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Autore Topic: Rivoluzioni nel mondo arabo,allargato il fronte delle proteste,violenze gravi.  (Letto 230084 volte)

darkman79

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Re:Rivoluzioni nel mondo arabo,allargato il fronte delle proteste,violenze gravi.
« Risposta #5580 il: 17 Dicembre 2011, 14:57:28 pm »

Almeno sedici i morti e oltre 500 feriti
I soldati sgombrano il sit-in di protesta, allontanano le ambulanze e sequestrano le telecamere


14:25 - Altre sei persone, dopo le dieci di ieri, sono rimaste uccise negli scontri di questa mattina in piazza Tahrir, al Cairo, mentre i soldati appiccano il fuoco e mettono in fuga la folla. I militari hanno inoltre sequestrato le telecamere appostate sulla piazza e allontanato le ambulanze, dopo aver sgombrato il sit-in di protesta dei manifestanti davanti alla sede del governo. I soldati hanno scacciato i dimostranti, inseguendoli con dei bastoni.
Dopo l'intervento dei militari, i manifestanti sono riusciti comunque a tornare in piazza, radunandosi nei pressi della sede del Consiglio dei ministri secondo quanto riporta il sito del quotidiano al-Ahram, dove si spiega che alcuni dei presenti hanno anche cercato di appiccare un incendio, ma sono stati dispersi dalla polizia. Molti gli arresti.

Il palazzo, inoltre, è stato isolato con barricate e filo spinato, per impedire il riesplodere delle violenze. Intanto, piazza Tahrir è sotto il controllo dell'esercito.

Secondo i dati ufficiali il numero dei feriti e delle vittime è leggermente inferiore rispetto a quello comunicato da medici e fonti oculari. E' stato infatti diffuso un comunicato secondo cui i morti per gli incidenti sono otto e i feriti 303.

Il premier Ganzouri: è una controrivoluzione
Non è in corso "una rivoluzione, ma un attacco all'Egitto" secondo il primo ministro egiziano, Kamal el Ganzouri, intervenuto in una conferenza stampa trasmessa anche in tv sugli scontri di queste ore davanti al Parlamento.

"Non condanno nessuno, ma nessuno della polizia e dell'esercito è intervenuto contro i manifestanti. Ci sono infiltrati che non vogliono la pace in Egitto", ha detto ancora Ganzouri, criticando i manifestanti coinvolti negli scontri e definendoli "controrivoluzionari".

"Quella che si trova a Piazza Tahrir", ha affermato alludendo ai giovani che contestano la sua nomina e chiedono un passo indietro del Consiglio supremo delle forze armate, "non è la gioventù della rivoluzione" del 25 gennaio.

"Chi ha sbagliato deve pagare, i fatti di queste ore saranno giudicati dalla magistratura - ha avvertito -. Non faremo ricorso alla forza per disperdere le manifestazioni pacifiche".

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1031326/scontri-al-cairo-fumo-e-fiamme-in-piazza-tahrir-almeno-sedici-i-morti-e-oltre-500-feriti.shtml

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Re:Rivoluzioni nel mondo arabo,allargato il fronte delle proteste,violenze gravi.
« Risposta #5581 il: 28 Dicembre 2011, 10:25:06 am »

Siria, osservatori: situazione Homs rassicurante ma più indagini
mercoledì 28 dicembre 2011 09:54
BEIRUT (Reuters) - Il capo della delegazione della Lega Araba -- incaricata di verificare se la Siria stia mantenendo la promessa di attuare il piano di pace -- ha detto oggi che la situazione a Homs è "rassicurante per ora".

"La situazione sembra rassicurante per ora", ha detto a Reuters al telefono il generale sudanese Mustafa Dabi.

"Ieri era tranquillo e non ci sono stati scontri. Non abbiamo visto carriarmati ma alcuni veicoli blindati. Ricordiamoci pero' che era solo il primo giorno e che ci sarà bisogno di indagini. Abbiamo 20 persone che staranno qui a lungo".

