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Autore Topic: Contenitore per News Archeologiche  (Letto 41145 volte)

croft

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Re:Contenitore per News Archeologiche
« Risposta #240 il: 02 Settembre 2010, 16:49:07 pm »

Perù, trovati resti di uomini probabilmente vissuto a tempo di Cristo

La scoperta sulla costa nord del paese: appartenevano alla tribù Mochica, che fino all’VII secolo ha dominato la regione.

LIMA (PERU’) – Una scoperta inaspettata quella che ha portato alla luce, sulla costa settentrionale del Perù, lo scheletro di uomini che sarebbero vissuti al tempo di Gesù Cristo: una squadra di archeologi ha dissotterrato i resti di tre uomini, probabilmente sepolti più di 1.600 anni fa.

IL RITROVAMENTO. I tre (un uomo, una donna e un ragazzo sui 13 anni) si ritiene appartenessero alla comunità Mochica, che governò la regione andina, proprio dai tempi di Cristo sino all’ottavo secolo d.C.
L’importante scoperta è stata fatta dall’archeologo peruviano Walter Alva, direttore del Museo delle Tombe reali di Sipán, che in precedenza aveva scoperto la tomba del gran signore di Sipán. Anche questi scheletri sono stati ritrovati nella medesima area archeologica.

L’ARCHEOLOGO. “Stiamo scavando nella stessa piattaforma del mausoleo reale del Signore di Sipan, dove i Mochicas hanno seppellito tutte le persone di alto rango, dai signori della tribù, ai sacerdoti fino alle persone membri di famiglie nobili. Questi scheletri risalgono ad un periodo leggermente anteriore a quello del Signore di Sipán”.

http://www.express-news.it/cultura/archeologia/peru-trovati-resti-di-uomini-probabilmente-vissuto-a-tempo-di-cristo/

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Toscanaccio

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« Risposta #241 il: 04 Settembre 2010, 10:13:43 am »

Fonte Israelian Antiquity Museum-In NAzareth ritrovata,a lato,della casa di Miriam,abitazione risalente al I° secolo dc.abitata fino al II°sec dc.,al suo interno son stati ritrovati vasi particolari,erano lavorati in modo tale da non divenire impuri,secondo il costume ebraico,non solo,mà molti detrattori negazionisti-relativisti,resteranno sbalorditi nell'apprendere che sù Nazareth il colle poco più sopra,son stati renvenuti insediamenti della tarda età del Bronzo(1700-900ac) parecchi utensili e suppellettili son conservate nel piccolo mà interessantissimo museo di Nazareth,oltre ciò è passata,in mala fede,il rinvenimento di lastra di marmo del I° sec ac recante la dicitura di"Nazareth"tale reperto è custodito nel Museo di Cesarea,bè c'è ancora chi sostiene che Nazareth non è mai esistita?Toscanaccio
« Ultima modifica: 07 Settembre 2010, 17:21:45 pm da Toscanaccio »
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croft

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« Risposta #242 il: 05 Settembre 2010, 16:27:26 pm »

La struttura vicino alla Piramide Romboidale potrebbe essere un porto

A nord-est della cosiddetta Piramide Romboidale, nella necropoli reale di Dahshur, in Egitto, gli archeologi hanno scoperto una grande struttura che potrebbe essere ciò che rimane di un antico porto. Si collega a uno dei templi della piramide per mezzo di una strada rialzata lunga 140 metri.

continua
http://ilfattostorico.com/2010/09/04/la-struttura-vicino-alla-piramide-romboidale-potrebbe-essere-un-porto/
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Toscanaccio

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« Risposta #243 il: 06 Settembre 2010, 08:59:53 am »

Croft,e sè invece di un porto,che fatto con mattoni cotti al sole non sarebbe durato a lungo,in quello spazio fossero state conservate la cosiddette"navi solari"ritrovate anche a Giza?Ah domenticavo dà una lettura sul topic dei vangeli,gradirei una tua opinione,Toscanaccio
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croft

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« Risposta #244 il: 06 Settembre 2010, 12:55:28 pm »

Toscanaccio, tutto è possibile!
Come ben sai, quando vengono fatte delle scoperte gli archeologi tentano di dare una spiegazione logica che poi però è tutta da provare.
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E.B.E.

