Ciao a tutti vi riporto le ultime notizie della tragedia giapponese
che i nostri bravi Tg italiani non ricordano nemmeno piu'.
23 febbraio 2012 12:57
Fukushim La Tepco coprora' con cemento i fondaliFukushima, la TEPCO coprirà con tonnellate di cemento i fondali nei pressi della centrale nucleare di Daiichi. Lo scopo è di evitare la propagazione dei residui radioattivi sedimentati dopo l’incidente causato dallo tsunami del 2011. Le attività per la realizzazione della pavimentazione del mare sono cominciate nella giornata di ieri e andranno avanti per circa tre o quattro mesi.
La TEPCO cementificherà 70.000 metri quadrati di fondale di fronte alla centrale di Fukushima Daiichi, dove si sono registrati i picchi di radioattività durante le ultime registrazioni. Il timore è che i sedimenti depositati sul fondale possano “migrare” per via delle correnti marine e contaminare ulteriori aree.
Lo svolgimento delle operazioni sarà il seguente: tramite un tubo collegato ad una chiatta verrà pompato il cemento verso il fondale marino per la “messa in sicurezza”. Intorno all’area è stato prevista una protezione in previsione del fatto che durante la cementificazione alcuni dei sedimenti a rischio possano sollevarsi.
Da quell’11 marzo, giorno in cui la centrale di Fukushima venne gravemente danneggiata dal terremoto e dal conseguente tsunami, i problemi legati alla messa in sicurezza dell’area sono stati numerosi e spesso sottostimati. Resta da sperare che l’iniziativa presa ora dall’azienda nucleare abbia saputo tenere conto anche del rischio di una possibile ripetizione di tali eventi, viste anche le poco incoraggianti previsioni su un nuovo sisma in Giappone nei prossimi anni.
Fonte:
http://www.rnv.gov.ve/noticias/index.php?act=ST&f=3&t=177439Fukushima Daiichi: contaminati 4766 lavoratori della centrale nucleareun articolo uscito nello scorso maggio dopo che un giovane parlamentare Mito Kakizawa scopre da fonte ufficiale, ossia da Terasaka Nobuaki, direttore dell’Agenzia per la sicurezza nucleare che a essere contaminati sono 4766 lavoratori che sono entrati nella centrale nucleare di Fukushima Daiichi a vario titolo. Per l’esattezza in totale sono 4956 considerati anche lavoratori che sono stati contaminati in altre centrali nucleari. Il governo giapponese, l’Aiea e la Tepco purtroppo hanno avuto la gran fretta di voler archiviare il tutto sotto la voce caso chiuso. Ma l’esperienza che abbiamo di incidenti nucleari, sempre molto diversi tra loro, ci ha insegnato che sarà il tempo a dirci se le contaminazioni si sono verificate e in quale misura. E dunque più tempo passa più si schiariscono scenari e contorni dell’incidente che sembra non essersi definitivamente chiuso da quando il reattore Nr.2 ha ripreso a surriscaldarsi. I numeri,dicevo, si riferiscono a maggio, ma a oggi non sono stati resti noti i nuovi dati, il che ci fa solo supporre che essendo stato dichiarato chiuso l’incidente nel dicembre 2011 non possano essere che aumentati. Vediamo perché.
Leggo sul blog AlienSx:
La contaminazione della popolazione è considerata un tabù. La storia è emersa grazie alle pubblicazioni del Mainichi Daily News e Yomiuri Shimbun e alla passione del parlamentare Mito Kakizawa che ha chiesto a Terasaka Nobuaki direttore dell’Agenzia per la sicurezza nucleare quanti fossero i lavoratori che ai primi controlli medici nella Prefettura di Fukushima siano stati dichiarati positivi a una contaminazione da particelle radioattive. La risposta di Nobuaki non lascia presagire nulla di buono, infatti dice: «Su un totale di 4956 casi di lavoratori che hanno subito una contaminazione interna all’interno del parco delle centrali nucleari del Paese, 4766 sono lavoratori della centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Queste cifre sono emerse dai controlli medici realizzati dalla Prefettura dopo la crisi nucleare.».
