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Autore Topic: ITALIA: misteriose costruzioni circolari?  (Letto 5652 volte)

celtic

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ITALIA: misteriose costruzioni circolari?
« il: 20 Settembre 2010, 11:45:55 am »

Buongiorno a tutti,è da un po che seguo questo sito ma rimanendo in disparte,ora vorrei discutere con voi di queste strane ''costruzioni circolari'' se tali possono essere definite..appaiono da google earth in una zona ben precisa e ristretta,nei dintorni di Nera Montoro-Narni,zona che ha gia sorpreso per il ritrovamento di una necropoli,molto antica,ma di cui come sempre si sa poco..Queste forme circolari abbastanza precise presentano un punto di centro ben visibile..inoltre all'intorno c'è una sorta di disegno o ramificazione..ecco qualche informazione ''ufficiale'' sul territorio in cui esse si trovano:

Preistoria  [modifica]
La città, posta in una pianura alluvionale tra il fiume Nera e il torrente Serra, vide il suo territorio abitato già nell'età del bronzo e del ferro, come testimoniano numerosi rinvenimenti. L'età del Bronzo medio (XVI–XIII secolo a.C.) è segnata da un'attività pastorale, di tipo transumante, contraddistinta da insediamenti in capanne e grotte. Questa attività di tipo caseario è testimoniata dai vari manufatti ceramici, ad essa connessi, rinvenuti presso Titignano, Avigliano Umbro e Narni Con gli inizi dell'età del Ferro (X secolo a.C.), il territorio accresce la propria importanza, come attestato dalla grande necropoli delle Acciaierie. In questo periodo si afferma un modello di insediamento stabile ed organizzato, supporto fondamentale per lo sviluppo della cultura ternana, una delle più importanti dell'Italia protostorica.

In base alla tipologia dei corredi funerari è possibile distinguere tre fasi: Terni I, Terni II e Terni III.

Alla prima fase, la più antica, appartengono le tombe ad incinerazione, formate da un pozzetto per lo più cilindrico. Le analogie culturali sono con l'area laziale, soprattutto Roma-Colli Albani e Allumiere. L'abitato corrispondente alla necropoli di questo periodo era probabilmente situato sul Colle di Pentima, lungo il margine orientale della conca ternana.

La fase Terni II, databile al IX secolo a.C., è caratterizzata dalla sostituzione del rito funerario dell'incinerazione con quello dell'inumazione. Le sepolture ad inumazione sono formate da fosse rettangolari, riempite con terra e pietrame oltre il livello del suolo, alcune con circolo di pietre a delimitarne il perimetro, a volte con fondo pavimentato da ciottoli di fiume. Le evidenze culturali di questa fase ricollegano la necropoli ternana all'area umbra, sabina e picena, ma con apporti dalla fase laziale di Roma-Colli Albani II, soprattutto nella ceramica.

Alla fase Terni III, databile fra l'VIII e il VI secolo a.C., appartengono le tombe di S. Pietro in Campo, poco più ad occidente della necropoli delle Acciaierie, e quelle rinvenute nell'area dell'ex poligrafico Alterocca. Le sepolture sono tutte ad inumazione, particolarmente ricche, quelle maschili, di armi in ferro, fra cui le lance a foglia, giavellotti, spade e pugnali, in quelle femminili, lebeti, bacili, attingitoi, anfore, oltre alle fibule. I più recenti scavi, in località Maratta Bassa ed in contesto urbano, hanno confermato un processo di proto urbanizzazione, decisamente precoce rispetto ad altre realtà umbre.

In epoca storica, secondo le Tavole eugubine, il popolo dei Naharti (Naharkum..Numen) era considerato nemico dell'arce umbra di Gubbio, al pari degli Etruschi e degli Jabusci. È probabile che i Naharti abitassero proprio lungo il corso del Nera, la cui radice idronimica Nahar- è in comune con l'appellativo Naharkum.

Alcune sommità che circondano la piana di Terni continuarono ad essere abitate, come le propaggini meridionali dei monti Martani, disseminate di piccoli insediamenti, posti fra i 700 e i 1.000 m di altezza, non tutti a scopo abitativo, di cui il più importante è il sito fortificato di S. Erasmo di Cesi, databile almeno al V secolo a.C.

La notizia non provata che al di sopra di Rocca San Zenone si trovasse l'oppidum umbro di Vindena si riferisce probabilmente alla memoria di questi insediamenti di altura.

