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Autore Topic: Il Sole e i Suoi Cicli...  (Letto 3546 volte)

Nero74

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Re:Il Sole e i Suoi Cicli...
« Risposta #15 il: 05 Ottobre 2011, 01:48:42 am »

David Archibald tramite l’AP index predisse che il ciclo 24 sarebbe stato il più debole da fine’600 ad oggi!(massimo di 25 SSN) :uhm:


14 febbraio 2009




Fonte: http://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2009/02/archibald_ap_predict.png?w=520&h=322

Abbiamo parlato più volte in questo Blog dell’Ap index e del suo livello mai così basso da quando lo si misura, ossia dal 1840 circa.

Alcuni post fa abbiamo anche parlato sempre di D.Archibald che prevede che suddetto indice toccherà il suo minimo nel corso del 2009 con un valore pari a 3! ( http://daltonsminima.wordpress.com/2009/01/25/lap-index-raggiungera-il-minimo-ad-ottobre-2009poche-macchie-fino-ad-alloraprobabile-record-giorni-spotless-nel-2009/).

Archibald stavolta mette in relazione il valore dell’AP index con l’intensità del ciclo 24, in quanto si crede che ci sia una buona correlazione tra l’andamento del Planetary index appunto e la magnitudo dei cicli seguenti. Come si evince bene dal grafico sopra postato, il massimo del ciclo 24 con un AP-index di 3 è pari a circa 25 SSN, il ciclo venturo quindi sarebbe secondo Archibald davvero molto debole, e per la precisione corrisponderebbe al valore più basso dalla fine del 17° secolo, in pieno Minimo di Maunder!

Fonte: http://daltonsminima.wordpress.com/2009/02/14/david-archibald-tramite-lap-index-prevede-un-ciclo-24-molto-debolemassimo-di-30-ssn/


Luca


« Ultima modifica: 05 Ottobre 2011, 01:54:43 am da Nero74 »
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Nero74

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Re:Il Sole e i Suoi Cicli...
« Risposta #16 il: 05 Ottobre 2011, 01:54:55 am »

Ormai non mi stupisco più, minimo che sembrava in procinto di entrare nella storia, in questi e nei prossimi anni, sono da monitorare le temperature degli oceani e la tendenza del clima, a mio modesto avviso in forte raffreddamento... :uhm:



Se poi come a fine 1800, un po di vulcani eruttassero..... che in effetti lo stiamo già Vedendo! :dizzy:
Nella scorsa PEG(Piccola Era Glaciale), il raffreddamento fu facilitato da due grandi eruzioni vulcaniche che non permisero una corretta irradiazione solare... cap6



Luca
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Nero74

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Re:Il Sole e i Suoi Cicli...
« Risposta #17 il: 05 Ottobre 2011, 02:01:48 am »

Gli oceani rispondono al sole che dorme: raffreddandosi


 Pacifico e Atlantico. Due fette importanti delle nostre vicissitudini climatiche, uniti da una complessiva tendenza al raffreddamento, come testimoniato da vari indici, come La Niña, PDO e ora anche l'AMO.

 In primo piano - 17 Febbraio 2009, ore 12.16
 


 Non accade solo per il Sole, le cui previsioni dell'attività maculare sono state ripetutamente smentite da una fase di stanca che ancora la maggior parte degli scienziati non si sa spiegare.
 Ora sta accadendo anche in casa nostra e precisamente per le SST, ossia le temperature superficiali dei nostri oceani.
 E se per quanto riguarda il Sole, gli abbagli predittivi presi sono assolutamente comprensibili, dato il livello ancora piuttosto pionieristico dei relativi studi, le inesattezze relative alle temperature oceaniche previste stanno suscitando maggior stupore.
 Primo fra tutti: il ciclo dell'ENSO, poderosa oscillazione delle temperature superficali del Pacifico equatoriale che segue la danza complessa delle onde oceaniche note agli addetti ai lavori come onde oceaniche di Rossby e di Kelvin.
 Ebbene, La Niña avrebbe dovuto presto salutarci e il bambinello cattivo del Pacifico avrebbe dovuto entrare in gioco al suo posto.
 Ma così non è stato.
 Perfino le proiezioni che avevano previsto l'interazione tra le temperature dell'oceano Indiano occidentale, leggermente sopra la media, e la imminente fase di Nino non hanno avuto seguito, anzi.
 La Niña ora è prevista accelerare.
 Un'altra botta di acqua fredda in risalita dalle profondità pacifiche orientali, un altro segno che il grande oceano non ha più calore in eccesso da rilasciare in atmosfera.
 Anche i settori settentrionali manifestano la medesima tendenza, con la relativa oscillazione, nota come PDO (Oscillazione Multidecennale del Pacifico) anch'essa in terreno negativo.
 Insomma a quanto pare la piscina tiepida che insiste sui bordi occidentali dell'oceano Indiano sarebbe sostenuta solo ed esclusivamente dagli Alisei prodotti proprio in virtù della Nina stessa.
 Questi venti raschiano il pelo dell'acqua da est verso ovest addossando contro il comparto africano le ultime calure del recente passato e con esse anche le piogge, proprio quelle che determineranno a breve l'inevitabile rispettivo raffreddamento anche di quel settore, con il rilascio del cosiddetto "temoclino", quindi di un nuovo assetto termico anche di questo oceano.
 Ma ora c'è di più.
 Anche l'Atlantico sta rispondendo con un lieve raffreddamento.
 L'onda tiepida che risale il nostro oceano dalle latutudini tropicali con impulsi a frequenza ventennale (rappresentato dall'indice AMO, oscillazione multidecennale delle temperature atlantiche), sta dando segnali di stanchezza.
 Per la prima volta dopo il breve break del luglio 2002, l'indice è passato in segno negativo, anche se in realtà il suo andamento risulta al momento pressochè neutro dunque di per sè scarsamente significativo.
   In verità però, secondo gli studi più accreditati in materia, l'AMO avrebbe imboccato la via del declino con un congruo anticipo rispetto alle aspettative.
 La conseguenza potrebbe ripercuotersi sulle nostre vicende meteorologiche e, giocando di concerto con gli altri indici appena elencati, agevolare una svolta non indifferente nell'ambito della circolazione generale dell'atmosfera, in primis l'abbassamento delle correnti perturbate che viaggano in seno alle correnti occidentali e l'ingresso più franco delle perturbazioni atlantiche sull'Italia.
 Per ora sono solo segnali, ma qualsiasi viaggio nasce sempre da un primo piccolo passo.
 E forse il Sole ci sta mettendo il suo "piccolo-grande" zampino.
 Staremo a vedere.


