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OOPARTS è diventata una sottosezione di ARCHEOLOGIA

Autore Topic: Contenitore per News Archeologiche  (Letto 44791 volte)

nikolaus88

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Re:Contenitore per News Archeologiche
« Risposta #555 il: 30 Gennaio 2012, 09:20:17 am »

«Ritrovato il tesoro dell'ammiraglio Nelson»

Il tesoro dell'ammiraglio Lord Horatio Nelson ritrovato sui fondali marini del Mediterraneo. Numerosi oggetti preziosi appartenuti all'eroe di Trafalgar che nella celebre battaglia navale del 1805 guidò la Royal Navy alla vittoria schiacciante sulla flotta francese distruggendo per sempre i sogni di egemonia marittima di Napoleone, sarebbero stati ritrovati all'interno della HMS Victoria, nave britannica naufragata nel 1893 al largo delle coste del Libano.

Il relitto, affondato assieme ai suoi 358 marinai a causa di una manovra sbagliata del comandante George Tryon, sarebbe colata a picco quasi 90 anni dopo la morte di Nelson. Secondo gli esploratori inglesi che hanno ritrovato la carcassa della nave, l’imbarcazione custodirebbe anche una delle spade appartenute all'ammiraglio più celebre della storia della Gran Bretagna.

SANTUARIO - Il comandante George Tryon, grande ammiratore di Nelson, aveva comprato gli oggetti preziosi appartenuti all’ammiraglio a un'asta di fine Ottocento. Nella cabina del relitto sarebbe stato trovato un armadio, descritto da Mark Ellyatt, l'esploratore che ha guidato il team di archeologi marini che hanno ritrovato l'imbarcazione, come «una sorta di santuario» nel quale sarebbero custoditi «una serie di articoli» appartenuti a Nelson.
Il Ministero della Difesa inglese, che ha la proprietà legale del relitto, ha contattato la squadra di esploratori e ha ordinato di lasciare a bordo tutti gli oggetti ritrovati e soprattutto di non toccare i beni appartenuti all'ammiraglio.
Interesse verso il tesoro custodito nel relitto è stato espresso anche dalla Nelson Society, che attraverso il suo ex presidente Victor Sharman ha fatto sapere che da un’asta di questi beni si potrebbe ricavare una somma davvero cospicua (nel 2002 un'altra spada di Lord Nelson fu battuta all'asta per oltre 400.000 euro).

NO ALLE ASTE, SI AL MUSEO - Da parte sua l'esploratore Ellyatt, che il prossimo 4 febbraio parteciperà alla «International Shipwreck Conference, appuntamento annuale che si tiene all’Università di Plymouth nel quale si confrontano diversi esperti di storia marittima, vuole evitare che i memorabilia di Lord Nelson finiscano in mani sbagliate e che siano poi venduti all'asta.
L'esploratore avrebbe nascosto la spada dell'ammiraglio in un punto segreto del relitto per proteggerlo dai saccheggiatori: «Il Ministero della Difesa voleva sapere in che punto si trovassero gli oggetti personali di Lord Nelson - ha confessato il sub al Sunday Telegraph - I funzionari del dicastero non vogliono che i memorabilia dell'ammiraglio compaiano all'improvviso su qualche sito d'aste. Si sono mostrati molto interessati alla spada, ma quando ho proposto di riportarla alla luce, sembra che abbiano cambiato idea. Non voglio che qualcuno entri nel relitto e lo spogli completamente di ogni suo bene.
In verità vorrei portare in superficie la spada, ma temo che appena sbarcata sulla terraferma sarà sequestrata dalle autorità locali. Se alla fine i beni fossero recuperati, mi farebbe piacere vederli custoditi in un museo del Regno Unito».

http://www.corriere.it/esteri/12_gennaio_29/tesoro-nelson_f3388570-4a74-11e1-bc89-1929970e79ce.shtml

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Re:Contenitore per News Archeologiche
« Risposta #556 il: 01 Febbraio 2012, 22:48:19 pm »

Una Stonehenge prima di Stonehenge


Un antico complesso templare rinvenuto nelle Orcadi potrebbe essere stato il modello per il celebre cerchio di pietre in Inghilterra

di James Owen




Gli scavi al Ness of Brodgar, in Scozia, hanno finora riportato alla luce solo il 10 per cento del sito. Fotografia per gentile concessione Hugo Whymark, ORCA
Su un'isola al largo della punta settentrionale della Gran Bretagna gli archeologi stanno riportando alla luce un vasto complesso rituale risalente all'Età della Pietra, ma più antico di Stonehenge.

