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Autore Topic: Rivoluzioni nel mondo arabo,allargato il fronte delle proteste,violenze gravi.  (Letto 230084 volte)

Dragone cinese

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http://www.corriere.it/esteri/11_gennaio_07/scontri-nord-africa_ef234728-1a6d-11e0-91c1-00144f02aabc.shtml

« Ultima modifica: 03 Marzo 2011, 17:27:39 pm da iv74000 »
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Re:rivolta popolare algeria e tunisia
« Risposta #1 il: 07 Gennaio 2011, 18:07:55 pm »

SOSPESO IL CAMPIONATO DI CALCIO ALGERINO PER TIMORE DI PROTESTE
Nord Africa in fiamme: rivolte e
scontri in Algeria e Tunisia
Ad Algeri proteste per l'aumento del 20% degli alimentari A Tunisi contro la corruzione del governo



Un autobus bruciato ad Algeri (Epa) MILANO - Buona parte del Nord Africa è in fiamme. Dopo le stragi contri i cristiani copti in Egitto, rivolte e scontri - questa volta per gli aumenti dei generi di prima necessità e la corruzione delle classi di potere - sono scoppiate prima in Tunisia e ora anche in Algeria. La Commissione europea ha espresso «preoccupazione» per le violente proteste e l'agitazione sociale che hanno avuto luogo in Tunisia e Algeria e «deplora l'uso della violenza e la perdite di vite umane» e «chiede di non fare ricorso all'uso della forza e di rispettare le libertà fondamentali», ha affermato una portavoce del commissario all'Allargamento Stefan Fuele.
ALGERIA - Una violenta battaglia tra polizia e manifestanti sarebbe in corso in uno dei quartieri centrali di Algeri, mentre nella periferia orientale sarebbe stato incendiato il deposito della nuova linea tramviaria ancora in costruzione, secondo quanto riferito all'Ansa. Nel centro della capitale, giovani manifestanti si stanno scontrando con agenti in tenuta anti sommossa. Il fumo dei lacrimogeni sparati dalla polizia ha invaso tutto il quartiere. Colonne di fumo si stanno alzando da varie zone della capitale. In Algeria il 4 gennaio è iniziata la protesta dopo gli ultimi aumenti dei prezzi di prodotti alimentari di largo consumo. In diversi quartieri di Algeri - specie i più poveri - sono avvenuti scontri tra polizia e manifestanti che hanno incendiato auto e saccheggiato negozi. Gruppi di giovani armati di barre di ferro, pietre e coltelli si sono scontrati con le forze di polizia in tenuta anti sommossa. Nel quartiere di Bab al-Ouad, ex roccaforte del disciolto Fronte islamico di salvezza (Fis), i manifestanti hanno tentato di dare l'assalto al commissariato di zona: la polizia ha sparato in aria e ha arrestato venti persone. Il numero due del Fis, Ali Benhadj, è stato arrestato tra mercoledì e giovedì. Migliaia di giovani sono scesi nelle strade anche nelle altre principali città del Paese. In serata erano bloccate tutte le strade che portano nell'ovest. Venerdì la polizia ha presidiato le principali moschee della capitale dove si temevano nuove manifestazioni dopo la preghiera islamica del venerdì. Dopo le proteste, il ministero del Commercio ha deciso di abolire la tassa sui prodotti alimentari. Secondo quanto ha reso noto l'agenzia di stampa ufficiale algerina, il provvedimento dovrebbe riportare i prezzi ai livelli pre-tassa e porre fine alle rivolte. Gli ultimi rincari hanno fatto aumentare, per esempio, del 20% i pressi di zucchero e olio. Per evitare ulteriori problemi, la Lega algerina calcio ha annullato tutte le partite del campionato in programma venerdì e sabato.