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« Risposta #245 il: 10 Settembre 2010, 20:29:08 pm »



Le Piramidi: tradizioni, ricerche … e soprattutto invenzioni! (1)

http://www.astronomia.com/2008/12/15/le-piramidi-tradizioni-ricerche-e-soprattutto-invenzioni-1/

Le Piramidi: tradizioni, ricerche … e soprattutto invenzioni! (2)

http://www.astronomia.com/2009/01/07/le-piramidi-tradizioni-ricerche-%E2%80%A6-e-soprattutto-invenzioni-2/
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Toscanaccio

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« Risposta #246 il: 11 Settembre 2010, 17:17:30 pm »

Colui che ha fatto l'articolo riguardante la speculiarità trà le stelle della cintura d'Orione e le Piramidi di Giza ha commesso un macchiano errore sul programma d'astronomia è andato alla data(quella degli Egittologi che danno sole)2500ac. anno in cuil'Archeologia"cieca" ritiene la costruzione del plateau di Giza,mà tenendo la data dà molti ritenuta opportuna 10500ac.perchè all'orizzaonte di Giza in quella data la costellazione del Leone era visibile nel punto ove sorge la Sfinge che in origine,guarda caso era un leone,ebbene sul programma di astronomia inserendo la data del 10500ac.ebbene le piramidi si trovano in perfetto allineamento con le tre stelle della cintura d'Orione,è chiaro che l'autore dell'articolo è un'amico di quegli Archeologi che propugnano date impropie,l'errore l'ha commesso questo illustre premio nobel(dispregiativo voluto)Toscanaccio
« Ultima modifica: 13 Settembre 2010, 09:23:59 am da Toscanaccio »
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« Risposta #247 il: 11 Settembre 2010, 17:58:11 pm »



Lo so Tscanaccio, hai tutto il mio appoggio... ma ho inserito la notizia solo per dovere di cronaca.
Questo tipo che ha fatto l'articolo, scrive su astronomia.com, un sito che seguo per la mia passione di astrofilo.
L'ho letto e nemmeno io approvo minimamente ciò che dice. troppo ORTODOSSO...mente chiusa :biggrin:
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UNATANTUM

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« Risposta #248 il: 12 Settembre 2010, 22:26:13 pm »


IL CILINDRO DI CIRO È TORNATO A TEHERAN

Sembra definitivamente chiusa la disputa tra il British Museum e il Museo Nazionale dell'Iran. Il prestigioso museo londinese ha accordato al suo omologo di Teheran il prestito del Cilindro di Ciro, un manufatto d'argilla del VI secolo avanti Cristo, voluto dal re persiano dopo la conquista di Babilonia. Il Cilindro di Ciro, che gli storici considerano la prima dichiarazione al mondo dei diritti umani, sarà esposto per quattro mesi a Teheran, dove l'ultima volta era stato 40 anni fa.
Secondo il direttore del British Museum, Neil MacGregor, il manufatto "racchiude tutta la storia del Medio Oriente".

Link fotogallery : http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/09/12/foto/il_cilindro_di_ciro_tornato_a_teheran-7001739/1/
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« Risposta #249 il: 12 Settembre 2010, 23:10:29 pm »

Un rostro della prima guerra punica
settembre 11, 2010
di Aezio

Nel mare antistante le isole Egadi, nelle acque a Nord Ovest dell’isola di Levanzo (Trapani), è stato recuperato un rostro in bronzo in perfette condizioni. Sarebbe riconducibile alla battaglia navale conclusiva della prima guerra punica, avvenuta nei pressi delle Isole Egadi nel 241 a.C.

http://ilfattostorico.com/2010/09/11/un-rostro-della-prima-guerra-punica/
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E.B.E.

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« Risposta #250 il: 13 Settembre 2010, 23:56:30 pm »


Pillole di 2000 anni in un relitto greco in Toscana
Nel 130 a.C., una nave greca affondò nei pressi della costa toscana. Dopo circa 20 anni dal ritrovamento del relitto, un gruppo di archeobotanici è stato in grado di analizzare alcune delle pillole ritrovate nella stiva della nave, e preparate dai medici dell'antica Grecia.

L'analisi del DNA del contenuto delle pillole ha mostrato un miscuglio di oltre 10 differenti estratti vegetali, dall'ibisco al sedano.
"Per la prima volta, c'è la prova prova di cosa abbiamo letto negli scritti degli antichi medici greci Dioscoride e Galeno" afferma Alan Touwaide, dello Smithsonian Institution's National Museum of Natural History di Washington.

La scatola di pillole fu scoperta all'interno del relitto nel 1989. Molti dei medicinali erano rimasti ben asciutti e conservati, consentendo le analisi chimiche sul loro contenuto.

Robert Fleischer, dello Smithsonian's National Zoological Park, ha analizzato frammenti di DNA estratti da due delle pillole, comparando i risultati con il database genetico dell'Istituto della Sanità americano. E' stato in grado di identificare carota, ravanelli, sedano, cipolla selvatica, quercia, cavolo, erba medica e millefoglie.
Sono state inoltre trovate tracce di ibisco, probabilmente importato dall'Asia o dall'Etiopia.