La novità non sta solo nell'età del sito: secondo gli studiosi, quello appena scoperto sarebbe stato il modello originale sia di Stonehenge che di altri, più noti complessi rituali del sud del paese.

Individuato nel 2002, il sito, ribattezzato Ness of Brodgar ("promontorio di Brodgar") sorge sulle sponde di Mainland (detta anche Pomona in italiano), l'isola più grande dell'arcipelago scozzese delle Orcadi.

Secondo le analisi al radiocarbonio effettuate su alcuni resti di frammenti di legno bruciato, il Ness sarebbe stato occupato attorno al 3200 a.C. e avrebbe finito per comprendere fino a un centinaio di edifici all'interno della sua monumentale cinta muraria.

A Stonehenge invece si sarebbe iniziato a lavorare attorno al 3000 a.C., e ci sarebbero voluti altri 500 anni prima che le famose pietre venissero portate sulla Piana di Salisbury. Inoltre, nel sito di Ness of Brodgar si sarebbero tenuti dei raduni celebrativi che avrebbero preceduto i banchetti di Stonehenge e di altri siti simili, come ad esempio Avebury.

"Le Orcadi sono una delle chiavi per comprendere lo sviluppo della religione durante il Neolitico", dice il direttore degli scavi Nick Card, dell'Orkney Research Centre for Archaeology.

Banchetto finale

Non è la prima volta che si parla delle Orcadi come di una delle fonti della cultura dell'Età della Pietra. Ad esempio, è stato ipotizzato che la cosiddetta cultura del vasellame inciso, che divenne dominante nella Gran Bretagna neolitica, abbia avuto origine nelle Orcadi e si sia poi diffusa verso sud. Secondo Card, ora sembra che questo modo di lavorare la ceramica possa aver innescato un'ondata culturale che comprendeva i primi circoli di pietre e recinti, zone rituali circondate da basse "mura” di terra.

Nonostante l'influenza che sembra aver avuto su siti successivi, il Ness non sarebbe durato a lungo. La datazione delle ossa di animali trovate attorno al tempio indica che attorno al 2300 a.C. si sarebbe tenuto un enorme banchetto con il quale si sarebbe salutata la fine del tempio stesso, dice Card. "Ci troviamo di fronte ai resti di circa 600 animali, che sarebbe un banchetto di proporzioni gigantesche in qualsiasi epoca”.

Lo splendore decorativo dell'Età della Pietra

La nuova datazione del sito si basa sugli scavi effettuati a Ness of Brodgar nel 2011, quando i ricercatori hanno iniziato a mettere assieme tutta una serie di scoperte all'interno del complesso templare, riportato alla luce nel 2008.

L'edificio, lungo 25 metri e con mura interne spesse cinque, contiene una sorta di "sanctum" interno dove gli archeologi hanno trovato delle scaffalature in pietra, o credenze, poste contro ogni muro. "Ne abbiamo rinvenute quattro, situate quasi ai punti cardinali", racconta Card. "Forse fungevano da altare".

Realizzata in arenaria gialla e rossa, la mobilia dell'Età della Pietra era "lavorata finemente" e rappresentava "la più alta fascia di mercato" per l'epoca, sottolineano gli archeologi.

Gli scavi del 2011 hanno permesso di rinvenire ulteriori esempi delle misteriose incisioni geometriche su pietra che decoravano il complesso, così come altre testimonianze di produzione di pitture; tracce di colore arancio, rosso e giallo erano state già individuate sulle mura nel 2010. "C'è una stanza dove vi sono tracce di vari colori ocra e piccole pietre cave in cui veniva macinato il pigmento”, spiega Card. "Abbiamo sempre pensato che durante il Neolitico l'uomo usasse i colori, sia per dipingersi il corpo o magari per tingere i vestiti, ma questa è la più antica testimonianza nell'Europa settentrionale di un utilizzo dei colori sulle mura di un edificio”, dice lo studioso.

