Ma perché si ragiona sempre… col senno di oggi?
In oltre duemila anni, Atlantide è stata cercata in ogni angolo della Terra, meno che nel posto indicato da Platone con dovizia di particolari.
Dati tali insuccessi, sono in molti a ritenere che Platone abbia raccontato delle frottole.
Naturalmente il filosofo greco non aveva coordinate GPS da darci. Ci fornì, però, delle indicazioni abbastanza precise, e che ognuno di noi può tranquillamente verificare.
È colpa sua se finora si sono prese lucciole per lanterne? Che colpa può avere lui, se il “suo” Oceano Atlantico (o, per meglio dire, quello di Solone) non era la distesa d’acqua cui facciamo riferimento noi oggi, bensì un altro mare?
E che colpa ha, il povero Platone, se si parla sempre di 11.600 anni fa quale epoca della distruzione di detta isola, mentre quella è la data riferibile (secondo il sacerdote di Sais) alla nascita di Atene che solo molto tempo dopo combatté contro Atlantide?
E che dire del fatto che nessuno sembra essersi mai accorto di questa frase del Timeo: “…nei limiti dell'imboccatura di cui ho parlato appare come un porto caratterizzato da una stretta entrata”. ?
Per ora mi fermo qui (ma ho molti altri elementi da sottoporre al vaglio di chi volesse intervenire).
Che dite: vogliamo provare a ragionarci sopra, ma… col senno di allora?