L'origine della città viene dunque fatta risalire al 672 a.C., come si evince da un'iscrizione latina di età tiberiana. Il nome Interamna Nahars ha fatto pensare che il Nera e il Serra e le loro derivazioni circondassero la città, costituendo una difesa naturale. Il nome Interamna si è poi evoluto in Teramna, Terani e, infine, Terni.[2]
WIKIPEDIA

Ed ecco la controparte non ufficiale:

Tradizioni Celtiche in Umbria
di Andrea Romanazzi

Di rado si parla in Italia di Celti, senza sapere che influenze che hanno avuto sul nostro paese sono state notevoli. Lo spunto per questo articolo mi e’ stato dato da un recentissimo viaggio in Umbria, ove ho potuto esaminare alcuni siti piuttosto particolari.

Il passaggio del popolo celtico in Italia lo possiamo notare in varie zone analizzando alcuni strani toponimi. Un esempio e’ la radice "penn" , dal Dio Penn o Pennin , antica divinita’ celtica adorata in vari luoghi in Italia. Letteralmente "penn" significa "cima", "sommita’" , alcuni storici romani come lo stesso Catone ne parlano come di una misteriosa divinita’ femminile, la dea Pennina. Successivamente il culto fu pian piano dimenticato e questo a causa dei romani che sostituirono ad un culto femminile, uno maschile, quello di Giove, poi detto Pennino. Ma la vera e propria distruzione del culto fu a causa della venuta della Cristianita’, quando Carlo Magno, inizio’ a minacciare pene gravissime per i contadini che erigevano simulacri in pietra o veneravano delle pietre in luoghi di culto tutt’altro che cristiani!

Ancora una volta il culto femminile della "pietra", la vergine nera celtica, anche se sotto altro nome, veniva pian piano debellato! A ricordo di questo antichissimo culto, pero’, troviamo ancora strani toponimi, le Alpi Pennine, gli Appennini o ancora il monte Pennino, Penna e molti altri luoghi ove ancora oggi si puo’ "ascoltare" la magica atmosfera di antichi riti. Tracce del culto di "Penn" le ritroviamo a Finale Ligure. Qui e’ presente una strana incisione rupestre ove e’ rappresentata una divinita’ celtica prima e poi ligure databile 3000-2000 a.C. , per alcuni proprio l’immagine di Penn!

Un’altra antica reminiscenza celtica , poi oscurata ancora una volta dalla religione cristiana e’ senz’altro la figura maschile del Dio Lug! Ancora oggi , In molti paesi della Puglia, e non solo , vi e’ la tradizione di accendere , in onore di sant’ Antonio, grandi falo’ di origine pagana e in particolare celtica. Sant’Antonio fu un anacoreta egiziano del III-IV sec. , asceta e mistico. Quando i crociati trasferirono le spoglie del Santo in occidente e in particolare ad Arles, in Francia meridionale, il suo culto si diffuse a macchia d’olio, ma proprio nella sua veloce diffusione il culto del santo si scontro’ con il culto pagano di una antica divinita’ celtica, quella del dio Lug, rappresentato come un giovane che reggeva un cinghiale, animale particolarmente sacro al "popolo della quercia". Il dio Lug era una delle divinita’ piu’ importante dell’ "olimpo" celtico, come dimostrato da numerosi toponimi di molte citta’ come LUGano, LUGo, Lione. Ebbene, ancora una volta, con una intensa opera di sincretismo, Sant’ Antonio fu associato e sovrapposto al culto preesistente. Secondo la storica Riemscheider gli attributi di sant’Antonio sarebbero stati proprio ripresi dal dio celtico , infatti divenne guardiano dell’inferno come lo era Lug e dispensatore di fuoco agli uomini (e da qui la tradizione dei falo’) .

La Chiesa, ingentili’ il cinghiale trasformandolo in un maialino con un campanello al collo dal quale il santo era sempre seguito, dicendo che era un diavolo ammansito dal santo. Del resto il cinghiale , ancora simbolo dei riti pagani delle "foreste" ben si prestava ad esempio di conversione legata al santo. Anche la campanella del maialino sarebbe un simbolo di vita e di morte, secondo la cultura celtica , infatti la campana rappresenta l’utero della dea madre, di cui Lug era figlio. Una piccola curiosita’, Sant’Antonio era il protettore dei fabbricanti di spazzole, che nell’antichita’ si facevano proprio con le setole di maiale.

