...Allucinante....sembra veramente un film!!!!...Leggete:
Scialuppe cadevano sulla gente. «Eravamo a cena ieri sera quando ha cominciato a tremare tutto, la luce è andata via e la gente ha cominciato a gridare aiuto. Un'ora dopo è suonata la sirena ed è stato dato l'ordine di evacuazione. Siamo andati alle scialuppe, ma non tutte andavano in acqua, alcune sono cadute sui ponti e c'è chi è rimasto ferito o contuso». Questa la testimonianza di due turiste che erano a bordo della nave Costa Concordia naufragata all'isola del Giglio. Ilaria, 23 anni di Roma, e Safa 22 anni di Perugia, erano in crociera per seguire un corso di formazione. «Dopo che ha tremato tutto - continua il loro racconto - la nave ha cominciato a piegarsi su un lato. Nella sala ristorante sono caduti oggetti, bicchieri, vassoi e piatti. Ci siamo anche feriti ma la cosa più drammatica è sentire la voce delle persone, in particolare delle mamme, chiamare i propri familiari, soprattutto i bambini. Era buio e non sapevamo cosa fare. La gente cadeva in terra mano a mano che la nave si inclinava. Sentivamo la voce del comandante ma abbiamo pensato a correre verso un'uscita». Come gli altri passeggeri anche Ilaria e Safa sono corse alle scialuppe di salvataggio: «Ma per l'inclinazione della nave alcune scialuppe non sono state calate in acqua - hanno raccontato le due superstiti - sono finite sui ponti sottostanti e crediamo che in parecchi si siano fatti male o siano rimasti contusi. C'era anche chi si buttava in acqua». Anche le due ragazze sono state medicate al «punto medico avanzato» allestito dalla Protezione Civile sulla banchina del porto dell'isola del Giglio subito dopo il primo soccorso per alcuni piccoli tagli e per le contusioni ricevute nell'emergenza.
Ci dicevano "andate in cabina". «Mentre la nave affondava ci siamo sentiti anche dire da qualcuno dell'equipaggio di rientrare in cabina. Meno male invece che siamo scappati all'aperto e siamo andati alle scialuppe». Così alcuni passeggeri raccontano il momento drammatico dell'emergenza a bordo della Costa Concordia mentre si stava inclinando su un fianco dopo essersi incagliata vicino all'Isola del Giglio. «Sentivamo i richiami dei fischietti dei marinai senza capire di cosa si trattasse, e intanto era buio e capivamo che la situazione si faceva sempre più grave» raccontano i passeggeri. Continuano intanto a Porto Santo Stefano gli sbarchi dai traghetti che fanno la spola con l'Isola del Giglio per riportare a terra i superstiti. Il dispositivo della Protezione civile continua la preziosa opera di assistenza e di registrazione dei naufraghi per avere una lista che da confrontare con quella di bordo. Nella palestra delle scuole medie di Porto Santo Stefano è in funzione un centro di smistamento dove passeggeri e membri dell'equipaggio - questi ultimi circa 1.300 persone - vengono poi avviati ai pullman che li stanno portando in varie località tra cui Savona, Marsiglia, Fiumicino, Civitavecchia, Roma, Livorno.
Un'ora e mezza per abbandonare nave. «Prima di abbandonare la nave abbiamo aspettato un'ora e mezza. L'equipaggio ci ha detto che il comandante sapeva che eravamo in pericolo ma non ha fatto subito quello che doveva fare». È la denuncia di un gruppo di passeggeri che erano a bordo della Costa Concordia e che sono sbarcati all'Isola del Giglio. «Il personale è stato eccezionale, ci sono stati vicini - aggiungono Silvana Caddeo e il marito Ignazio Deidda - ma l'organizzazione era zero». I sopravvissuti hanno invece voluto ringraziare la popolazione dell'Isola del Giglio. «Si sono spesi in ogni modo per noi, ci hanno dato tutto quello che avevano».
Pensavamo di morire. «È stato un incubo, sembrava di essere sul Titanic, abbiamo veramente creduto di morire». Così alcuni naufraghi della nave della Costa Crociere racconta l'incidente avvenuto ieri all'Isola del Giglio. «Abbiamo sentito un botto enormesono cadute bottiglie e bicchieri e c'erano urla in tutta la nave». Silvana Caddeo, Ignazio Deidda e Mirella Corda erano partiti mercoledì da Cagliari. Ieri sera stavano cenando nel salone principale della nave quando, alle 21,40, hanno sentito un colpo fortissimo. «Subito dopo l'impatto dagli altoparlanti ci hanno detto che era un guasto elettrico per tranquillizzarci - raccontano - ma la gente urlava, i bambini piangevano e sono andate via tutte le luci. È stato un incubo». I passeggeri raccontano che si è capito immediatamente che la situazione era grave tanto che la nave si è immediatamente inclinata da un lato e, dopo circa mezz'ora, dall'altro. Secondo i passeggeri alcune persone si sarebbero anche buttate in mare. «Abbiamo visto due ragazzi che si sono buttati in acqua - dice Silvana Caddeo - non so se li hanno ripescati. E anche alcune scialuppe l'equipaggio non è riuscito a calarle in mare perchè la nave era troppo inclinata».