiglio Nazionale di Transizione" (CNT), in Siria il "Consiglio Nazionale Siriano" (CNS), tutto in stile molto simile. Ormai si sta per andare a finire come la Libia. Tutto queste "rivolte" erano pianificate già da tempo, è impossibile se nò tutte queste strane similitudini e proteste quasi uguali, nello stesso stile. C'e la mano delle stesse persone.
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Re:Situazione in Siria
« Risposta #3 il: 12 Dicembre 2011, 16:56:49 pm »

Ed eccoci qui, la solita scusa dei corridori umanitari per invadere il paese :cap1: :cap1: :cap1: :cap1:

Terzi incontra l'opposizione anti Assad: ipotesi corridoi umanitari

Per porre fine alla repressione in Siria la strada maestra rimane quella delle sanzioni economiche appoggiate da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell' Onu. Ne è convinto il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi che ieri ha incontrato alla Farnesina una delegazione del Consiglio Nazionale Siriano (Cns) che raggruppa le principali forze dell' opposizione a Bashar Assad. «L' Italia ha una sua sensibilità politica nella regione - detto Terzi - per i suoi rapporti forti con il popolo siriano. Il nostro primo obiettivo è arrivare a un processo di stabilizzazione del Paese e a una via d' uscita da questo terribile frangente di violenze e morte». Il bilancio della repressione da parte del regime, dopo nove mesi, è pesantissimo. Stime ufficiali parlano di 4.500 morti ma Burhan Ghalioun, il sociologo della Sorbona che dallo scorso agosto è presidente del Consiglio Nazionale Siriano, ha riferito che le persone in patria riferiscono «di diecimila morti che si aggiungono ai ventimila scomparsi e ai settantamila arrestati». Ghalioun ha chiesto a Terzi e al resto della comunità internazionale di far pressione sulla Russia perché accetti di varare una risoluzione Onu contro Damasco. «È responsabilità dell' Onu proteggere la popolazione siriana - ha aggiunto il presidente del Cns -. Nel mio Paese non c' è una guerra civile ma un regime dittatoriale che cerca di reprimere il suo popolo e di mettere le varie comunità una contro l' altra». Terzi ha assicurato che il governo italiano proseguirà a lavorare per una risoluzione al Consiglio di sicurezza dell' Onu che «chiarisca erga omnes l' impostazione di pressione economica sul regime». Tra i problemi affrontati ieri a Roma c' è stato anche quello, importantissimo, dell' assistenza ai civili. «Abbiamo discusso delle modalità per far pervenire gli aiuti umanitari nei Paesi limitrofi - ha spiegato il ministro -. Alcuni interventi sono già in corso per esempio nei campi profughi in Giordania, Libano e Turchia. Stiamo operando in questa direzione, soprattutto in campo medico». L' Italia, poi, non scarta a priori l' ipotesi della creazione di corridoi umanitari: «Su questo - dice Terzi - non ci sono piani specifici ma quando ci saranno siamo disposti a valutare le proposte». Anche se il problema, avverte la Farnesina «è complesso per via dello spiegamento di forze del regime e perché è prevedibile che la Siria non darebbe il suo consenso» a un' operazione del genere. Una soluzione potrebbe essere rappresentata dall' arrivo a Damasco degli osservatori della Lega Araba per stabilizzare alcune zone e favorire l' accesso degli aiuti. Ma anche su questo il sì di Damasco tarda ad arrivare.

http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/11/Terzi_incontra_opposizione_anti_Assad_co_8_111211028.shtml
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Re:Situazione in Siria
« Risposta #4 il: 12 Dicembre 2011, 17:00:05 pm »

JUPPE: SIRIA DIETRO AGGUATO PATTUGLIA FRANCIA LIBANO

(AGI) Parigi - La Francia torna ad alzare i toni con la Siria. Il ministro degli Esteri, Alain Juppe, ha accusato il regime di Bashar el Assad di essere "molto probabilmente" dietro l'agguato della settimana scorsa contro una pattuglia francese del contingente Onu, Unifil nel Libano meridionale, che ha causato 5 feriti. Il Libano e la Siria furono dal 1920 al 1943 un mandato francese in base all'accordo Sykes-Picot, che divise parte dei resti dell'impero ottomano, affidando a Londra l'attuale Israele, Iraq e Kuwait.