Ma torniamo ai Celti in Italia e in particolare fermiamoci in Umbria, regione fortemente legata al "popolo della quercia" come dimostrato anche dalla forte somiglianza tra il dialetto umbro e la lingua dei Celti, che oggi ritroviamo pressoche’ intatta nel gaelico. Per esempio l’articolo "Il" e’ pronunciato sia in ternano che in gaelico come "LU" , oppure pensiamo alla frase " U PORCHELL GUAEL" che significa "il porcello e’ malato" in gaelico e che in ternano si pronuncia come " LU PORCELLU GUAJI". E cosi’ tante altre similitudini, che sono ASUN , MUL , Gapr , rispettivamente l’ asino, il Mulo e la Capra. Ebbene , da molto tempo il prof. Farinacci , fondatore di una associazione che ha per scopo il dimostrare l’origine celtica delle popolazioni e tradizioni locali , ha cercato di far capire come profonde sono state le influenze celtiche nella regione. Gli indizi sono molteplici, come , per esempio, il tempio solare presente a Monte Spergolate , vicino Strocone . A Torre Maggiore e’ presente, per esempio, un osservatorio astronomico costituito da una roccia isolata, quasi a forma di Menhir, in cima alla quale era scavata una vaschetta quadrangolare tenuta sempre piena d’acqua, così da farvi specchiare le varie costellazioni.

Ogni anno, alla mezzanotte del 24 Giugno, puntualmente si specchiava l’Orsa Maggiore; quando questa era perfettamente a perpendicolo con la vaschetta, il che indicava l’inizio del solstizio d’estate, si accendeva un grande fuoco che veniva avvistato nell’altro osservatorio sui monti di Stroncone, da dove veniva acceso un altro fuoco così da segnalare a catena il fatidico momento a tutta la zona della bassa Umbria. Avevano così inizio i festeggiamenti dell’estate con i riti notturni propiziatori.

In tutta la regione sono poi presenti mura "poligonali", come a Cesi o alla stessa Spoleto , antecedenti alla cultura romana e che caratterizzano fortemente culture e popoli legati alla "terra" , e che ritroviamo , poi, anche nel Lazio, spesso attribuiti al mitico popolo dei Pelasgi. A Cesi, cittadina di origine Umbra, il professor Farinacci avrebbe individuato la cosidetta "pietra runica di Cesi" , una pietra che reca diversi segni runici e ritrovata nel sito che lui stesso definisce "santuario del culto fallico" , culto dl quale ritroveremo indizi celati anche a Carsulae.

La presenza di segni runici, il linguaggio dei Druidi , non e’ poi cosi’ rara in italia, sembrerebbe che anche nel santuario di San Michele sul Gargano, siano presenti alcuni di questi strani simboli. Torniamo in Umbria e in particolare a Carsulae e al suo culto del priapos, che ricorda da vicino antichi riti di fertilita’ legati alla divinita’ solare che, metaforicamente ,con i suoi raggi trasformati in pietra , i menhir, andava a render fertile la Madre Terra. . Il menhir sarebbe composto da un cilindro in base, e fu poi "censurato" nell’aspetto dai romani che sostituirono in capo un cono. Conferma di questi riti di fertilita’ che si avevano nella zona sarebbe la presenza di strani simboli sotto il menhir che , come afferma lo stesso Prof. Farinelli, rappresenterebbero i segni zodiacali, e il cosi detto "fiore della vita", appunto simbolo di fertilita’, posizionato verso oriente, ove nasce il sole, l’elemento maschile che rende fertile, tramite il "Priapos" l’elemento femminile: la terra. Il santuario del culto fallico sarebbe ove si trova la chiesa di San Damiano , era qui che gli iniziandi venivano portati per il sacrificio rituale ed e’ qui che e’ ancor visibile una "pietra sacrificale" , ove , appunto, verosimilmente venivano effettuate le offerte alle divinita’!

Il culto del Priapos , fu dunque fortemente osteggiato dalla Chiesa romana , che , come dice lo stesso prof. Farinacci , censurava qualunque notizia di luoghi o culti pagani affinche’ essi fossero definitivamente abbandonati. E’ per questo motivo che poco si sa e si conosce dell’antica tradizione celtica a Carsulae. Del resto anche in un altro documento abbiamo parlato di come la chiesa cercava in ogni modo di far dimenticare agli uomini il culto delle foreste!