TUNISIA - In Tunisia le proteste sono iniziate prima di Natale, ma il regime del presidente Zine al-Abidine Ben Ali, il più autoritario del Nord Africa secondo solo a quello di Gheddafi, ha impedito il lavoro dei giornalisti e le notizie e le immagini sono filtrate con il contagocce. Hamada Ben-Amor, rapper 22enne noto come «Il Generale», autore di un brano dal testo critico verso il governo è stato arrestato giovedì sera a Sfax. La scorsa settimana aveva messo su YouTube una sua nuova canzone, dal titolo Presidente, il tuo popolo sta morendo, che nel testo fa riferimento ai problemi dei giovani e alla disoccupazione nel Paese. La canzone è subito divenuta la colonna sonora della rivolta dei disoccupati di Sidi Bouzid, che da lì si è estesa in tutta la Tunisia. Due blogger sono stati arrestati all'indomani di attacchi informatici ai siti governativi. La rivolta è scoppiata il 17 dicembre, quando Mohamed Bouaziz, un giovane laureato che per vivere faceva l'ambulante abusivo a Sidi Bouzid, si è dato fuoco per protestare contro la polizia comunale che gli aveva sequestrato la merce, morendo alcuni giorni dopo. Il 6 gennaio migliaia di avvocati hanno aderito a uno sciopero della categoria indetto in tutte le città contro il governo. I legali hanno denunciato «un uso senza precedenti» della forza e hanno affermato il dovere di «difendere la libertà di espressione» e «il diritto degli abitanti di Sidi Bouzid e di altre regioni all'occupazione, alla dignità». A Jbeniana la polizia ha disperso una manifestazione di liceali. Le forze di sicurezza sono intervenute anche a Tala. Il presidente Ben Ali la scorsa settimana ha effettuato un rimpasto di governo e rimosso il governatore di Sidi Bouzid. L'esempio di Bouaziz, in una Tunisia attanagliata dalla corruzione di governo e dall'altissimo tasso di disoccupazione giovanile, ha trovato emulatori. A Chebba un muratore di 52 anni, padre di due laureati disoccupati, si è impiccato. L'uomo era malato e aveva disperato bisogno di aiuti per curarsi e dar da mangiare alla famiglia. Un giovane si è suicidato nella città mineraria di Metlaoui, dove già erano scoppiati disordini nel 2008, mentre sono molte le notizie di tentativi di togliersi la vita. A Parigi duecento persone si sono riunite nel quadro di una giornata internazionale di solidarietà con la rivolta sociale in Tunisia, altre hanno protestato in Canada davanti al consolato tunisino a Montreal.

Redazione online
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nikolaus88

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Re:rivolta popolare algeria e tunisia
« Risposta #2 il: 08 Gennaio 2011, 14:18:41 pm »

Algeri, 8 gen. (TMNews) - Due persone sono morte e 300 poliziotti sono rimasti feriti nei quattro giorni di scontri scoppiati in Algeria contro il carovita: lo ha annunciato il ministro dell'Interno, Dahou Ould Kablia.

Una delle vittime è stata uccisa da un proiettile a Ain Lahdjel, nella regione di M'sila, 300 chilometri a sud est di Algeri, ha dichiarato il ministro alla radio, confermando una notizia pubblicata dal quotidiano El Khabar. "E' morta mentre tentava di fare irruzione in un commissariato di polizia", ha precisato Ould Kablia.

La seconda persona è deceduta a Bou Smail, una cinquantina di chilometri ad ovest di Algeri, ha proseguito il ministro. "E' stata trovata ferita per strada. Secondo i medici è morta per le ferite riportate alla testa ma le cause del decesso non sono state ancora accertate", ha aggiunto il titolare dell'Interno. Un ufficiale medico in precedenza aveva riferito che una delle due vittime era stata colpita in pieno volto da un ordigno lacrimogeno.

A proposito dei feriti, il ministro ha sottolineato che la polizia aveva ricevuto l'ordine di contenere le manifestazioni nel tentativo di evitare qualsiasi deriva violenta. "Ci sono più di 300 agenti, fra polizia e gendarmeria, che sono stati feriti", ha dichiarato il ministro. Fra i manifestanti si contano invece almeno un centinaio di feriti, ha concluso.
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Dragone cinese

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Re:rivolta popolare algeria e tunisia
« Risposta #3 il: 08 Gennaio 2011, 14:51:30 pm »

la situazione degenera ogni minuto che passa
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TOSH

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Re:rivolta popolare algeria e tunisia
« Risposta #4 il: 08 Gennaio 2011, 14:55:42 pm »

Creata a tavolino, come le RIOT POPOLARI del '700 in Inghilterra....grazie NWO.
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Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada.
(Gesù Cristo - Vangelo secondo Matteo - 26, 52)

Il Dan

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Re:rivolta popolare algeria e tunisia
« Risposta #5 il: 08 Gennaio 2011, 17:31:12 pm »