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=siria%20news&source=newssearch&cd=1&ved=0CC4QqQIwAA&url=http%3A%2F%2Fit.reuters.com%2Farticle%2FtopNews%2FidITMIE7BR01220111228&ei=0N_6Tu2cEKGM4gTatumvCQ&usg=AFQjCNHIYjEJ9jORZ5f2TsdZJWIm5XEc_g
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darkman79

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Re:Rivoluzioni nel mondo arabo,allargato il fronte delle proteste,violenze gravi.
« Risposta #5582 il: 10 Gennaio 2012, 14:22:59 pm »

ASSAD: NON MI DIMETTO, CONTRO DI NOI UN COMPLOTTO STRANIERO
Roma - Il presidente siriano annuncia un referendum a marzo sulla nuova Costituzione. La Lega Araba farebbe meglio a chiamarsi "Lega straniera". Sulle manifestazioni: "Mai dato l'ordine di sparare".



Il presidente siriano Bashar Assad non ha intenzione di fare nessun passo indietro, esclude le dimissioni ribadendo il sostegno del popolo nei suoi confronti, denuncia un “attacco mediatico senza precedenti” e attacca la Lega Araba per essersi piegata alle “pressioni straniere”. Assad ha ribadito in modo fermo la sua posizione in un discorso alla nazione trasmesso in diretta dalla tv di Stato in cui ha affrontato le proteste che da marzo sono scoppiate nel paese. “La carica di presidente – ha detto – è di alta responsabilità e non può essere presa alla leggera. Continueremo ad esercitare questa responsabilità. Non abbandonerò il popolo”. Assad ha parlato di complotto straniero spiegando che i media mondiali hanno stravolto la realtà. “Abbiamo subito una campagna mediatica senza precedenti” che puntava alla destabilizzazione del paese. Parte della presunta opera di disinformazione anche la diffusione di notizie “false” sullo svolgimento delle proteste: “A nessun livello è mai stato dato l’ordine di sparare”, ha detto il presidente. Assad ha poi detto che a marzo si dovrebbe celebrare un referendum su una nuova Costituzione. Il via libera popolare alla nuova Carta dovrebbe preludere ad elezioni da tenere a maggio o giugno, ha poi spiegato Assad.

Quanto alla Lega Araba, per Assad non “è più Araba” e meglio farebbe a farsi chiamare “Lega straniera”. Il leader siriano ha accusato la Lega Araba di non “essere mai stata” dalla parte di Damasco di aver consentito che le tv satellitari diffondessero “notizie false contro di noi”. All’organizzazione panaraba, autrice di un piano di pace per la regione che comprende l’invio di osservatori nel paese, Assad ha rimproverato di non aver fatto nulla sulla questione palestinese, di “non essersi opposta a Israele”, di non aver agito sulle interferenze nella vita siriana o aver evitato “gli attacchi in Iraq”.   (ilVelino/AGV)
(red/est) 10 Gennaio 2012 11:16

http://www.ilvelino.it/agv/news/articolo.php?idArticolo=1510688&t=Assad__Non_mi_dimetto__contro_di_noi_un_complotto_straniero
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Re:Rivoluzioni nel mondo arabo,allargato il fronte delle proteste,violenze gravi.
« Risposta #5583 il: 10 Gennaio 2012, 14:24:33 pm »

SIRIA, ATTACCO A TEAM LEGA ARABA. DUE KUWAITIANI FERITI LEGGERMENTE

La squadra di osservatori si trovava nella città di Lakatia quando ha subito un attacco da parte di ignoti. I due feriti sono stati dimessi e sono già tornati al lavoro

Una squadra di osservatori della Lega Araba in Siria è stata attaccata da ignoti nella città di Lakatia. Lo rende noto l’esercito kuwaitiano. A seguito dell’azione sono rimasti feriti leggermente due funzionari del paese mediorientale, trasportati in ospedale per controlli e dimessi dopo poco. Le loro condizioni, infatti, si sono rivelate buone tanto che hanno ripreso a svolgere normalmente il loro lavoro presso il quartier generale della missione. Facevano parte della squadra di osservatori attaccata, anche militari degli Emirati Arabi Uniti (Uae), dell’Iraq, del Marocco e dell’Algeria.   (ilVelino/AGV)
(fbu) 10 Gennaio 2012 11:57

http://www.ilvelino.it/agv/news/articolo.php?idArticolo=1510710&t=Siria__attacco_a_team_Lega_araba__Due_kuwaitiani_feriti_leggermente
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Re:Rivoluzioni nel mondo arabo,allargato il fronte delle proteste,violenze gravi.
« Risposta #5585 il: 21 Gennaio 2012, 19:40:39 pm »