In particolare in Umbria, questo compito risulto’ particolarmente complesso anche grazie alla presenza dei Longobardi del Ducato di Spoleto, sempre pronti ad intervenire per bloccare sul nascere ogni tentativo di distruggere la loro capitale religiosa e polo di attrazione della cultura celtica italiana. L’importanza dei longobardi nel mantenere le tradizioni celtiche e’ evidentemente importante, saranno infatti costoro che , in tutta Italia e in particolare anche i Puglia, regione abbastanza lontana dalle tradizioni celtiche si conserveranno le "memorie" di questo antico popolo, come accennavamo precedentemente per i Falo’ e le iscrizioni runiche a Monte Sant’Angelo.

Tra le varie "tracce" celtiche presenti nel sito e’ quella del mosaico con le svastiche e il nodo gordiano che faceva parte del complesso di edifici del Santuario del Culto Fallico, su cui fu poi costruita la chiesetta dei santi Cosma e Damiano e il mosaico presento ora nel Museo Civico di Spoleto. Nel mosaico sarebbe rappresentato un uomo che porta un bastone con in cima una grande scacchiera e che mentre cammina orina! L’uomo del mosaico sarebbe sicuramente un Druido, l’atto di "orinare" rappresenterebbe un antico rito magico per la preparazione dell’"Acqua Santa" , preparata mescolando appunto l’orina all’acqua. La scacchiera , oltre ad essere un importante simbolo tellurico , di cui abbiam gia’ parlato in un altro documento ( re Artu’ e la stirpe dei sacerdoti) rappresenterebbe l’insieme delle tribu’ celtiche che facevano appunto capo a Carsulae.

Carsulae sarebbe cosi’ un luogo con forti valenze magiche ed energetiche, sarebbe anche presente l’ingresso per il regno dei morti , quello che oggi e’ chiamato l’arco di San Damiano, ma che in realta’ sarebbe la porta di Saman. Il 2 novembre vi era la tradizione che , nel congiungimento tra vivi e morti, la gente si stendeva per i campi e beveva idromele e si cibava con fave lessate, usanza ancora in uso in Umbria. Molte altre sarebbero gli esempi che si posson portare a testimonianza delle "celticita’" dei luoghi umbri, per concludere il nostro discorso volevo solo portare all’attenzione un particolare sito: la chiesa di San’Ansano a Spoleto. Ebbene questa chiesa presenta una interessantissima cripta, alcuni dicono di origine romana , ma potrebbe esser molto piu’ antica. La cripta e’ dedicata a San Isacco .Questo personaggio e’ abbastanza enigmatico, il santo proveniva dalla Siria e visse attorno al V secolo visse come eremita nei boschi di quella localita’ che oggi viene chiamata Monteluco , luogo rivestito di un fitto bosco di elci e che doveva esser sacro fin dall’antichita’ dato il fatto che "lucus" significa "bosco sacro". Tutt’attorno a Sant’ Isacco , la copia del cui sepolcro e’ custodita all’interno della chiesa, sorsero una serie di leggende e tradizioni , rapidamente si creo’ una laura di anaconeti disseminati per tutta la montagna. Ebbene la figura di sant’Isacco, molto prossima a quella dei sacerdoti druidi che avevano il loro tempio nei boschi, ha un forte legame con le forze naturali, infatti tra i vari affreschi della cripta , ne e’ presente uno in particolare che rappresenta San Isacco che "doma" il Caprone , (fig.2) proprio simbolo di vittoria del santo sulle forze naturali, non pero’ come l’uomo che le sconfigge, bensi’ l’uomo che impara ad usarle e le rispetta!
 
E ANCORA:

Carsulae era il centro spirituale dei Celti d'Italia. E' una teoria che uno studioso da poco scomparso, Manlio Farinacci ha tentato di dimostrare in tutti modi, scrivendo decine di pubblicazione sull'argomento, tenendo conferenze, partecipando a trasmissioni televisive, costituendo associazioni. Una teoria non ha mancato di creare interesse, non solo a livello locale, anche se rimane contestatissima dagli archeologi e dagli storici ufficiali. Alla base dei suoi studi Farinacci ha messo un'analisi del dialetto locale che avrebbe delle curiose assonanze con il gaelico.
Lo stesso nome di Carsulae, significherebbe, in celtico, la città dalle pietre luccicanti. Ammesso che le popolazioni di origine umbra fossero in realtà celtiche, Farinacci spiega nel dettaglio, nei suoi libri, come Carsulae ne fosse la città sacra. La strada lastricata che l'attraversa sarebbe non già un diverticolo della Flaminia, ma una via rituale percorsa dai pellegrini che si ritrovavano nei santuari celto-pagani della città, amministrati non da sacerdoti, ma da druidi.
Nei cippi funerari disseminati in mezzo alle rovine, ecco apparire altri simboli celtici, come le asce bipenni e le croci nei cerchi. In mezzo a tronchi di colonne ecco i menhir a forma fallica. Perché di tutto questo si è persa la memoria? Secondo Farinacci la rimozione dell'identità celtica di Carsulae è avvenuta a causa dell'ostilità della Chiesa nei confronti della paganitas di queste zone che resistette fino al Medio Evo e ben oltre.
Alcune forme di questo paganesimo celtico sarebbero addirittura riemerse attraverso la predicazione di San Francesco, spesso presente con i suoi fratres sui Monti Martani. Vere, verosimili, o false, le teorie di Farinacci sono suggestive, a tal punto da aver ispirato articoli, siti Internet (www.agphapress.it/cir/carsulae) ed anche fumetti. Curioso un numero del notissimo Martin Mystère, interamente dedicato ai misteri celtici di Carsulae (nella foto)...

Fissando dei punti:
IPOTESI DI STORIA LOCALE ( analisi delle fonti )

 

 

Fin dal 1884, data di inizio degli scavi per la costruzione delle Acciaierie di Terni, si è parlato di civiltà  “Umbre” non autoctone integratesi con le popolazioni stanziali.

 

La datazione delle tombe, trovate a oltre 8 metri di profondità , disposte a volte su tre strati di terreno sovrapposti, va dal periodo della fine dell’età del bronzo finale ( x secolo a.C. corrispondente alla fase  Terni I ) fino al VI secolo a.C.

 

Gli scavi iniziarono nel 1886 sotto la direzione dell’ispettore  ai Monumenti e Scavi  Dr. Luigi Lanzi.

 

Da allora alcuni appassionati di storia, non addetti ai lavori, hanno iniziato a definire celtici gran parte dei ritrovamenti e le tombe del X secolo a.C.

 

A più riprese, curiosi appartenenti a vari ambienti sociali e culturali si sono trovati e si trovano uniti dalla passione di ricercare la propria origine storica dando vita a  ripetute fiammate di celtismo a Terni.

 

Si è quindi proceduto ad una ricerca di testimonianze scritte.

 

Prima di iniziare l’illustrazione dei documenti che seguiranno, è bene precisare che, la Soprintendenza Archeologica, pur conoscendo la tanto discussa questione, ha sempre dichiarato che non risultano testimonianze archeologiche  di rilievo, atte a qualificare tali  popolazioni come “Celtiche”, se non a partire dal II secolo a.C.

 

 

 

 

 

1) numero unico 1905

 

Siamo nel 1905 ed è di tale data un giornale uscito in numero unico dove il Sig. Ubaldi Vittore scrive un articolo “intorno agli scavi dell’acciaieria”,ai quali ha assistito di persona dicendo:

-… recentemente, procedendo per ragioni di edilizia industriale ad ulteriori scavi, si rinvennero preziosissime reliquie di monumenti che, a quanto si può desumere dalle falcette druidiche e dalla scure tradizionale che li caratterizza, apparterrebbero alla civiltà Celtica; e ciò tanto più sembra verosimile, in quanto tutti i frammenti recuperati in precedenza, presentano oltre ai suddetti emblemi, numerosi simboli di svastica Celtica.

…come mai i Celti, che irradiarono sempre verso Nord-Ovest ed il settentrione d’Europa possano essersi spinti fin quaggiù? Mistero!

Perché il Prof. Lanzi…

…e noi che abbiamo potuto de visu vedere i dolmen ed i menhir della Bretagna, unici superstiti di questa civiltà, sappiamo trattarsi qui, nelle sue ultime scoperte, di veri e propri menhir, che non si trasportano come tanti ninnoli entro una valigia…ma che rivelano la presenza di una colonia celtica nel nostro paese, ove si fissò e lasciò di sé perenne ricordo nella necropoli che ora ritorna alla luce.-

 

2)  L’Unione Liberale 1906

Un anno dopo sul settimanale “L’Unione Liberale” lo stesso argomento viene affrontato dal Prof. Giuseppe Bellucci che si interroga sulla veridicità delle dichiarazioni del direttore degli scavi prof. Lanzi in merito ai ritrovamenti della necropoli.