Lo Yomiuri Shimbun dettaglia la risposta di Nobuaki:
Solo il 10% dei lavoratori sono stati testati per l’esposizione alle radiazioni interne provocate per inalazione o ingestione di sostanze radioattive, ciò poiché vi è stata scarsa disponibilità delle apparecchiature di controllo. Un numero sempre crescente di persone che lavorano per superare la crisi a Fukushima Daiichi sono sempre più allarmate per l’assenza dei test interni. Molti di questi professionisti del nucleare pensano di essere stati contaminati da particelle radioattive non per inalazione, sono obbligatorie la maschere con filtro, ma attraverso il cibo o bevande consumate all’interno. Sono perciò preoccupati per il loro futuro e per il fatto che le radiazioni interne siano state portate come dose legale d’esposizione da 100 a 250 mSv esclusivamente per i lavoratori di Fukushima.
Il blog di Aliensx spiega così la gravità della contaminazione dei lavoratori:
Nobuaki ha fornito maggiori informazioni: ha constatato che 1193 lavoratori avevano dei livelli di contaminazione radioattiva interna superiore a 10.000 cpm, ossia 100 μS/h ≈ 100×24×364 = 873 mSv/anno! Se il valore della contaminazione interna è superiore a 6000 cpm una decontaminazione è considerata “vitale”. Senza rispetto per questi valori nel caso della mega catastrofe nucleare di Fukushima, il Governo giapponese, su «consiglio degli esperti » dell’IAEA ha rimesso lo scorso 21 marzo la soglia d’irradiazione da 6000 cpm a 100.000 cpm. Questa decisione di circostanza è un fallimento della realtà e uno scandalo sanitario che avrà conseguenze per l’avvenire della popolazione, malati, bambini, anziani.
Dunque, le autorità, come accade in tutto il mondo quando non hanno risposte, vanno a ritoccare i valori, le cifre, pensando forse che i numeri possano mascherare la realtà. Il che è vero, all’apparenza, perché almeno ufficialmente nessuno saprà mai così quanti contaminati e quanti morti ci sono a causa della catastrofe nucleare ancora in atto a Fukushimna Daiichi. Ma come ci ha insegnato Chernobyl i contaminati e i morti non sono numeri ma distorsioni del DNA che si protrarranno per generazioni causando malformazioni, malattie e cancro.
Fonte:
http://www.ecoblog.it/post/14633/fukushima-daiichi-contaminati-4766-lavoratori-della-centrale-nucleare#continua"Liquidatori-cavie" di Fukushima: scimmie e cinghiali per stabilire il livello di radiazioni nelle no man's land 22 febbraio 2012
Secondo quanto scrive il giornale francese "Le parisien", scimmie cavia equipaggiate di dosimetri e Gps saranno inviaste nelle aree della regione centrale del Giappone contaminate dal fallout radioattivo del disastro nucleare di Fukushina Daiichi, «L'obiettivo: valutare i danni là dove l'uomo non può più andare».
La centrale nucleare che la Tokyo electric power company (Tepco) sta cercando disperatamente di tenere sotto controllo, mentre si accavallano continuamente notizie di strumenti non tarati, fuoriuscite, incidenti piccoli e grandi, è stata costruita in una regione ricca di foreste e secondo o l'agenzia JIJI Press «Dopo aver lottato per dei mesi per stabilizzare i reattori in perdita della centrale di Fukushima, le autorità giapponesi si apprestano ormai ad un cantiere colossale: bonificare le terre contaminate dei dintorni per chilometri. Al fine di realizzare una carta dettagliata delle zone irradiate, l'università di Fukushima ha déciso di equipaggiare di Gps, di dosimetri e di contatori Geiger... delle scimmie e dei cinghiali».