Fonte: http://meteolive.leonardo.it/meteo-notizia.php?id=26768




Luca
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Re:Il Sole e i Suoi Cicli...
« Risposta #18 il: 05 Ottobre 2011, 22:45:42 pm »

Nasa, che sole!

La stella fotografata a distanza ravvicinata: colori mai visti.
http://www.lettera43.it/foto/27461/nasa-che-sole.htm
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Nero74

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Re:Il Sole e i Suoi Cicli...
« Risposta #19 il: 07 Ottobre 2011, 00:35:54 am »

Intanto per farvi capire quanta incertezza ci sia su questo ciclo 24... :uhm:

Perché dovrebbe aver ragione il signor Archibald e non il
ll Dr.Michio Kaku ??



Il Dr. Michio Kaku avvisa delle possibili problematiche per forti tempeste solari nel 2012...

ll Dr.Michio Kaku avvisa che le previsioni sul prossimo massimo solare sono state imprecise ("per un fattore di 20") e può rivelarsi più potente di quanto si pensasse e molto pericoloso anche per i satelliti e quindi le comunicazioni, consiglia perciò di non sottovalutare la questione e unire gli sforzi per prendere precauzioni.

"I flare solari sono classificati come A, B, C, M o X a seconda della loro luminosità nei raggi X vicino alla Terra, misurata in Watt/m². Ogni classe è dieci volte più potente di quella precedente, con X (la più grande) pari a 1012 W/m². Ogni classe è divisa linearmente da 1 a 9, quindi un flare X2 è quattro volte più potente di un flare M5. L'attività solare si trova normalmente compresa tra le classi A e C. I flare C hanno pochi effetti sulla Terra, mentre i più potenti M e X possono causare danni. A volte i flare superano il valore massimo (X9): il 16 agosto 1999 e il 2 aprile 2001 vennero misurati dei flare X20, ma essi furono superati dal flare del 4 novembre 2003, che fu stimato a X45 ed è il più potente flare mai registrato. La regione di macchie solari 486 era la più turbolenta mai osservata.

11 febbraio 2009 fonte:www.space.com/


solo abreve sapremo chi aveva ragione... :uhm: cap6


Luca
« Ultima modifica: 07 Ottobre 2011, 00:38:23 am da Nero74 »
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Re:Il Sole e i Suoi Cicli...
« Risposta #20 il: 07 Ottobre 2011, 00:53:42 am »

Interviene Archibald sul sito di A.Watts: Finalmente anche la Nasa ammette la possibilità che stiamo andando incontro ad un nuovo minimo di Dalton

31 luglio 2009

David Hathaway della NASA ha modificato le sue previsioni sul ciclo solare 24 verso il basso.  Egli è citato sul New York Times (http://209.85.129.132/translate_c?hl=it&sl=en&tl=it&u=http://www.nytimes.com/2009/07/21/science/space/21sunspot.html%3F_r%3D1&rurl=translate.google.com&usg=ALkJrhgbEmCobUSzNIt_CAa_7rI0gpWMwg) dove nello specifico ha affermato:

 “Tuttavia, qualcosa di molto simile al Minimo di Dalton – due cicli solari nei primi anni del 1800 che hanno avuto un picco massimo  di circa 50 SSN - si trova oggi come oggi nel campo delle possibilità.”

La NASA ha fatto sua la mia previsione (parla il dottor Archibald), che già feci ad inizio 2006, che un nuovo minimo di Dalton possa ripetersi, quindi, per un periodo di tre anni, ho avuto una migliore performance di previsione solare della NASA.



Nel grafico sopra sono raffigurate tutte le previsioni del ciclo 24 dei principali esperti mondiali eseguite nel 2006, compresa quella di Archibald ovviamente.

Passiamo ora ad esaminare un altro successo delle mie previsioni (a parlare è sempre Archibald).

Nel mese di marzo 2008 in occasione della prima conferenza sul clima “Heartland” a New York, avevo previsto che il ciclo solare 24 avrebbe significato che non sarebbe stato un buon momento per essere un agricoltore di grano in Canada. Ed ecco infatti che il raccolto di grano canadese è calato del 20% questo anno a causa di una primavera fredda e dei campi di coltivazione aridi. La Storia la potete vedere  qui.

Gli oceani stanno perdendo calore, provocando un clima canadese freddo e asciutto in modo direttamente proprozionale alla progressione del ciclo solare 24.  Come ha recentemente affermato Mark Steyn, nessun giovane di età inferiore a 29 anni ha esperienza riguardo il riscaldamento globale. Se si verificasse un nuovo Minimo di Dalton, vorrà dire che dovranno aspettare l’età di 54 anni prima di risperimentare una tendenza al riscaldamento.

 Dove siamo diretti ora?

Il flusso solare continua ad oscillare. Noi non possiamo sapere per quanto tempo durerà questo periodo di quiete prima che l’attività solare salirà di nuovo. Quindi, decidere quale sia il mese del minimo, sarebbe come tirare ad indovinare.

Il Dr. Hathaway dice che non siamo in un minimo di Maunder, e io sono d’accordo con lui. Recentemente sono stato contattato da un signore che ha un ottimo modello di previsione dell’ attività solare. Esso ha “indovinato” il 20 ° secolo quasi alla perfezione, così anch’io ho un sacco di fede per quella che è la previsione per il 21 ° secolo, che sarà dato da un paio di cicli molto deboli e poi si ritornerà alla normalità. Ritengo che il suo modello sia un importante passo avanti nella scienza solare.

Per finire, quello che sto esaminando ultimamente, è la possibilità che non vi sia un inversione magnetica dei poli durante il massimo del ciclo 24.