http://www.agienergia.it/NewsML.aspx?idd=104006&id=67&ante=0


SIRIA: DAMASCO, NESSUN COINVOLGIMENTO IN ATTACCO

(ASCA-AFP) - Damasco, 12 dic - Le autorita' siriane hanno smentito ogni tipo di implicazione nell'attentato messo a segno venerdi' scorso nel sud del Libano contro caschi blu francesi della forza Unifil.

''La Siria non ha alcun legame con questa azione che noi condanniamo'' ha dichiarato il portavoce degli Affari esteri Jihad Makdessi in un comunicato criticando la ''mancanza di prove'' del capo della diplomazia francese Alain Juppe', secondo cui la Siria e' probabilmente dietro l'attentato.

''Le dichiarazioni di Juppe' e di altri sono fatte nel quadro delle accuse francesi premeditate per falsificare la realta' - ha detto Makdessi -. Il ministro francese applica ora la teoria del complotto, di cui accusa gli altri''.

Parlando dell'ordigno fatto esplodere al passaggio di una pattuglia di peecekeepers francesi a Tiro, Alain Juppe' aveva dichiarato ieri: ''Abbiamo delle forti ragioni di credere che questo attentato arrivi dalla Siria'', dicendo che Damasco si serve degli Hezbollah libabesi per questo genere di attacchi.

''Non ne ho la prova - ha detto - ma si tratta del suo braccio armato, se cosi' si puo' dire''. sst/lus/alf

http://www.asca.it/news-SIRIA__DAMASCO__NESSUN_COINVOLGIMENTO_IN_ATTACCO____(1_UPDATE)-1074975-ORA-.html
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Re:Situazione in Siria
« Risposta #5 il: 12 Dicembre 2011, 17:01:57 pm »

Siria, violento scontro tra truppe e disertori esercito

AMMAN (Reuters) - Le truppe siriane e i disertori dell'esercito hanno combattuto una delle battaglie più cruente da quando, nove mesi fa, sono iniziate le insurrezioni mentre, a causa di uno sciopero, sono rimasti chiusi moltissimi negozi, in un inusuale gesto di disubbidienza civile.
Lo hanno detto abitanti e attivisti.

Sabato prossimo i ministri degli esteri arabi si incontreranno per studiare una risposta al sì condizionato della Siria al piano di pace arabo per porre fine alle repressioni dei manifestanti, secondo quanto riferito dall'agenzia egiziana Mena che ha citato un diplomatico arabo.

Nel frattempo, il ministro degli Esteri francese Alain Juppe ha detto che, secondo Parigi, dietro gli attacchi in cui venerdì scorso sono rimasti feriti peacekeeper francesi in Libano si cela la Siria.

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE7BB00820111212
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Re:Situazione in Siria
« Risposta #6 il: 12 Dicembre 2011, 17:04:46 pm »

Siria/ In milioni alle urne ma prosegue protesta anti-Assad
Quattro civili uccisi dalle forze di sicurezza a Idleb

Damasco, 12 dic. (TMNews) - Oltre 14 milioni di elettori siriani sono chiamati oggi alle urne per le prime elezioni amministrative organizzate in Siria dall'inizio della rivolta popolare contro il regime di Bashar al Assad, il 15 marzo scorso. Da parte loro gli attivisti pro-democrazia hanno lanciato ieri una campagna di disobbedienza civile, convocando uno sciopero generale nella regione meridionale di Deraa, in corso di svolgimento.

I seggi sono aperti da stamattina alle 8 (ora locale, le 7 in Italia), e chiuderanno alle 20. Oltre 42.000 candidati si contendono 17.000 seggi a livello comunale. In alcuni quartieri di Damasco gli elettori si sono recati in massa a votare. "Ho votato perché vogliamo contribuire alle riforme eleggendo i migliori", ha detto un'elettrice 35enne parlando in condizione di anonimato all'uscita di un seggio elettorale in piazza degli Omayyadi. Anche Ahmad, un tassista che non ha rivelato il suo nome completo, ha detto che "tutti devono votare per rispondere a quelli che invocano lo sciopero".