"La maggior parte di queste piante sono note per essere state utilizzate nel trattamento di persone malate" spiega Fleischer. Il millefoglie arresta la fuoriuscita di sangue, e Dioscoride Pedanio, un medico e farmacologo della Roma del primo secolo dopo Cristo, descrive la carota come una cura per molti problemi: "Si dice che i rettili non attacchino le persone che l'hanno assunta; aiuta inoltre il concepimento".

Le pillole hanno anche riservato delle sorprese. Una di queste è la presenza di girasole, che si riteneva fosse apparso in Europa dopo la scoperta delle Americhe. Se la presenza di girasole fosse confermata (potrebbe essere frutto di contaminazione recente), i botanici si vedranno costretti a rivedere la storia e la diffusione di questa pianta nell'antichità.

"Gli scienziati e gli studiosi hanno spesso scartato la letteratura su queste medicine, ed espresso dubbi sulla loro possibile efficacia, che veniva attribuita solo alla presenza di oppio" afferma Touwaide. Il ricercatore spera di risolvere il dibattito esplorando le possibilità di trattamento di alcune malattie attraverso gli estratti vegetali rilevati nelle pillole.

Touwaide spera anche di scoprire "Teriaca", una medicina descritta da Galeno che conterrebbe oltre 80 estrati vegetali, e documentarne con precisione la ricetta. "Chi lo sa, queste antiche medicine potrebbero aprire nuove strade per la ricerca farmacologica".
 http://www.ditadifulmine.com/2010/09/pillole-di-2000-anni-in-un-relitto.html
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« Risposta #251 il: 14 Settembre 2010, 12:28:42 pm »

Gb, archeologo dilettante trova un elmo romano

Una vita trascorsa a scandagliare il terreno con un metal detector e alla fine, dopo anni di ricerca, arriva una meritata ricompensa: è accaduto a un archeologo amatoriale britannico che ha rinvenuto nella contea di Cumbria un elmo in bronzo, di probabile attribuzione romana, valutato dalla casa d'aste Christie's circa 360mila euro. Datato tra il primo e il secondo secolo, l'elmo è stato battezzato "Crosby Garrett Helmet" dal nome della località dove è stato rinvenuto ma il suo fortunato scopritore ha deciso di rimanere anonimo. In queste immagini Georgiana Aitken, esperta di antichità per Christie's, mostra l'elmo.
http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/09/14/foto/gb_archeologa_dilettante_trova_una_maschera_romana-7060513/1/?ref=HRESS-1


p.s.: che carina l' esperta...!!!
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Toscanaccio

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« Risposta #252 il: 14 Settembre 2010, 14:53:17 pm »

E.B.E m'hai preceduto sul filo del rasoio prima di darne notizia volevo conferme dà amici medici col pallino dell'archeomedicina,ottimo sprint,Toscanaccio
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E.B.E.

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« Risposta #253 il: 15 Settembre 2010, 20:03:00 pm »



E.B.E m'hai preceduto sul filo del rasoio prima di darne notizia volevo conferme dà amici medici col pallino dell'archeomedicina,ottimo sprint,Toscanaccio


 :p


Sulle tracce dello Yeti: l’uomo selvaggio cinese ovvero lo YeRen

Iscrizioni dicenti "Cava dello Yeren", che aprono l'entrata alla parte occidentale della provincia di Hubei.
 
Creatura mitica o segreto custodito tra le regioni più aspre della Cina?

In Cina, da anni ormai, ogni tanto si torna a parlare dell’Uomo Selvaggio cinese (Ye ren), una variante del più celebre Yeti (o bigfoot sasquatch nella versione Nord Americana), abitante anch’esso della Terra di Mezzo, ma meno propenso alle altitudini dell’Himalaya. Il nome Yeti significa pressappoco “la roccia animale” (in Sherpa: “Yah’”, roccia e “thi”, animale). La maggior parte delle testimonianze raccolte negli anni concordano su alcuni dettagli: postura eretta, faccia umanoide, pelo lungo di colore rosso scuro, lunghe braccia storte che arrivano sino alle ginocchia, pelle grigiastra. In Cina si possono distinguere due aree di avvistamenti: l’altopiano tibetano, fino a raggiungere le vette del Sichuan e del vicino Yunnan, e un’altra zona subtropicale tra Guizhou, Guangxi e Hubei.

Nell’ottobre del 1974 la gente del villaggio Lewuxian nel Sichuan riferì di avere avvistato un Uomo Selvaggio alto almeno 2 metri e ricoperto di pelo marrone. Nei giorni successivi furono ritrovate numerose tracce del passaggio dello Ye Ren. Ma la paura per l’inaspettata scoperta si mescolò con il rispetto per le divinità ancestrali delle montagne, venerate dalle tradizioni locali e le ricerche finirono ben presto, confinando nuovamente la mitica creatura nei boschi di bambù circostanti.