David Archibald

Fonte originale articolo: http://wattsupwiththat.com/2009/07/28/nasa-now-saying-that-a-dalton-minimum-repeat-is-possible/



Luca
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Re:Il Sole e i Suoi Cicli...
« Risposta #21 il: 12 Ottobre 2011, 16:25:00 pm »

 L'attività del Sole è visibilmente e indiscutibilmente aumentata nel corso del XX secolo, anzi, lo è anche nel corso del XIX... a partire dal dissolvimento del minimo di Dalton.... questo dato è ben noto a tutti i climatologi, e i modelli climatici ne tengono pur sempre conto, il problema è che l'incremento dell'Attività Solare può solo spiegare dal 4 al 20% dell'incremento termico globale, con il 16% come valore più attendibile... questo nell'arco di tutto il secolo.... Se si prende invece in esame solo l'ultimo quarto di secolo, il contributo più possibile è assai più vicino al 4%, e certamente meno del 20%.... Ma con molta bonarietà, c'è ancora l'80% da spiegare.

 Adesso, similmente al fatto dove dire che il Sole non influenza il nostro clima è Improponibile, bisogna pure riconoscere che l'Effetto Serra che si possa produrre dalla CO2 in Atmosfera è una realtà pratica, misurabile e ripetibile in esperimenti di laboratorio.... quindi dire che la CO2 non c'entra con il Riscaldamento Globale è quanto meno insensato.
 
 Il problema dibattuto non è ne l'Influenza del Sole, ne l'Effetto Serra, ma le capacità di risposta del Sistema Climatico (un sistema complesso e non chiuso...) alle variazioni di questi due e molti altri parametri....
 Allo stato attuale delle cose è che la CO2 prodotta dalle Attività Umane (e NON quella prodotta dagli effetti del Riscaldamento, quali ad esempio la fusione del Permafrost Siberiano...) è non solo sufficiente a produrre quell'80% in più, ma è di molto Superiore e si devono fare salti mortali per spiegare perchè non siamo già cotti e serviti con contorno di pomodorini... :rolleyes: :p
 Questo, ad esempio, è uno degli argomenti favoriti dei Negazionisti: "visto che già adesso il sistema climatico riesce ad assorbire un terzo della CO2 che produciamo, chi dice che, lasciato a fare il suo lavoro, non sia capace di assorbire anche di più?"... Questo dicono, il problema è che prove Negazioniste ce ne sono ben poche e il mondo del Possibile è pieno di costrutti meravigliosamente assemblati e tragicamente infondati.
 Poi è chiaro che se veramente si va incontro ad un periodo di Attività Solare Ridotta, questo può da solo anche invertire la tendenza alla crescita, nonostante tutti i nostri sforzi di bruciare quanto più combustibile fossile possibile, ma ciò non toglie che continueremo ad immettere CO2.... Prima o poi, il sole ricomincerà a produrre di più, e se non avremo fatto qualcosa per allora, saremo punto e accapo...                 Con qualche secolo extra di produzione di CO2 sulle teste.

 Ogni Evento ha più cause... e quante concause non provengono da una prima causa?

 Posta in questo modo, sembrerebbe che allora sia veramente il Sole l'unico reponsabile, visto che è originato dagli esseri viventi il Combustibile Fossile, la cui esistenza e l'energia che per essa l'ha permessa è Esclusivamente di origine Solare... e di conseguenza potremmo dire allora che il problema è che stiamo introducendo Energia Solare immagazzinata 2-300 milioni di anni fa. :spavento:

 Un fatto è dire che si dubita dell'azione Umana sul Clima, un'altro è che il GW(Global Warming) non esista... Il GW(Global Warming) esiste eccome, riconosciuto da tutta la Comunità Scientifica, inclusi i Negazionisti... Inutile che mi metta ad elencare tutte le varie prove dirette o indirette della sua esistenza, è stato fatto molte volte... Solo pochi, pochissimi negano l'esistenza del GW(Global Warming) e sono o al di fuori della Comunità Scientifica, o di solito, rappresentanti di parte interessata (Compagnie Petrolifere Nordamericane... di solito... :uhm:).
 L'esistenza del GW(Global Warming) è riconosciuta perfino da grandi compagnie petrolifere, vedi Shell o BP(British Petroleum) per esempio... al punto che entrambe hanno da tempo avviato importanti sezioni sullo studio di Energie Alternative, ben consapevoli che prima o poi la loro Attività Commerciale dovrà cambiare natura. cap6



Luca
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Nero74

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Re:Il Sole e i Suoi Cicli...
« Risposta #22 il: 12 Ottobre 2011, 17:43:35 pm »

Tornando ad Oggi... più o meno...:

Variabilitá solare e cambiamento climatico


22 giugno 2011


 L'obiettivo di questo articolo è quello di dare alcuni dettagli sulla investigazione nello studio della relazione controversa tra il Sole e la sua energia in uscita e la temperatura terrestre, cioé la connessione SOLE-CLIMA. Malgrado quello che Voi abbiate potuto sentire o leggere sugli studi del Sole-clima, esistono di fatto delle connessioni dimostrabili tra i cambiamenti di energia in uscita dal nostro Sole e il clima sulla Terra. Questo articolo utilizzerà le migliori informazioni attualmente disponibili per spiegare quello che sappiamo e sopra i molti aspetti della connessione Sole-clima.

Questo articolo l´ho diviso in 3 parti:

1) La prima parte é una breve introduzione sugli aspetti fisici del Sole che variano normalmente durante il tempo;

2) La seconda parte é diretta all’effetto del Sole e la variabile energia radiante a rispetto dei cambiamenti sulla Terra, come la temperatura durante gli ultimi 100 e piú anni.

3)  La terza parte dá una immagine di come il cambiamento  del vento solare ( ossia il flusso di particelle caricate, protoni e elettroni, del Sole) e dei raggi cosmici ( formate dalle piú veloci e energiche particelle caricate magneticamente) possono influenzare variabili come la temperatura e le nuvole nella troposfera (i 10 km piú bassi dell´atmosfera)



Figura 1

Questa é una immagine della superficie solare dove potete vedere delle sunspots che voi tutti conoscete. Queste regioni di macchie solari hanno un intenso campo magnetico da 1000 a 10.000 volte piú forte del campo magnetico terrestre. La freccia gialla dá la scala di questa foto e cioé 31.000 Km circa 2,5 volte il diametro della Terra cosí possiamo capire meglio le dimensioni di queste macchie.

