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Il Mit progetta le celle solari «perfette»-Al Massachusetts Institute of Technology (Mit) hanno scoperto un sistema per realizzare celle solari che consentono di convertire la quasi totalità della energia solare “catturata” in elettricità. Questo sistema potrebbe portare, da qui a cinque anni, a poter realizzare celle in grado di convertire l’energia del Sole (la luce, ma anche il calore) con una efficienza ottimale, molto superiore a quella ottenibile attualmente. http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2014-10-03/il-mit-progetta-celle-solari-perfette-160608.shtml?uuid=ABAfjizB

Autore Topic: L'ufficiale che rifiutò di inquinare il mare.  (Letto 227 volte)

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E.B.E.

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L'ufficiale che rifiutò di inquinare il mare.
« il: 12 Febbraio 2014, 18:05:48 pm »

L'ufficiale che rifiutò di inquinare il mare


Fonte: Il Tirreno. Abbiamo deciso di rilanciare l'articolo comparso sul quotidiano toscano Il Tirreno perchè racconta una storia che dice molto di questa Italia con cui oggi ci ritroviamo a fare i conti. E la riportiamo anche per dare conto dell'esistenza di persone come David Grassi, che speriamo possano essere tantissime e trovare il coraggio di farsi sentire.
David Grassi
LIVORNO. Invece di abbassare la testa e obbedire rispondendo: «Signorsì, signore», ha guardato il superiore negli occhi e ha risposto: «No, signor capitano, questo non lo possiamo fare. E se lo dovesse fare lei, sappia che ho già fatto delle foto e alcuni filmati che invierò a chi di dovere, anche alla stampa se necessario, per denunciare quello che è successo a bordo».

L'ordine che l'ufficiale David Grassi, insieme ad altri due colleghi, si è rifiutato di eseguire e che ha cambiato la sua vita per sempre, era quello di sversare in mare migliaia di litri di liquidi oleosi, provenienti dal motore, che si erano accumulati nella sentina; in barba alla tutela dell'ambiente, al rischio inquinamento e al regolamento internazionale che prevede, anche per le navi militari, di svuotare le sostanze inquinanti nel porto più vicino e con l'intervento di una ditta specializzata.

Era il 23 febbraio 2002 e l'allora tenente di vascello nato a Oristano ma residente da 4 anni a Livorno, aveva appena compiuto 30 anni, era imbarcato sulla nave da guerra "Maestrale" impegnata nella missione Eduring Freedom nel corno d'Africa. E soprattutto pensava che le battaglie più importanti le avrebbe combattute in mare, non certo nelle aule di un tribunale, tantomeno per riavere indietro la propria dignità dopo essere stato condannato - per quel «No» - a 15 giorni di arresto e a una macchia che ne ha pregiudicato la carriera fino al congedo, avvenuto due anni fa.

Invece la guerra civile dell'ufficiale ambientalista è durata 12 anni, un quarto della sua esistenza, e si è conclusa con una (parziale) vittoria: il Tar di Genova, tribunale al quale si era rivolto per far sentire valere le proprie ragioni, giovedì scorso ha cancellato quella sanzione disciplinare ma non gli ha riconosciuto il risarcimento danni che aveva chiesto tramite il avvocato.

David Grassi1«In questo lasso di tempo - racconta Grassi che adesso lavora come ingegnere civile e nel tempo libero allena i ragazzi di atletica e basket della Libertas Livorno - ho perso molte cose, sia a livello personale, familiare e professionale. Ma tornando indietro rifarei quello che ho fatto, forse non proprio tutto. Ma certamente non ubbidirei a quell'ordine. Perché? Perché è in certe situazioni che vieni fuori chi sei davvero, da dove vieni, e i valori che ti hanno insegnato i tuoi genitori. E in quel momento non potevo far altro che comportarmi in quel modo senza abbassarmi alle prepotenze ma reagendo con coscienza. Eppure, dico anche che l'affetto e l'attaccamento nei confronti della Marina Militare non sono mai cambiati. Nonostante tutto continuo a credere che le persone nelle quali mi sono imbattuto siano una minoranza e che quel tipo di mentalità sia in via di estinzione».