Lo sciopero generale, indetto ieri dagli oppositori di Assad, prosegue oggi nella regione di Deraa, bastione della rivolta anti-regime, ed è stato anche largamente osservato nella città di Duma, nei pressi di Damasco. "Ieri abbiamo cominciato lo sciopero generale che proseguirà fino alla caduta del tiranno. Oggi non manderemo i nostri figli a scuola", hanno scritto i militanti pro-democrazia sulla loro pagina Facebook "Syrian Revolution 2011".

Intanto nel paese si registrano anche oggi nuove violenze e nuovi morti. Scontri ci sono stati a nelle regioni di Idleb e Deraa tra disertori e forze della sicurezza. Lo ha riportato l'Osservatorio siriano dei diritti dell'uomo (Osdh). Quattro civili sono stati poi uccisi dalle forze di sicurezza nella provincia di Homs, altri tre sono stati uccisi a Idleb, sempre secondo l'Osdh.
Damasco, 12 dic. (TMNews) - Oltre 14 milioni di elettori siriani sono chiamati oggi alle urne per le prime elezioni amministrative organizzate in Siria dall'inizio della rivolta popolare contro il regime di Bashar al Assad, il 15 marzo scorso. Da parte loro gli attivisti pro-democrazia hanno lanciato ieri una campagna di disobbedienza civile, convocando uno sciopero generale nella regione meridionale di Deraa, in corso di svolgimento.

I seggi sono aperti da stamattina alle 8 (ora locale, le 7 in Italia), e chiuderanno alle 20. Oltre 42.000 candidati si contendono 17.000 seggi a livello comunale. In alcuni quartieri di Damasco gli elettori si sono recati in massa a votare. "Ho votato perché vogliamo contribuire alle riforme eleggendo i migliori", ha detto un'elettrice 35enne parlando in condizione di anonimato all'uscita di un seggio elettorale in piazza degli Omayyadi. Anche Ahmad, un tassista che non ha rivelato il suo nome completo, ha detto che "tutti devono votare per rispondere a quelli che invocano lo sciopero".

Lo sciopero generale, indetto ieri dagli oppositori di Assad, prosegue oggi nella regione di Deraa, bastione della rivolta anti-regime, ed è stato anche largamente osservato nella città di Duma, nei pressi di Damasco. "Ieri abbiamo cominciato lo sciopero generale che proseguirà fino alla caduta del tiranno. Oggi non manderemo i nostri figli a scuola", hanno scritto i militanti pro-democrazia sulla loro pagina Facebook "Syrian Revolution 2011".

Intanto nel paese si registrano anche oggi nuove violenze e nuovi morti. Scontri ci sono stati a nelle regioni di Idleb e Deraa tra disertori e forze della sicurezza. Lo ha riportato l'Osservatorio siriano dei diritti dell'uomo (Osdh). Quattro civili sono stati poi uccisi dalle forze di sicurezza nella provincia di Homs, altri tre sono stati uccisi a Idleb, sempre secondo l'Osdh.

http://www.tmnews.it/web/sezioni/esteri/PN_20111212_00137.shtml
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Re:Situazione in Siria
« Risposta #7 il: 12 Dicembre 2011, 17:10:01 pm »

Siria: giornale turco, regime arma missili chimici
Possono copire fin nel centro della Turchia
12 dicembre, 16:11

ANSAmed) - ANKARA, 12 DIC - Secondo un giornale turco, il regime siriano ha dotato i propri missili a medio raggio di testate chimiche. L'informazione, rilanciata ieri dall'edizione domenicale del quotidiano Sabah, vicino al governo di Ankara, non ha ricevuto conferme o smentite ma continua ad essere rilanciata su internet destando inquietudine in Turchia.