Fra le altre scoperte effettuate nel 2011 vi è una rara figurina umana neolitica realizzata in argilla (vedi la foto a destra). "Ha una testa con due occhi e un corpo; l'abbiamo chiamata 'il ragazzo di Brodgar'", spiega Card. "È stata trovata fra i resti di una delle strutture più piccole".

Patrimonio dell'Umanità

Il Ness of Brodgar si trova fra due altri importanti monumenti, il Cerchio di Brodgar e le Pietre Erette di Stenness, che fanno parte del cosiddetto Cuore delle Orcadi Neolitiche, il nome adottato dall'UNESCO quando, nel 1999, l'area venne dichiarata Patrimonio dell'Umanità.

Secondo l'archeologo Mark Edmonds della University of York, migliaia di anni fa il Ness era uno dei luoghi dove le comunità agricole neolitiche delle Orcadi si riunivano in massa per celebrare le stagioni e commemorare i defunti — un comportamento che probabilmente venne mutuato nei siti sorti successivamente più a sud, come appunto Stonehenge e Avebury. "Quello che inizia a verificarsi in questi siti verso la fine del Neolitico sembra in effetti riflettere l'influenza di costumi che emergono precedentemente nelle Orcadi", afferma Edmonds, che non ha preso parte agli scavi del 2011.

I complessi templari, inoltre, sembrano avere in comune una struttura e un concezione di base. "Abbiamo l'impressione che non fossero solo luoghi dove riunire i defunti e tenere cerimonie, ma dove aggregare i vivi”, dice l'archeologo. Il Ness of Brodgar "potrebbe rivoluzionare ciò che sappiamo sul Neolitico in Gran Bretagna”, aggiunge. "Ritengo possa aiutarci a comprendere la natura del sistema di credenze dell'epoca. Potrà fornirci nuovi elementi per capire il contesto sociale e politico in cui avevano luogo queste cerimonie”.

Card, il direttore degli scavi, è d'accordo: finora è stato riportato alla luce solo il 10 per cento del complesso, sottolinea l'archeologo: "Abbiamo appena iniziato a scalfirne la superficie”.


http://www.nationalgeographic.it/popoli-culture/2012/01/30/news/una_stonhenge_prima_di_stonehenge-821880/
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nikolaus88

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Re:Contenitore per News Archeologiche
« Risposta #557 il: 08 Febbraio 2012, 11:01:18 am »

Cani, l'addomesticamento spostato indietro a 33 mila anni fa

Il cane è il più antico animale addomesticato. Non sorprende quindi che ci sia molto interesse da parte del mondo scientifico per cercare di capire quando sia avvenuto quel passaggio cruciale che ha portato da un animale selvatico, qual è il lupo, al «miglior amico dell’uomo». Molti gli studi recenti.
Ora però ce n’è uno di un gruppo di ricerca internazionale che vede coinvolti ricercatori russi, statunitensi, britannici e olandesi, che anticipa a 33 mila anni fa (cioè prima dell’ultimo massimo glaciale verificatosi tra 26.500 e 19 mila anni fa) la presenza dei primi cani domestici.

Andiamo con ordine. I primi resti di cane domestico (Canis familiaris) così come lo intendiamo oggi, risalgono a un periodo che va da circa 14 mila a 9 mila anni fa in Cina, Medio Oriente ed Europa, visto che è da allora che i cani sono diventati una componente consistente di insediamenti umani e sono stati oggetto di sepoltura intenzionale, in tombe umane.
Ma una ricerca del 2009, condotta dall’Accademia delle scienze cinese, aveva indicato un singolo sito e un punto preciso per l' origine del cane domestico, intorno ai 16 mila anni fa, nella regione meridionale del Fiume Azzurro, dove , secondo gli studiosi, l'addomesticamento di centinaia di lupi era piuttosto comune. È qui infatti che è stato rinvenuto il numero più grande di «pezzi» di Dna simili, tra il lupo e il cane.
Un concetto ribadito anche lo scorso novembre da Peter Savolainen del Kht, l’Istituto reale svedese di tecnologia, e dalla sua squadra: studi sul patrimonio genetico dei cani portano alla conclusione che l'area Asy (Asia South of Yangtze River) in Cina è la principale - e probabilmente la sola - zona dove è avvenuto l'addomesticamento del cane dal lupo.