 

3) 4) 5) tombe a tumulo Milano

 

Riproduzioni delle tombe del sito di Golasecca tratte dal libro “ Arrivano i Celti “ del Civico Museo Archeologico di Arsago Seprio ( Milano ).

Sono state trovate migliaia di tombe caratterizzate dal rito esclusivo della cremazione. Nel periodo più antico talora erano inserite in recinti circolari “cromlec“ formati da ciottoli, spesso veniva costruito  un corridoio di accesso “allea”. Notare il menir che sovrasta il tumulo – proiezione 4) e 5)

 

6) 7) tombe a tumulo Terni

Riproduzioni tratte dal libro Italia Artistica del Prof Luigi Lanzi pag. 14 indubbia la somiglianza con le tombe di Golasecca, da notare la fila di pietre  che partono dal tumulo posizionate est- ovest. L’autore asserisce di aver rinvenuto tra gli amuleti in bronzo anche il piccolo paalstab Celtico

(piccola scure?). Notare il menir sul tumulo proiezione 7).

 

8) confronto

 

Ulteriore confronto va effettuato fra la tipologia della conservazione delle ceneri nelle urne di Golasecca proiezione 8 (in alto) ed il rito di sepoltura usato nelle tombe del sito delle Acciaierie di Terni (in basso).

 

9) reperti

 

Ritrovamenti della necropoli preistorica tratto dal libro di Luigi Lanzi “Terni a città e dintorni”

 

10) culto del dio Sole

Sono del sito di Golasecca, la tipologia di diversa incinerazione, senza fossa ma con le ceneri del morto adagiate al centro del cerchio sono state rinvenute anche presso l’Acciaieria - vedi proiezione seguente 11) da notare anche la pietra con il simbolo solare da confrontare con la proiezione 12).

 

11) Pasqui e Lanzi

 

Tratto da “Scoperte dell’antica necropoli a Terni del Pasqui e Lanzi pag. 625.

Descrizione della tomba n° 2.

-… procedendo allo scoprimento del sepolcro, a mano a mano che si toglievano le pietre, la fossa rettangolare andava restringendosi verso il fondo. A m. 0.80 di profondità cessava il riempimento di sassi e fra la terra di infiltrazione si videro per tutto il fondo le ossa del cadavere in piccoli pezzi che erano stati evidentemente calcinati dal fuoco. Si aveva quindi un esempio rarissimo di seppellimento a cremazione, senza che i resti del cadavere fossero stati raccolti nell’urna, invece intenzionalmente disseminati per tutto quello spazio che avrebbe occupato il cadavere se fosse stato inumato in quella fossa.-

 

12) pietre a confronto

 

pietra con simbolo solare di Golasecca (sopra) e Terni (sotto)

 

13) Eneide libro VII  Virgilio

 

Fra i vari ricercatori (Carosi, Umbria Oriente del mondo pag. 12)c’e chi ha scomodato anche Virgilio, l’eroe Enea che, nel ritorno alla ricerca della casa natia, segue il suo viaggio giungendo in una valle in mezzo all’Italia dove c’è la famosa valle di Amsanto. Dalla descrizione sembra parlare proprio della valle  Ternana che ha temine nei pressi della Cascata delle Marmore.

A memoria d’uomo tuttavia non si riusciva a sapere quale fosse la valle di Amsanto

 

14) Historia e pianta di Terni

 

Nel libro “Historia e pianta di Terni” del Giacomo Lauro anno 1637 pag.3 ritroviamo la valle di Amsanto citata presso la cascata delle Marmore.

Ciò per dire che molto è stato distrutto e cancellato dalla memoria storica di questa città, infatti questo libro fu ritrovato nella biblioteca di un’università estera.

 

15) le traduzioni

Da questo dizionario Gallese, uno studioso locale ha comparato molte parole del dialetto ternano con parole del gallese.

 

 

16) la sorpresa

Wales- Cymru ossia Cumru è l’antico nome del Galles e  sentir parlare una anziana donna dal Galles in antico dialetto ternano è stata una vera sorpresa.

 

17) comparazione lingua

confronto di alcune parole gallesi e ternane.

Altre informazioni sono state raccolte dalla rivista Thule-italia, alla pagina 60 di questo link http://www.thule-italia.org/Produzioni/Rivista/TI%20febmar2006.pdf

Ecco qua qualche notizia purtroppo frammentaria...comunque per chi volesse chiarimenti non esitate a fare domande!!

