E un po' mi viene la tristezza.
Stavo guardando un po' di siti, oggi, che parlavano di Marte, del fatto che con ogni probabilità era il gemello della Terra. Che probabilmente ospitava la vita.
Ho letto che poteva essere...
E ora è una sfera crivellata di colpi di corpi caduti dal cielo. Migliaia e migliaia di crateri che si accavallano, che hanno appiattito, scavato, distrutto la superficie del pianeta. Hanno scavato buche profonde 10 km, hanno dilaniato l'aspetto esteriore del pianeta.
Guardando quella superficie mi vien da sorridere se penso che qualcuno ci possa trovare resti di antiche civiltà. Se qualcosa lassù c'era, beh, sicuramente è stato cancellato, polverizzato completamente. L'unica cosa che sembra sia rimasta è quella traccia, presunta, flebile, di acqua, congelata, forse.
Già. Forse.
Tutto cancellato.
Chissà se anche Marte ha una storia come la nostra terra fatta di mutazioni, cambiamenti climatici, fatta di capovolgimenti, di mostruosi abitanti e poi di piccoli esseri capaci di mutarla, profodamente.
Chissà se marte ha visto civiltà nascere, costruire, crescere, imparare a distruggersi da sole come fecero le nostre, oppure se ha avuto la fortuna di aver avuto sulla sua crosta solo creature animali, pacifiche, buone.
Ora è una landa perduta. Se penso che su quella superficie butterata, come malata d'acne, l'universo ha scagliato contro la violenza del suo misterioso esistere, se penso che tutto ciò che poteva essere sarebbe stato, comunque, spazzato via. Beh, mi viene un po' di tristezza.
Perchè potrebbe toccare anche noi la stessa cosa?
Chissà se invece la sua storia deve ancora iniziare. Se è ancora un embrione, prima che il sole riesca a scaldarlo un po' di più, facendo scogliere un po' i ghiacci, permettendo all'acqua di evaporare e ripiovere, in un crescendo di armonia cosmica che lentamente, pazientemente, possa dare alla luce la vita.
Guardando quella sua superficie, cercando con il lentino d'ingrandimento qualcosa che possa assomigliare lontanamente alla nostra terra mi sembra di quasi di poter immaginare i boschi, le pianure, i laghi, i mari... e poi imbattermi in Cydonia ed escludere che quelle forme, quei rigonfiamenti, possano essere forme artefatte.
Se qualcosa c'era, lassù, ora è meno che polvere.
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