ALGERIA: DUE I MANIFESTANTI UCCISI, FERITI 400 AGENTI

(AGI/AFP) - Algeri, 8 gen. - Sono due i manifestanti uccisi e altri 20 quelli feriti nella rivolta del pane scoppiata in Algeria contro i rincari dei generi alimentari. Al diciottenne morto venerdi per gli spari dei poliziotti a Ain Lahdjel, nella regione sud-orientale di M'Sila, si e' aggiunto un 32enne centrato dalla bomboletta di un gas lacrimogeno a Bou Smail, 50 chilometri a ovest di Algeri.
Dall'inizio della rivolta, martedi' scorso, sono stati feriti 400 poliziotti, ha riferito il ministro dell'Interno, Dahou Ould Kablia, che ha negato il carattere politico delle proteste in quanto "non hanno il sostegno del popolo".
In Algeria la rivolta contro gli aumenti dei prezzi e la disoccupazione va avanti da martedi'. Venerdi', malgrado gli appelli alla calma lanciati dagli imam durante la preghiera nelle moschee, ci sono stati scontri nel centro di Algeri dove centinaia di giovani hanno lanciato pietre e bottiglie contro i poliziotti. Le violenze si sono estese ad altre citta' del Paese. A Annaba, 600 chilometri a ovest di Algeri, ci sono stati 17 feriti fra cui tre poliziotti dopo che i manifestanti hanno lanciato pietre. Un ufficio governativo, le filiali di alcune banche e alcuni uffici postali sono stati devastati e saccheggiati. Intanto il governo sta considerando misure per ridurre il rincaro dei prezzi. Il ministro del Commercio Mustapha Benbada ha annunciato che il governo prendera' al piu' presto provvedimenti per alleviare la presione sulla popolazione. "Dall'inizio della prossima settimana la situazione migliorera'", ha assicurato parlando alla radio di stato.
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Re:rivolta popolare algeria e tunisia
« Risposta #6 il: 09 Gennaio 2011, 14:46:57 pm »

Tunisi, 9 gen. - (Adnkronos) - Resta alta la tensione in Tunisia per le proteste contro il carovita. A Thala nella notte, secondo fonti del governo, sono morte due persone, altre 8 sono rimaste ferite.

Tunisi - (Adnkronos/Ign) - Continuano le proteste per il carovita: vittime a Thala ma il bilancio è incerto. Secondo indiscrezioni stampa, il governo avrebbe deciso di dispiegare l'esercito per fermare gli scontri
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Dragone cinese

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Re:rivolta popolare algeria e tunisia
« Risposta #7 il: 09 Gennaio 2011, 14:50:15 pm »

stanotte i laziali hanno fatto le prove per il gennaio che verrà a roma
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Re:rivolta popolare algeria e tunisia
« Risposta #8 il: 09 Gennaio 2011, 14:52:01 pm »

Violenti scontri in Tunisia
"Uccisi venti manifestanti"
Audio "In molti si danno fuoco"
Riesplode la protesta per il pane. A Tula la polizia spara sulla folla. Disordini e vittime anche a Kasserine. L'opposizione parla di decine di morti. Disordini anche in Algeria

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Re:rivolta popolare algeria e tunisia
« Risposta #9 il: 09 Gennaio 2011, 14:52:37 pm »

LO SCENARIO
L'aumento dei prezzi e la spirale speculativa
Il rischio di rivolte alimentari generalizzate
Raggiunto il picco nei mercati alimentari dovuto alla ripresa che inizia ad affermarsi con la conseguente pressioni sulla produzione del cibo, soprattutto carne e zucchero e dunque dell'aumento dei prezzi. Il deficit strutturale del mercato globale e i rapidi arricchimenti dovuti alle speculazioni finanziarie
di GIULIO DI BLASI
ROMA - Come previsto da diverse autorevoli "Cassandre" negli scorsi mesi, il mondo sembra essere sull'orlo di una nuova crisi alimentare globale di proporzioni simili a quella che nel 2008 aveva causato rivolte in oltre 23 paesi nel mondo. Se infatti la crisi economica mondiale aveva avuto una ricaduta positiva sui prezzi dei generi alimentari, determinandone un calo generalizzato, ora che la ripresa inizia ad affermarsi nei paesi a medio-alto tasso di sviluppo, le pressioni strutturali sulla produzione alimentare tornano farsi sentire. Questa settimana infatti è stato raggiunto il picco storico dell'indice FAO che dal 1990 monitora il prezzo degli alimenti di base nel mondo.

Gli scontri in Tunisia e Algeria. Per ora gli effetti dell'incremento dei prezzi sull'instabilità politica sembrano essere ancora relativamente contenuti e limitati alla sola Algeria e Tunisia, dove ci sono tati e continuano manifestanti, nel corso delle quali alcuni hanno perso la vita negli scontri di piazza. A subire i maggiori rincari sono stati infatti la carne e lo zucchero, due beni che, diversamente dal riso e dai cereali, non costituiscono la fonte di alimentazione primaria nei paesi del sud del mondo. A questo si è aggiunto un buon raccolto in diversi paesi africani, che ha consentito di rendere disponibili prodotti alimentari ai mercati locali. Inoltre il prezzo del petrolio, fattore chiave nell'incrementare i prezzi della vendita al dettaglio degli alimenti, è per ora relativamente basso attestandosi attorno ai 95$ al barile, contro gli oltre 130$ dell'ultima crisi.