Egitto: difensori, Mubarak uomo giusto
Processo all'ex presidente, in gabbia in tribunale con i figli

ANSA) - IL CAIRO, 17 GEN - L'ex presidente egiziano ''non era un tiranno o una persona assetata di sangue, ma un uomo giusto e nessuno ha il diritto di infangare il suo passato''. Con parole appassionate il capo del team di avvocati difensori dell'ex rais, Farid el Dib, ha iniziato la sua requisitoria per rispondere all'accusa mossa a Hosni Mubarak di aver ordinato alle forze dell'ordine di sparare sui manifestanti durante la rivoluzione, che prese avvio quasi esattamente un anno fa, il 25 gennaio. (ANSA).

http://notizie.it.msn.com/topnews/egitto-difensori-mubarak-uomo-giusto?ocid=MSNToolbar100

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Clinton: grande inquietudine sullo Yemen
Segretario Stato Usa termina oggi suo viaggio in Africa

(ANSA) - ABIDJAN, 17 GEN - La segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha parlato di grande inquietudine da parte degli Stati Uniti di fronte alla ''instabilita''' dello Yemen, dove al Qaida sta guadagnando terreno, e ha chiesto al presidente contestato Saleh di lasciare il potere. La Clinton e' poi volata a Lome', capitale del Togo per incontrare il presidente della Repubblica Faure Gnassingbe'. Prima di tornare a Washington la Clinton si ferma nelle isole di Capo Verde, quarta e ultima tappa del viaggio in Africa.

http://notizie.it.msn.com/topnews/clinton-grande-inquietudine-sullo-yemen?ocid=MSNToolbar100
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Re:Rivoluzioni nel mondo arabo,allargato il fronte delle proteste,violenze gravi.
« Risposta #5586 il: 22 Gennaio 2012, 13:05:45 pm »

si ammazzano un pochino ovunque... :esorcista:
anche in nigeria..
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Re:Rivoluzioni nel mondo arabo,allargato il fronte delle proteste,violenze gravi.
« Risposta #5587 il: 04 Febbraio 2012, 00:34:33 am »

In Romania sta scoppiando la Rivoluzione,ma i media italiani non ne parlano!

In Romania sta scoppiando la Rivoluzione ma i media italiani sono troppo impegnati a divulgare altre vicende trasformando il naufragio della Costa Concordia in una telenovela senza fine guardate nel video cosa sta succedendo in Romania....e' evidente che sono preoccupati che possa diffondersi questa onda di rivolta anche in Italia

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« Risposta #5588 il: 07 Febbraio 2012, 11:42:44 am »

Golpe alle Maldive, si dimette il presidente"
Nessun problema per i turisti italiani"Polizia in rivolta nel paradiso delle vacanze. Gli insorti hanno occupato la tv di stato e hanno costretto il capo dello Stato Nasheed a lasciare il potere. La rappresentanza diplomatica consiglia ai connazionali presenti a Malè di rimanere in casa
http://www.repubblica.it/esteri/2012/02/07/news/colpo_di_stato_alle_maldive-29460092/
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Re:Rivoluzioni nel mondo arabo,allargato il fronte delle proteste,violenze gravi.
« Risposta #5589 il: 09 Febbraio 2012, 10:04:43 am »

qlc ha un viaggetto prenotato? :w00t:

Maldive: scontri a Malè, ferito Nasheed
Dilagano le violenze, allarme per i turisti

L'ex capo di Stato riappare in pubblico, accusa il successore di essere a conoscenza del piano per costringerlo alle dimissioni e gli chiede di fare a sua volta un passo indietro. Feriti gravi e forse anche un morto nei disordini. Appello del neo presidente Waheed Hassan per un governo di unità nazionale. Farnesina consiglia "massima cautela"
http://www.repubblica.it/esteri/2012/02/08/news/maldive_scontri_dopo_golpe-29538017/?ref=HREC2-8
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Re:Rivoluzioni nel mondo arabo,allargato il fronte delle proteste,violenze gravi.
« Risposta #5590 il: 28 Marzo 2012, 13:43:00 pm »

