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Autore Topic: esodo, Akhenaton, i 10 comandamenti e Mosè nella realtà  (Letto 6471 volte)

SCANNER

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esodo, Akhenaton, i 10 comandamenti e Mosè nella realtà
« il: 28 Novembre 2011, 23:09:29 pm »

A grande richiesta nel mio precedente topic "se esiste, com'è l'inferno?" posto qui il topic dove si parlerà di  mose, dei 10 comandamenti dal punto di vista scientifico e archeologico,interpretando ciò che c'è scritto nell'antico testamento e tutto l'Esodo in chiave scientifica.

« Ultima modifica: 29 Novembre 2011, 13:43:13 pm da SCANNER »
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Re:Mose e i 10 comandamenti nella realtà
« Risposta #1 il: 28 Novembre 2011, 23:24:42 pm »

A grande richiesta nel mio precedente topic "se esiste, com'è l'inferno?" posto qui il topic dove si parlerà di  mose, dei 10 comandamenti dal punto di vista scientifico e archeologico,interpretando ciò che c'è scritto nell'antico testamento in chiave scientifica.

Bravo skanner , ma ti ricordi quanto tempo ha vissuto' Mose'? secondo gli scrittori di quell' epoca. :smilie:
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croft

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Re:Mose e i 10 comandamenti nella realtà
« Risposta #2 il: 28 Novembre 2011, 23:44:51 pm »

Deuteronomio 34

7Mosè aveva centoventi anni quando morì;
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"Verrà il giorno in cui la torre renderà ciò che le è stato affidato, la Piramide salterà come un ariete e allora terminerà la triste età del ferro".

Chiara

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Re:Mose e i 10 comandamenti nella realtà
« Risposta #3 il: 29 Novembre 2011, 00:34:02 am »

Ho trovato qualcosa a proposito di Mosè e dell'Egitto:

"Esistono prove convincenti che una gigantesca eruzione vulcanica abbia colpito il Mediterraneo all'epoca di Amenothep, presumibilmente l'esplosione di Thera Santorini, che alcuni vogliono essere l'isola di Atlantide. Recenti test con il radiocarbonio hanno dimostrato che Thera esplose nel 1360 a.C. (e non cent'anni prima), e dunque all'epoca di Amenhotep. Gli effetti del cataclisma sull'Egitto spiegherebbero l'erezione improvvisa di cosi' tante statue dedicate a Sekhmet; l'oscuramento dei cieli, forse durato giorni e giorni, e le piogge di ceneri vulcaniche terrorizzarono gli egizi, che lessero in tutto cio' una punizione divina. Questo era gia' accaduto una volta, quando, secondo le credenze egizie, la dea aveva cercato di annientare la razza umana". In quest'ottica le leggendarie piaghe d'Egitto, che Mose' scateno' contro il faraone, assumono un nuovo spessore. E' giusto dire che la Bibbia non fornisce la data esatta degli eventi che videro protagonista Mose'. Secondo Phillips, tutto cio' avvenne all'epoca della distruzione di Thera. "Gli effetti dell'eruzione mostrano una somiglianza impressionante con le piaghe d'Egitto. Si parla di tenebre, acque del Nilo trasformate in sangue, ulcere e grandine. Ebbene, l'esplosione di Thera produsse una nuvola di ceneri che oscuro' la luce del sole. Le piogge di lapilli incandescenti e di pezzi di pomice infuocata spiegano la "grandine" biblica, che prendeva fuoco a contatto con le case; quanto alle ulcere, esse sono tipiche dell'esposizione alle ceneri acide. L'eruzione di Thera libero' poi tonnellate di ossido di ferro che si riversarono nelle acque e giunsero sino in Egitto. Cio' spiega la moria dei pesci e "il Nilo tramutato in sangue". Il sangue altro non era che l'ossidazione del ferro a contatto con l'aria, processo che produce macchie di ruggine rossa".

"L'ESODO SECONDO PHILLIPS

Prosegue Phillips:"Anche la separazione delle acque del Mar Rosso potrebbe essere stata causata da Thera. Innanzitutto il termine "Mar Rosso" e' una traduzione erronea della parola ebraica "Yam Suph", che significa "mar delle canne", cioe' laguna. Il "mare" attraversato dagli ebrei in fuga poteva essere il lago Manzala, un'insenatura sul delta del Nilo, in epoca biblica separata dal Mediterraneo da una fetta di terreno asciutto. Se gli israeliti avessero cercato di passare in quel punto, l'ondata di maremoto causata da Thera sarebbe tornata a loro vantaggio. Il mare si sarebbe trasformato in terreno asciutto, come narra la Bibbia, e gli israeliti l'avrebbero attraversato per tempo, prima del richiudersi delle acque che annientarono l'armata egizia. A seguito di questi eventi catastrofici e mirabolanti, possiamo capire perche' Ekhnaton si affretto', contrariamente al padre, a riconoscere il dio ebraico e ad adottarne il culto. Guarda caso, il capo dei ministri di Ekhnaton, Aper-El, non era un egiziano ma un ebreo, caratteristica di per se' insolita, visto che nessun altro faraone della XVIIIº Dinastia nomino' mai uno straniero ad una carica cosi' alta. Aper-El in ebraico significa "servitore di Dio". El era uno dei nomi del Dio degli ebrei.