Il giornale precisa che Damasco ha innescato 600 testate chimiche da una tonnellata da usare nel caso di un intervento militare armato straniero. Il presidente siriano Bashar Al Assad avrebbe inoltre ordinato il dislocamento di 21 lanciamissili lungo i confini con la Turchia. I missili a medio raggio in questione hanno una gittata fino a 1.300 km e quindi possono grado di colpire le province meridionali e centrali del territorio turco. Secondo Sabah, i militari siriani nascondono i depositi di testate chimiche in strutture segrete dentro e intorno alla capitale, Damasco. A meta' novembre Al Assad ha tenuto una riunione speciale con i comandanti delle Forze armate per decidere come rispondere ad un possibile attacco della comunita' internazionale. La Russia, che sostiene Damasco, ha inviato alla Siria tre milioni di maschere anti-gas, la maggior parte delle quali verra' distribuita a persone fedeli al regime e a famiglie di soldati con un'operazione che sara' completata a fine mese.


http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/stati/siria/2011/12/12/visualizza_new.html_12797194.html
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Re:Situazione in Siria
« Risposta #8 il: 12 Dicembre 2011, 17:34:45 pm »

SIRIA: SABATO 17 SUMMIT LEGA ARABA SU DAMASCO

(AGI) Il Cairo - I ministri degli Esteri dei paesi della Lega araba si incontreranno sabato 17 dicembre per discutere la risposta all'accettazione condizionata da parte della Siria al piano dei Ventidue per fine alla sanguinosa repressione dei manifestanti. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa egiziana Mena, citando un diplomatico arabo. La Lega araba ha proposto alla Siria il ritiro delle truppe dalle citta' e l'ingresso nel paese di osservatori stranieri.

http://www.agi.it/iphone-estero/notizie/201112120700-est-rom0001-siria_sabato_17_summit_lega_araba_su_damasco 
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Re:Situazione in Siria
« Risposta #9 il: 12 Dicembre 2011, 17:41:04 pm »

AGI M.O.: SIRIA, ANCHE LA SUNCOR ABBANDONA IL PAESE

lunedì 12 dicembre 2011 17.32

Damasco, 12 dic. - Dopo Shell e Total, anche la canadese Suncor Energy ha deciso di lasciare la Siria a seguito delle sanzioni imposte al paese dall'Unione Europea il 2 dicembre. La compagnia ha rescisso i propri obblighi contrattuali per cause di forza maggiore e sospeso le operazioni con la siriana General Petroleum Corporation - oggetto delle sanzioni UE - con la quale sviluppava in joint venture il giacimento metanifero Ebla, progetto da 1,2 miliardi di dollari per una produzione di circa 2,2 milioni di metri cubi al giorno. La compagnia canadese ha tuttavia dichiarato di non dover modificare il proprio target di produzione per il 2011-2012 grazie alla ripresa della produzione libica. (AGI) Red/Rme

http://www.agienergia.it/NewsML.aspx?idd=104060&id=65&ante=0
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Daniele G.

Ryuzakero

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Re:Situazione in Siria
« Risposta #10 il: 12 Dicembre 2011, 19:02:54 pm »

Il fatto che i ratti abbiano bisogno di una no-fly-zone dimostra che sono dei mercenari della NATO.
Nessuno vorrebbe vedersi bombardato con 50 tonnellate di uranio impoverito.
La Libia è ora piena di radiazioni, perchè l'uranio impoverito ha una vita media di 4.5 MILIARDI di anni.
Succederà come in Iraq: 1 bambino su 10 nascerà deformato per colpa delle demoNcraticissime bombe all'uranio impoverito dei terroristi NATO.

Se il popolo fosse veramente contro Assad se ne sbarazzerebbe senza aver certo bisogno di 7 mesi di bombardamenti terroristici della NATO.

E poi se Assad fosse veramente un criminale come si spiega il fatto che tutte queste persone manifestino per lui innalzando i suoi ritratti?



Io questo l'avevo visto fare solamente in supporto di Gheddafi.
Non ho mai visto tali manifestazioni in favore della feccia internazionale obama-sarkozy-cameron.
Come diceva Gheddafi: "Guardate la mia gente, loro manifestano CON me, posso vedere molti miei ritratti! Invece da voi la gente manifesta solamente CONTRO di voi e i vostri ritratti li usano per distruggerli!"