Sono visibili in secondo piano delle regioni piú brillanti chiamate faculae cioé piccole torce dal latino. La faculae sono anche loro dei campi magnetici, ma la forza del loro campo é molto piú debole di quello delle macchie solari. Torneremo sulle faculae tra qualche paragrafo.



Figura 2

Qui é quello che succede quando una grande macchia solare o un gruppo di macchie sono sul meridiano centrale del Sole di fronte alla Terra.  Determiniamo che il totale dell’uscita  della luce solare cade significativamente, ma continua a esistere la questione chiave: questo effetto di blocco di luce delle macchie solari che é causato per la rotazione di 27 giorni del Sole, influisce anche nelle alterazioni in uscita della energia solare?



Figura 3

Abbiamo imparato alcuni fatti nuovi e sorprendenti durante la decade degli anni 80 quando i satelliti misurarono e ci mostrarono l´energia totale solare.

Osserviamo il periodo tra 1980 e 1990: questo fu un periodo dove ci fu una “massima attivitá solare”, quando le macchie solari furono piú numerose e grandi del normale. Ma in questo grafico vediamo che durante la fase di massima attivitá, ossia con le macchie che bloccavano la luce del Sole (Uso il termine bloccare ma capite bene cosa voglio dire) il Sole in realtá fu piú luminoso anziché meno luminoso!!!  Questo succede perché quando l´attivitá magnetica é alta, l´area coperta dal campo magnetico aumenta notevolmente il numero delle faculae che danno piú brillantezza di quanto le macchie solari riescano a diminuirla. Cosí l’effetto é che l´uscita totale di energia solare é superiore durante le fasi di massima attivitá e minore quando il Sole sta in una fase di bassa attivitá ossia  durante una fase di minimo .

Questo grafico mostra chiaramente un altro fatto: malgrado i nostri sforzi non possiamo misurare l´energia totale del Sole in maniera precisa, e l´intervallo sconosciuto é qualcosa tra 7 a 10 Wm2. Ci sono delle implicazioni importanti per questa ‘ignoranza” sulla esatta misurazione, ma oggi mi limito a dire solo che questa “inesattezza” implica una inesattezza anche sulla misurazione dell’impatto dei livelli di CO2 sul clima.

La terza cosa da notare nel grafico é che noi abbiamo solo poche decadi di dati, e ció implica che siamo completamente ignoranti su quelle che potrebbero essere delle variazioni cicliche di piú lunga durata. Sottolineo questo fatto perché la conoscenza attuale della fisica solare non permette di sviluppare teorie adeguate o regole empiriche. Pertanto potremmo usare altre fonti per aiutarci a comprendere e capire.



Figura 4

Questo grafico dimostra una delle maniere piú promettenti e pratica per ottenere informazioni sui cambiamenti del Sole a lungo tempo. L´energia luminosa totale. Il principio é semplice: il nostro Sole é una delle molte stelle chiamate di ” ridotto sequenza principale” . Osservando attentamente e pazientemente un gruppo di stelle con proprietá fisiche simili a quelle del nostro Sole siamo capaci di dedurre alcuni comportamenti del Sole, naturalmente basandoci anche su dati statistici e probabilistici oltre che per le nostre conoscenze di fisica.

Qui sono mostrati circa 30 anni di ricerche e sforzi dei ricercatori dell´osservatorio di Monte Wilson: questo é il progetto di ricerca chiamato di Hong Kong in omaggio alle linee dei due spettri specifici di calcio ionizzato che permettono di avere le informazioni sulle variazioni magnetiche. In questo grafico abbiamo le variazioni dell´attvitá magnetiche di 12 stelle incluso il nostro Sole. In veritá osserviamo che le stelle di tipo solare hanno un intervallo di variabilitá magnetica somigliante a quelle che mostra il Sole.(tramite i registri delle macchie solari) negli ultimi 350 anni.I comportamenti includono cambiamenti ciclici, sia esse tali come il nostro Sole sta attualmente esibendo sia con i non cambiamenti come fece il Sole durante il minimo di Maunder durante la fine del XVII secolo. (Inutile dirVi cosa é il minimo di Maunder….!!) L´unica cosa da dire è che questo lungo periodo di minima attivitá é ben distinto dai periodi di normale bassa attivitá undecennale dei cicli normali quando le macchie scompaiono solo per alcuni mesi.

Con la collaborazione di vari astronomi e fisici si é stati capaci di raccogliere sufficienti informazioni sulla variabilitá della luce solare totale e magnetica delle stelle simili al Sole che ci dicono cosa potrebbe succedere al nostro Sole.  E quindi si é stati in grado di determinare che le variazioni di luce solare durante il periodo del minimo di Maunder é stato tra lo 0,2% e il 0,7% inferiore a quello che abbiamo avuto durante la fine del XX secolo quando il Sole ha avuto dei cicli molto forti.

L´intervallo di incertezza dei risultati delle stelle dipo solare é abbastanza grande ma se supponiamo un cambiamento medio dello 0,4-0,5% nella brillantezza del Sole durante gli ultimi 100 anni e questa variabile la inseriamo nei modelli dei supercomputer dei maniaci climatologici e fissati in disastri sempre prossimi a verificarsi ma che mai si verificano, bene dicevo se inseriamo questa variabile nei modelli climatici CAMBIA TUTTO!!!



Figura 5

Qui ci sono i risultati. In questo esperimento, sono state considerate le variazioni dei fattori di produzione dell’energia del Sole e i gas con effetto serra creati dall’attivitá umana. La correlazione migliore possibile é del 92% per le temperature effettivamente registrate in tutto il mondo, una correlazione quindi notevole. Chiaro che si sta studiando la risposta piú lenta del sistema climatico per i cambiamenti causati dai gas a effetto serra e la luce del Sole in scala di tempo di decadi e secoli, ragione per cui non é possibile vedere le variazioni infrannuali.



Figura 6

Come per la separazione tra entrata di energia solare e gas con effetto serra, qui é quello che otteniamo: quasi la metá della variabilitá viene dal Sole mentre i gas a effetto serra contribuiscono per il restante.