Quanto a Mose', secondo la Bibbia egli, figlio di israeliti, venne allevato come un principe egizio dalla figlia del faraone; anche se non e' stata ritrovata nessuna testimonianza storica di un principe egizio di nome Mose'. Tra l'altro, il nome Mose' e' senza dubbio sbagliato. In ebraico esso e' scritto "Moshe"; gli egizi lo avrebbero pronunciato Mose, che significa "figlio"; in greco venne tradotto Mosis. All'epoca di Amenhotep c'erano due principi: uno era Ekhnaton, colui che veniva indicato come "il vero figlio del re", l'altro era Thutmosis. Di quest'ultimo si sa che venne improvvisamente scacciato dall'Egitto; la sua tomba, edificata nella Valle dei Re, e' vuota, come se egli fosse morto altrove. Se Mose' fu davvero allevato come un principe durante il regno di Amenhotep, allora Thutmosi e' l'unica figura storica che gli corrisponde. E' affascinante ipotizzare che, se avesse abbandonato la sua religione e deciso di eliminare dal suo nome l'elemento divino Thut (Thot, il dio ibis), Thutmosis si sarebbe chiamato Mosis".

http://www.alfredolissoni.net/tombs.htm
« Ultima modifica: 29 Novembre 2011, 00:37:24 am da Chiara »
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Re:Mose e i 10 comandamenti nella realtà
« Risposta #4 il: 29 Novembre 2011, 00:44:06 am »

A seguito di questi eventi catastrofici e mirabolanti, possiamo capire perche' Ekhnaton si affretto', contrariamente al padre, a riconoscere il dio ebraico e ad adottarne il culto.

E già... si affrettò...  :boring:

Ma quando mai?
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Re:Mose e i 10 comandamenti nella realtà
« Risposta #5 il: 29 Novembre 2011, 00:49:06 am »

Deuteronomio 34

7Mosè aveva centoventi anni quando morì;

Dia quale Calendario? il nostro fu' inventato molto dopo. Quindi, bisogna vedere  come gli anni  venivano calcolati in qull' epoca.  :uhm:


I nostri calendari sono l'effetto di due azioni di governo imposte da autorità politiche e insieme religiose: Giulio Cesare che nel 46 a.C., a Roma, fece riformare con l'aiuto dell'astronomo greco Sosigene il calendario romano; ordinò l'inserimento di due mesi, tra novembre e dicembre, per recuperare i giorni perduti in guerra: il 45 a.C. arrivò a 445 giorni, e con il 45 a.C. finì la confusione del calcolo del tempo annuale: l'anno ora durava 365 giorni invece di 355. Cesare istituì anche l'anno bisestile - il 2008 lo è - per mantenere la sincronia con le stagioni, in cui il 24 febbraio si ripeteva due volte: ante diem bis sextum Kalendas Martias, ovvero «due-volte-sesto giorno prima delle Calende di Marzo». Quindi toccò a papa Gregorio XII nel 1582, che fece coincidere l'equinozio, arrivato all'11 marzo, con il 21 del mese: ordinò che il giorno successivo al 4 ottobre fosse il 15, sopprimendo l'anno bisestile negli anni divisibili per 100, a meno che non fossero anche divisibili per 400. I paesi protestanti non accettarono la correzione del calendario e sino al Settecento rimase una sconnessione di date tra paesi cattolici e paesi luterani. Il problema delle due riforme era far coincidere le date del calendario religioso con quelle del calendario sociale, ma nonostante gli sforzi di entrambi i legami tra calendario e liturgia, calendario e potere religioso, finirono per allentarsi in parallelo alla laicizzazione del potere politico.