Il vice-presidente dell'università, Takayuki Takahashi nei giorni scorsi ha detto alla JIJI, poi ripresa da Afp, che «Il fatto di utilizzare questi animali selvatici ci permetterà di stabilire una carta precisa dei livelli di radiazioni nel cuore delle foreste che coprono il 71% della prefettura di Fukushima ed a volte sono difficilmente accessibili».
Primati muniti di braccialetti elettronici erano già stati inviati ad ottobre 2011 nelle vicinanze della zone di esclusione, nelle foreste nei dintorni di Minamisoma, ma è stato un fallimento: non è stato possibile recuperare il materiale di misurazione e così non si sono potuti analizzare i dati di questi piccoli ed ignari kamikaze nucleari.
Takahashi, che si occupa di robotica, vuole ripetere l'esperienza a marzo ed è convinto che l'utilizzo di queste "cavie" «Permetterà di completare le misure della radioattività effettuate dall'elicottero e in aereo al di sopra delle zone contaminate, diventate delle no man's land. Inviare dei primati nelle zone irradiate li espone evidentemente ad essere contaminati, ma permetterà di conoscere meglio l'estensione dei danni là dove l'uomo non può più andare». Una missione suicida che ricorda quella (certo più consapevole) dei liquidatori di Cernobyl e di Fukushima, dalla quale gli scienziati giapponesi sperano di conoscere il livello di esposizione della fauna che vive vicino al cadavere radioattivo della centrale nucleare. Ma i ricercatori dell'università di Fukushima sperano soprattutto di riuscire a determinare «Il movimento della radioattività» nelle foreste che temono siano «Altamente contaminate».
Takahashi sottolinea che «La contaminazione delle foreste avrà pesanti conseguenze. A Fukushima le zone forestali sono la fonte principale di legname, acqua, cibo. La contaminazione al cesio delle foreste minaccia quindi di colpire alla fine l'agricolture, la pesca ed anche le aree residenziali situate nelle vicinanze».
L'Ong giapponese Acro, che tiene sotto controllo la radioattività nelle prefetture di Fukushima e Miyagi, dice che «Più di 2.200 campioni sono stati prelevati in un'area di 80 km intorno alla centrale per determinare il livello di contaminazione. Ma queste misure riguardano solo delle zone di pianura o dei settori asfaltati ed accessibili agli uomini». Il presidente di Acro, Acro, David Boilley, sottolinea che «Trattare le foreste è prioritario perché le piogge, facendo scorrere la radioattività , minano ogni volta le zone non abitate nelle vallate. Portati dai venti, scarichi massicci di radionuclidi nell'atmosfera sono durati per 10 giorni all'indomani della catastrofe. E' chiaro che, in alcune aree molto contaminate, la radioattività non si esaurirà per secoli».
Intanto la Tepco ha anche la nuova e gigantesca grana dei fanghi sottomarini altamente radioattivi che sono stati individuati davanti all'edificio del reattore 1 della centrale di Fukushima Daiichi. L'utility ha detto che li ricoprirà con "terra solidificata" e che dovrebbe eseguire questo lavoro nell'area delle prese d'acqua di tutti e 6 i reattori di Fukushima Daiichi, per evitare che il fango si sollevi rispargendo la contaminazione nucleare. I test inizieranno il 25 febbraio ed i lavori veri e propri entro 3 o 4 mesi .
La Tepco ammette che «Nel fango e nella sabbia del fondale marino campionato intorno alle prese d'acqua dei reattori 1, 2, 3 e 4 sono stati trovati fino a 1,6 milioni di becquerel di cesio-137 e cesio-134 radioattivo per chilogrammo» e alti livelli di materiali radioattivi sono stati trovati nei campioni raccolti nel mare davanti alle prese d'acqua dei reattori 5 e 6, gli unici che non risulterebbero danneggiati dal terremoto/tsunami perché all'epoca erano fermi. Secondo quanto dicono gli stessi funzionari della Tepco, i fanghi radioattivi potrebbero uscire dal porto della centrale nucleare a causa delle onde causate dalle navi o dal maltempo.
Fonte:
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=14669