Ma ecco la novità. Un teschio di cane, datato con il metodo del carbonio 14 a 33 mila anni fa, rinvenuto in una caverna della Siberia (monti Altaj) e un altro teschio di cane addomesticato rinvenuto in una grotta in Belgio, sollevano interrogativi circa il tempo e il luogo della più antica domesticazione del cane.

I ricercatori sono giunti alla conclusione che si tratta di cane e non di lupo, dalle caratteristiche morfologiche del cranio: «Sia le ossa dell’esemplare belga che quelle dell’esemplare siberiano porterebbero a concludere che si tratta di specie domestiche», ha dichiarato Greg Hodgins, ricercatore presso l'Università dell’Arizona e co-autore dello studio che riporta la scoperta. «Essenzialmente i lupi hanno muso lungo e sottile e i loro denti sono più distanziati.
I risultati della domesticazione portano invece a un accorciamento del muso, all'ampliamento delle mascelle e l'addensamento dei denti, anche se quest’ultimo parametro da solo non è sufficiente per dire che si tratta di un cane.
La cosa interessante», continua il ricercatore, «è che questi esemplari non sembrano essere antenati dei cani moderni. I nostri studi ci portano a concludere che possono rappresentare un cane nei primissimi stadi di domesticazione, cioè un cane "incipiente"».


Nelle migliaia di anni successivi infatti non vengono ritrovati resti di cani domestici sino alla fine della glaciazione (circa 14.000-11.500 anni fa), per cui «possiamo concludere che la linea rappresenta dal ‘cane incipiente’ della grotta di Razboinichya in Siberia non è sopravvissuta all’ultimo massimo glaciale.
Tuttavia, i due teschi indicano che l'addomesticamento dei cani da parte dell'uomo si è verificato ripetutamente dagli inizi e nel corso della storia umana in diverse aree geografiche, il che potrebbe significare che i cani moderni hanno più antenati piuttosto che un singolo antenato comune».


 «La cosa interessante è che di solito noi pensiamo all’addomesticamento di mucche, pecore e capre per le cose che producono, quali il cibo, la carne o prodotti secondari come latte, formaggio e lana», conclude Hodgins. «Molto diversi sono stati i rapporti degli esseri umani con i cani, che non sono necessariamente fornitori di prodotti o carne. Essi hanno probabilmente fornito fin dall’inizio protezione, compagnia e forse aiuto nella caccia. Ed è veramente interessante che questo sia accaduto nel primo addomesticamento operato dall’uomo».

http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0022821
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_febbraio_08/cane-domesticazione-spampani_8fdfa43c-51a3-11e1-bb26-b734ef1e73a5.shtml
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JENA SNAKE PLISSKEN

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« Risposta #558 il: 08 Febbraio 2012, 13:42:29 pm »

Egitto, gli ibis mummificati e nutriti per l'aldilàScoperta la più antica testimonianza dell'uso degli antichi Egizi di sacrificare e riempire di cibo questi uccelli affinché dopo la morte facessero da messaggeri presso gli dei
di James Owen

Avvolto in bende di lino, questo cosiddetto ibis sacro - un pulcino conservato alla McGill University di Montreal - ha fornito agli studiosi la più antica testimonianza dell'uso degli antichi Egizi di "nutrire” gli animali mummificati in vista del loro viaggio nell'aldilà. 

Secondo gli autori della ricerca, pubblicata sulla rivista Journal of Archaeological Science, la TAC eseguita sull'uccello di 2.500 anni fa (uno dei quattro usati per la ricerca) mostra che il corpo dopo la morte fu riempito di cereali affinché fosse in grado di affrontare la sua missione ultraterrena di messaggero presso gli dei.
 