Figura 7

Passiamo alla parte finale di questo articolo. Giá da molto tempo si é capito che l´uscita di energia della luce non é l´unico aspetto delle variazioni del Sole. Esaminando il Sole con i raggi X per vedere la corona solare, quella parte del Sole che ha una temperatura tra 1 e  2 milioni di gradi.  Quello che voglio farVi notare in questa foto é il buco coronale o Coronal Hole, che é semplicemente una regione dalle linee di campo magnetico aperto ( linee di forza) che il Sole proietta fuori dal sistema solare. Le macchie solari sono invece regioni di campo magnetico chiuso.

Gran parte dei gas solari fugge attraverso questi buchi coronali e questo materiale gassoso arriva sulla Terra. Invece i gas vicino alle macchie solari sono confinate dentro l´atmosfera solare date le caratteristiche proprie delle macchie come campo magnetico chiuso.

Vorrei farVi rilevare che la dimensione dei buchi coronali e il numero di macchie solari é inversamente relazionato. Ció significa che quando l´attivitá magnetica solare é nel suo massimo, ci sono piú macchie solari ma l´area dei buchi coronali diventa minore. Vorrei farvi osservare proprio quello che sta succedendo adesso col Sole in questa fase con più macchie solari (la maggior parte nell´emisfero nord)  e la quasi completa assenza di buchi coronali sempre nell´emisfero nord! I soli buchi coronali ormai appaiono solo nell´emisfero sud e sono man mano sempre di area minore. Durante i periodi di minima attivitá i buchi coronali tendono ad essere piú grandi mentre sono quasi scomparse le macchie solari. Ancora gli scienziati stanno tentando di spiegare chiaramente questo fatto empirico, ma apparentemente le strutture aperte del campo magnetico (Cioé le coronal holes) e le strutture del campo magnetico chiuso (Cioé le macchie solari) tendono ad agglomerarsi tra loro. Spero che questa spiegazione semplicistica sia sufficiente per ora.

Il fatto piú importante da ricordare é che il buco coronale é il punto di uscita del vento solare, un caldo flusso di particelle caricate che fluisce a circa 2 milioni di Km/ ora . Per altra parte la velocitá normale del vento solare e di circa 1 milione di Km/ora.

È  anche importante osservare che i cambiamenti nella struttura del campo magnetico aperto del CH possono deviare o rafforzare alcuni dei raggi cosmici provenienti dallo spazio profondo e, cosí, controllare la quantitá di raggi cosmici che possono entrare nella Terra.



Figura 8

Qui si vede una  correlazione tra buchi coronali e temperature terrestre nella parte inferiore della troposfera,  molto interessante. Questi dati sono presi a partire dei registri dei satelliti che misurano le temperature atmosferiche e costruiti dal Dr. Jhon Christy della Universitá dell´Alabama e da Roy Spencer della NASA-Huntsville.

Da notare che la scala delle temperature é invertita in questo grafico, dal piú freddo al piú caldo in basso. Da notare anche che questa correlazione é piú debole dal 1999 e questa divergenza é dovuta all’imminente massimo solare del ciclo 23.

Ci sono 3 altre cose da vedere in questo grafico.

Primo, le correlazioni deboli durante il 1997-1998 dovute al forte Niño di quegli anni, e i cambiamenti derivati dall´eruzione del Monte Pinatubo nel 1991. Queste sono variazioni climatiche che possono essere facilmente spiegate per fattori interni del sistema climatico. Non tutte le alterazioni climatiche nella Terra sono dovute ad alterazioni solari!!!

In secondo luogo, si noti che possono aversi suggerimenti nel calendario delle correlazioni e non correlazioni. Periodi di correlazione povere appaiono vicino al massimo solare, quando i buchi coronali sono minori e si formano piú sporadicamente sulla superficie del Sole; per questo motivo si pensa ad un loro effetto minore. Periodi di buona correlazione sono visti vicino a i periodi di minima attivitá. Di fatto quando abbiamo buchi coronali grandi e stabili é da attendersi un maggior effetto sulla Terra. (minori raggi cosmici per aumento vento solare= teoria di Svensmark, vedete, tutto torna!)

In terzo luogo, vediamo che le correlazioni mostrate in questo grafico suggeriscono che le temperature globali della troposfera inferiore é piú fredda durante le fasi di attivitá minima solare. In queste fasi di minima attivitá abbiamo piú particelle di vento solare e piú raggi cosmici.

Come detto sopra, le particelle caricate dei raggi cosmici viaggiano vicino alla velocitá della luce e cosí sono molto piú veloci delle particelle del vento solare. inoltre la loro elevata velocitpa gli permette di penetrare molto piú profondamente dell´atmosfera terrestre. Come questi raggi cosmici interagiscono con le molecole nella nostra atmosfera ionizzando l´aria e formando piú o meno nuvole é una materia che solo adesso sta essendo investigata a fondo. (esperimento CLOUDS di cui NIA ha giá parlato).

Ma questa ricerca ci porta a altre due domande:

1) Come spiegare le correlazioni osservate?

2) Vi é una qualsiasi evidenza addizionale che puó supportare questa nuova idea che le particelle cosmiche e solari caricate, influenzano il clima della Terra?



Figura 9 e 10.

Dobbiamo notare due risultati negativi, in conformitá con la pratica scientifica. In questo grafico, stiamo cercando un collegamento tra raggi cosmici e altre variabili climatiche importanti come le nuvole.

La serie temporale dei raggi cosmici ( misurata dai conteggi di neutroni mostrata come un linea non tratteggiata nel grafico) è stata plottata verso i migliori dati del coperchio delle nuvole e generata tramite satelliti e attualmente disponibili (curva a punti). Nulla di interessante succede per le nuvole a alta altitudine e a livelli medi.

Ma quando si esaminano le nuvole a basso livello, abbiamo un´altra sorpresa. Ai bassi livelli, le nuvole sembrano avere una stretta correlazione con il flusso di raggi cosmici. Piú raggi cosmici possono essere relazionati con il maggior flusso di radiazioni ionizzanti verso la bassa atmosfera, che in ultima analisi, stimola la formazione di nuvole basse. ( I dettagli complicati sono suscettibili di essere descritti in termini di ricerca della ionizzazione atmosferica e in che modo aiutano la crescita e la produzione di particelle di aerosol).Senza entrare nei dettagli (giá NIA ha pubblicato vari articoli su questo argomento) sappiamo che le nuvole basse come gli strati riflettono una grande quantitá di radiazione solare, sovraccaricano gli effetti di altri tipi di nuvole e cosí raffreddano la bassa atmosfera.