« Ultima modifica: 12 Dicembre 2011, 19:05:51 pm da Ryuzakero »
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Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.
Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia; il resto è propaganda.

dani

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Re:Situazione in Siria
« Risposta #11 il: 12 Dicembre 2011, 21:20:58 pm »

Siria, attivisti: almeno 16 morti
Negli scontri tra fedeli e disertori

20:28 - Almeno 16 persone sono morte in Siria sotto gli spari delle forze di sicurezza del contestato presidente Bashar Assad. Lo ha reso noto l'Osservatorio siriano per i diritti umani, spiegando che la maggior parte delle vittime è morta a Homs, città centrale diventata il nucleo delle proteste e della repressione. Gli scontri sono avvenuti tra i soldati fedeli ad Assad e i militari disertori.

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/articolo1030809.shtml
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Daniele G.

dani

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Re:Situazione in Siria
« Risposta #12 il: 12 Dicembre 2011, 22:22:44 pm »

Siria, allarme Onu: sono 5.000 le vittime
della repressione di Bashar el Assad

Si vota per il rinnovo dei consigli municipali. E su Facebook nasce il Movimento della nuova generazione siriana

MILANO - Diciotto civili siriani, tra cui un bimbo di due anni, sono stati uccisi dalle forze fedeli al presidente Bashar el Assad nel centro e nel nord-ovest del Paese, mentre nelle località non investite dalla rivolta e dalla conseguente repressione si sono aperte le urne per il rinnovo dei consigli municipali. E lunedì sera è scaduto l'ultimatum del regime alla città di Homs perché cessino le proteste. Quelle comunali sono state le prime consultazioni dall'inizio delle proteste, scoppiate a metà marzo e che il regime ha tentato di reprimere con la forza causando la morte di oltre 5.000. Questa è l'ultima stima della sanguinosa repressione del regime di Bashar el Assad fornita dall'Alto commissario per i diritti umani al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dalle cui analisi risultano oltre 14.000 persone arrestate e 12.400 fuggite nei Paesi vicini.

COSPIRAZIONE «STRANIERA» - «I siriani sono uniti contro la cospirazione straniera», ha detto il premier Adel Safar, citato dall'agenzia Sana. «I siriani hanno affollato i seggi», titola l'agenzia. Fonti giornalistiche indipendenti a Damasco hanno riferito di un'affluenza modesta e comunque concentrata nei quartieri centrali, non investiti direttamente dalle proteste e dalla conseguente repressione. Numerosi video amatoriali pubblicati su Internet da attivisti mostrano immagini di cumuli di schede elettorali dati alle fiamme nella regione nord-occidentale di Idlib e in altre località.

ULTIMATUM - Dei 18 civili uccisi lunedì, più della metà si sono registrati a Homs, tra cui Abdel Hadi Halwani del martoriato quartiere di Bab Amro. La terza città siriana, a maggioranza sunnita, vive da mesi un vero e proprio assedio. Scadrà lunedì stasera, secondo gli attivisti, l'ultimatum imposto dal regime alla cittadinanza perché metta fine alle proteste, pena l'avvio di raid militari quartiere per quartiere. Altre vittime sono cadute nella regione centrale di Hama e in quella di Idlib. Domenica almeno venti persone erano state uccise, secondo attivisti, dalle forze lealiste. La Sana riferisce invece dell'uccisione da parte di «terroristi» di un generale dell'esercito a Saraqeb (Idlib), di tre poliziotti a Daraa.