(08 febbraio 2012)

http://www.nationalgeographic.it/popoli-culture/2012/02/08/foto/mummie_di_ibis_nutrite_dopo_la_morte-838093/1/
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defiant

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« Risposta #559 il: 08 Febbraio 2012, 16:06:17 pm »

08/02/2012    Archeologi israeliani hanno scoperto la settimana scorsa i resti di un'imponente cittadella fortificata risalente alla fine dell’VIII-inizi del VII secolo a.e.v., sul sito denominato “Givat Yona”. La scoperta corrobora l’ipotesi che la località fosse già abitata all’epoca dei re del Primo Tempio e del profeta Giona (Yona).

fonte:   http://www.israele.net/
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« Risposta #560 il: 13 Febbraio 2012, 01:00:20 am »

Isola di pasqua..

Un gruppo di ricercatori del progetto Easter Island Statue Project (EISP) ha compiuto degli scavi in profondità intorno alle ‘teste’ megalitiche dell’isola di Pasqua. Queste misteriose presenze sono state un interrogativo antropologico per decenni che è destinato a complicarsi perché gli scavi hanno messo in luce il fatto che non si tratta solo di enormi teste con un accenno di busto ma di figure intere. Sono emerse infatti le braccia dei colossi conserte in grembo sino all’altezza del ‘bacino’ e la figura sembra andare oltre. Questa scoperta acuirà gli interrogativi sulle modalità di produzione e trasporto dei colossi nonché sulla loro funzione originaria.

Fonte:http:      //www.altrogiornale.org/news.php

Link riferimento:

http://www.eisp.org/3879/

http://www.chromographicsinstitute.com/2012/02/easter-island-heads-have-bodies/
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Borja

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« Risposta #561 il: 13 Febbraio 2012, 15:42:53 pm »

Isola di pasqua..

Un gruppo di ricercatori del progetto Easter Island Statue Project (EISP) ha compiuto degli scavi in profondità intorno alle ‘teste’ megalitiche dell’isola di Pasqua. Queste misteriose presenze sono state un interrogativo antropologico per decenni che è destinato a complicarsi perché gli scavi hanno messo in luce il fatto che non si tratta solo di enormi teste con un accenno di busto ma di figure intere. Sono emerse infatti le braccia dei colossi conserte in grembo sino all’altezza del ‘bacino’ e la figura sembra andare oltre. Questa scoperta acuirà gli interrogativi sulle modalità di produzione e trasporto dei colossi nonché sulla loro funzione originaria.

Fonte:http:      //www.altrogiornale.org/news.php

Link riferimento:

http://www.eisp.org/3879/

http://www.chromographicsinstitute.com/2012/02/easter-island-heads-have-bodies/


oh my god  :spavento:

JENA SNAKE PLISSKEN

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« Risposta #562 il: 13 Febbraio 2012, 16:33:52 pm »

Isola di pasqua..

Un gruppo di ricercatori del progetto Easter Island Statue Project (EISP) ha compiuto degli scavi in profondità intorno alle ‘teste’ megalitiche dell’isola di Pasqua. Queste misteriose presenze sono state un interrogativo antropologico per decenni che è destinato a complicarsi perché gli scavi hanno messo in luce il fatto che non si tratta solo di enormi teste con un accenno di busto ma di figure intere. Sono emerse infatti le braccia dei colossi conserte in grembo sino all’altezza del ‘bacino’ e la figura sembra andare oltre. Questa scoperta acuirà gli interrogativi sulle modalità di produzione e trasporto dei colossi nonché sulla loro funzione originaria.

Fonte:http:      //www.altrogiornale.org/news.php

Link riferimento:

http://www.eisp.org/3879/

http://www.chromographicsinstitute.com/2012/02/easter-island-heads-have-bodies/

Interessante  :ok:
Si potrebbe spostare anche in misteri o ooparts, secondo me... archeologia misteriosa  :ok:
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jumpjack

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« Risposta #563 il: 27 Febbraio 2012, 15:06:53 pm »

Sono emerse infatti le braccia dei colossi conserte in grembo sino all’altezza del ‘bacino’ e la figura sembra andare oltre. Questa scoperta acuirà gli interrogativi sulle modalità di produzione e trasporto dei colossi nonché sulla loro funzione originaria.