A questo punto le strane forme circolari in mezzo ai boschi passano in secondo piano,diventando uno spunto per parlare di questo territorio ancora tutto da scoprire..

Comunque non si sa mai!

ecco le coordinate,del primo ben contraddistinto:Lat. 42°31'33.62"N Long. 12°30'2.75"E

poi ce ne sono moltissimi tutti intorno,per esempio nella zona circostante ad:
Lat. 42°30'43.11"N Long:  12°30'7.28"E

Secondo voi cosa sono? non sembrano tralicci ad alta tensione,ne ho gia visti ed in genere si notano i fili..poi non hanno uno schema preciso anche se sistematico..

Grazie a tutti per l'attenzione spero di aver proposto un argomento interessante!
 




« Ultima modifica: 25 Ottobre 2010, 00:15:13 am da celtic »
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carlino

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Re:costruzioni circolari?
« Risposta #1 il: 20 Settembre 2010, 12:23:50 pm »

benvenuto celtic :)

bella esposizione,ti chiederei però di postare direttamente l'immagine che vorresti far vedere e commentare..
alcuni sono pigri e cercare nelle coordinate che hai messo,potrebbe far passar la voglia di continuare il discorso.
anche perchè,
la spiegazione ufficiale è lunga,rimane il tuo dubbio....
in questo pc non mi trovo google earth se non l'avrei fatto direttamente io :)


(è un consiglio :) )
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Un giorno tutto cambierà... Quel giorno spero di essere pronto..

www.youtube.com/watch?v=fQyBwDe7ZPc

celtic

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Re:costruzioni circolari?
« Risposta #2 il: 20 Settembre 2010, 12:48:17 pm »

Ogni consiglio è ben accetto!ora provo a prendere direttamente l'immagine..Quello che ho postato non è una spiegazione a questi strani cerchi..è solo una presentazione del contesto in cui si trovano!a presto












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  questa è la panoramica,dal luogo verso il citato sopra,monte torre maggiore...

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MOLTO INTERESSANTI QUESTE,SI VEDONO ANCHE MEGLIO COSì:

http://img827.imageshack.us/img827/9306/buchinelterreno4.jpg
http://img690.imageshack.us/img690/3241/buchinelterreno5.jpg
http://img375.imageshack.us/img375/705/buchinelterreno6.jpg
http://img440.imageshack.us/img440/1138/buchinelterreno7.jpg
http://img201.imageshack.us/img201/230/buchinelterreno8.jpg



NON RIESCO A FARE DI MEGLIO!!!non si vedono bene così se avete un modo consigliatemi!!


« Ultima modifica: 20 Settembre 2010, 13:43:53 pm da celtic »
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celtic

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Re:ITALIA:costruzioni circolari?
« Risposta #3 il: 25 Settembre 2010, 13:47:49 pm »

                                           O.o                   
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Malebolge

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Re:ITALIA: misteriose costruzioni circolari?BASI ALIENE!!
« Risposta #4 il: 06 Ottobre 2010, 11:22:36 am »

si sono sicuramente basi aliene!
non è prorpio possibile che sia opera dell'uomo... proprio impossibile!


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celtic

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Re:ITALIA: misteriose costruzioni circolari?BASI ALIENE!!
« Risposta #5 il: 16 Ottobre 2010, 12:05:52 pm »

Qualcosa di più???
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esteve

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Re:ITALIA: misteriose costruzioni circolari?BASI ALIENE!!
« Risposta #6 il: 16 Ottobre 2010, 12:16:21 pm »

sono alquanto strani....

ma la tua opinione?

mi ricordo che li avevo gia visti tempo fa quando li postasti la prima volta.

ma la cosa non è andata avanti...

prova a darci una spiegazione.
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Mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato e per coloro che vorranno ascoltare all'affermazione della verità.

http://www.youtube.com/watch?v=5uEtrTM5Mk4&feature=related

Carson

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Re:ITALIA: misteriose costruzioni circolari?BASI ALIENE!!
« Risposta #7 il: 16 Ottobre 2010, 13:29:26 pm »

Davvero strane queste immagini e discorso da approfondire
Nella foto 4.jpg, ho notato sulla destra come una freccia nella vegetazione. A me sembra molto eveidente dall'alto
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Mark83

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Re:ITALIA: misteriose costruzioni circolari?BASI ALIENE!!
« Risposta #8 il: 16 Ottobre 2010, 13:39:57 pm »

