Ciclo attività e ciclo attualeOrigine e caratteristiche delle macchieOrigine e caratteristiche delle macchie Le macchie solari sono manifestazioni visibili della attività della stella , in relazione con i campi magnetici polari locali del Sole. Purtroppo nessuna teoria fino ad ora avanzata è stata completamente accreditata. L'ipotesi più probabile è quella proposta da H.W.Babcok, per la quale esisterebbe un legame tra i fenomeni idrodinamici e quelli elettromagnetici solari. La spiegazione si avvale quindi della rotazione differenziale del Sole a diverse latitudini: ogni tre anni la regione equatoriale compie cinque rotazioni in più rispetto alla regione a 50° di latitudine; ciò dovrebbe produrre una distorsione delle linee di forza del campo magnetico che fuoriuscirebbero dalla superficie solare per poi rientrare formando un "cappio magnetico" (vedi fig. 1).

Le aree superficiali attraversate dal fascio magnetico originerebbero macchie solari.
Le macchie solari sono regioni più fredde della superficie formate da un'area centrale oscura che costituisce il nucleo od ombra della macchia e che appare contornata da una regione grigia, chiamata penombra. La penombra si mostra generalmente striata, o meglio formata da filamenti chiari e scuri che partono dal nucleo come raggi da un centro, a causa della disposizione dei costituenti fotosferici, ionizzati per il passaggio del campo magnetico.
Una macchia è una zona leggermente depressa, la cui superficie si trova a qualche centinaio di chilometri al di sotto della superficie visibile del Sole. Le dimensioni delle macchie sono molto diverse e la loro forma varia velocemente, spesso anche nello spazio di poche ore: ciò è facilmente spiegabile poiché la fotosfera, su cui esse si formano, si trova allo stadio gassoso alla temperatura di circa 6000° K. La temperatura della zona centrale delle macchie solari è invece inferiore e può variare da 4000 a 5200° K, mentre quella della penombra si aggira intorno ai 5500° K. La macchia solare appare oscura soltanto per il contrasto con la fotosfera circostante, in realtà la sua luminosità sarebbe molto intensa.
L'evoluzione di un tipico gruppo di macchie inizia con la comparsa su un lato del Sole di una o più strutture, di qualche migliaio di chilometri di diametro, chiamate "pori". La maggior parte delle macchie non supera questo stadio: solo pochi pori evolvono aumentando di dimensioni e sviluppando ombra e penombra. In questo stato, i diametri delle macchie variano da 7000 a 50000 km. Ogni macchia, durante tutta la sua "vita", è seguita da un'altra: la prima è denominata P (dall'inglese, precedente), la seconda macchia F (seguente in inglese). Nei primi giorni, macchie P e macchie F tendono ad allontanarsi fino a che, intorno al decimo giorno, non viene raggiunta la massima area delle macchie e la massima estensione del gruppo. Durante il declino di questo, le P e le F si riavvicinano: le F scompaiono per prime mentre le P, ormai molto piccole, possono durare ancora per un paio di mesi.
Il periodo della rotazione solare, vista dalla terra, è di circa un mese. Tuttavia, all'osservazione, un gruppo di macchie impiega solo tredici-quattordici giorni a percorrere il disco solare.
Attività e cicli solariSin dalla fine del 1700, era noto che le attività solari seguissero cicli undecennali più o meno regolari, infatti il valore medio della durata del ciclo solare, dopo l'anno 1715, è di undici anni, anche se l'intervallo più lungo è stato di diciassette anni (dal 1788 al 1805) e quello più breve di sette anni (dal 1830 al 1837). Anche l'intensità di attività varia molto: il massimo più intenso è stato quello del 1958 (con R, numero di Wolf, = 201,37), il meno intenso quello del 1816 (con R = 48,7). I cicli solari sono stati numerati considerando come primo ciclo quello iniziato nel 1755; attualmente ci troviamo nel 23° ciclo, iniziato nel '97, come verificato dalla nostra specola. Inoltre, molti astronomi sono d'accordo riguardo alla presenza di un ciclo avente un periodo di circa 80 anni che si sovrapporrebbe a quello undecenale: sembra che il massimo del ciclo di 80 anni coincise con il massimo del 19° ciclo solare.