Questa poi!
Quale immane cataclisma può portare a sedimenti di terra spessi due metri... SU UN ISOLA?!? Di certo non un'alluvione dovuta alla pioggia.
Forse è un'isola vulcanica?
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JENA SNAKE PLISSKEN

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« Risposta #564 il: 28 Febbraio 2012, 11:05:12 am »

Archeologia, importante scoperta nel ponente ligure
Written by giorgio di gregorio

Interessanti reperti archeologici, risalenti all’età neolitica recente sono stati scoperti nell’area residenziale della frazione villanovese di Coasco durante alcune operazioni di scavo.
I sondaggi da parte dei tecnici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali sono partiti a fine dicembre 2011, per proseguire in tutto il mese di gennaio 2012, periodo in cui sono stati ritrovati diversi resti di coccio risalenti all’età neolitica e alcune perle appartenenti al periodo dell’Età del Bronzo, a testimonianza che la piccola frazione del paese fortificato della Val Lerrone fosse già abitata milioni di anni fa.
Secondo gli esperti, i materiali ed i dati recuperati sono attribuibili ad un insediamento all’aperto dell’età neolitica recente, che non solo è il primo ad essere stato individuato nella piana retrostante Albenga, ma in assoluto nell’intera Liguria.
Nei giorni scorsi, il sovrintendente Bruno Massabò ha inviato una lettera all’amministrazione comunale per chiedere una collaborazione alla valorizzazione e tutela del patrimonio scoperto.
Un invito accolto positivamente dai responsabili del Comune che hanno già annunciato la propria disponibilità.
“Siamo contenti di questo ritrovamento perché è un ulteriore occasione per approfondire la nostra storia – dichiara il vicesindaco Pietro Balestra -. Si tratta di una scoperta importantissima, collaboreremo con il Ministero affinché si possa scoprire se nell’intera fascia esistano insediamenti più vasti.  L’area residenziale in cui sono stati trovati i reperti dovrà essere monitorata e bisognerà  verificare se si potrà costruire liberamente o si dovranno effettuare ulteriori analisi. Abbiamo accolto questa scoperta non come una criticità ma come valore aggiunto per l’intero paese. L’amministrazione è pronta ad organizzare un convegno in collaborazione con la Sovrintendenza per illustrare e sensibilizzare la cittadinanza l’effettivo valore ritrovato. Incaricheremo un architetto archeologo che possa approfondire questo tema. Ci auguriamo che ulteriori indagini e futuri ritrovamenti ci consentano di costruire un vero e proprio sito archeologico da visitare”

http://www.ilnord.com/2012/02/27/archeologia-importante-scoperta-nel-ponente-ligure/
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tigre61

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« Risposta #565 il: 28 Febbraio 2012, 18:07:14 pm »

Oetzi era sardo!!!!


Oetzi, antenati sardi e corsiera predisposto all'infarto
La mummia scoperta nel 1991 in Alto Adige aveva occhi marroni, era intollerante al lattosio e aveva una malattia infettiva trasmessa dalle zecche: sono alcuni dei risultati della mappatura del suo Dna

 
ROMA - Aveva occhi marroni, geneticamente predisposto a malattie cardiocircolatorie, intollerante al lattosio e aveva probabilmente un antenato in comune con gli attuali abitanti di Sardegna e Corsica: è l'identikit di Oetzi, la celebre mummia del Similaun, ricostruito grazie alla prima mappa completa del suo Dna. La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Communications, è stata condotta da un gruppo internazionale coordinato da Albert Zink, dell'Accademia Europea di Bolzano.

Scoperto nel 1991 in Alto Adige, sul versante italiano delle Alpi Otztal, Oetzi è ora conservato presso il museo archeologico di Bolzano. La mappa del suo Dna ha rivelato inoltre che il suo gruppo sanguigno di Oetzi era lo zero, che l'uomo aveva una predisposizione alle malattie cardiovascolari (corroborate dalle calcificazioni vascolari trovate nella mummia) e che molto probabilmente soffriva della malattia di Lyme. Questa si manifesta con un eritema, febbre e dolori muscolari ed è provocata dal batterio Borrelia burgdorferi, del cui Dna sono state trovate tracce nel genoma di Oetzi.

