Nel libro di Mauro Biglino c' è un capitolo in cui vengono analizzati proprio i dieci comandamenti.
Non ricordo nel dettaglio in quanto ho letto il libro mesi fa, in linea generale la traduzione letterale dell' Esodo dimostra che sulle famose tavole NON ERANO riportati i dieci comandamenti che tutti conoscono.
I dieci comandamenti se non sbaglio erano stati comunicati a Mosè per via orale mentre sulle due tavole era riportato altro.
Ti riferisci a questo?.
I veri dieci comandamenti, ben diversi da quelli a noi insegnatici, sono presenti nella Bibbia nei libri dell’Esodo 20: 2-17 e in Deuteronomio 5: 6-21; riportati di seguito nella tabella (a sinistra) e comparati con i comandamenti falsificati della versione ufficiale del catechismo cattolico (a destra):
Il Decalogo originale secondo l’Antico Testamento Il Decalogo secondo la Chiesa
(Deuteronomio 5: 7-21): Cattolica:
1. Non avere altri dèi di fronte a me. 1. Non avrai altro dio fuori di me.
2. Non ti farai idolo né immagine alcuna !??
di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è
quaggiù sulla Terra, né di ciò che è nelle
acque sotto la terra. Non ti prostrerai
davanti a quelle cose e non le servirai.
Perché io, il Signore tuo Dio, sono un Dio geloso,
che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla
terza e alla quarta generazione per quanti mi
odiano, ma usa misericordia fino a mille
generazioni verso coloro che mi amano e
osservano i miei comandamenti
3. Non pronunciare invano il nome del Signore 2. Non nominare il nome di Dio invano.
tuo Dio perché il Signore non ritiene innocente
chi pronuncia il suo nome invano.
4. Osserva il giorno di sabato per santificarlo, 3. Ricordati di santificare le feste.
come il Signore Dio tuo ti ha comandato. Sei
giorni faticherai e farai ogni lavoro, ma il settimo
giorno è il sabato per il Signore tuo Dio: non fare
lavoro alcuno né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né
il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bue,
né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il
forestiero, che sta entro le tue porte, perché il
tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te.
Ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto
e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con
mano potente e braccio teso; perciò il Signore tuo
Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato.
5. Onora tuo padre e tua madre, come il Signore Dio 4. Onora tuo padre e tua madre.
tuo ti ha comandato, perché la tua vita sia lunga e
tu sii felice nel paese che il Signore tuo Dio ti dà.
6. Non uccidere. 5. Non uccidere.
7. Non commettere adulterio. 6. Non commettere atti impuri.
8. Non rubare. 7. Non rubare.
9. Non pronunciare falsa testimonianza contro 8. Non dire falsa testimonianza.
il tuo prossimo.
!? 9. Non desiderare la donna d’altri.
10. Non desiderare la moglie del tuo prossimo. 10. Non desiderare la roba d’altri.
Non desiderare la casa del tuo prossimo, né il
suo campo, né il suo schiavo, né la sua schiava,
né il suo bue, né il suo asino, né alcuna delle
cose che sono del tuo prossimo.
Come è possibile constatare dalla tabella comparativa, nel primo comandamento del decalogo del Deuteronomio – il comandamento originale per intenderci – Dio comanda al suo popolo di “non avere altri dèi al di fuori di lui”, ammettendo implicitamente l’esistenza e la presenza di più dèi. Il vero motivo per cui l’ipotetico redattore della Bibbia (di certo un alto dirigente ebreo, e non Dio!) ha imposto agli ebrei questo comandamento è perché, nonostante vi fossero diversi tentativi di unificare il popolo ebraico ormai allo sbaraglio dopo la cacciata dall’Egitto, gli ebrei, infischiandosene altamente di ciò che diceva il loro dio, o di chi glielo voleva imporre, non furono mai fedeli a questa divinità dimostrando addirittura in molti casi di non conoscerla neppure, adorando ogni sorta di divinità egizia, sumera, assira, fenicia ed altre divinità di tutte le razze e religioni; tutte eccetto il dio biblico.
Per poter riparare a tutte queste chimeriche anomalie, poiché sarebbe potuto sembrare ridicolo agli occhi di un credente non ebreo che il dio Creatore dell’Universo fosse in competenza con altre divinità,la Chiesadecise all’unanime di trasmutare grammaticalmente il “numero” della parola “dèi” dal plurale al singolare (dio), in modo tale da cambiare il significato all’intero contesto della frase.
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