Nel 1980 venne organizzata una spedizione scintifica su larga scala nell’area della riserva naturale di Shennongjia, una famosa riserva naturale nella contea di Fangxian nello Hubei, a circa 1200 chilometri a sud ovest di Pechino, per approfondire le ricerche sulla flora e sulla fauna locale. Incidentalmente il team di scienziati si imbattè in numerore prove indirette dell’esistenza di un animale di grandi dimensioni che sarebbe potuto coincidere con le descrizioni precedenti dello Yeti. Si dice che uno degli habitat più battuti dall’uomo selvaggio cinese sia proprio quello delle alture ricoperte da fitte foreste dello Hubei. Shennongjia è difatti una zona piuttosto particolare in Cina, popolata da una quantità di animali selvatici dal pelo bianco (scimmie, orsi, cervi, ratti e serpenti per citarne alcuni) e viene anche chiamata il “tetto della Cina centrale”. L’area è disseminata di picchi di origine carsica. E’ ricca di caverne e di impenetrabili foreste di bambù, considerate il luogo ideale per i rifugi di selvaggina di grandi dimensioni. Difatti l’area è popolata orsi, scimmie, leopardi e capre selvatiche.
L’uomo selvaggio cinese più recentemente (2003) è stato nuovamente visto mentre attraversava una strada a Shennongjia. Il China Daily riferisce che le sei persone che hanno avuto la fortuna di vederlo viaggiavano in auto. L’avvistamento è stato preso sul serio dalle autorità locali, che hanno organizzato una spedizione alla ricerca di tracce lasciate da questo simil Yeti. Uno dei testimoni, Shang Zhengmin, un reporter locale, ha affermato di avere visto la bestia quando hanno voltato per un tornante della montagna. La creatura, dalle sembianze simil scimmiesche, si muoveva piuttosto velocemente sulla strada, e quando il veicolo aveva effettuato completamente la svolta, era già scomparsa nel fitto della vegetazione. I passeggeri una volta scesi dal veicolo trovarono numerose impronte grandi una trentina di centimetri, numerosi rami recentemente spezzati e una grande macchia che puzzava di urina.

Nel 2007, ancora nella riserva naturale di Shennongjia una spedizione scientifica ha rinvenuto due orme appaiate lunghe 30 centimetri circa, di origine sconosciuta. Ancora, nel 2008, un gruppo di alpinisti giapponesi di ritorno dalle vette nepalesi, ha dichiarato di avere rinvenuto delle orme non appartenenti ad animali conosciuti e che ricordavano vagamente delle impronte umane.
In realtà sono innumerevoli le testimonianze di avvistamenti dell’Uomo Selvaggio nella zona e la Cina ha organizzato numerose spedizioni negli anni ’80 e ’90 alla ricerca di questa creatura, ma tutte senza alcun riscontro accettabile. Molti anni addietro, la stampa di stato cinese aveva rilasciato la notizia che nella riserva di Shennongjia erano stati rinvenuti numerosi denti fossilizzati di scimmie giganti, e qualcuno aveva suggerito l’ipotesi che si trattasse proprio degli antenati dell’Uomo Selvaggio attuale.
Dal 1976 sono state organizzate quattro spedizioni scientifiche ufficiali nella zona alla ricerca di prove dell’esistenza di questo leggendario animale. Le prove più consistenti dell’esistenza dello Yeti della Cina continentale, sono comunque i continui avvistamenti dei locali, le impronte, i peli e residui di escrementi.
Secondo le descrizioni rilasciate dai testimoni, l’altezza dell’Uomo Selvaggio varia dal metro e sessantacinque a ben oltre i due metri, è ricoperto da peli rossastri, dalle sembianze umane, privo di coda, sarebbe capace di ridere e piangere e non sarebbe intimorito dal fuoco. Si nutrirebbe di frutta e piccoli animali, sebbene sia stato accusato di rubare maialini e pannocchie dai campi dei contadini locali.
Un aneddoto risalente agli anni ’40, racconta che un gruppo di cacciatori un giorno uccisero a colpi di arma da fuoco un Uomo Selvaggio, lo cucinarono e trovarono il sapore delle sue carni orrendo.

Cinaoggi.it

http://www.express-news.it/misteri/sulle-tracce-dello-yeti-luomo-selvaggio-cinese-ovvero-lo-yeren/

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Toscanaccio

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Re:Contenitore per News Archeologiche
« Risposta #254 il: 16 Settembre 2010, 19:05:35 pm »

E.B.E in qualche monastero del Tibet son conservate delle ossa ed uno scolpo di Yeti,peccato che la missione di Mesner,di qualche anno fà,non è riuscita,era propio sulla buona pista,pochi giorni prima c'era stata un'incursione dello Yeti nel villaggio dei portatori,bè speriamo che qualche missione specifica riesca nell'intento,Toscanaccio
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