L'anno è l'unità fondamentale del calendario, misura stessa della vita umana, eppure la sua diffusione non è stata rapida e facile. Il calendario pone quattro problemi: quello dell'inizio dell'anno (non ancora uniforme nel mondo), quello del ritmo scandito dai bilanci economici nelle società moderne, il problema dell'anno come unità di computo della vita umana (François Villon nel 1461, racconta Francesco Maiello in Storia del calendario, Einaudi, non conosceva con precisione la sua età) e quello dell'anno in quanto «data», punto di riferimento dei fatti storici. I nostri calendari hanno separato il tempo dallo spazio, relegando la scansione stagionale a un'altra classificazione: la meteorologia. Per i popoli antichi le stagioni sono sempre state due: calda e fredda, oppure secca e umida; il trionfo della cultura occidentale le ha portate a quattro. Dei calendari a nostra disposizione quello settimanale è dunque il più importante. Certo, la scansione mensile è significativa, anche per i suoi risvolti economici (stipendi, affitti), ma è la sequenza settimanale a imporre il proprio ritmo. Lo hanno inventato gli ebrei, come racconta Evian Zerubavel in Ritmi nascosti (il Mulino), e sono stati i monaci benedettini a tramandarlo. La vita monastica era una macchina collettiva che doveva funzionare alla perfezione. I benedettini hanno comunicato la loro mentalità utilitaristica all'Occidente: l'agenda tascabile è figlia della loro visione pratica della vita quotidiana.

Prima del calendario c'era l'almanacco - significa: «l'anno prossimo» - con pronostici, predizioni astrologiche, proverbi (Émile Biémont, Ritmi del tempo, Zanichelli), però l'avvenire continuava a sfuggire ai medievali e ai primi moderni. Sino al 1650, i calendari erano perpetui, previsti per una durata indefinita. Nel 1657 Mariette produsse in Francia il primo calendario variabile. Nel 1756 Linneo ebbe l'idea di mettere al posto dei santi il fiore che sbocciava in quel giorno. Tre secoli e mezzo per addomesticare il tempo che oggi ci appare frantumato in unità sempre più piccole. Attraverso gli strumenti elettronici, calendari virtuali, cerchiamo spasmodicamente di manipolare il tempo. Una partita persa: il calendario fratto, e insieme moltiplicato dentro le nostre tasche, implacabile ci domina
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croft

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Re:Mose e i 10 comandamenti nella realtà
« Risposta #6 il: 29 Novembre 2011, 08:35:18 am »

Gli Egiziani già 6000 anni fa avevano calcolato la lunghezza dell’anno in 365 giorni.
Il loro calendario era formato da 12 mesi di 30 giorni e da 5 giorni supplementari nei quali cadevano i compleanni di Osiride, Iside, Horo, Sethi e Nefti.

Si pensa che Giulio Cesare abbia copiato dagli egizi.
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el63

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Re:Mose e i 10 comandamenti nella realtà
« Risposta #7 il: 29 Novembre 2011, 10:21:38 am »

Sanner mi hai preceduto nell'aprire questo topic, anche se io lo pensavo più completo, non solo sui dieci comandamenti e Mosè.. Era tempo che volevo argomentare sulla questione dell'Esodo, di Mosè e del Signore delle battaglie, anche legato al periodo del faraone Akenathon.
Hai fatto benissimo ad aprirlo in archeologia, e secondo me bisognerebbe puntualizzare che è una ricerca storica archeologica e non religiosa, altrimenti cominciano subito i soliti flame dei religiosi, che vedono il tutto come un attacco alla religione.
« Ultima modifica: 29 Novembre 2011, 10:36:23 am da el63 »
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Re:Mose e i 10 comandamenti nella realtà
« Risposta #8 il: 29 Novembre 2011, 10:33:02 am »

 :quoto: El63!
si potrebbe cambiare il titolo così che si capisca essere una ricerca a 360° su Mosè...anche perchè è tutto alquanto correlato (esodo, Akhenaton, 10 comandamenti)
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Re:Mose e i 10 comandamenti nella realtà
« Risposta #9 il: 29 Novembre 2011, 10:50:07 am »

i soliti flame dei religiosi

Personalmente interverrò, come ho fatto sempre, quando si fanno affermazioni campate in aria.

Come nel caso di quelle riportate sugli studi di Gerald Massey, l'egittologo talmente celebre che gli egittologi nemmeno lo conoscono.

Eppure, grazie (...) a Massey, oggi tutti "conoscono" le incredibili similitudini tra Horus, Mithra, Buddha (etc etc) e Gesù Cristo.

Capita... che più di un utente venda come una basilare verità ciò che ha dichiarato Tizio o Caio, magari nel 1910... e io mi potrò permettere di controbatterla?