Concordo sulla stranezza di questo caso...tutte queste "piazzole", poi, hanno un centro/fulcro ben definito...mah...se ci sono news o spiegazioni aggiornate il topic!
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Barzagli82

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Re:ITALIA: misteriose costruzioni circolari?BASI ALIENE!!
« Risposta #9 il: 16 Ottobre 2010, 13:54:24 pm »

Certe immagini mi fanno pensare che gli alieni sono atterrati in quei posti.
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Re:ITALIA: misteriose costruzioni circolari?BASI ALIENE!!
« Risposta #10 il: 16 Ottobre 2010, 14:09:01 pm »

Eheheh... e bravo Celtic, MOLTO interessante... sarebbe da chiedere ad un esperto (ma de che??)

Magari un e-mail ad un geologo?
Comunque curiosa sta cosa.. non mollare! Poi magari scoprirai che sono le famose "poste" dei cacciatori per la caccia al cinghiale, ma almeno ti sarai tolto un pensiero  :wink:
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mate

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Re:ITALIA: misteriose costruzioni circolari?BASI ALIENE!!
« Risposta #11 il: 16 Ottobre 2010, 14:33:57 pm »

La cosa strana sono proprio quei,sembrano buchi,cosi al centro che hanno tutti se notate.
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Toscanaccio

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Re:ITALIA: misteriose costruzioni circolari?BASI ALIENE!!
« Risposta #12 il: 16 Ottobre 2010, 16:13:17 pm »

Vorrei ricordare,che la civiltà del" primo tempo"aveva incredibili capacità edificative,il mio pensiero mi porta,mà dovrei visionare i luoghi,alla civiltà"Villanoviana" e quella che la precedette,una caratteristica era di edificare, intagliandoli, nel tufo, nel terreno,luoghi sacri circolari,scavati in una profondità di più di due mt,mà avevano,specialmente nell'Italia centrale -settentrionale,anche la capacità di fare questi cerchi incavati,anche nella dura roccia,nel comune di Piano di Sorrento(NA)alle spalle del corso Italia fino a qualche anno fà c'era uno di questi siti,ebbene,non ci crederete mà ne hanno fatto parcheggi interrati!!!!Toscanaccio
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celtic

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Re:ITALIA: misteriose costruzioni circolari?BASI ALIENE!!
« Risposta #13 il: 17 Ottobre 2010, 14:30:17 pm »

Non so il contesto in cui si trovano è interessante,soprattutto perchè è un monte,come si vede nella foto in prospettiva,dalla cui sommità è possibile vedere il monte Torre Maggiore,sicuramente un luogo di culto delle prime civiltà scomparse,conoscitrici delle stelle..Sul monte Torre Maggiore infatti ci sono delle buche nella roccia in cui veniva messa dell'acqua per poi vedere il cammino e la posizione delle stelle..Quindi da Torre Maggiore era possibile vedere quei buchi misteriosi in cui magari venivano infilati dei pali o delle rocce per creare una sorta di mappa di riferimento ben visibile.. non so..Certo è che c'era una civiltà scomparsa e misteriosa,che è riuscita in parte a salvarsi da un diluvio proprio rifugiandosi sulla sommità di suddetti monti,e di cui non si ha piu traccia se non qualche terrazzamento,mura megalitiche,templi..Baracche per la caccia non penso,perchè comunque non si spiega la regolarità e la necessità di svilupparle secondo quest'andamento circolare..é vero all'interno di questa piana circolare disboscata c'è una sorta di reticolato e qualcosa al suo centro che potrebbe essere un buco o un dosso,o magari una roccia..Proprio non so,si dovrebbe andare a verificare al loro interno..Intanto vi invito a leggere la pagina 60 di questo giornale http://www.thule-italia.org/Produzioni/Rivista/TI%20febmar2006.pdf
« Ultima modifica: 17 Ottobre 2010, 14:34:50 pm da celtic »
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Lord Alessio

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Re:ITALIA: misteriose costruzioni circolari?BASI ALIENE!!
« Risposta #14 il: 24 Ottobre 2010, 22:35:52 pm »

Non mi sorprenderebbe se fossero piramidi sepolte dalla vegetazione e dal terreno proprio come quelle a Montevecchia o in Toscana o ancora a Roma.
Sono molto scettico sul fatto che si tratti si basi aliene,trovo una scarsa logica a tutto ciò.
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