“Rivoluzioni Spa”, i retroscena della Primavera araba: gli Usa dietro le rivolte 2.0 L'inchiesta di Alfredo Macchi, da oggi nelle librerie, svela documenti inediti di centri di addestramento, tra cui una scuola a Belgrado, voluti e finanziati dagli Stati Uniti per "aiutare a superare le censure dei regimi, rimanendo anonimi, e fare attività politica tramite i social network"“Sicuramente queste rivoluzioni sono un passo in avanti sulla strada dei diritti e della democrazia. Ma è ormai abbastanza evidente che dietro ci siano stati gli interessi delle grandi potenze”. Alfredo Macchi esce oggi nelle librerie con Rivoluzioni S.p.A. – Chi ha suggerito la Primavera Araba (Alpinestudio) il primo libro di inchiesta sulle rivoluzioni arabe e i social media, cassa di risonanza delle rivolte maghrebine. Soprattutto per il mondo occidentale.

L’inchiesta nasce quando il giornalista, inviato in Egitto nei 18 giorni di rivolta contro l’ormai ex rais Hosni Mubarak, rimane colpito da ”una strana coincidenza: il simbolo del movimento protagonista della rivolta era lo stesso di un movimento che aveva fatto la rivolta in Serbia nel 2000”. Secondo l’autore, infatti, “gli americani hanno la loro idea su come portare la democrazia. Forse Bush premeva più sul Pentagono. Obama preferisce 2.0. Ma il loro scopo è questo”.

Ipotesi che aprono scenari di interpretazione finora inediti. Spunta il ruolo di una scuola di Belgrado, dove ”almeno uno, se non più attivisti del Movimento del 6 Aprile (della rivolta di piazza Tahrir, ndr), sono andati a studiare tecniche di rivolta non violenta”. Una scuola, spiega Macchi, ”collegata al movimento Otpor serbo” e con ”dietro una serie di finanziamenti da parte di Ong e fondazioni americane”, una ”rete impressionante” di enti ”in realtà finanziati dal Congresso di Washington attraverso istituti in mano a repubblicani o democratici”. Belgrado, però, è solo la punta dell’iceberg. Secondo l’autore infatti attivisti egiziani, tunisini, yemeniti, siriani sono stati negli Usa per l’addestramento.

E documenti ufficiali, pubblicati per la prima volta, svelano l’appartenenza all’Alliance of Youth Movements – organizzazione creata nel 2008 dal Dipartimento di Stato americano e sponsorizzata dalle maggiori aziende americane – del Movimento del 6 Aprile. La parola d’ordine sarebbe ”aiutare a superare le censure dei regimi, rimanendo anonimi, a fare attività politica tramite i social network”. Emerge che gli Usa sostengono i movimenti più laici e legati ai social network mentre le monarchie arabe rispondono supportando quelli religiosi. Perché gli Stati Uniti intendono abbattere i regimi ostili al libero mercato, obiettivo di un disegno geostrategico per l’area mediorientale degli interessi per le risorse petrolifere, che coinvolge Russia e Cina.

Pubblichiamo un estratto di Rivoluzioni S.p.A. – Chi ha suggerito la Primavera Araba dal capitolo: “Il grande gioco del potere”

Diverse fondazioni e organizzazioni private a Washington, a Belgrado e a Doha, hanno offerto assistenza agli attivisti. Alcuni di loro sono stati addestrati da associazioni dietro le quali si possono intravedere la CIA o altri servizi segreti. Quasi tutte le rivolte sono state precedute da un’intensa attività di blogging sul web e sui social network: un mondo virtuale, come abbiamo visto, dietro cui si può nascondere chiunque. Alcune insurrezioni hanno seguito lo schema tattico della non violenza, quello teorizzato da Gene Sharp, Robert Helvey e Peter Ackerman, altre sono degenerate in guerre civili. In quel caso le forze speciali inglesi, francesi e americane hanno addestrato e aiutato i ribelli, soldati e mercenari hanno combattuto sul campo, sostegno logistico e armamenti sono stati offerti dai servizi segreti di mezzo mondo.