"Quando lavoriamo con antichi Dna, i campioni sono spesso degradati e risultano in frammenti molto brevi, comparati ai campioni di Dna moderni", osserva uno degli autori della ricerca, Timothy Harkins, della Life Technologies che fornisce servizi e strumenti per le analisi del Dna. "La sfida - aggiunge - è dare un senso alla lettura di queste brevi sequenze e per riuscire a comprendere cosa ci dice un genoma così antico".

La mummia evidenzia non solo la predisposizione genetica alle malattie cardiocircolatorie, ma anche uno dei sintomi della malattia: la presenza di arteriosclerosi. Il dato è interessante perchè, 5.000 anni fa, Otzi non era esposto ai rischi che oggi influenzano fortemente l'insorgere di malattie cardiocircolatorie: l'Iceman non era sovrappeso e non conduceva una vita sedentaria. "La conferma che questa predisposizione genetica fosse riscontrabile già ai tempi di Otzi è rilevante perchè mostra che le malattie cardiocircolatorie possono non essere legate alla civilizzazione. Ora, il passo successivo sarà quello di analizzare  in maniera più approfondita lo sviluppo di queste patologie", sottolineano l'antropologo Albert Zink e il bioinformatico Andreas Keller.

L'analisi del genoma ha inoltre evidenziato tracce di borrelia, una famiglia di batteri che causa una malattia infettiva trasmessa attraverso le zecche. Carsten Pusch, che ha condotto le indagini genetiche a Tubingen, afferma: "Si tratta della più antica testimonianza di borreliosi, ora sappiamo che questa infezione esisteva già 5.000 anni fa".

Un altro aspetto considerato dai ricercatori è stata l'origine genetica dell'Uomo venuto dal Ghiaccio. E' stato dimostrato che Otzi appartiene a un aplogruppo Y molto raro in Europa. Questo permette di trarre due conclusioni: gli antenati di Otzi sono emigrati dal vicino Oriente nel neolitico in seguito alla diffusione dell'agricoltura e dell'allevamento; il loro Dna si è conservato fino a oggi in regioni isolate, come Sardegna e Corsica.

Attraverso gli studi genetici è stato possibile ottenere informazioni anche sulle caratteristiche fisiche dell'Uomo venuto dal ghiaccio: Otzi aveva gli occhi marroni, i capelli castani e soffriva di intolleranza al lattosio.  Quest'ultima scoperta avvalora l'ipotesi che anche 5.000 anni fa, nonostante si vivesse in una società contadina, l'intolleranza al lattosio era molto diffusa. Solo con l'addomesticamento degli animali, gli uomini hanno poi sviluppato la capacità di digerire il latte anche in età adulta. Il sequenziamento del Dna di Otzi è stato sostenuto da National Geographic Society (USA), Life Technologies (USA) e Comprehensive Biomarker (Germania).
(28 febbraio 2012

http://www.repubblica.it/scienze/2012/02/28/news/oetzi_dna_rischiava_infarto-30653727/?ref=HREC2-19
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zzzzzzzzzzzzzzzzz anzi: GRRRRRRRRR

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« Risposta #566 il: 10 Marzo 2012, 22:41:42 pm »

