Nucleare
Iran:Clinton,intesa
e'diversivo
Da Brasile e Turchia sforzi sinceri
18 maggio, 22:39
(ANSA) - NEW YORK, 18 MAG - Hillary Clinton ha
detto che l'accordo dell'Iran con Brasile e Turchia
sull'uranio e' stato una manovra diversiva da
parte di Teheran. Secondo il segretario di Stato
Usa, l'Iran ha cosi' cercato di allontanare la
pressione internazionale. Nel contempo Clinton ha
riconosciuto gli 'sforzi sinceri' di Turchia e Brasile
nella mediazione sul nucleare iraniano
annunciando l'accordo del Gruppo 5+1 sulle
sanzioni all'Iran.
Nucleare, espandere
l'embargo delle armi e
ispezionare i cargo
iraniani
E' quanto prevede la bozza di risoluzione
sulle sanzioni all'Iran
18 maggio, 23:36
( Fonte :
www.ansa.it )
(di Alessandra Baldini)
NEW YORK - Il Gruppo 5+1 ha dato luce verde a
una ''forte'' bozza di risoluzione sulle sanzioni
all'Iran che prende di mira, tra l'altro, le istituzioni
finanziarie iraniane comprese quelle che
sostengono il potente corpo dei Guardiani della
Rivoluzione
''Russia e Cina sono a bordo'', ha detto il
segretario di Stato Hillary Clinton con un annuncio
a sorpresa in Commissione Esteri del Senato
poche ore prima che il testo con le nuove misure
venisse fatto circolare in Consiglio di Sicurezza. La
nuova intesa, un colpo di scena all'indomani
dell'intesa firmata ieri da Teheran con Brasile e
Turchia sul trasferimento di uranio in cambio di
combustibile nucleare a fini medici, rappresenta
''la risposta piu' convincente che potevamo dare
agli sforzi intrapresi negli ultimi giorni a Teheran'',
ha detto la Clinton. La bozza di risoluzione estende
l'embargo delle armi a otto tipi di armi pesanti tra
cui i carri armati, impedisce a Teheran
investimenti all'estero in settori ''sensibili'' e
istituisce un regime di ispezioni dei cargo sospetti
nei porti e in mare aperto. La Clinton, parlando in
Congresso, ha riconosciuto gli ''sforzi sinceri'' di
Brasile e Turchia, e tuttavia ha anche evocato i
''molti interrogativi irrisolti'' che l'intesa sull'uranio
ha posto alla comunita' internazionale: ''Non
riteniamo che sia stato per caso che l'Iran abbia
accettato mentre ci preparavamo ad andare
avanti a New York''. La bozza di risoluzione e'
stata messa a punto da Stati Uniti, Gran Bretagna,
Francia, Russia, Francia e Cina piu' la Germania.
Mosca e Pechino, che finora avevano offerto
resistenze allo sforzo guidato dagli Stati Uniti di
imporre nuove sanzioni all'Iran, hanno tolto le
loro riserve, ha detto la Clinton. L'intesa del Cinque
piu' Uno non significa pero' un iter facile della
bozza in Consiglio. Fonti del Palazzo di Vetro
hanno escluso un voto prima della fine di
maggio, mese in cui il Libano ha la presidenza di
turno del Consiglio. Turchia e Brasile, entrambi
membri non permanenti, hanno chiesto di
contare di piu' nel negoziato e hanno frenato sulle
sanzioni: l'ambasciatrice brasiliana all'Onu, Maria
Luiza Ribeiro Viotti, si e' rifiutata di discutere la
bozza finche' resta sul tavolo l'intesa Teheran-
Brasilia-Ankara sullo scambio di combustibile
nucleare annunciata appena ieri, mentre il
presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha
respinto lo sforzo guidato dagli Usa verso un
nuovo round di sanzioni: ''Questo e' il momento
in cui discutere se crediamo nella superiorita' della
legge o nella legge dei superiori. Se hanno ancora
armi nucleari, come hanno la credibilita' per
chiedere ad altri di non averle?''. Immediata la
risposta della Clinton che aveva annunciato l'intesa
all'inizio di una audizione in Senato sul nuovo
trattato Start con la Russia, accordo che, secondo
fonti americane, ha aperto la strada a concessioni
di Mosca sul fronte delle sanzioni. ''Questo trattato
ci da' la credibilita' per andare all'Onu a trattare
con paesi preoccupati per la proliferazione
nucleare rappresentata dall'Iran'', ha detto la
Clinton mentre il portavoce della Casa Bianca Bill
Burton, in volo verso l'Ohio con il presidente
Barack Obama, ha detto che Washington
continuera a far pressione sul'Iran ''in tutti i modi
possibili''. Se il Consiglio dara' luce verde alla
risoluzione sara' la quarta volta che la comunita'
internazionale prova a usare misure di pressione
per convincere Teheran a fermare l'arricchimento
dell'uranio, aprire i suoi impianti a ispezioni
internazionali e permettere interviste dei suoi
scienziati atomici con gli esperti dell'Aiea. I tre
sforzi precedenti sono stati un buco nell'acqua.