Cosí, con piú ingresso di particelle caricate durante l´attivitá  minima solare é correlazionata con l´aumento delle nuvole basse, e pertanto, un aumento del raffreddamento. Questo é coincidente con quello che é stato visto finora.

Possiamo chiederci se esistono altre maniere di testare se le particelle caricate energicamente influenzano le variabili atmosferiche inferiori. Il Dr. Wes Lockwood dell´osservatorio Lowell in Arizona ha pazientemente registrato per quasi 25 anni,  le variazioni nella brillantezza del pianeta Nettuno. La cosa piú interessante in questi ricerche é l´indicazione chiara di una correlazione tra le alterazioni della brillantezza di Nettuno e il numero di Macchie solari che il Dr Lockwood ha usato come un indicatore dell´attivitá per le varaziaoni dei raggi cosmici. La brillantezza di Nettuno é causato principalmente per il riflesso delle sue nuvole di metano bianco. Nele registrazioni del Dr. Lockwood possiamo vedere una modulazione di raggi cosmici, di albedo delle nuvole di metano, o una copertura areale o entrambi. Questo é consistente con quello che vediamo sulla Terra con le nuvole e il bianco del ghiaccio marino e continentale..



Figura 11

Ma chiaro, gli scettici (sono loro e non noi gli scettici!!) e fanatici del AGW ancora possono opporre che queste sono appena statistiche. In questo caso, credo che la serietá di uno scienziato che ha condotto ricerche per oltre 25 anni meriti tutta la nostra considerazione.

È giusto celebrare come Salomone che non vi é nulla di nuovo sotto la luce del Sole? Non interamente. Anche se in un certo senso queste correlazioni addizionali non ci dicono nulla di veramente nuovo,  possono farci arrivare a sviluppare un meccanismo (Chiamatelo pure modello) accettabile per capire in pieno la correlazione tra Sole e bassa atmosfera terrestre.

Riassumendo: spero di aver mostrato che la ricerca dei collegamenti fisici e delle relazioni Sole-clima é ancora da studiare molto. E i denari destinati alla ricerca scientifica dovrebbero essere destinati proprio a queste ricerche e non a dimostrare quello che esiste solo nella fantasia malata di alcuni pseudoscienziati e cattedratici da strapazzo. Stiamo appena cominciando ad accumulare dati sui meccanismi fisici delle alterazioni climatiche per essere in grado di sottometterle ad un adeguato processo scientifico di formulazione di ipotesi e, piú importante, la falsificazione delle ipotesi.

La maggior parte delle ricerche Sole-clima fatte oggi é inferiore come durata ai cinque anni, e alcune di queste, come la sezione in modulazione del flusso di radiazioni ionizzanti, raggi cosmici e basse nuvole, é di fatto un lavoro appena cominciato e in fieri.  Siamo stati fortunati di beneficiare dell’aumento della capacitá osservazionale per studiare le importanti variabili solari e l´uscita di energia verso la Terra e il sistema climatico generale. E ancora piú fortunati siamo stati perché abbiamo e stiamo osservando una incredibile fase di minimo solare. Le ripercussioni di tale fase sono ancora tutte da studiare soprattutto se come credo la fase di minimo non é finita ma durerá ancora nei prossimi cicli 25 e 26.

È ancora presto per capire cosa significherá questo minimo solare nel clima terrestre. Dopo oltre 100 anni di controversie, queste correlazioni possono essere registrate e capite, e intendere se sono solo coincidenze che con i grandi minimi solari (Maunder, Dalton, Damon) la temperatura e il clima in generale é cambiato raffreddandosi. Nuove analisi di questi dati che stanno arrivando giorno per giorno devono aiutarci a capire e ad apprendere come le variazioni di energia radiante e di particelle ionizzanti influiscono sul clima.

Piú importante di tutto é che se vogliamo stabilire una ipotesi scientifica dell´AGW rispettabile e politicamente corretta, devono accelerare le ricerche su questa fonte inesauribile di alterazioni climatiche naturali che é il SOLE.  E per stabilire una ipotesi scientifica valida, dobbiamo (anche noi che scienziati non siamo) continuare a lavorare tenacemente per investigare tutti i  possibili meccanismi fisici che colpiscono la relazione SOLE-CLIMA e tentare di governarla. Il procedimento scientifico corretto é proprio questo.


Fonte: http://daltonsminima.altervista.org/?s=Attivit%C3%A0+Solare+ripercussioni+Climatiche+dopo



Luca
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Re:Il Sole e i Suoi Cicli...
« Risposta #23 il: 26 Ottobre 2011, 14:48:21 pm »

STORM cedimento: La tempesta geomagnetica di intenso 24-25 ottobre (descritta sotto) si è placata e cieli degli Stati Uniti stanno tornando alla normalità. Se vi siete persi lo spettacolo, non ti preoccupare. L'aurora boreale tornerà. Per gran parte degli ultimi anni, il sole è in uno stato di quiete, ma l'attività solare è ciclica e il sole sembra svegliarsi di nuovo. Meteorologi si aspettano nuovo ciclo solare 24 a picco nel 2012-2013 con molte più chance di vedere aurore in luoghi non familiari.

http://spaceweather.com/archive.php?view=1&day=26&month=10&year=2011
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Re:Il Sole e i Suoi Cicli...
« Risposta #24 il: 28 Ottobre 2011, 17:30:22 pm »

Astronomia: verso il picco dell’attività solare
venerdì 28 ottobre 2011, 12:20 di Renato Sansone


 
L’attività solare dovrebbe raggiungere il suo picco massimo intorno ai primi mesi del 2014. Dobbiamo quindi attenderci più brillamenti, eruzioni di massa coronale ed espulsioni per i prossimi anni. Le prime previsioni future indicano che l’attività compresa tra il 2020 e il 2030, potrebbe non essere così intensa come in questi primi anni duemila. Ricordiamo che il Sole è soggetto a vari cicli, tra cui quello undecennale di Schwabe, dal nome dell’astrofilo tedesco che ne fece riconoscere il fenomeno.