Il minimo di MaunderNel 1890 l'astronomo inglese E. W. Maunder (1851-1928), esaminando le annotazioni di antiche osservazioni, scoprì che fra il 1645 ed il 1715 non ci furono praticamente macchie: il ciclo solare era sospeso. Ulteriori ricerche indicano che potrebbe essere stata assente anche la corona solare. Questo periodo è stato chiamato "Minimo di Maunder" o "Piccola Era Glaciale", perché si verificò un notevole calo della temperatura.
Recentemente alcuni dati sembrano dimostrare l'esistenza di un lungo periodo di minimo nell'attività solare coincidente con il minimo di Maunder, che potrebbe essere attribuito al sovrapporsi di una fase di minimo nel ciclo di 80 anni con la fase di minimo di un ipotetico ciclo di periodo ancora maggiore.
Cicli delle macchie passati e presentiIl ciclo iniziato nel 1755 (convenzionalmente il n°1) è il primo ciclo di cui possediamo dati mensili sufficientemente attendibili.
Dopo la Piccola Era Glaciale (il minimo di Maunder), si è verificato un generale progressivo aumento del numero delle macchie
osservate per ogni ciclo solare successivo: un altro periodo di minimo, però, più breve e meno intenso, è stato osservato fra il 5° ed il 7° ciclo, a cavallo tra il 1700 e il 1800 (vedi figura 2).

Questo periodo è stato chiamato “Minimo di Dalton”. I successivi cicli fino al 18° sembravano confermare la presenza di un ciclo di 80 anni, con apice durante l’8° ciclo. Il 19°, invece, è stato il ciclo più attivo fra tutti quelli di cui si hanno informazioni (furono osservate fino a 250 macchie), e si pensava che, con il 20° ciclo, fosse iniziata una serie calante di cicli. Tuttavia, nonostante queste previsioni, il 21° ciclo è stato molto attivo, superiore non solo al precedente ma anche al 18°, non seguendo il possibile ciclo di 80 anni. Il 21° ciclo ebbe, inoltre, un secondo inaspettato massimo di attività quasi al termine degli 11 anni, cominciando poi a spegnersi vistosamente.
L'attuale 23° ciclo è iniziato negli anni '96-'97: in questo periodo si è perciò riscontrato un fortissimo incremento dell'attività solare (vedi tabella 1). Secondo i dati dell'Unione Astrofisica Italiana, nel primo semestre del 1996, quest'attività diventa più intensa a cominciare dal mese di luglio, con due picchi, uno ad agosto (22,4) e un altro a novembre (22,7). La media del numero di Wolf per l'anno 1996 è 11,3. L'intensificarsi dell'attività solare del secondo semestre del '96 continua nel 1997 arrivando ad un massimo di R=58,3 nel mese di novembre. Anche durante il '97 il secondo semestre ha avuto un'attività più intensa rispetto al primo, portando così la media a R=30,2.
Nº di Wolf - AnniMesi 1996 1997 1998 1999
Gennaio 13,0 9,3 43,9 104,3
Febbraio 5,4 11,9 55,7 103,2
Marzo 10,3 16,1 98,0 106,7
Aprile 8,2 23,8 71,5 105,0
Maggio 8,7 23,7 80,1 175,7
Giugno 15,0 23,4 83,3 228,3
Luglio 16,0 16,0 100,0 208,6
Agosto 22,4 37,1 143,7 189,8
Settembre 4,0 55,5 145,7 143,7
Ottobre 0,4 31,5 73,1 236,9
Novembre 0,9 58,3 115,6 240,7
Dicembre 9,3 55,1 183,0 159,3
Media annuale 9,47 30,23 99,47 166,87
Media macchie 4,55 12,86 45,17 85,57
Media Gruppi 0,54 1,50 4,62 6,73
In questa tabella sono riportati i dati riguardo alla media mensile del Numero di Wolf degli anni 1996, '97, '98, '99 rilevati dai più grandi osservatori del mondo!!
Fonte:
http://www.gpeano.org/~ipertesti/le-macchie-solari/Luca