Il rischio della spirale speculativa. Ma soprattutto, diversamente da quanto avvenuto nel 2008, per il momento le spinte protezionistiche dei paesi produttori sono ancora piuttosto limitate - solo la Russia ha infatti limitato le proprie esportazioni di grano e cereali - garantendo il funzionamento dei meccanismi di riequilibrio legati al mercato internazionale. Tuttavia, diversamente da quanto avvenuto in occasione dell'ultima impennata dei prezzi, è indispensabile che i governi dei maggiori paesi produttori, come l'India e l'Indonesia, non si facciano coinvolgere dal senso di panico diffuso che nel 2008 aveva portato alla chiusura delle frontiere, e facilitato l'avvio della spirale speculativa sui mercati finanziari internazionali.

Il deficit strutturale del mercato alimentare. In ogni caso, andando oltre la situazione contingente, risulta chiaro che vi sono dei deficit strutturali nel mercato alimentare globale dovuti in particolare al rapido arricchimento di ampie fasce di popolazione nel sud est asiatico, e alla volatilità del prezzo del petrolio. Di conseguenza, per evitare di trovarsi continuamente sull'orlo del precipizio di una rivolta alimentare globale, è indispensabile rivedere i sistemi di produzione e distribuzione degli alimenti, frenando al contempo gli eccessi dei mercati finanziari.

 
(09 gennaio 2011)
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steila

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Re:rivolta popolare algeria e tunisia
« Risposta #10 il: 09 Gennaio 2011, 14:53:31 pm »

http://www.care2.com/causes/real-food/blog/food-costs-more-than-it-ever-has-and-its-going-higher/
traduzione Google:
Il Nations Food 'e la FAO hanno rilasciato ieri la brutta notizia che i prezzi alimentari sono al più alto livello mai raggiunto fino ad ora, e continueranno ad aumentare.

Le Nazioni Unite hanno rilasciato un indice annuale che calcola i prezzi sulla base dei mercati attuali di 55 prodotti in tutto il mondo, tra cui il riso, latte, grano, zucchero e formaggio.
Questo indice ha raggiunto un massimo storico di 214,7 nel mese di dicembre del 2010, superando il precedente massimo di 213,5 fissato nel giugno del 2008, quando una crisi alimentare globale ha scatenato rivolte in paesi come la Somalia e Haiti - in cui il popolo si rivolse a mangiare fango per il proprio sostentamento .

Diversi fattori hanno portato ai recenti picchi di prezzo, tra cui la carenza di cereali in Canada, Russia ed Ucraina; colture di soia a causa della siccità in Argentina, e le inondazioni che interessano le colture di grano in Australia. I prezzi del mais sono aumentati, in parte a causa della crescente diversificazione delle colture di mais per i biocarburanti, piuttosto che alimentare.
I prezzi potrebbero continuare a salire, in particolare dopo le recenti inondazioni in Australia e il suo effetto incombente sui prezzi dello zucchero - già a livelli record.

Gli aumenti si differenziano nei nostri portafogli in vari modi. Il costo dei generi alimentari al supermercato è in aumento, si sta pagando di più per la stessa quantità o si paga lo stesso importo per meno (come nel caso di molti prodotti di cioccolato ).
Questa naturalmente, è solo una preoccupazione marginale per chi si può permettere di comprare la cioccolata in primo luogo!
Quelli più colpiti dagli aumenti dei prezzi non sono quelli che scelgono fra Dairy Milk e Crunchie, è quelli che stanno lottando per pochi centesimi al giorno, per i quali anche gli alimenti basilari sono fuori portata.
Come risultato, ci sono crescenti timori di disordini sociali come il più fondamentale dei diritti umani, il diritto di non soffrire la fame, è negato ai più e più in tutto il mondo."

Siamo alla frutta, anzi tra un pò non sarà più disponibile neppure quella!
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Dragone cinese

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Re:rivolta popolare algeria e tunisia
« Risposta #11 il: 09 Gennaio 2011, 14:55:01 pm »

alle armi.
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nikolaus88

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Re:rivolta popolare algeria e tunisia (guardare l'ultimo video)
« Risposta #13 il: 09 Gennaio 2011, 15:10:53 pm »

(ANSA) - ROMA, 9 GEN - Sono almeno venti le persone uccise a colpi d'arma da fuoco tra ieri e oggi in scontri con la polizia avvenuti in due localita' della Tunisia centro-occidentale, Thala e Kasserine. Lo ha detto alla Afp, Ahmed Nejib Chebbi, un dirigente dell'opposizione.
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Re:rivolta popolare algeria e tunisia (guardare l'ultimo video)
« Risposta #14 il: 10 Gennaio 2011, 13:53:25 pm »

50 morti.
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