Fonte articolo: http://www.ilcambiamento.it/inquinamenti/inquinareilmare.html)


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LEONIDA

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Re:L'ufficiale che rifiutò di inquinare il mare.
« Risposta #1 il: 12 Febbraio 2014, 18:27:17 pm »

chissa   come  mai  queste  persone  non  vengono  mai  alla  cronaca una  volta  tanto  i  giornalisti  d  assalto  e  le  tv facessero  il  loro  lavoro e  dessero  piu  importanza a  queste persone  ma  forse hanno  troppe  pressioni  dall  alto. E  gente  come  questo  ragazzo che forse  l  italia ha  un  futuro ma  si  sa in  ambito militare   conta  di  piu il  cameratismo che gli  ideali spero che  molte  persone  riflettano e  agiscono  di  conseguenza in situazioni  simili .
« Ultima modifica: 12 Febbraio 2014, 18:34:36 pm da LEONIDA »
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http://www.youtube.com/watch?v=b79BEcGfUG4&feature=related

https://www.youtube.com/watch?v=QnwaynkiWP8

http://www.youtube.com/watch?v=aqLWMeoqdAU

http://www.youtube.com/watch?v=fHRm8kYpGGU

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=rd6NwobB7Iw#at=54

"per  farsi  dei  nemici  non  e  necessario dichiarare guerra basta dire  quello  che  si  pensa "

martin luter king

 la   fiducia  non si  acquista  per  mezzo  della  forza. Neppure  si  ottieni con  le  sole  dichiarazioni.
La fiducia bisogna meritarla  con  gesti e  fatti  concreti .

giovanni  paolo II

Zoè Spirit

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Re:L'ufficiale che rifiutò di inquinare il mare.
« Risposta #2 il: 12 Febbraio 2014, 22:10:58 pm »

Mi meraviglio che questo..."angelo"...abbia ottenuto seppur parzialmente giustizia  :vinto:
Sarò rapido e doloroso....ma il giudice del tar lo sà quello che rischia??  :paura:
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GeoMath

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Re:L'ufficiale che rifiutò di inquinare il mare.
« Risposta #3 il: 12 Febbraio 2014, 22:32:44 pm »

Mi meraviglio che questo..."angelo"...abbia ottenuto seppur parzialmente giustizia  :vinto:
Sarò rapido e doloroso....ma il giudice del tar lo sà quello che rischia??  :paura:


... qualcuno si rifiuterà?

http://www.ilmondo.it/esteri/2014-02-08/distruzione-agenti-chimici-siriani-mare-ong-un-crimine_407143.shtml

IL MONDO  /  esteri  / 08 Febbraio 2014
Distruzione agenti chimici siriani in mare, ong: "un crimine"
Ong greca: evitare pericolo distruzione ecosistema Mediterraneo

Atene, 8 feb. L'ong "Archipelagos" ha definito oggi "un crimine ecologico" la prevista distruzione in mare degli
agenti chimici utilizzati per l'arsenale siriano: un'accusa che giunge malgrado le ampie rassicurazioni fornite dalle autorità internazionali sul fatto che nessun residuo dell'intera operazione sarà sversato in mare.

In un comunicato dal titolo "Crimine ecologico nel Mediterraneo a causa di una decisione delle Nazioni Unite", l'Istituto di conservazione marina Archipelagos chiede "un'immediata risposta delle autorità greche ed europee" nella misura in cui due carichi di agenti chimici "sono già in viaggio": "il pericolo di una nuova distruzione dell'ecosistema sensibile del Mediterraneo deve essere evitato", si aggiunge nella nota.

In realtà, il cargo che deve trasportare a Gioia Tauro gli agenti chimici caricati a Latakia e da trasbordare sulla nave militare Cape Ray non è ancora partito in direzione della costa calabrese a causa dei forti ritardi dell'intera operazione.

(con fonte afp)