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el63

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Re:Mose e i 10 comandamenti nella realtà
« Risposta #10 il: 29 Novembre 2011, 10:52:07 am »

Gensi Cap.5 : I patriarchi antidiluviani.
Adamo visse 930 anni
Suo figlio Set 912 anni
Enos 905 anni
Kenan 910 anni
E così via.
Secondo voi non sono anni come li calcoliamo noi? Secondo me sì.
Attenzione alla frase dell'inzio di questo capitolo, "nel giorno in cui Dio (traduzione reale è Elohim al plurale) creò Adamo lo fece a sua immagine e somiglianza. Quanto vivevano questi Elohim da cui noi fummo creati a loro immagine e somiglianza? Questo è il primo problema.
Nel capitolo successivo, cap 6, 3 il Signore , preoccupato dal moltiplicarsi troppo veloce del genere umano sulla terra, e dal fatto che le due razze distinte, quella dei figli degli Elohim (di Dio) e le figlie dell'uomo si incrociano, accorcia la vita umana a centoventi anni.
La longevità dell'uomo è pericolosa per dio/elohim, e viene abbreviata affinchè non costituisca un possibile pericolo.
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el63

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Re:Mose e i 10 comandamenti nella realtà
« Risposta #11 il: 29 Novembre 2011, 10:57:08 am »

Certo Enh, bon era questo che intendevo. Ma le affermazioni del genere, "se lo dice la Bibbia è verità unica che non si può controbbattere".
Invece l'approccio dovrebbe essere quello storico archeologico.
Una volta ho sentito dire appunto da uno storico archeologo, se prendi qualsiasi scritto antico, l'Odissea, l'Iliade.......le storie mitologiche, puoi andare a studiarle con approcci scientifici per verificarne l'autenticità storica o meno, o comunque quali aspetti rispecchiano la storia. Se prendi un libro sacro, Bibbia in primis non puoi fare nessuna ricerca che subito ti danno addosso  e sei messo fuori gioco. Tipo Biglino recentemente.......

Nel senso che non deve partire subito l'attacco dei religiosi, perchè questa non è la sezione religione. Se per un religioso quello che dice la Bibbia rispecchia la verità anche come racconto srtorico, per uno storico o un archeologo non è così.
Se no dove dobbiamo discutere tranquillamente di questi argomenti? Cioè dal punto di vista storico...... :-\
« Ultima modifica: 29 Novembre 2011, 11:00:10 am da el63 »
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Re:Mose e i 10 comandamenti nella realtà
« Risposta #12 il: 29 Novembre 2011, 11:29:44 am »

Secondo la Bibbia gli ebrei rimasero in Egitto per 400 anni prima dell'Esodo.
Sebbene il racconto riguardi eventi storici di straordinaria importanza, la Bibbia non ci da alcuna informazione sul periodo in cui si suppone siano avvenuti. Non fornisce date, e nemmeno il nome del faraone coinvolto.
L'antico egitto ha sempre lasciato testimonianze accurate di ogni evento storico, ma non si trova nessun  riferimento storico che comprovi la presenza degli ebrei nel paese, nessuna citazione riguardo a Giuseppe (come poteva diventare gran visr uno straniero?), nè riguardo Mosè, non esitono riferimenti alle piaghe, alla fuga di un intero popolo e all'annientamento dell'esercito e del faraone sommersi da un mare che si divide e poi travolge tutti.
Un popolo come gli egizi così pignolo a registrare eventi, battaglie,.......non ha mai fatto cenno a un qualcosa di così travolgente? O si nasconde dietro una storia che è stata cancellata insieme ad un faraone considerato eretico?
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croft

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Re:Mose e i 10 comandamenti nella realtà
« Risposta #13 il: 29 Novembre 2011, 11:49:48 am »

Ma come facevano dopo 400 anni a distinguere gli ebrei dagli egizi?
La domanda potrà sembrare banale, ma la faccio lo stesso.  :smilie:
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KillerMoon

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Re:Mose e i 10 comandamenti nella realtà
« Risposta #14 il: 29 Novembre 2011, 11:56:38 am »

 :quoto: la seconda ipotesi El63!

per il popolo Ebreo c'è pure la teoria che arrivò da un altro Pianeta ai tempi di Atlantide dove una colonia si instaurò (fonte: l'antico segreto del fiore della Vita di Drunvalo Melzichedek).

credo pure io che l'età degli antichi patriarchi  fosse quella e che successivamente fu accorciata...

En i tuoi interventi saranno graditi, ben vengano, se supportati da fonti, sono i soliti: è così perchè lo dice la Bibbia, è così perchè secondo me...è così perchè da cattolico penso che il faraone si sia impietosito...che non hanno molto senso in un topic "archeologico"....si vuole analizzare la storia da un punto di vista archeologico e storico e non di cieca fede...

ottima osservazione Croft!!! se è come dice D. Melzichedek forse i tratti somatici erano molto differenti...si dice che Abramo fosse di razza ariana, altissimo e biondo rosso di capelli, chiaro di carnagione...
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