Quasi sempre insomma c’è stato l’appoggio all’una o all’altra parte delle potenze interessate a controllare il cuore petrolifero del pianeta. Non è certo una novità: per decenni le rivoluzioni sono state appoggiate o contrastate dagli Stati Uniti e dall’Unione Sovietica che si sfidavano in ogni angolo del pianeta, fornendo soldi, armi e istruttori militari alle fazioni loro “amiche”. Sul tavolo oggi c’è un piatto molto appetibile che si chiama MENA, acronimo che sta per Middle East and North Africa, e che raggruppa il sessanta percento delle riserve mondiali di petrolio e quasi la metà di quelle di gas naturale.

[...] La Primavera Araba, preparata o meno che fosse, è stata per Washington l’occasione per sbarazzarsi di regimi legati in qualche modo alla vecchia concezione statalista e nazionalista dell’economia, eredità del socialismo sovietico in salsa araba. In ballo c’è, come avvenuto dopo la caduta del Muro di Berlino nell’est Europa, un grande mercato dove fare largo alle imprese americane, finora osteggiate dal diffuso anti-americanismo islamico. «Le rivoluzioni democratiche in Tunisia, Egitto e Libia, e quelle ancora in corso in Siria e Yemen, sono imbevute di spirito imprenditoriale », ha detto il vicepresidente americano Joe Biden, parlando il 3 dicembre 2011 a Istanbul ad un convegno di imprenditori interessati a promuovere l’iniziativa privata nel mondo arabo. Sacrificare vecchi amici come Ben Alì, Mubarak, Saleh e tradizionali nemici, come Gheddafi e Assad, in nome del libero mercato, è una scelta obbligata per Washington.

Un cambio di rotta, per gli Stati Uniti, nei confronti dei loro tradizionali alleati, non privo di rischi, ma che doveva essere affrontato prima che lo facessero frange estremiste più ostili. La situazione in Nord Africa e in Medio Oriente all’inizio del 2011 è drammatica: un terzo degli abitanti della regione vive con meno di due dollari al giorno, il prodotto interno lordo dei ventidue paesi della Lega Araba è inferiore a quello della Spagna, circa metà della popolazione adulta è analfabeta, oltre trecento milioni di giovani saranno in età di lavoro entro il 2020 e per assorbirli sarebbe necessario creare sei milioni di nuovi posti ogni anno. Moltissimi di questi giovani vorranno emigrare verso paesi più benestanti.

Il summit del G8 di Sea Island, in Georgia, nel 2004 ha preso impegni precisi per evitare il collasso dell’area MENA: promozione di democrazia e buon governo, espansione della conoscenza e delle opportunità economiche. L’esempio indicato per l’intera area è quello della Turchia, paese dove oggi governa un partito islamico moderato, ben disposto alle opportunità del mercato e della libera impresa.
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« Risposta #5591 il: 28 Marzo 2012, 13:43:46 pm »

 :dickdastardlay: :dickdastardlay: :dickdastardlay: :dickdastardlay:

molti di noi avevano detto che c'era dietro una grande nazione per fare le rivolte..
ahahhahahahahhahah
visto?
altro che rivoluzione??
speriamo vengano anche in italia
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« Risposta #5592 il: 28 Marzo 2012, 13:45:03 pm »

:dickdastardlay: :dickdastardlay: :dickdastardlay: :dickdastardlay:

molti di noi avevano detto che c'era dietro una grande nazione per fare le rivolte..
ahahhahahahahhahah
visto?
altro che rivoluzione??
speriamo vengano anche in italia
in italia non ci vengono siamo già loro servi,a loro vabene cosi drago
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« Risposta #5593 il: 28 Marzo 2012, 13:48:33 pm »

 :leggi:
aspetta....
aspetta... :pc1:
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« Risposta #5594 il: 28 Marzo 2012, 13:50:07 pm »

:leggi:
aspetta....
aspetta... :pc1:
e chi si muove :dickdastardlay: :dickdastardlay:
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