http://www.meteoweb.eu/2011/10/astronomia-verso-il-picco-dellattivita-solare/94406/
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Re:Il Sole e i Suoi Cicli...
« Risposta #25 il: 31 Ottobre 2011, 12:35:08 pm »

La piccola era glaciale e i cicli solari. Un’evoluzione destinata a ripetersi?
domenica 30 ottobre 2011, 16:48 di Renato Sansone

 

Tela di Hendrick Avercamp esposta al Rijksmuseum di Amsterdam
In passato, almeno nel mondo occidentale, si pensava che il Sole fosse un oggetto immutabile, con un globo perfetto. Nel tempo però ci si è dovuti ricredere a questa credenza, soprattutto quando sono state individuate le prime macchie solari sulla sua superficie che l’accompagnavano nella sua rotazione. Alla prima crepa della teoria dell’immutabilità solare giunsero conferme definitive quando si riuscì a dimostrare che le macchie solari aumentavano e diminuivano nel tempo, seguendo un ciclo regolare di 11 anni, chiamato ciclo delle macchie solari o ciclo di Schwabe, dal nome del suo scopritore. La lunghezza del ciclo però comunemente a quanto si potrebbe pensare, può variare e durare 11 anni solo in media. Il più breve è stato di 8 anni, mentre il più lungo di 14 anni, ma ciò che non cambia è la progessione delle macchie, in aumento sino al massimo e poi in diminuzione successivamente. Un numero più elevato di macchie solari vuol dire un aumento dell’attività solare, che è sinonimo di eruzioni solari o esplosioni di materiale solare, noto come espulsioni di massa coronale (CME). Il maggior numero di macchie solari, in ogni dato ciclo, è denominato “massimo solare“, mentre il numero più basso è indicato come “minimo solare“. Ogni ciclo varia notevolmente di intensità, cosicchè alcuni massimi solari sono così bassi da essere quasi indistinguibili dal minimo precedente. Un tale insieme di cicli così bassi avvenuti tra il 1645 ed il 1715 è notoriamente conosciuto come il Minimo di Maunder. Coloro che hanno avuto modo di osservare il Sole in quel periodo, furono testimoni di un numero di macchie solari bassissimo. In quel periodo si contarono circa 30 macchie, ossia un millesimo di ciò che tipicamente avviene sul Sole attualmente.  Furono gli anni della piccola Era Glaciale, un periodo estremamente freddo, interessato da pesanti nevicate, valori di temperatura gelidi e anni senza estate. Si verificò proprio in quegli anni il congelamento di grandi superfici liquide, come il Tamigi e il Mar Baltico. I ghiacciai polari crebbero sensibilmente, così come quelli Alpini, distruggendo molti villaggi. In Islanda cessò del tutto la coltivazione del grano, in Finlandia morì un terzo della popolazione, mentre in Svezia ci fu una forte crisi economica. Il Tamigi gelò sei volte nel XVII secolo e nell’inverno del 1607-1608 cominciò una tradizione destinata a durare per più di due secoli: la fiera del ghiaccio, ovvero l’organizzazione di spettacoli, divertimenti e piccoli commerci sul fiume gelato. Si lanciò la fiera del pattinaggio ad opera di Enrico VIII, quando ci si spostava da Londra alla vicina Greenwich. Persino Shakespeare cita quegli anni dove descrive la consegna del latte gelato nei secchi. I pittori fiamminghi hanno dipinto decine di meravigliose tele dove sono raffigurati gli inverni freddissimi del Belgio. Faceva un freddo terribile anche nell’Europa meridionale: carestie e sommosse si verificarono in gran parte dei paesi, mentre a Venezia la neve sfondò con il suo peso i tetti delle abitazioni. La gente in Scozia si sdraiava per terra e si lasciava morire per la disperazione di quella situazione. In Cina e Nord America la situazione non era migliore, con grande gelo sparso nei continenti. E’stato calcolato che la temperatura media terrestre fosse di circa 2-3°C inferiore a quella attuale, e vari dipinti mostrano le vallate alpine, oggi verdi e rigogliose, coperte dal ghiaccio perenne. Per 8 volte gelò tutta la laguna veneta e 4 volte quella del Po in soli 5 anni. Il “Morning Post“, nel 1813, parlò di un elefante che passava da riva a riva sul Tamigi nei pressi del ponte di Blackfriar. Come ben sappiamo il terribile inverno russo fermò Napoleone alle porte di Mosca.  Nel 1816 poi, il Nord America e l’Europa Nord Occidentale vissero un terribile anno senza estate.