Le donne erano potenti nella società Maya


Una nuova interpretazione degli oggetti lasciati dalla cultura dei Maya mostra una società progredita, in cui le donne avevano molto più potere di quanto non si credesse.
“Di solito la gente pensa che le donne vivessero ristrette nell’ambito familiare” dice Shankari Patel, antropologa presso l’Università di California-Riverside. “Si pensa che non partecipassero ai riti importanti. Le ricerche precedenti che conoscevo ignoravano completamente le donne”.
Patel ha studiato gli oggetti conservati al British Museum, provenienti dal sito di Cozumel, Messico, e scavati nel corso del sec. XIX. Ha trovato spille spiraliformi, usate dalle donne Maya per I loro abiti, e ha pensato che fosse curioso che esse fossero molto elaborate e che si supponesse dovessero servire soltanto nell’ambito private. La sua ricerca l’ha condotta a collocare l’uso di quegli accessori nei rituali pubblici, come simboli dell’identità femminile.
“In passato, il patriarcato era una cosa diversa,” afferma. “Le donne erano padrone dei diritti della propria riproduzione. C’erano donne guaritrici e donne ostetriche.”
Patel sostiene che, poiché molti siti Maya sono stati scavati da uomini, la maggior parte dei quesiti che essi si ponevano escludeva la partecipazione femminile. Riguardando l’iconografia artistica e la ceramica ha mostrato l’evidenza di condottiere e divinità femmine e ha riletto i documenti storici scritti dai Maya per ricostruire la loro vita.
La spedizione spagnola di Hernán Cortés nel sec. XVI provocò la distruzione della società Maya, che si era sviluppata sin dal 250 d.C.
“La prima persona che gli Spagnoli incontrarono fu una donna,” afferma Patel, “La prima cosa che pensarono fu, ‘Quale tipo di società manderebbe una donna come ambasciatrice?’ Si rifiutarono di parlarle e dovette essere inviato un uomo, come ambasciatore, nei colloqui con loro.”
Thomas Patterson, professore di antropologia all’UC-Riverside e relatore della tesi di Patel, ha detto che la ragione per cui parte l’importanza delle donne nella cultura Maya si è perduta per tanto tempo deriva dallo studio dei siti maggiori. Solo ora i ricercatori stanno comprendendo meglio quella cultura.
“Tutti quei siti apparivano costruiti da uomini, visti da uomini, e le divinità femminili erano soltanto spose,” ha detto Patterson. “Ora penso che il panorama sul ruolo delle donne nella società Maya si stia allargando.”
Cynthia Robin, professoressa di antropologia alla Northwestern University, ha detto che la ricerca di Patel presenta “una scoperta molto interessante” e ha sottolineato l’importanza degli studi storici per fare luce sul presente.
“Una delle cose che sappiamo sulla società Maya è che prima della conquista spagnola non c’era per le donne quel ‘tetto di vetro’ che invece sembra esserci nella nostra società,” ha affermato.
Robin ha detto che nella cultura Maya le donne erano anche capi di stato o signore della guerra.
“Una delle cose importanti nella ricerca archeologica è che può mostrare quanto fosse diversa la vita nel passato e quanto potrebbe esserlo nel futuro,” ha detto Robin. “Così, se presumiamo che i rapporti tra i sessi fossero sempre gli stessi, può essere solo un modo per giustificare le disuguaglianze odierne.”

http://www.liutprand.it/articoliMondo.asp?id=454
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Ne uccide più la paura della spada

tigre61

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Re:Contenitore per News Archeologiche
« Risposta #567 il: 12 Marzo 2012, 13:53:22 pm »

dall'ultima ora di Rapubblica

Egitto: crolla Galleria, morti 10 tombaroli vicino a Luxor
Strage di tombaroli in Egitto: dieci persone sono morte vicino a Luxor nel crollo di una galleria che avevano scavato per cercare reperti archeologici. I dieci, tra cui quattro fratelli, si trovavano nel tunnel realizzato sotto un'abitazione, nel villaggio di Arab al-Manasra, a nord della zona dei templi dell'antica Tebe, quando le pareti hanno ceduto e sono stati travolti. Altre due persone sono rimaste ferite ma sono riuscite a trarsi in salvo. .
(12 marzo 2012)
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zzzzzzzzzzzzzzzzz anzi: GRRRRRRRRR

croft

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Re:Contenitore per News Archeologiche
« Risposta #568 il: 12 Marzo 2012, 15:04:38 pm »

... e poi dicono che la maledizione è di Tuthankamon  :BuonaNotte:
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"Verrà il giorno in cui la torre renderà ciò che le è stato affidato, la Piramide salterà come un ariete e allora terminerà la triste età del ferro".

HALL9000

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Re:Contenitore per News Archeologiche
« Risposta #569 il: 12 Marzo 2012, 18:12:01 pm »

Neanderthal, un destino già segnato
La popolazione era decimata già 50.000 anni fa
12 marzo, 13:43

http://www.ansa.it/web/notizie/specializzati/scienza/2012/03/12/visualizza_new.html_130982707.html
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All that's to come
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