PONTE - Malgrado la repressione un forte fermento politico sta animando in questa fase i giovani siriani. È di lunedì la notizia della nascita del Movimento della nuova generazione siriana, un gruppo attivo su Facebook che ha l'obiettivo di contribuire alla creazione del nuovo tessuto socio-culturale in Siria. «Il nostro principale scopo - hanno dichiarato i ragazzi sul social network - è essere un vero e proprio ponte tra Oriente e Occidente unendo le voci delle nuove generazioni». Senza scopi politici, economici né requisiti razziali, l'unico vincolo per iscriversi al gruppo è avere un'età compresa tra i 18 e i 35 anni e offrire un contributo al futuro della Siria. «Crediamo nella libertà di parlare e cooperare con altri gruppi siriani che condividono i nostri stessi obiettivi», hanno dichiarato i responsabili del movimento sulla loro pagina Facebook.

http://www.corriere.it/esteri/11_dicembre_12/siria-onu-stima-cinque-mila-vittime-per-repressione-del-regime-bashar-el-assad_ba82920e-2501-11e1-8d41-b588752759fb.shtml
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Daniele G.

Paralas42

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Re:Situazione in Siria
« Risposta #13 il: 13 Dicembre 2011, 01:13:42 am »

A che ora dovrebbe scadere l'ultimatum?
Comunque se avranno la no fly zone diciamo pure che la Nato interverra'.
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Paralas42

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Re:Situazione in Siria
« Risposta #14 il: 13 Dicembre 2011, 07:48:24 am »

Fonte Sussidiario.net


SIRIA/ Wazne (politologo): gli Usa vogliono un nuovo Afghanistan Redazione martedì 13 dicembre 2011
Foto Ansa Approfondisci SIRIA/ Jean: così i massacri di Assad riaprono la partita Usa-Russia IRAN/ Biloslavo: l'atomica di Ahmadinejad può far esplodere tutto l'Occidente
“A fomentare la rivolta contro Assad in Siria sono stati gli Americani e i loro alleati, il cui obiettivo è destabilizzare il principale amico di Ahmadinejad in Medio Oriente. Agli Usa non importa nulla della democrazia”. Ad affermarlo nel corso di un’intervista esclusiva a Ilsussidiario.net è Kamel Wazne, analista politico libanese, dall’osservatorio privilegiato di Beirut. Per il politologo libanese, che si definisce “musulmano non praticante” e che è stato più volte intervistato dalla BBC, “la strategia degli Usa nella regione è sempre stata di corto respiro. Oggi dimenticano che la caduta di Assad rappresenterà una vittoria di Al Qaeda, proprio come avvenne in Afghanistan per colpa del sostegno assicurato dagli Americani ai mujaheddin. I cristiani, che hanno sempre appoggiato il regime siriano, saranno devastati dalla sua caduta subendo vendette a non finire e finendo per essere presi di mira ed emarginati”.
 
Qual è stato il fattore scatenante delle rivolte cui abbiamo assistito in Siria negli ultimi mesi?
 
Dietro alle proteste siriane ci sono gli Stati Uniti e i loro alleati, che hanno più volte invitato l’opposizione a non deporre le armi. L’ambasciatore statunitense si è incontrato diverse volte con i ribelli siriani e li ha sollecitati a proseguire le proteste, invece di impegnarsi per stabilizzare la situazione e perseguire la pace. E’ un’indicazione chiara del coinvolgimento americano in quanto sta avvenendo. Non è un caso che ieri il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, si sia incontrata con il capo dell’opposizione siriana. Ormai non è più possibile far credere a chiunque che gli americani non siano interessati a destabilizzare il regime di Bashar Assad.
 
Quale interesse avrebbero gli Usa nel destabilizzare il governo siriano?
 
Attualmente il regime di Assad rappresenta la resistenza contro gli Usa in Medio Oriente e ha combattuto gli interessi americani in Iraq e in Libano. Inoltre non ha firmato un trattato di pace con Israele ma soprattutto, ed è questo il vero motivo, Assad è stretto da un patto di ferro con l’Iran. Gli americani quindi sono convinti del fatto che un cambio di regime per loro sarebbe vantaggioso. Ma non dobbiamo dimenticare che il regime di Assad ha aiutato a combattere il terrorismo e in particolare Al Qaeda, e nello stesso tempo ha difeso l’integrità araba specialmente quando l’Iraq ha invaso il Kuwait.
 
Ma i siriani che protestano sono tutti agenti della Cia?
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