Tela di Hendrick Avercamp, esposta al Rijksmuseum di Amsterdam
Sulla Pennsylvania e sui rilievi del New England caddero ben 15 cm nel mese di Giugno, seguiti da una prima sequenza di gelate. In piena estate si girava con cappotto e guanti e si arrivò ad una pesante crisi alimentare. Fu un anno di carestia e i prezzi lievitarono alle stelle. Molti andarono in miseria e altri si tolsero la vita. Il pane era introvabile, l’uva andata distrutta. Pesanti i disagi in Inghilterra e Francia, mentre in Svizzera si macellava di tutto. Anche i racconti di Mary Shelley in villeggiatura sul lago di Ginevra in compagnia di Lord Byron e del marito, descrive interminabili settimane fredde e  piovose. Epidemie interessarono il Bengala e la Russia europea, arrivando al colera. A quei tempi si rifanno le meravigliose fiabe di Andersen e i racconti di Natale di Dickens,  sempre raffigurati con la neve. La Piccola era glaciale ha avuto un tempo maggiore rispetto al minimo di Maunder, forse per ulteriori variabili ancora non conosciute. Nonostante molti scienziati pensino che la prolungata attività minima del Sole abbia raffreddato la Terra ritenendola quindi la causa primaria di tale situazione, non è mai stata trovata una precisa correlazione causa-effetto che potesse dare delle certezze assolute. I dettagli della variazione solare e i suoi effetti infatti sono ancora causa di ricerche. Tuttavia, essendo il Sole il motore principale della vita, una sua minore attività per decenni basta per molti studiosi a mettere fine alle teorie alternative. Ma ci sono fotografie del 1875 che ritraggono le cascate del Niagara interamente congelate, indice che anche dopo l’avvenuta ripresa dell’attività solare, il freddo continuava a persistere. Gli studi solari hanno cominciato ad avere basi scientifiche solide dopo la prima metà del ventesimo secolo. I ricercatori hanno stabilito che le macchie solari sono un fenomeno magnetico e che il Nord ed il Sud della nostra stella fungono come una calamita. L’interno del Sole è in continua evoluzione; una situazione dinamica che in passato non si poteva certamente immaginare. Attualmente si studiano questi meccanismi attraverso un’area di ricerca che prende il nome di eliosismologia, attraverso la quale gli scienziati possono acquisire una comprensione maggiore di ciò che accade nelle sue profondità. Si è scoperto che il materiale magnetico all’interno del Sole è in costante allungamento, torsione. I movimenti nel suo interno non sono definitivamente tracciati, ma col tempo si è scoperto che portano alla completa inversione dei poli. Il campo inverte il proprio verso infatti ogni undici anni, in corrispondenza del massimo del ciclo solare. La rotazione differenziale della stella causa una forte deformazione delle linee del campo magnetico, che appaiono aggrovigliate su se stesse; Circa 11 anni più tardi, i poli si invertono nuovamente tornando sui propri passi, rendendo l’intero ciclo solare in realtà, un fenomeno di 22 anni. Il sole si comporta in modo simile nel corso di ciascun ciclo di 11 anni, non importa quale polo si trovi in cima. Il Sole si sta dirigendo verso il suo ennesimo massimo solare, ecco perchè le espulsioni di massa coronale, i brillamenti, e le sue attività sono più comuni di quanto non lo fossero qualche anno fa. Il picco è atteso verso la fine del 2013 o agli inizi del 2014, e dovrebbe successivamente raggiungere il minimo intorno al 2020, anche se le previsioni dei cicli solari sono ancora molto incerte e in via sperimentale. Si può affermare però che questo sia stato il più lento ciclo di macchie solari da quando esiste l’era spaziale, che poi è il lasso di tempo entro il quale abbiamo avuto la possibilità di osservazioni più dettagliate. Il lentissimo ciclo di cui siamo stati spettatori ha indotto alcuni ricercatori a credere che il prossimo potrebbe essere ancora più lento, con pochissime macchie solari, anche durante il massimo solare. E ‘ancora troppo presto per tracciare un quadro definitivo, ma anche se questo fosse il caso, è già accaduto in epoche passate e non è certamente un motivo di tremenda preoccupazione. Quattrocento anni di osservazioni delle macchie solari hanno dimostrato che il ciclo undecennale sarà sempre presente. Tracciando un quadro finale di quanto scritto, siamo passati da un’epoca gelida, nevosa, caratterizzata anche da pesanti disagi, ad una più mite, dove l’energia in gioco provocata dalla temperatura più elevata degli oceani tuttavia, potrebbe comportare altri problemi. E’stato il Sole la causa di tutto? O ci sono altre spiegazioni, magari anche interne alla Terra ancora da scoprire e decifrare? Il minimo di Maunder è stato un caso o è un’evoluzione destinata prima o poi a tornare? Ai posteri l’ardua sentenza.

http://www.meteoweb.eu/2011/10/la-piccola-era-glaciale-e-i-cicli-solari-unevoluzione-destinata-a-ripetersi/94765/


http://www.nibiru2012.it/forum/nature-news/e-arrivo-un-raffreddamento-globale-tendenze-climatiche-conferma.-132434.1845.html
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Nero74

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Re:Il Sole e i Suoi Cicli...
« Risposta #26 il: 01 Novembre 2011, 22:28:32 pm »

Ottimo articolo Jena... :stretta:
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JENA SNAKE PLISSKEN

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Re:Il Sole e i Suoi Cicli...
« Risposta #27 il: 01 Novembre 2011, 22:54:40 pm »

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Sebezio

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Re:Il Sole e i Suoi Cicli...
« Risposta #28 il: 25 Gennaio 2012, 10:05:02 am »

 :rolleye:mi scuso se già segnalato, ma è dannatamente interessante (e attuale!)

 :spavento:

...
Le tesi del biofisico Dr Dieter Broers sembrano togliervi il fiato. Mette il nostro sentire e il nostro agire in relazione con l'attività solare - e predice per l'umanità un salto quantico elementare della coscienza.
Da tre decenni Dieter Broers si occupa in particolare delle onde elettromagnetiche. E ha fatto delle scoperte che hanno segnato l'epoca. Ha spiegato in esclusiva per "HÖRZU" il rapporto tra l’irradiazione del sole ed il nostro avvenire


>HÖRZU: Signore Broers, mettete il sole in relazione con la nostra psiche. Ciò sembra a primo impatto curioso. Vuole spiegarci questa relazione?
DIETER BROERS: Ognuno conosce la vitalità che il sole può provocare. Ognuno conosce il ciclo delle stagioni. Si sa che gli stati depressivi invernali sono in relazione col sole, la mancanza di luce. Altri cicli naturali esistono oltre a quelli annuali e il sole attraversa processi diversi. Invia delle cariche di elettroni e di protoni che modificano il campo magnetico della terra. In questo dominio, è riconosciuto che l'influenza sui sistemi biologici è significativa.

>Detto diversamente?
Esistono delle relazioni accertate tra l'intensità e le variazioni del campo magnetico terrestre e gli stati di umore e di coscienza dell'uomo. Alcuni studi hanno stabilito chiaramente dei legami tra certe irregolarità magnetiche ed il numero di entrate in cliniche psichiatriche, di incidenti stradali o di suicidi. Degli scienziati della NASA tra cui il professore Franz Halberg, sono riusciti a stabilire il legame diretto tra la comparsa di infarti e le modifiche magnetiche sulla terra, generate dal sole. Si può partire dall'idea che gran parte delle nostre "malattie di civilizzazione" provengono dalle irregolarità del campo magnetico

...


qui il video
http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.7484.5

qui l'intervista trascritta
http://sois.fr/fileadmin/pdf/Intervista_a_Dieter_Broers.pdf
« Ultima modifica: 25 Gennaio 2012, 10:06:47 am da Sebezio »
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MALA TEMPORA CURRUNT

setep2000

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Re:Il Sole e i Suoi Cicli...
« Risposta #29 il: 25 Gennaio 2012, 10:59:09 am »



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